di Alessia Serangeli
VITERBO – Un vecchio fidanzatino “scippato” e vecchi rancori. I fumi dell’alcool e la violenza. La corsa in ospedale, infine.
Dopo il ragazzino pestato dal branco il 21 febbraio scorso, un altro gravissimo episodio di violenza tra adolescenti si è verificato ieri l’altro nella città delle ceramiche, lì dove era in corso la tradizionale sfilata di carri allegorici del martedì grasso.
Proprio come era stato per il diciottenne – che per i calci e i pugni incassati aveva riportato gravi lesioni in varie parti del corpo – anche in questo caso teatro della rissa è stata piazza della Liberazione.
Il fatto. Era appena terminata la parata di maschere, quando due ragazze e due ragazzi – uno dei quali minorenne – si sono azzuffati, dandosele di santa ragione. Richiamati dalla baraonda, “siamo subito intervenuti”, hanno spiegato i carabinieri del capitano Stefano Leuzzi, sul posto per un ordinario servizio di ordine pubblico.
“Abbiamo incontrato non poche difficoltà a dividere i quattro”, hanno ammesso, sottolineando: “Le due giovani, in particolare, si sono letteralmente accapigliate e non volevano saperne di demordere dai loro intenti di giustizia personale”.
Riusciti a sedare la lite, gli uomini dell’Arma hanno condotto i quattro giovani in caserma, dove si è scoperto il motivo di tanto accanimento. “Vecchi rancori e gelosie sentimentali”, hanno riferito.
Sciocchezze, tradotto in termini spiccioli, capaci però di scatenare tanta violenza.
Il precedente. Altrettanto futili i motivi che avevano spinto il branco a picchiare il diciottenne finito in ospedale e refertato con una prognosi di trenta giorni (salvo complicazioni). Il giovane, ubriaco anche lui, aveva fatto avances ad una ragazza che non aveva gradito tanto da spingerla a chiedere aiuto ad un gruppo di amici, subito accorsi per difenderla. Dalle parole grosse all’aggressione vera e propria il passo era stato breve: il branco aveva iniziato a sferrare calci a ripetizione lasciando il diciottenne inerme sul selciato. Fino all’intervento di un carabiniere fuori servizio che aveva richiesto rinforzi. Un giovane era finito in manette pochi istanti dopo, mentre altri due erano stati rintracciati successivamente grazie alla ricostruzione di alcuni testimoni e denunciati a piede libero. All’appello ne mancano ancora due (forse tre) e le ricerche sono tuttora in corso.
Si sono concluse con tre arresti e una denuncia a piede libero (a carico del minorenne), invece, le indagini sulla rissa che ha coinvolto i quattro ragazzi. Tutti medicati anche loro in ospedale e refertati con prognosi che vanno dai tre ai cinque giorni per le lesioni riportate.
Una medaglia d'oro e una d'argento per il karate tarquiniese conquistati alla ''Coppa Carnevale gara di Kata e Kumite'' che si è svolta al Palasport di Aricci in provincia di Roma. La mattina in gara i preagonisti 5/11 anni categoria Bambini, Fanciulli e Ragazzi nel Kata (Forme), questi gli atleti del Fatamorgana partecipanti: Leonardo Massi, Cristina Oliva e Riccardo Capoccia.
Fin dalle prime battute, la gara si rivela lunga e impegnativa per i nostri atleti visti i numeri degli iscritti 380 atleti per un totale di 32 società, con oltre 1000 persone sugli spalti. L’attesa è la peggiore delle componenti in gara, stanchezza, stress, nervosismo, ansia e fame si la fame fanno la differenza. I nostri tre piccoli ma grandi atleti, (dopo un’attesa di circa 6 ore prima di entrare in competizione), al secondo turno sono fuori gara, stremati ma ben consapevoli di aver dato il massimo, nonostante tutto la loro prestazione e stata splendida segno di maturità crescente di gara in gara.
Nel tardo pomeriggio è di scena la cat. Esordienti “A” 12/13 anni, la prova scelta dagli atleti del Fatamorgana è quella del Kata (combattimento simulato con uno o più avversari) gli atleti impegnati sono Barreca Mirko, Belli Nicodemo e Partenzi Alessio. Strabiliante la prestazione dei tre, nella cat. Verde/Blu vi sono Belli e Partenzi che dopo aver vinto ben 4 incontri consecutivi si ritrovano in finale uno contro l’altro, finale tutta targata Fatamorgana, la conquista della medaglia Oro va a Belli Nicodemo, l’Argento e di Partenzi Alessio.
Passiamo ora alla classe superiore le cinture marrone, è la volta di Barreca Mirko che si trova contro 12 agguerritissimi atleti tutti veterani in queste competizioni, atleti facenti parte del CTR G.S. dell’Esercito guidati dalla pluricampionessa M° Berrettoni Daniela, ma anche qui il piccolo Mirko Barreca si fa valere mettendo in campo tutta la sua grinta e la determinazione che in queste gara non deve mai mancare. Ripescato al terzo turno vince l’incontro, uscendo definitivamente dalla competizione solo al quarto incontro, mancando di un soffio il podio si classifica meritatamente al 5° posto.
Tutti gli atleti del Fatamorgana ricevono i migliori complimenti per le loro gesta dai tecnici, dagli ufficiali di gara, dal vicepresidente CRLazio settore Karate M° Giuseppe Della Lama e dagli avversari sconfitti, il fair play in queste occasioni è di casa.
Particolarmente entusiasti e fieri i M° Giuliano Rossi, Carlo Barreca e Angela Arnaldino per i risultati conseguiti, possiamo quindi affermare che il lavoro svolto va nella giusta direzione.
Il Presidente dell’A.S. Karate Fatamorgana Simonetta Paolacci, coglie l’occasione per citare lo sponsor ufficiale Luca Eusepi Trasporti e lo sponsor tecnico Autocarrozzeria F.lli Capitta e Seripa, grazie al loro sostegno e alla collaborazione prestata, si è riusciti a raggiungere risultati importanti superando anche momenti difficili. Un doveroso ringraziamento a tutti i genitori dei nostri atleti per averci negli anni dimostrato stima, affetto e soprattutto pazienza come nel caso della gara di oggi. Nel concludere, il Presidente sempre più orgogliosa dei suoi ragazzi che con le loro gesta permettono di rappresentare ai massimi livelli i colori della scuola e quelli di tutta Tarquinia, porge cordiali e sportivi saluti.
VITERBO - Esito superiore alle aspettative quello dell’inaugurazione del nuovo tratto di cunicolo di Orte Sotterranea che si è avuto sabato 18 febbraio scorso a seguito della conferenza tenutasi presso la Sala delle Bandiere a Palazzo Nuzzi.
Il Pozzo di Cocciopesto e l’altro piccolo pozzo romano inaugurati hanno infatti riscosso apprezzamenti dai tanti cittadini e turisti che hanno partecipato alla giornata. Presenti alla giornata anche gli oltre trenta partecipanti del corso per accompagnatori nel patrimonio sotterraneo di Orte, organizzato dal Comune di Orte, dalla direzione scientifica del Museo Civico Archeologico e dall’Associazione culturale Veramente Orte. Il corso, giunto alla sua quarta edizione prepara i cittadini di Orte alla conoscenza dei complessi culturali di Orte Sotterranea, dei Musei di Orte e delle bellezze archeologiche ed architettoniche del Centro storico e del circondario, compreso il Porto Romano di Seripola e la necropoli etrusca di San Bernardino.
“Vorrei sottolineare quanto l’amministrazione comunale stia lavorando nell’ambito della cultura in sinergia con i giovani – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Giovanili Angelo Ciocchetti – Abbiamo coinvolto l’associazione Veramente Orte, il gruppo locale di Protezione Civile e tanti volontari, una popolazione mediamente molto giovane, nel riscoprire i pregi di Orte. E tutti sono stati entusiasti di questo, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie forze. Abbiamo in progetto di continuare in questo senso coinvolgendo scuole ed università, creando un grosso movimento in ambito turistico e culturale che coinvolga i beni culturali materiali ed immateriali di Orte, l’Ottava Medievale e la Processione del Cristo Morto, Orte Sotterranea e i Musei, in un sistema organico che qualifichi la cultura locale. Resto della convinzione che questo è un passo in avanti assoluto nel modo di fare cultura ad Orte e chi non lo vede evidentemente non conosce, e non ama, questo territorio”.
“In una fase economica come questa – ha poi aggiunto l’assessore alla Cultura Giulia Corradi - puntare sulla riapertura di Biblioteca e Archivio Storico per riconsegnare alla cittadinanza luoghi di cultura ed aggregazione, è un obiettivo arduo e, si direbbe, in controtendenza. Siamo però convinti che solo facendo così i giovani possono riacquisire gli spazi che hanno perso, attraverso politiche di coinvolgimento mai adottate ad Orte”.
“La presenza di un numero così importante di persone con un’alta percentuale di giovani - ha dichiarato l’archeologo Giancarlo Pastura, incaricato del progetto di recupero dei sotterranei – è la dimostrazione del fatto che quando si fa dell’amore per il proprio territorio e dell’aggregazione un credo, i risultati non possono mancare. Queste manifestazioni devono essere un meritato riconoscimento per l’associazione culturale Veramente Orte, per il Museo Civico e per l’amministrazione comunale, e rappresentano per me un ulteriore stimolo nelle attività di studio e di recupero. Ringrazio quanti hanno partecipato, l’amministrazione comunale per la sua fattiva collaborazione ed il direttore del Museo Civico Stefano Del Lungo per il supporto nelle attività di ricerca”.
Negli ultimi anni, nel Sud Italia si sta sviluppando una fiorente industria dell’energia eolica: le caratteristiche geografiche sono, in effetti, ideali per la crescita di un sistema energetico che per molti è il modello del futuro e che potrebbe offrire al Meridione, così depresso economicamente, una nuova e inaspettata leva di sviluppo. In verità, dal crescente business eolico i cittadini ricavano pochi euro, che di certo non servono a stimolare un processo di trasformazione economica e sociale: i comuni preferiscono infatti svendere a industrie private il “loro territorio”, senza pensare al vantaggio che potrebbero trarne in futuro.
Antonello Caporale, giornalista di “Repubblica”, prende spunto da questo caso per raccontare la realtà drammatica e contraddittoria del Sud Italia: un territorio ricco di bellezze e potenzialità in cui, però, prevalgono la logica del breve termine, l’interesse privato e l’ottica familistica. Attraverso tre storie esemplari, ambientate in Puglia, Molise e Calabria, apre uno squarcio nuovo sui mali endemici del Sud. Un viaggio in un luogo in cui le occasioni offerte dalla storia sono, spesso per indolenza e pigrizia, spazzate via dal vento.
Il libro sarà presentato sabato25 febbraio alle 18,30 presso l'ex Chiesa di Santa Croce e ci sarà un incontro organizzato dall'associazione 3T (Tutela, Territorio, Tuscania) con lo scrittore Caporale
Dalle stelle alle stalle. Bisogna rispolverare frasi fatte e luoghi comuni per sintetizzare la domenica agonistica delle due formazioni Lions rugby Alto Lazio.
La franchigia viterbese della pallaovale per il settore giovanile ha registrato risultati che vanno dal primato solitario in classifica conquistato dalla Under 16, al fondo della partita non giocata dalla Under 20.
Partendo dalla buona notizia, va salutata con molta soddisfazione la vittoria dei Leoncini (campionato regionale U16, quarta di ritorno) nella delicatissima trasferta con la Lazio rugby 1927. Il finale di 19-14 rende perfettamente l'idea di un successo conquistato a fatica, più con la forza di volontà che con la tecnica, che pure non difetta ai ragazzi del gruppo condotto dai tecnici Amicucci, Cardoso e Romagnoli.
Sul campo pesante dell'Acquacetosa i Lions hanno affrontato una delle squadre più in forma del momento, lontana parente di quella battuta all'andata. Sul rendimento in campo hanno pesato qualche assenza ma soprattutto le due settimane di neve e gelo, che hanno impedito alla squadra di allenarsi: quindici giorni senza alcun lavoro effettuato collettivamente. Di conseguenza il risultato è stato in bilico a lungo, ma le tre mete conquistate a fatica sono state sufficienti a portare a casa un successo preziosissimo.
Ai Lions è mancato il bonus per la classifica (occorrono 4 mete), ma la concomitante sconfitta dell'altra capolista del girone Colleferro-Segni a Ostia ha lanciato il quindici viterbese in vetta al gruppo da solo. Una vittoria molto sofferta, quella di Roma, ma che alla fine del campionato potrebbe risultare determinante.
Bruttissima pagina invece quella della Under 20 Lions, che non ha potuto rispondere alla giornata di calendario che la vedeva ospite del Pomezia-Torvaianica. Il quindici allenato da Nicola Racean per questo appuntamento non avrebbe potuto schierare più di 14 atleti in campo (il minimo per poter iniziare la partita), a causa di alcuni infortuni e malanni e - soprattutto - per delle assenze derivate da impegni extra-sportivi di alcuni ragazzi.
Per questo la dirigenza ha scelto di non far effettuare la trasferta, che oltre alla perdita della gara per 0-20 implica anche il pagamento della multa alla Fir. Ma a pesare oltre misura è la pessima figura rimediata dalla società Lions Alto Lazio nei confronti delle altre squadre del girone (dare la vittoria a tavolino a un avversario non è corretto nei confronti degli altri) e del movimento rugbistico laziale.
Una macchia scura che la dirigenza è chiamata a rimuovere al più presto, anche con decisioni drastiche ma definitive.
VITERBO - “E’ una grande vittoria delle imprese. La Commissione Industria del Senato ha cancellato il comma 2 dell’articolo 29 del decreto liberalizzazioni. Il cittadino che deciderà di non far riparare la vettura incidentata presso l’officina convenzionata con la compagnia di assicurazione, non dovrà dunque rinunciare al 30 per cento del risarcimento che gli spetta. L’approvazione dell’emendamento di soppressione di una norma che avrebbe danneggiato i consumatori e messo a rischio l’occupazione, anche in tante piccole imprese della Tuscia, ci restituisce la fiducia nella possibilità di proseguire nell’innovazione delle nostre attività”. Il presidente provinciale di Cna Servizi alla Comunità - Carrozzieri, Gianfranco Bugiotti, e il responsabile, Luca Fanelli, sono chiaramente molto soddisfatti.
“Una delegazione di imprenditori della Cna Provinciale aveva partecipato, lo scorso 8 febbraio, a Roma, agli Stati generali delle imprese di carrozzeria convocati dalle associazioni di categoria, mobilitate unitariamente contro la misura prevista nella bozza del decreto presentata dal governo. Le aziende erano davvero molto preoccupate, perché il via libera a quel comma avrebbe palesemente avvantaggiato solo chi lavora per impedire un regime di vera concorrenza in campo assicurativo”, sottolineano i due rappresentanti della categoria, ricordando che l’invito a sostenere la posizione delle imprese era stato espresso anche in una lettera inviata dalla segretaria provinciale della Cna, Luigia Melaragni, e da Bugiotti ai parlamentari eletti nella Tuscia.
“Adesso non ci fermiamo. Anzi. Questo risultato -dicono- ci incoraggia a intensificare la nostra azione per centrare l’obiettivo più importante, che resta la riforma generale del mercato della riparazione degli autoveicoli. Ne sentono il bisogno sia le imprese che i cittadini”. Nei prossimi giorni, si terrà, su questo tema, un’assemblea provinciale della categoria.
Inoltre per ciò che riguarda il pagamento del canone Rai per le imprese, l'azienda pubblica ha deciso di rinunciare
di Flavia Ludovisi
VITERBO – Apre una bottiglia d’acqua minerale acquistata in un supermercato, beve e finisce all’ospedale intossicata. L’episodio risale al 5 dicembre 2011 quando una 19enne residente in provincia di Viterbo ha rischiato la vita per aver compiuto il gesto più naturale di tutti: dissetarsi.
La giovane aveva acquistato una confezione da sei bottiglie ed era tornata a casa, ne aveva stappato una e dopo i primi sorsi aveva iniziato a lamentare forti dolori alla gola. Fortuna ha voluto che in quel momento ci fosse il padre, il quale, essendo volontario della Croce Rossa, era preparato all’emergenza d’avvelenamento e ha subito fatto ingerire alla figlia il latte per limitare i danni.
Poi la ragazza è stata trasportata al pronto soccorso di Belcolle dove, contattato il centro antiveleni di Pavia, è stata sottoposta alle analisi e i controlli necessari a determinare la causa dei dolori lancinanti alla gola e all’addome. Diagnosi: ''sospetta ingestione di caustici, pirosi gastrica''.
La bottiglia ''contaminata'' è stata subito sequestrata e le indagini, ancora in corso, hanno evidenziato un foro sospetto nella parte superiore dal quale è stata probabilmente inserita la sostanza caustica.
Dimessa dall’ospedale dopo tre giorni, però, i problemi di salute per la ragazza continuano tuttora. Ancora oggi, a distanza, di tre mesi, ha difficoltà di deglutizione e continue eruzioni cutanee sospette che, come confermato da una clinica dermatologica romana, sono dovute all’acqua avvelenata ingerita.
La natura della sostanza però non è chiara, i Nas, infatti, la stanno ancora analizzando. Ma il giallo non finisce qui. Dopo aver sequestrato e analizzato, tutte le bottiglie d’acqua all’interno del supermercato, comprese le altre cinque acquistate dalla ragazza, i risultati hanno esito negativo. L’acqua contenuta è nella norma, non presentano fori e il contenuto non contaminato.
La famiglia della giovane è assistita dall’avvocato Roberto Rossi.
“La situazione è complicata – spiega il legale – ci sono ancora troppi tasselli mancanti per avere il quadro completo, soprattutto a livello giuridico. Per il momento siamo in attesa dei risultati dei Nas e delle cartelle cliniche della ragazza che, ad oggi, non sta ancora bene.
Non siamo ancora in grado di escludere alcuna pista anche se quella dolosa, a questo punto, è la più probabile dal momento che tutte le altre bottiglie analizzate sono pulite. E considerando poi i controlli severi cui sono sottoposte le confezioni d’acqua sarebbe improbabile una responsabilità della ditta. E anche la responsabilità del supermercato, poi, è relativa dato che l’acqua è stata ingerita a casa della ragazza. Le telecamere del locale, inoltre, non hanno ripreso niente’’.
“Sulla base di questi elementi – conclude l’avvocato Rossi - si prospetta una tutela difficile, soprattutto per il risarcimento. Per ora aspettiamo i risultati dei Nas per dare almeno un nome a questa sostanza tossica”.
di Eva Kant
VITERBO – Alcun dubbio sulle “imparzialità e terzietà del giudizio” del giudice Vilma Passamonti da parte del Tribunale di Viterbo che ha rigettato il ricorso di ricusazione presentato il 24 gennaio scorso dall’avvocato Anna Camilli, che assiste Rosetta Giannetti, ex moglie del cestista statunitense Larry Darnell Middleton.
Il legale, in particolare, aveva chiesto la sostituzione della dottoressa Passamonti per via di una “riunione a porte”.
“L’11 gennaio scorso, dopo la concessa sospensione dell’esecuzione di sfratto – aveva raccontato la signora Giannetti - il mio avvocato insieme al suo praticante, transitando nei corridoi del tribunale, hanno notato un’aula in cui la dottoressa Passamonti era a colloquio con Middleton e il suo legale, Stefania Ietti. Il mio avvocato – aveva aggiunto - è quindi entrato esprimendo disappunto e facendo presente che non era proceduralmente corretto un colloquio tra le parti in assenza di contraddittorio”.
Circostanza che, per il Tribunale, non è invece verificata, tanto da respingere il ricorso. Ciò vuol dire che, oggi (23 febbraio) lo sfratto, per la Giannetti e l’anziana madre, dalla vecchia casa coniugale sarà esecutivo.
L’ufficiale giudiziario, in realtà, avrebbe dovuto presentarsi al civico 4 di via San Gemini (nel quartiere medievale di San Pellegrino) già l’11 gennaio scorso, ma poi l’avvocato Camilli era riuscita ad ottenere un rinvio; così come il 25 gennaio per via del ricorso per la ricusazione . Questa volta, quindi, il decreto di sfratto dovrebbe essere esecutivo. Sebbene, anche in questa occasione, il legale abbia presentato “incidente di esecuzione al giudice perché – è tornata a sottolineare la Camilli - nell’abitazione in questione risiede una donna invalida al cento per cento”.
L’ufficiale giudiziario è atteso per questa mattina alle ore 11.
Belli CGT Viterbo – SS Lazio 85 - 43
Belli CGT: Peroni 4, Bitetto, Ottaviani 8, Mariani 16, Dragojevic 14, Mulè 14, De Martino 14, Caiazza 11, Tola 4, Pazzaglia. All. Cipriani
SS Lazio: Clemente 4, Cafiero 3, Simoncelli 2, Mocci 3, Panunzio 16, Zoccali, Pietrelli, Fregolent 6, D’Onofrio 6, Pezone 3. All. Pietrelli
Arbitri: Lorenzoni di Rieti e Zambotto di Cantalice (RI)
Note: Tiri liberi Belli CGT 8/10, Lazio 6/7. Parziali 10’ (23-17), 20’ (47-26), 30’ (69-29)
La Belli CGT non fa sconti di fronte ai volonterosi ragazzi della Lazio e, con un netto 85-43, aggiunge altri due punti alla propria classifica confermandosi leader del girone A di serie C regionale.
Viterbo si schiera con il quintetto composto da Peroni, Bitetto, Ottaviani, Mariani e Dragojevic e, dopo qualche palla persa iniziale, sembra voler imporre subito la propria legge con i canestri di Mariani e Dragojevic. Il quintetto neroarancio vola prima sull’8-2, costringendo il tecnico ospite a chiamare time out, poi arriva sul 10-2 con due punti di capitan Ottaviani quando non sono trascorsi nemmeno quattro minuti. I biancocelesti rispondono con una tripla di Cafiero e dimostrano di non voler mollare con Clemente che infila quattro punti per il 12-9 interno. Il tono agonistico non è certo dei più esasperati, tanto che i due arbitri rilevano solo due falli totali nell’intero primo quarto, ma la gara è piacevole perché Viterbo tenta di allungare con Dragojevic, molto preciso al tiro, e Peroni mentre la Lazio risponde con un Panunzio particolarmente ispirato che, con sei punti di fila, consente ai suoi di andare al primo riposo sul -6 (23-17).
La seconda frazione si apre nel segno di Luca Caiazza, l’ex play di Scafati che, in due possessi consecutivi, sgancia altrettante bombe e regala il massimo vantaggio interno sul 33-19. Il margine dei neroarancio arriva a 15 punti quando De Martino, protagonista indiscusso del secondo periodo, fa 1/2 dalla lunetta. Pezone segna dalla lunghissima distanza ma De Martino non si ferma, va a bersaglio con altri cinque punti personali e consente alla Belli CGT di allungare in modo deciso sul 43-26. Negli ultimi minuti prima del riposo lungo, la squadra di casa concede qualcosa anche allo spettacolo, in particolare con una schiacciata di Mariani a conclusione di un veloce contropiede sull’asse Bitetto-Ottaviani e con un altro pregevole canestro di Mariani su assist del solito Bitetto che manda le due squadre alla pausa di metà gara sul 47-26 interno.
Negli spogliatoi coach Cipriani chiede evidentemente ai suoi di registrare qualcosa in difesa e l’intensità con cui la Belli CGT torna in campo è decisamente diversa: pressione su ogni linea di passaggio, perfetto presidio dell’area e presenza anche a rimbalzo offensivo. La Lazio non riesce più a fare canestro e, di pari passo con la crescita in difesa, arrivano anche buone conclusioni in attacco. Tra i giocatori che si mettono in particolare evidenza c’è anche Simone Tola, in campo per diversi minuti e bravo a colpire sia dalla lunetta che dal campo. Non manca l’adrenalina di due schiacciate perentorie messe a segno dai saltatori della squadra di casa, De Martino e Mariani, mentre il tabellone ospite si muove solo con tre tiri liberi a bersaglio di Panunzio.
L’ultimo periodo è di pura accademia ed anche la pressione difensiva dei viterbesi si allenta un po’, Mulè si fa vedere con dieci punti di pregevole fattura mentre la Lazio risponde con due canestri pesanti del giovane D’Onofrio che mette in mostra una bella precisione dalla lunghissima distanza. Cipriani dà spazio a tutti i suoi giocatori e così ci sono quattro minuti anche per Pazzaglia che gioca con grande determinazione ma non viene premiato da un canestro che avrebbe meritato.
Dopo le due vittorie casalinghe consecutive contro Alfa Omega Ostia e Lazio, ora per la Belli CGT è tempo di una trasferta molto impegnativa sul parquet della Nuova Fortitudo Cisterna.
VITERBO - Un’organizzazione riconducibile alla Hezbollah turca, un gruppo di credo islamico sunnita che persegue l'obiettivo di creare uno stato retto dalla Sharia in Turchia, con base in Umbria, finalizzata a favoriva l'ingresso in Italia di clandestini curdi da sfruttare nel circuito dei kebab è stata smantellata dagli uomini della Digos di Terni in collaborazione con i colleghi di Viterbo e di altre città italiane. Una cinquantina i casi accertati, alcuni dei quali nella Tuscia. All’indagine, sfociata in sei arresti, ha partecipato anche il servizio centrale antiterrorismo della polizia di Istambul.
Secondo gli investigatori l'intera filiera del kebab, dalla lavorazione delle carni fino alla vendita al minuto, si è dimostrata funzionale alla raccolta di denaro. Una sorta di salvadanaio periodicamente svuotato dai vertici del gruppo per sostenere la causa curda in Turchia.
A carico dei sei arrestati sono emersi precedenti per terrorismo (ma la polizia ha sottolineato oggi che non progettavano alcuna attività di questo tipo in Italia), armi, droga e immigrazione. Gestivano in diverse regioni la vendita di kebab con un sistema economico definito dagli investigatori 'di tipo monopolistico' ed avevano regolarizzato la loro posizione, ottenendo fraudolentemente il riconoscimento di rifugiati politici.
Proprio attraverso la prospettiva della regolarizzazione, mediante l'abuso dell'asilo politico, l'organizzazione favoriva l'ingresso dei curdi ricorrendo a trafficanti di esseri umani (navi e tir), passaporti di servizio, visti di breve durata, sostituzione di persona e matrimoni simulati. I turchi giunti in Italia, alcuni poi destinati ad altri paesi, ottenevano dall'organizzazione vitto, alloggio e occupazione. Lo stesso gruppo, ritiene la polizia, li avviava poi alla procedura per il riconoscimento dell'asilo, predisponendo le dichiarazioni tipo da rendere, accompagnate da documentazione contraffatta (tessere di partiti politici, mandati di cattura, certificati medici attestanti esiti inesistenti di ferite da tortura).
E’ stato accertato che il più delle volte, i cittadini turchi dichiaravano falsamente l'appartenenza a partiti politici organici al Pkk, per ottenere più facilmente il riconoscimento dell'asilo politico che ha consentito loro anche di sottrarsi al rischio estradizione in paesi dove avevano condanne per reati anche eversivi.
I principali indagati si sono dimostrati ben introdotti anche in alcuni settori della pubblica amministrazione potendo contare su una fitta rete di conoscenze. Tale che aveva determinato il convincimento, espresso dai vertici dell'associazione, secondo cui 'in Italia come in Turchia è possibile avere tutto pagando'.
L'operazione ha interessato oltre alla digos di Terni e Viterbo, quelle di Roma, L'Aquila, Modena, Milano, Trieste, Como, Venezia, Latina e Viterbo.
Finita in carcere anche una romana di 46 anni ritenuta responsabile di avere consentito fraudolentemente e per fini di lucro il rilascio agli stranieri di abilitazioni per la conduzione di esercizi pubblici. Due ucraine sono invece finite ai domiciliari a Terni e Milano per concorso nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. A carico di tutti sono state eseguite ordinanze di custodia disposte dal gip di Terni su richiesta del pm Elisabetta Massini. Sono invece indagate a piede libero altre 30 persone per reati che vanno dall'associazione per delinquere, al favoreggiamento dell'immigrazione, al falso documentale. Tra questi diversi artigiani, un avvocato di Terni e un medico di Roma.
VITERBO - Sulla Gazzetta Ufficiale - IV Serie Speciale n. 11 del 10 febbraio 2012 - è stato pubblicato il bando di concorso per l’ammissione di 400 Allievi Marescialli all’84° corso - Anno Accademico 2012-2013 - della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza.
Al concorso possono partecipare i cittadini italiani che: abbiano compiuto, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, il diciottesimo anno di età e non superato il ventiseiesimo; siano in possesso del diploma di istruzione di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi di laurea previsti dal decreto ministeriale 16 marzo 2007; non essendo in possesso del citato diploma alla data di scadenza per la presentazione della domanda, lo conseguano entro l’anno scolastico 2011/2012.
La domanda di partecipazione va compilata esclusivamente on line sul sito www.gdf.gov.it area “concorsi Online” - entro il 12 marzo 2012.
Sul sito internet sono disponibili informazioni di dettaglio sul concorso.
VITERBO - Il 23 e 24 febbraio gli avvocati penalisti si asterranno dalle udienze penali. Vogliono difendere la propria indipendenza e la Camera penale di Viterbo aderisce all'astensione.
In una lettera aperta al ministro della Giustizia gli esponenti della Camera penale di Viterbo il presidente Roberto Massatani, i consiglieri Giuseppe La Bella, Stefania Sensini, Marco Valerio Mazzatosta e il segretario Fabrizio Ballarini scrivono: 'Illustre Signor Ministro, i prossimi 23 e 24 febbraio gli avvocati penalisti italiani si asterranno dalle udienze. Non lo faranno per la difesa delle tariffe forensi o per altre rivendicazioni parasindacali, i penalisti italiani si asterranno perché gli interventi legislativi sulla professione forense degli ultimi mesi pongono in pericolo il diritto dei cittadini di essere assistiti da avvocati realmente indipendenti, forti, preparati e liberi. Ci riferiamo, prima di tutto, al fatto che la nostra attività sia considerata esclusivamente sotto gli aspetti economici, equiparando la professione legale ad una merce e dimenticando che essa coinvolge beni costituzionali di rango primario''.
''Ci riferiamo - continuano nella nota - alla nuova disciplina delle società professionali, una soluzione che non trova eguali in altri Paesi, ed introduce un modello nel quale il singolo avvocato, trasformato in un dipendente amministrato da chi avvocato non è, perderebbe la sua autonomia ed indipendenza, ed a farne le spese sarebbe l'assistito. Ci riferiamo alla idea, astratta e dannosa, che ritiene ormai inutile che un avvocato si formi nelle aule dei tribunali, per un periodo congruo. Lei sa bene quanto sia importante la pratica vera, il confronto nelle aule di giustizia, per un penalista, perché solo lì un giovane impara a confrontarsi con l'immensa forza che lo Stato mette in campo quando esercita la pretesa punitiva.
Non è cosa che si impara senza viverla sul serio, così come non si impara a fare il medico senza toccare la carne dei malati. Ci riferiamo, ancora, al fatto che tutto questo parlare di ammodernamento curiosamente non ha neppure sfiorato una delle cose che manca, da sempre, e di cui c'è drammaticamente bisogno: la specializzazione, unica soluzione che coniuga competenza e merito con l'effettività della difesa.
Una mancanza che appare paradossale, nel terzo millennio, di fronte ad un corpus di norme sterminato, di fronte a riti processuali diversissimi tra loro, che stride in maniera clamorosa rispetto a quel che avviene, di nuovo, nel campo della professione medica.
Quale persona si affiderebbe ad un ortopedico per un intervento al cuore?
Eppure nella materia legale può succedere, e gli effetti sono assai negativi per i cittadini.
Ci riferiamo infine, al controllo sui noi stessi, sugli avvocati, sui comportamenti deontologici, che vanno vagliati con serietà perché i cittadini devono poter contare su difensori che improntino il loro comportamento a canoni rigorosi; con una sterminata platea di oltre 250.000 iscritti è necessario rinnovare lo statuto dell’avvocatura, le regole disciplinari, attraverso una riforma organica, non con interventi estemporanei come si è fatto negli ultimi mesi''.
''No, Signor Ministro, non è la questione delle tariffe o delle parcelle che ci preoccupa, ma la difesa di una funzione, quella del penalista in particolare, che è essenziale in un sistema giudiziario moderno e che non può essere misurata dagli indicatori economici, perché non si misura la libertà.”
La Camera Penale di Viterbo partecipa all’astensione dalle udienze penali e sarà presente alle iniziative organizzate dall’Unione delle Camere Penali Italiane.
Le Camere Penali di Roma, Velletri e Viterbo per chiarire la posizione degli avvocati penalisti sulle ragioni dell’astensione, deliberata dall’Ucpi per i prossimi 23 e 24 febbraio 2012, invitano la stampa Venerdì 24 febbraio 2012 alle ore 12,30 presso la sede della Camera Penale di Roma, presso il Tribunale di Roma, in Piazzale Clodio.
In quell’occasione sarà consegnata la lettera che l’Ucpi ha inviato al Ministro di Giustizia, il cui testo è stato riportato sopra, e un comunicato di informazione pubblica sulla comune posizione degli avvocati penalisti, sulla riforma della professione forense'.
VITERBO – A lanciare l’allarme è la Polizia ferroviaria di Viterbo che, dopo i sequestri di droga effettuati di recente, hanno riscontrato una preoccupante crescita di giovanissimi che scelgono il business dello spaccio per arrotondare la per arrotondare la paghetta.
“I sequestri di sostanze stupefacenti trovate in possesso di ragazzi appena maggiorenni, anche se in quantitativi non ingenti – ha spiegato l’ispettore capo Nicola Di Gregorio - evidenziano quanto questi ultimi siano disposti ad inserirsi in giri pericolosi, pur di ottenere guadagni facili”
L’ultimo arresto, in particolare, risale a domenica scorsa, quando una pattuglia della Polfer viterbese, nel corso di un servizio di vigilanza presso la stazione di Bracciano, ha notato un giovane che teneva nelle tasche una bomboletta spray di vernice marrone.
“Considerato il fenomeno dei danneggiamenti da parte di ignoti che si divertono ad imbrattare i treni e i muri delle stazioni – hanno riferito gli uomini della Polfer – abbiamo chiesto al giovane di fornire le proprie generalità e di svuotare interamente le tasche dei propri abiti”. Resosi conto di essere ormai alle strette, il giovane ha quindi tirato fuori spontaneamente alcuni involucri contenenti stupefacente.
Dalla stazione di Bracciano, quindi, il giovane è stato condotto negli uffici viterbesi che ospitano la Polizia ferroviaria per ulteriori accertamenti.
“Dal riscontro degli esami della Scientifica è stato possibile appurare che gli involucri contenevano oltre venti grammi di marijuana, già suddivisi in dosi”. Non solo: “Ben incartata ‘a caramella’ – hanno aggiunto gli investigatori - abbiamo rinvenuto altra sostanza biancastra, le cui prime analisi hanno dato esito positivo allo stupefacente”.
Dopo le verifiche svolte a Viterbo, gli uomini del Polfer hanno proceduto anche alla perquisizione domiciliare nell’abitazione del giovane braccianese, dove è saltato fuori altro stupefacente e diverso materiale per il confezionamento.
“Le indagini hanno inoltro permesso di portare alla luce che le frequentazioni del giovane non erano delle più raccomandabili e che la droga sequestrata – ha detto in conclusione l’ispettore Di Gregorio - era destinata ad essere spacciata nella piazza del litorale laziale”.
Dopo gli atti formali il giovane è stato arrestato in flagranza di reato per detenzioni ai fini di spaccio e deferito al magistrato di turno che, dopo aver convalidato l’arresto, lo ha rimesso in libertà in virtù del nuovo decreto svuota carceri.
CASTEL RIGONE - FLAMINIA CIVITA CASTELLANA 1-1
CASTEL RIGONE Zucconi, Sorbini, Pobega, Giorni, Paparusso; Agostini, Gai, Bricca; Agostinelli, Tarnchitella, De Luca. A DISPOSIZIONE Araldi, Guastalvino, Bruni, Pirchi, Fricano, Sala, Zuppardo. ALLENATORE Mezzanotti
FLAMINIA CIVITA CASTELLANA Russo; Simmi, Eramo, Gilardi; Pieri, D'Antoni, Buono, Piva; Capodaglio, Scardini, Taverna. A DISPOSIZIONE Goletti, Morini, Camerlingo, Lazzarini, Cini, Berardi, Stamenkovic. ALLENATORE Puccica
ARBITRO Abbagnara di Nocera Inferiore (Tafuro e Mencagli)
RETI
NOTE giornata soleggiata, contraddistinta da un forte vento di tramontana; terreno in buone condizioni; si è giocato allo stadio Enzo Blasone di Foligno in campo neutro.
VITERBO - Buon pari per la Flaminia che dopo essere passata in svantaggio recupera ed esce indenne dalla gara contro il Castel Rigone
Gara caratterizzata dal forte vento di tramontana che sferza lo stadio ''Blasone'' di Fologno (si gioca in campo neutro). La Flaminia sempre ben messa in campo cerca di imporre il proprio gioco così come impone il credo tattico del tecnico Lillo Puccica.
Nel primo tempo i civitonici si fanno pericolosi per due volte dalle parti del portiere del Castel Rigone, Zucconi, ma non rescono a concretizzare sprecando le occasioni. Il match è comunque equlibrato e nel primo tempo si conclude sullo 0-0
La ripresa è più emozionante e dopo il vantaggio dei padroni di casa la Flaminia ha la forza di reagire e trovare il gol che le consente di acciuffare un pari meritato.
Ventidueesima giornata 22/02/2012
Arezzo - Viterbese 1-0 Castel Rigone - Flaminia Civita CastellanaClassifica dopo la 22° giornata
Pontedera 52 Arezzo 45 Sporting Terni 37 Pianese 37 Castel Rigone 34 Deruta 32 Voluntas Spoleto 32 Viterbese 31 Pierantonio 30 Pontevecchio 30 Flaminia Civita Castellana 29 Orvietana 28 Sansepolcro 28 Trestina 27 Sansovino 25 Group Castello 22 Todi 20 Zagarolo 19Prossimo turno 26/02/2012
Arezzo - Voluntas Spoleto
Castel Rigone - Sansovino
Orvietana - Flaminia Civita Castellana
Pierantonio - Viterbese
Sansepolcro - Pontedera
Sporting Terni - Pianese
Sporting Trestina - Pontevecchio
Todi - Group Castello
Zagarolo - Deruta
di Domenico Savino
AREZZO - VITERBESE 1-0
AREZZO (4-3-1-2) Bucchi 6; Macellari 6, Chiarini 6,5, Pecorari 6, Mencarelli 6; Crescenzo 6,5, Speranza 6 (dal 1' s.t. Ciasca), Mautone 6; Borgogni 6 (dall'8's.t. Raso); Martinez 6,5, (dal 37' s.t. Rubechinis.v.) Cissè 6. A DISPOSIZIONE Dolci, Pucci, Secci, Nofri, Rubechini, ALLENATORE Bacis
VITERBESE (4-4-2) Santi 6,5; Vanacore 5,5, Fapperdue 6, Lispi 6, Cherubini 5,5 (dal 40' s.t. Barra s.v.); Franzese 5, Cristiano, Piccolo, Mereu; Majella 5 (dal 27' s.t. Morini 6), Vegnaduzzo 5. A DISPOSIZIONE Scarsella, Pucino, Testa, Di Marco, Gnignera. ALLENATORE Conticchio
ARBITRO Guidi di Imola (Brilla e Di Muro)
RETI al 30' s.t. Raso
NOTE giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Angoli 7-4 per l'Arezzo. Ammoniti: Macellari, Chiarini, Pecorari per l'Arezzo; Vanacore e Franzese per la Viterbese. Recupero 1+4
VITERBO - Regge fino a un quarto d'ora dalla fine la difesa della Viterbese che ad Arezzo perde 1-0 ed è condannata da una rete di mario Raso entrato nella ripresa al posto di Borgogni. Arezzo che resta in scia del Pontedera, Viterbese inbottigliata nella pancia della classifica.
La Viterebse è la stessa che ha battuto la Pontevecchio. Giocano entrambi i centrali di centrocampo (che saranno squalificati per la prossima gara esterna contro il Pierantonio) Piccolo e Cristiano che formano la diga in mediana. In attacco confermati Vegnaduzzo e Majella (ancora deludente la loro prova) come tutta la difesa comandata da Lispi e Fapperdue.
L'Arezzo allenato dall'ex giocatore della Fiorentina, Michele Bacis, si presenta con il consueto 4-3-1-2 e il tecnico manda in panchina Raso e Rubechini, puntando sulla fisicità di Cissè (rientrato dal Torneo di Viareggio), sulla mobilità di Martinez, mentre tra le linee galleggia Borgogni. Speranza fa il play maker davanti alla difessa e catalizza l'inizio di tutte le azioni degli amaranto. Chiarini torna al centro della difesa con Pecorari, gli esterni sono Macellari e Mencarelli.
La gara è viva da subito: l'Arezzo vuole dimenticare le sberle prese a Piancastagnaio e inizia a premere sull'acceleratore, provando a chiudere la Viterbese nella propria metà campo. I gialloblù agiscono di rimessa, cercando di limitare gli attacchi degli aretini. Il ritmo è alto e quando la squadra amaranto accelera crea sempre qualche grattacapo. L'attenzione della Viterbese è massimale soprattutto in difesa
Come al 5' quando una mischia in area agiallobù viene risolta da Santi sulla linea di porta (il colpo di testa è stato di Martinez). Proteste della vice capolista che riteneva che il pallone avesse varcato la riga fatale. Per arbitro e assistente non è così.
La Viterbese crea, però, l'azione più pericolsa del primo tempo con Vegnaduzzo che in area di rigore tarda la conclusione facendsi recuperare da Macellari e poi dal portiere aretino. Scampato il pericolo è ancora Arezzo che ci prova con Borgogni (alto al 24'), con Martinez e infne con Cissè (assist d Mautone), ma Santi è superlativo e para il tiro dell'attaccante colored sul primo palo.
Piace la Viterbese che si difende e lo fa con una certa aggressività ribattendo colpo su colpo le folate offensive degli aretini. In attacco però non pungono Majella e Vegnaduzzo a tratti lenti e che non fanno ripartire di slancio i compagni.
La ripresa si apre con il cambio ordinato da Bacis che modifica qualcosa in cabina di regia: Speranza, che aveva avvertito qualche fastidio nel finale di primo tempo, lascia il posto a Ciasca, ma dal punto di vista tattico non cambia nulla.
La gara progressivamente diventa un assedio alla retroguardia gialloblù. Bacis dalla apnchina pesca Raso che era stato lasciato a riposo e inizia un duello con Santi, ma il portiere gialloblù è superlativo in diverse occasioni. Al 22' la conclusione di Raso finisce al lato, poi Martinez tira alto dall'interno dell'area di rigore.
La Viterbese prova con azioni di alleggerimento ad alletare la morsa degli amaranto e sprecan un contropiede con Vegnaduzzo e Di Marco e sull'azione succesiva Raso conclude addosso a Santi.
La rete arriva alla mezz'ora: calcio d'angolo per l'Arezzo, colpo di testa di Mario Raso che colpisce indisturbato e nonostante ci siano due giocatori gialloblù sulla linea di porta non riescono a ribattere.
La Viterbese reagisce con Morini (entrato al posto di uno speno Majella) che conclude da poco dentro l'area di rigore ma trova la respinta di Macellari. I cambi di Conticchio scuotono la squadra e si finisce con tre punte (dentro Barra per Cherubini). Quattro minuti di recupero non bastano: l'Arezzo si difende e porta a casa i tre punti
Ventidueesima giornata 22/02/2012
Arezzo - Viterbese 1-0 Castel Rigone - Flaminia Civita Castellana 1-1 Orvietana -Sansepolcro 0-1 Pierantonio - Deruta 1-1 Pontevecchio - Vol. Spoleto 1-2 Sporting Trestina - Pianese 1-1 Todi - Pontedera 0-2 Zagarolo - Group Castello 2-1Classifica dopo la 22° giornata
Pontedera 52 Arezzo 45 Sporting Terni 37 Pianese 37 Castel Rigone 34 Deruta 32 Voluntas Spoleto 32 Viterbese 31 Pierantonio 30 Pontevecchio 30 Flaminia Civita Castellana 29 Orvietana 28 Sansepolcro 28 Trestina 27 Sansovino 25 Group Castello 22 Todi 20 Zagarolo 19Prossimo turno 26/02/2012
Arezzo - Voluntas Spoleto
Castel Rigone - Sansovino
Orvietana - Flaminia Civita Castellana
Pierantonio - Viterbese
Sansepolcro - Pontedera
Sporting Terni - Pianese
Sporting Trestina - Pntevecchio
Todi - Group Castello
Zagarolo - Deruta
Un nepalese di 72 anni punta a entrare nel Guinness dei primati come l'uomo più basso del mondo. Chandra Bahadur Dangi sostiene di essere alto soltanto 56 centimetri.
L'attuale primato è detenuto dal filippino Junrey Balawing, alto 60 centimetri. Il nipote di Dangi, Dolak Dangi, ha fatto sapere che suo zio incontrerà nei prossimi giorni a Katmandu ufficiali del Guinness World Records e verrà misurato.
Un altro nepalese, Khagendra Thapa Magar (nella foto), era noto con i suoi 67 centimetri di altezza come l'uomo più basso del mondo prima che Balawing ottenesse il titolo a giugno scorso nel giorno del suo 18esimo compleanno.
LaPresse
Una delle quattro versioni de 'L'urlo' di Edvard Munch sarà venduta all'asta il prossimo 2 maggio a New York.
Lo ha annunciato oggi la casa d'aste inglese Sotheby's, precisando che il quadro dell'artista norvegese, famoso in tutto il mondo, è l'ultima versione della nota opera ancora in mano a privati.
Il dipinto, datato 1985, potrebbe essere battuto per oltre 80 milioni di dollari. Il direttore del dipartimento di Sotheby's di New York per l'arte impressionista e moderna, Simon Shaw, spiega che la versione de 'L'urlo' appartiene a un imprenditore norvegese, Petter Olsen, il cui padre Thomas era amico, vicino di casa e mecenate di Munch.
Lo stesso Olsen ha riferito che gli introiti del quadro serviranno per finanziare un museo, centro artistico e albergo a Hvitsten, in Norvegia.
LaPresse
Molti le considerano la peggiore moda degli ultimi anni, accusandole di essere tutto tranne che ‘fashion’. Ma il Ministero del Commercio giapponese non le ha prese di mira solo per l’aspetto estetico, ma della sicurezza.
Stiamo parlando delle Crocs, le famosissime scarpe (sandali?) in plastica che hanno venduto milioni di paia in tutto il mondo negli ultimi anni. Quasi quattro milioni solo in Giappone. Solo che si sarebbero verificati diversi incidenti per colpa delle Crocs: al ministero giapponese sarebbero arrivate 65 denunce circostanziate, tanto da spingere il governo a richiedere formalmente che venga rivisto sostanzialmente il design della scarpa.
Il problema sarebbe che le Crocs avrebbero la tendenza ad incastrarsi nelle scale mobili, e sarebbe proprio questa la dinamica di molti degli incidenti, che in qualche caso hanno coinvolto anche bambini.
La decisione ha avuto anche ripercussioni economiche, perché la Crocs si è trovata, in seguito alla denuncia, a chiudere uno stabilimento in Giappone, lasciando a casa quasi 700 persone.
Notiziedalmondo.info
VITERBO - La Provincia di Viterbo, assessorato alla Formazione professionale, ha avviato un progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, denominato “Al nido con il corpo e la mente”, che prevede la realizzazione di seminari formativi rivolti a 120 educatori degli asili nido pubblici e privati presenti sul territorio della provincia di Viterbo.
Programmazione pedagogica, programmazione arte-terapeutica, legislatura corrente e puericultura saranno gli argomenti affrontati durante i seminari, che avranno la durata di 180 ore e saranno gratuiti per i partecipanti. Le lezioni si articoleranno tra relazioni teoriche, lavori di gruppo su tematiche specifiche, simulazione di situazioni, laboratori esperienziali e discussioni su video.
“La finalità del corso – spiega l’assessore alla Formazione e Lavoro di Palazzo Gentili, Paolo Bianchini – è quella di arricchire con un’ulteriore esperienza formativa la professionalità specifica degli educatori, così da renderli più attenti al bambino e alla sua famiglia. Alla fine del progetto, poi, la Provincia provvederà a stilare un elenco provinciale degli educatori degli asili nido”
I seminari formativi sono riservati a candidati in possesso dei seguenti requisiti: conoscenza della lingua italiana (per operatori stranieri); diploma di scuola dell’obbligo (i cittadini stranieri dovranno produrre il titolo di studio con la traduzione e la dichiarazione di equipollenza rilasciata dal Ministeri della Pubblica istruzione); essere educatori occupati presso un asilo nido pubblico o privato della provincia di Viterbo; non aver riportato condanne penali né procedimenti penali in corso; godimento dei diritti civili e politici.
La domanda di ammissione al corso, completa dei requisiti sopra descritti (che dovranno essere posseduti alla data di scadenza del bando), va fatta pervenire a mezzo raccomandata a/r entro il termine improrogabile del 5 marzo 2012 alle ore 12 alla Provincia di Viterbo – Servizio formazione professionale, Ufficio posta in arrivo, via A. Saffi 49, 01100 Viterbo.
Per le domande consegnate a mano il soggetto attuatore rilascerà agli interessati, muniti di copia della domanda, ricevuta recante la data di consegna.
La graduatoria finale degli ammessi al corso sarà pubblicata con apposito avviso affisso presso il Servizio formazione professionale della Provincia, in via della Verità 12 a Viterbo, il 12 marzo 2012 dalle ore 9 alle ore 14, e sui siti internet www.provincia.vt.it e www.asl.vt.it. Per informazioni e chiarimenti sarà possibile contattare i numeri telefonici 0761-313496 e 0761-313731.
VITERBO – Sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile ad arrestare un trentenne, albanese di origine ma da tempo residente a Zepponami, per spaccio di droga.
I militari, in particolare, dopo aver notato strani movimenti nella piccola frazione di Montefiascone, hanno predisposto servizi specifici ed appostamenti in loco. Andati a buon fine. “Abbiamo accertato l’attività di spaccio posta in essere dal trentenne nella zona”, hanno riferito gli uomini del luogotenente Lauretti, riusciti a sorprendere l’uomo in flagranza di reato. “Lo abbiamo bloccato – hanno spiegato – proprio mentre cedeva due dosi di cocaina ad una ragazza di trentuno anni”.
Mentre l’albanese è stato ammanettato e tradotto nel penitenziario viterbese di Mammagialla, la donna è stata segnalata in Prefettura in qualità di assuntore.