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Garage in Mostra, a Vitorchiano larte degli studenti racconta il territorio
VITORCHIANO - È stata inaugurata a Vitorchiano, presso il parcheggio multipiano di Piazza Umberto I, l'esposizione permanente 'Garage in Mostra', un progetto in cui l'arte della scuola racconta il territorio, realizzato in seguito agli interventi di sistemazione delle pareti della struttura (lato moto, piano -1).
La mostra vede protagonisti i ragazzi di Vitorchiano, nel racconto delle associazioni locali. Si tratta di un impegnativo progetto didattico, portato avanti con dedizione dalla Scuola secondaria di primo grado 'Don Lorenzo Milani' di Vitorchiano e sostenuto con grande entusiasmo dal Comune.
'L'iniziativa - ricorda il sindaco Ruggero Grassotti - consolida ulteriormente la sinergia e la visione condivisa tra scuola, amministrazione comunale e territorio. Il Comune porge un ringraziamento particolare alla professoressa Ornella Mei, promotrice e vera e propria guida del progetto. L'obiettivo, ora, è implementare ulteriormente l'esposizione con nuove opere e nuove illustrazioni.'
Children for Children, al PalaMalè una festa di solidarietà con oltre 700 giovani protagonisti
VITERBO - Impegno, talento, divertimento e, soprattutto, tanta solidarietà. Questi gli ingredienti che hanno sancito il successo di 'Children for Children', il tradizionale evento di chiusura dell'anno scolastico organizzato dal Comitato Provinciale Unicef di Viterbo.
Quello svoltosi il 28 maggio 2026 al PalaMalè di Viterbo si è confermato ancora una volta un pomeriggio di condivisione cittadina di valori che oggi più che mai devono essere riaffermati: pace, solidarietà, partecipazione. Un gesto collettivo che, partito dagli oltre 700 bambine, bambini, ragazze e ragazzi delle scuole e delle associazioni sportive della provincia, si è esteso lontano, fino a dove ce n'è più bisogno: nelle zone di conflitto e di emergenza nel mondo.
'Le giovani e i giovani si sono esibiti e divertiti - commenta Stefania Fioravanti, presidente del Comitato Provinciale Unicef di Viterbo - facendo quello che sanno fare meglio: giocare. E lo hanno fatto perché anche i loro coetanei, lontanissimi da qui, possano un giorno fare lo stesso. Tante persone hanno riempito il palazzetto, sfidando il caldo, regalando a ogni bambina e bambino sul palco l'emozione di sentirsi guardati, applauditi, amati. È grazie a loro (genitori, amici, cittadine e cittadini) se i bambini in contesti di conflitto ed emergenza potranno avere la speranza di tornare, presto, a giocare: l'incasso della giornata sarà infatti devoluto ai progetti Unicef nelle zone di conflitto'.
Il Comitato Provinciale Unicef di Viterbo vuole ringraziare di cuore tutte le istituzioni, i partner e le realtà che si sono fatti coinvolgere in prima persona: la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, l'assessora Rosanna Giliberto, i consiglieri Melania Perazzini e Matteo Achilli e tutta la Consulta del Volontariato; il comandante Mauro Caprarelli e l'intero Corpo dei Vigili del Fuoco di Viterbo; il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa con il suo presidente Massimo Mecarini; gli immancabili clown di corsia Goji VIP Viterbo con la presidente Luisa Giuffrè; Esseci Srl per il suo prezioso supporto; le volontarie e i volontari della Croce Rossa Italiana di Viterbo; i dirigenti scolastici presenti all'evento: la professoressa Kety Ciciliani dell'Istituto Comprensivo Statale Ellera di Viterbo, il professor Paolo Fatiganti dell'Istituto Comprensivo Silvio Canevari di Viterbo, la professorezza Laura Pace Bonelli dell'Istituto di Istruzione Superiore Antonio Meucci di Ronciglione; tutti i docenti e gli istruttori delle società sportive che si sono adoperati con impegno e tanta dedizione per rendere magica la performance delle loro e dei loro allievi; Patrizia Lupino della società sportiva Team Basket e il PalaMalè per averci ospitato e gli affermati conduttori della manifestazione Paola Congiu e Paolo Moricoli.
'Un abbraccio uno per uno, infine - conclude Fioravanti - a tutti coloro che hanno scelto di esserci. Il Comitato Provinciale Unicef di Viterbo vi è grato: siete stati voi il cuore pulsante di questa giornata'.
Celleno sfida il Guinness, Mauro Chiavarino a caccia del record mondiale di sputo del nocciolo ...
CELLENO - La XXXIX edizione della Festa delle Ciliegie di Celleno, borgo medievale a 90 minuti da Roma, torna questo giugno con una storia degna dei palcoscenici sportivi più prestigiosi. il numero uno d'Europa, il secondo nel ranking mondiale di tutti i tempi, e 5,71 metri che lo separano dall'immortalità.
Domenica 7 giugno 2026, alle ore 17:00, il campione locale Mauro Chiavarino, cellenese, primatista italiano ed europeo, secondo nella classifica mondiale assoluta, salirà sullo Sputodromo con un solo obiettivo: superare i 28,51 metri (93 piedi e 6,5 pollici) che l'americano Brian 'Young Gun' Krause ha impresso nel Guinness dei Record. Il primato personale di Chiavarino di 22,80 metri, stabilito nel 2018, lo colloca già al vertice della competizione europea. Questo giugno, punta ancora più in alto.
Lo Sputodromo, ovvero la piattaforma di gara appositamente progettata dall'architetto Massimo Fordini Sonni, situata nei giardini pubblici del Comune, ospiterà concorrenti provenienti dall'Italia e da tutto il mondo. Il campionato è stato fondato dal Professor Saverio Senni del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell'Università della Tuscia, residente a Celleno, che ha importato questa tradizione dagli Stati Uniti conferendole un'anima inconfondibilmente italiana. Fedele al suo rigore accademico, il Prof. Senni ha istituito un rigoroso regolamento che disciplina ogni aspetto della competizione: una commissione di giudici ufficiali e un comitato di controllo dedicato fanno rispettare norme che non lasciano nulla al caso. Tra le più stringenti, l'obbligo assoluto di utilizzare esclusivamente noccioli di ciliegie provenienti dal Comune di Celleno una regola che lega ogni lancio alla terra stessa e garantisce l'autenticità di ogni tentativo. Nessuna scorciatoia. Nessuna eccezione. Nessun nocciolo d'importazione.
Un legame transatlantico che oggi assume un significato tutto nuovo: il record che Chiavarino insegue appartiene a un americano, e Celleno è pronta a riportarlo in Europa.
Celleno non è un'arena ordinaria per simili ambizioni. Il 'Paese Fantasma' con il suo affascinante borgo medievale in parte abbandonato è stato celebrato dal The Telegraph come uno dei 25 borghi più belli d'Italia perduti nel tempo. Quest'estate diventa il palcoscenico di un autentico tentativo di record mondiale Guinness.
La Festa delle Ciliegie avvolge il campionato in un ricco programma di degustazioni, spettacoli culturali, mostre e celebrazioni a tema. Il migliore d'Europa è pronto. Il record americano è nel mirino. Il 7 giugno, la storia potrebbe essere scritta a Celleno.
Locanda a teatro, a giugno spettacoli gratuiti per bambini e famiglie tra Montefiascone, ...
VITERBO - Ci sono luoghi in cui il teatro diventa incontro, scoperta e possibilità condivisa: dal 6 al 28 giugno, tutti i fine settimana del mese, Montefiascone, Tuscania e Viterbo diventano luoghi di incontro tra arte, educazione e immaginazione grazie a Locanda a teatro, la rassegna curata da La Casa dello Spettatore nell'ambito del progetto 'Locanda Infanzia. Spazi, idee e attività per i bambini e la comunità educante'.
Locanda a teatro prende il via sabato 6 giugno alle ore 15.30 e domenica 7 giugno alle ore 11.00 presso Locanda Infanzia a Montefiascone con 'Contatto dolce” della Compagnia La Luna nel Letto di Ruvo di Puglia, un'esperienza teatrale intima dedicata alla primissima infanzia e alla relazione tra bambini e adulti. Il secondo appuntamento è sabato 13 giugno alle ore 15.30 ancora a Montefiascone e domenica 14 giugno alle ore 10.30 alla Fattoria Alice di Viterbo con 'Nelle tasche di mìmi', produzione del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, un delicato viaggio sensoriale fatto di suoni, immagini e piccole meraviglie quotidiane.
Sabato 20 giugno alle ore 15.30 e domenica 21 giugno alle ore 10.30 il Polo Toscanella di Tuscania ospita 'Onde' della Compagnia Teatrale Petra di Satriano di Lucania, una poetica esplorazione del mare e della scoperta dedicata ai più piccoli. La rassegna si conclude sabato 27 e domenica 28 giugno alle ore 10.30 alla Fattoria Alice di Viterbo con 'A corpo libero' della compagnia La Baracca-Testoni Ragazzi di Bologna, spettacolo che trasforma il corpo in spazio di gioco, crescita e immaginazione.
Tutte le iniziative sono dedicate alle famiglie e pensate per offrire occasioni di partecipazione culturale accessibili, accoglienti e condivise. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Con la rassegna Locanda a teatro, l'associazione La Casa dello Spettatore rinnova il proprio impegno nella promozione culturale dedicata alle nuove generazioni, costruendo spazi accoglienti dove bambini, famiglie e comunità possano vivere insieme esperienze artistiche autentiche, accessibili e di alta qualità. Un percorso diffuso dedicato interamente alle famiglie che porta nei territori alcune tra le più autorevoli e innovative compagnie italiane di teatro per l'infanzia, provenienti da diverse regioni del Paese, confermando l'altissima qualità artistica della proposta culturale. Al centro del progetto c'è 'Locanda Infanzia', esperienza educativa e culturale che intreccia arte, comunità e formazione. Non soltanto uno spazio fisico, ma un luogo di accoglienza e crescita dedicato ai bambini e alla comunità educante, dove il teatro diventa strumento per creare legami, stimolare la curiosità e sostenere il diritto all'immaginazione sin dalla prima infanzia. Un progetto che mette al centro il valore del tempo condiviso, della scoperta e della partecipazione culturale come esperienza quotidiana.
L'iniziativa è curata da La Casa dello Spettatore nell'ambito del progetto 'Locanda Infanzia. Spazi, idee e attività per i bambini e la comunità educante'. Progetto vincitore del bando 'Comincio da zero – servizi educativi e di cura per la prima infanzia'. Con il sostegno di Con i Bambini Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Partnership di progetto: Consorzio Parsifal (capofila), Cooperativa sociale Alicenova, Centro Nascita Montessori, Casa dello Spettatore.
INFO E PRENOTAZIONI
-Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti disponibili.
-La prenotazione è obbligatoria.
-Per prenotazioni: 333 4954424 (anche WhatsApp)
PROGRAMMA
Locanda Infanzia – Montefiascone
Sabato 6 giugno ore 15.30 / Domenica 7 giugno ore 11.00
CONTATTO DOLCE
Compagnia La Luna nel Letto – Ruvo di Puglia
Di e con Gianna Grimaldi
Uno spettacolo intimo e immersivo dedicato alla primissima infanzia e alla relazione tra bambini e adulti. Attraverso il contatto, la voce e la narrazione, l'esperienza teatrale diventa occasione di ascolto reciproco e vicinanza emotiva. In uno spazio raccolto e accogliente, il pubblico viene accompagnato in un percorso sensoriale delicato, capace di trasformare il gesto più semplice in scoperta condivisa.
Locanda Infanzia – Montefiascone
Sabato 13 giugno ore 15.30
Fattoria Alice – Viterbo
Domenica 14 giugno ore 10.30
NELLE TASCHE DI MIMI
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
Di e con Desy Gialuz Scene e oggetti Elisa Iacuzzo
Musica originale Michele Budai
Sguardo esterno Alessandro Maione
Sotto un grande piumone bianco si muove Mìmi, sospesa tra sogno e risveglio. Dalle sue tasche emergono piccoli oggetti quotidiani che diventano occasioni di stupore, gioco e scoperta. Suoni, immagini, forme e colori costruiscono un universo poetico e sensoriale che parla direttamente ai bambini più piccoli, celebrando la meraviglia delle prime esplorazioni del mondo.
Polo Toscanella – Tuscania
Sabato 20 giugno ore 15.30 / Domenica 21 giugno ore 10.30
ONDE
Compagnia Teatrale Petra
Con Graziana Palazzo, Laura Sacco, Margherita Valtorta
Composizione Tommaso Ussardi
Musiche dal vivo Claudio Cauzillo
Design delle scene Gabriella Mastrangelo, Antonio Guerrieri
Liberamente ispirato al silent book 'L'Onda' di Suzy Lee, lo spettacolo racconta l'incontro tra una bambina e il mare, simbolo di scoperta, paura e trasformazione. Attraverso musica dal vivo, immagini e movimento, 'Onde' accompagna il pubblico in un'esperienza sensoriale dedicata alla fascia 0-3 anni, dove il gioco diventa strumento di conoscenza e crescita.
Fattoria Alice – Viterbo
Sabato 27 giugno e Domenica 28 giugno ore 10.30
A CORPO LIBERO
La Baracca-Testoni Ragazzi
Di e con Giada Ciccolini
Costumi e scenografie Alessandra Gabriela Baldoni e Giada Ciccolini
Consulenza artistica Ives Thuwis
Con la collaborazione di Sara Lanzi
Lo spettacolo racconta l'importanza di esplorare il proprio corpo con curiosità e cura, prestando attenzione a ogni sua singola parte e sperimentandone le potenzialità. Ma parla anche di accettazione del corpo, dei suoi difetti, dei suoi cambiamenti nel tempo, dei segni che le esperienze tracciano su di esso. Unica scenografia: il corpo. Un corpo umano, femminile, di ex ginnasta. Un corpo di attrice. Un corpo che si esprime, che si conosce e che cerca di far convivere tutte le sue parti. Un corpo abitato come uno spazio pieno di possibilità nascoste, di scoperte continue, ma anche di imprevisti e di cose difficili da capire o da accettare, in un'evoluzione continua che attraversa tutte le età. A corpo libero è nato dall'esigenza di fare ricerca artistica non solo per, ma con l'infanzia. Una ricerca condotta all'interno dei nidi e delle scuole d'infanzia in cui il corpo era il materiale da trasformare, da usare in maniera diversa, per creare forme e relazioni con le bambine e i bambini.
Contest Fotografico del Cristo Risorto, premiati i vincitori delledizione 2026
TARQUINIA - Chiusi i battenti della terza edizione del Contest Fotografico, già si pensa a quella per il 2027 che registrerà alcune novità. L'iniziativa per fotoamatori e professionisti della macchina fotografica non è solo una competizione dedicata a catturare i momenti più suggestivi e significativi della celebre Processione di Pasqua con “Il Cristo che corre” tra gli spari delle doppiette maremmane, ma anche un percorso espositivo che unisce scatti moderni a immagini storiche e simboli della rappresentazione, creando un legame visivo ed emozionale tra il presente e il passato di una tra le tradizioni religiose più affascinanti ed espressive nel panorama folcloristico italiano.
Intanto sul podio del contest fotografico 2026, organizzato da Ermes WiFi - Soluzioni Internet di Giancarlo Milioni, dall’Associazione Viva Tarquinia (Pres. Antonietta Valerioti) e dalla Rivista Telematica Oltrepensiero (Direttore Editoriale Pietro Carra) con il patrocinio del Comune di Tarquinia, sono saliti per la categoria “Scatto” Giuseppina Chessa di Montalto di Castro, per la categoria “Tradizione” Marco Lopis di Tarquinia e per “Originalità” Dario Fortunato di Pescia Romana.
Alla cerimonia di premiazione che si è svolta nella Sala D. H. Lawrence adiacente al complesso monumentale della Torre di Dante, hanno partecipato l’Assessore alla Cultura Roberta Piroli, l’Assessora alla Pubblica Istruzione Sara Corridoni e il Consigliere Comunale Emanuele Scomparin componente della 1ª Commissione permanente Bilancio, Tributi e Patrimonio. Per la Giuria composta dal Giornalista Fabrizio Ercolani, dal coreografo Antonio Natali, dalla Pittrice Barbara Mellace ha fatto gli onori casa il fotografo Vincenzo Quondam Vincenzo.
A tutti i partecipanti è stata donata una medaglia ricordo in terracotta con il simbolo delle croci ed ai vincitori riproduzioni di Vasi Etruschi dell’artista Massimo Bordo. Nella Mostra accanto alle foto sono stati esposti i principali emblemi della Processione del Cristo Risorto e opere con temi correlati alla Passione di Cristo. Tra queste le divise storiche dei Portatori delle Croci e della Banda Musicale Giacomo Setaccioli gentilmente concesse da Vincenzo Mancinelli e Antonello Salsa mentre il Mini Tronco è stato messo a disposizione da Manuel Catini. La mostra ha registrato anche la collaborazione di Angelina Bondarencu e dell’Azienda Fashion Market nella persona della Direttrice Sabrina Fraticelli. La pittrice Barbara Mellace ha esposto una singolare serie di opere con soggetti dedicati alla Pasqua di Tarquinia utilizzando le tecniche della pittura su ceramica cotta al forno e della matita sanguigna. Il Maestro Domenico Narduzzi ha presentato la sua opera scultorea piena di fascino del Cristo Risorto. La Croce della Domenica di Pasqua è stata elaborata dall’artista Gianfranco Vallorani. Massimo Stefani, Pres. degli Arcaisti ha selezionato le opere degli artisti del Movimento: 'Il bene e il male' dipinto con il Cristo e il Diavolo di Cesare Pinotti, 'Madonna' scultura in pietra chiara e base in legno di Luigino Camedda e “Business Man” opera con il Cristo in Croce e i Dollari di Igor Lercher.
Nel corso della cerimonia di premiazione Giancarlo Milioni della Ermes WiFi Soluzioni Internet con una foto fuori concorso ha voluto ricordare la trasmissione in Diretta Streaming della Processione del Cristo Risorto trasmessa nel Giorno di Pasqua che ritrae tutti i collaboratori e ospiti del programma.
IL GIUBILEO DELLA SPERANZA CON LA MADONNA DEL SANTUARIO DELL’ADDOLORATA DI TUSCANIA
“Children for Children”, al PalaMalè una festa di solidarietà che guarda ai bambini del mondo
A Celleno torna il Campionato di sputo del nocciolo: sfida al record di 22,80 metri
Caldo sempre più precoce, lappello di Enpa Viterbo: Proteggere gli animali può salvare una vita
VITERBO - Le temperature estreme non sono più un'emergenza di piena estate: ormai il caldo intenso arriva sempre prima e mette a rischio la salute dei nostri animali già dalla tarda primavera. Per questo Enpa sezione Viterbo e Provincia lancia un appello ai cittadini: “non facciamoci trovare impreparati, ricordiamoci che siamo noi il loro fattore di protezione”.
“Cani e gatti soffrono il caldo molto più di quanto spesso immaginiamo. Asfalto rovente, colpi di calore, disidratazione e parassiti sono pericoli concreti che ogni anno causano sofferenza e, nei casi più gravi, anche la morte di tantissimi animali. Eppure, con attenzione e responsabilità, molte tragedie possono essere evitate”.
“Proteggere i nostri compagni di vita non richiede gesti straordinari, ma consapevolezza quotidiana. Acqua fresca sempre disponibile, passeggiate solo nelle ore più fresche, ambienti ombreggiati e ben ventilati, attenzione alla temperatura dell'asfalto e massima prudenza durante gli spostamenti sono accorgimenti fondamentali”.
“E c'è una regola che non smetteremo mai di ripetere: mai lasciare un animale chiuso in auto, nemmeno per pochi minuti. Con il sole e le alte temperature, l'abitacolo può trasformarsi rapidamente in una trappola mortale, anche con i finestrini leggermente aperti”.
“Con l'aumento delle temperature aumentano anche zecche, pulci, zanzare e altri parassiti che possono trasmettere malattie molto serie. Per questo è importante agire in anticipo e concordare con il veterinario le migliori strategie di prevenzione”.
“Il cambiamento climatico sta modificando le nostre abitudini e anche quelle dei nostri animali, ogni anno affrontiamo ondate di calore più precoci e intense, e questo significa che dobbiamo imparare a proteggerli prima e meglio. Troppo spesso si sottovalutano i rischi del caldo per gli animali, ma bastano pochi minuti o una semplice distrazione per trasformare una giornata normale in una tragedia”.
“Enpa ricorda inoltre che sintomi come affanno eccessivo, debolezza, disorientamento, vomito o difficoltà respiratorie possono essere segnali di un colpo di calore e richiedono un intervento veterinario immediato”.
“Se vediamo un'auto con un animale chiuso dentro, verifichiamo le sue condizioni. Se notiamo i sintomi di un colpo di calore bisogna intervenire rapidamente per salvargli la vita: contattiamo le forze dell'ordine e un veterinario reperibile. Se i finestrini sono aperti, proviamo a buttare dell'acqua sull'animale per rinfrescarlo”.
“Prendersi cura di un animale significa anche proteggerlo dai rischi della stagione calda. Per loro noi siamo tutto: il loro rifugio, la loro sicurezza, la loro possibilità di stare bene. Siamo a tutti gli effetti il loro fattore di protezione. E oggi più che mai, con estati sempre più lunghe e torride, essere preparati può davvero salvare una vita”.
Aggredito e rapinato nel sottopasso: paura per uno studente diretto a scuola
VITERBO - Un inizio di giornata da incubo, nella giornata di venerdì scorso, per un giovane studente, vittima di una violenta rapina mentre si recava a scuola. L'episodio si è consumato nel sottopassaggio pedonale, un tratto strategico ma spesso isolato, utilizzato quotidianamente da molti ragazzi per raggiungere gli istituti scolastici della zona.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane stava camminando da solo quando è stato improvvisamente avvicinato da i malintenzionati. Sfruttando la complicità del luogo chiuso e la scarsa presenza di passanti a quell'ora del mattino, i malviventi lo hanno bloccato e minacciato, costringendolo a consegnare gli oggetti di valore in suo possesso, tra cui il telefono cellulare e il denaro contante.
Dopo aver ottenuto quanto cercato, gli aggressori si sono dileguati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce prima che potesse scattare l'allarme.
Sotto shock ma fortunatamente senza gravi ferite riportate, il ragazzo è riuscito a chiedere aiuto. Sul posto sono intervenute tempestivamente le forze dell'ordine, che hanno avviato i primi rilievi e raccolto la testimonianza della vittima per tracciare un identikit dei responsabili.
Al vaglio degli inquirenti ci sono ora le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, fondamentali per ricostruire la via di fuga dei rapinatori. L'episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei passaggi pedonali urbani, con i residenti che chiedono a gran voce maggiori controlli e un potenziamento dell'illuminazione negli orari di punta.
Dramma sfiorato in mare: padre e figlio trascinati dalla corrente, salvati dai bagnini eroi
SANTA MARINELLA – Poteva trasformarsi in tragedia la giornata di mare per un padre e il suo giovane figlio sul tratto di costa tra Santa Marinella e Santa Severa. I due, traditi dalle forti correnti e dal mare improvvisamente agitato, si sono trovati in gravissima difficoltà, incapaci di guadagnare la riva e ormai alla mercé delle onde.
A far scattare l'emergenza sono state le grida d'aiuto provenienti dall'acqua, che hanno immediatamente attirato l'attenzione dei bagnanti e del personale in servizio sul litorale. La situazione è apparsa subito critica: la forza del mare stava spingendo il genitore e il bambino sempre più lontano dalla battigia, esaurendo rapidamente le loro forze.A evitare il peggio è stato il fulmineo intervento dei bagnini del team Pura Vida, associazione che gestisce la sicurezza di diverse spiagge della zona. Dimostrando straordinaria prontezza, sangue freddo e un eccellente livello di addestramento, i soccorritori si sono lanciati tra le onde.
Nonostante le condizioni avverse, il team è riuscito a raggiungere i due bagnanti prima che venissero sopraffatti dalla stanchezza, agganciandoli e riportandoli a riva sani e salvi.
Una volta sul bagnasciuga, padre e figlio – visibilmente sotto shock e stremati, ma fortunatamente senza gravi conseguenze fisiche – sono stati assistiti e monitorati. Tra i presenti sulla spiaggia è scattato un lungo applauso liberatorio per i ragazzi del Pura Vida, il cui presidio si conferma ancora una volta fondamentale per la sicurezza e la salvaguardia della vita umana sul litorale laziale.La Loggia del Silenzio: arriva alla Camera il film di Daniela Preziosi
di Fabio Tornatore
VITERBO - 'La bomba in piazza della Loggia ha colpito lavoratrici e lavoratori perché antifascisti'. Le testimonianze raccolte dalla giornalista e autrice viterbese Daniela Preziosi raccontano un pezzo di storia italiana che arriva ancora in sordina dopo 52 anni, tra il tabù fascista e l'indifferenza di massa.
Tanto è passato dal 28 maggio del 1974, quando una bomba a Piazza della Loggia, a Brescia, ha ucciso 8 persone e ne ha ferite 102. Erano persone scese in piazza per manifestare contro il terrorismo di matrice fascista. Erano gli anni della 'strategia della tensione', gli 'anni di piombo': eufemismi che significano 147 persone uccise e oltre 500 ferite, dalla strage di Piazza Fontana, con 17 vittime e 88 feriti, a quella della Questura di Milano, 4 deceduti e 52 feriti, fino alla strage del treno Italicus, 12 vittime e 48 feriti, e a quello della Stazione di Bologna, il 2 agosto 1980, che ha provocato 85 vittime e oltre 200 feriti.
Daniela Preziosi racconta la bomba a Piazza della Loggia in un film: 'La Loggia del Silenzio'. 'Lo presentiamo l'11 giugno alla Camera dei Deputati' racconta la giornalista Daniela Preziosi, 'viterbesissima', come si definisce lei stessa 'il film celebra la figura di Manlio Milani e la sua vita dedicata a far ricordare ; il film è copy free, si può scaricare liberamente e divulgarlo, lo abbiamo pensato soprattutto per gli studenti, per le scuole, per le persone che non conoscono questa storia'. Il link del film è https://www.arcoiris.tv/scheda/it/91868/.
Racconti, testimonianze, analisi: 'Perché sono sopravvissuto?' si chiede Manlio Milani 'Avrei preferito in quel momento, essere anch'io con loro, per essere insieme a loro, ma anche per non dovermi interrogare sul senso della perdita. Il caso è importante. Sembra dire “guarda che ci deve essere sempre qualcosa che sopravvive, per raccontare e testimoniare che quel fatto non può essere cancellato dalla storia'. È la voce di Manlio Milani, marito di Livia Bottardi Milani, una degli otto assassinati. Oggi è il presidente della Casa della Memoria di Brescia. Un instancabile ricercatore di verità e memoria. Racconta la strage di Brescia, il 28 maggio 1974, dalla voce di alcuni testimoni, quelli che c’erano e quelli che poi ci sono sempre stati. Oltre cinquant’anni di processi hanno portato alla condanna dei mandanti. Vanno avanti i dibattimenti sui presunti esecutori. Il silenzio e i depistaggi, per mezzo secolo, sono serviti a scaricare la verità del suo potenziale deflagrante. Fu una bomba contro una manifestazione antifascista, che rivelò gli obiettivi della stagione del tritolo. La ricostruiscono, fra memoria e presente, il giornalista Gianluca Barca, all’epoca un ragazzo del movimento, la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, lo storico Davide Conti, la direttrice dell'Archivio Flamigni Ilaria Moroni, e naturalmente Manlio Milani. Una storia con cui ancora oggi la destra italiana non vuole fare i conti. Conti con la storia, la sua storia.
La giornalista della Tuscia è autrice e ha realizzato le interviste per il film. Tommaso D'Elia, Simone Pellicca e Elena Caronia sono autori e registi.
Daniela Preziosi è una giornalista viterbese, inviata parlamentare, attualmente firma del quotidiano Domani. Per oltre 12 anni ha lavorato per il Manifesto e Liberazione. Spesso ospite e opinionista in trasmissioni televisive di approfondimento politico su La7, è stata anche conduttrice radiofonica per Rai Radio 2 e Radio3, dove periodicamente conduce il programma Prima Pagina.
Quartiere Carmine allabbandono: tra erbacce, buche e promesse mancate
VITERBO - Con l'arrivo della tarda primavera, il quartiere Carmine si ritrova a fare i conti con il solito, desolante scenario di incuria. Il biglietto da visita della zona è ormai tristemente noto: erba infestante che invade i marciapiedi, segnaletica stradale orizzontale praticamente sbiadita o inesistente e asfalto ridotto a un colabrodo.
Uno spettacolo di degrado che si ripete ciclicamente ogni anno, in netto contrasto con la narrazione ufficiale. A fronte dei roboanti annunci dell'amministrazione comunale — che periodicamente promette nuovi appalti migliorativi, assunzioni di personale e soluzioni definitive — la realtà dei fatti dimostra una cronica incapacità di garantire persino gli interventi minimi di ordinaria manutenzione nei tempi dovuti.
L'emblema di questo abbandono è rappresentato dal mini cantiere 'eterno' sul marciapiede di via dei Bersaglieri. Aperto ormai da diversi anni, è ancora lì, immobile. Viene da chiedersi come sia possibile che, in un lasso di tempo così lungo, i tecnici non siano ancora riusciti a individuare la causa del problema (si tratta di un guasto alla rete fognaria o alla condotta idrica?) e a procedere con il dovuto risanamento.
Il quartiere merita risposte concrete, non altri annunci.
Massimo Pizzichetti
Dimensionamento scolastico, il TAR rinvia tutto a dicembre: resta aperto il contenzioso tra Provincia di Viterbo e Regione Lazio
Il bello del bene contro il trionfo del male: la scommessa della Costituzione
VITERBO - Carissime cittadine, carissimi cittadini,
per la prima volta, ho l’onore di presiedere a Viterbo le celebrazioni per l’anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana.
L’emozione che traspare dal timbro di voce non deve però impedirmi di esprimere, insieme a tutti Voi, la fierezza e la fedeltà per questa 80sima ricorrenza.
Fierezza per la nostra appartenenza identitaria ad una Nazione e ad un Paese che ha contribuito, con l’ingegno, l’entusiasmo, la cultura, la dedizione, il lavoro e la passione dei suoi figli, al progresso dell’Europa, dell’Occidente e del mondo intero. Fedeltà ai valori della Repubblica, incarnati e proclamati dalla Carta Costituzionale:
- baluardo di libertà e democrazia;
- riconoscimento della dignità umana e dei diritti inviolabili della persona (preesistenti, nella loro assolutezza, a qualsiasi forma di potere costituito, nel contempo non esercitabili al di fuori dei rispettivi doveri e al di sopra delle società e della storia);
- dichiarazione di impegno, individuale e collettivo, per tutelarli e difenderli, consentendone l’effettivo esercizio.
Nella mia veste di prefetto e di responsabile dell’Ufficio territoriale del Governo, desidero innanzitutto esprimere, con sincera naturalezza, sentimenti di profonda gratitudine verso l’intera comunità viterbese, che fin dal mio arrivo mi ha accolto con fiducia, stima ed affetto e verso i suoi rappresentanti elettivi, a cominciare dal Sindaco del Capoluogo e dal Presidente della Provincia, per proseguire con i parlamentari europei, nazionali e regionali e per concludere con gli altri Sindaci, tutti accomunati dalla premurosa attenzione e dall’acuta sensibilità verso i problemi emergenti e le legittime aspirazioni dei cittadini, che costituiscono anche per la Prefettura un continuo sprone ad operare al meglio.
Ringrazio e saluto i rappresentanti dell’Ordine Giudiziario e delle Forze di Polizia, con i quali condivido la passione per la tutela e la difesa dei diritti e della giustizia; le massime autorità ecclesiastiche e le altre autorità civili e religiose, i responsabili della sanità, del soccorso pubblico e privato, dell’associazionismo e del volontariato, del mondo della cultura, dell’università e della scuola; gli esponenti del florido tessuto economico e produttivo, le rispettive organizzazioni di categoria e sindacali. Manifesto, inoltre, la più sincera riconoscenza verso tutte le istituzioni pubbliche e private ed ognuno dei loro componenti, che, spesso a titolo personale, con altruismo ed abnegazione, si prodigano per comprendere, affrontare e contribuire a risolvere le necessità dei fragili e bisognosi, degli emarginati, dei reietti, delle persone confinate nell’anonimato e nel buio della solitudine. Talvolta dimentichiamo che la sicurezza pubblica si persegue anzitutto attraverso l’identificazione e la cura del bisogno, che è morale, prima ancora che economico, e quindi mediante il riconoscimento della dignità umana e l’impegno concreto e costante per garantirla.
Non diversamente da quanto accaduto alle commemorazioni degli ultimi quattro anni, anche nel 2026 siamo costretti a constatare come rimanga centrale, nel dibattito istituzionale e nelle più vive preoccupazioni della gente, il tema della pace, che angoscia tragicamente ampie aree del mondo, anche quelle non attraversate da conflitti bellici conclamati, ma comunque sconvolte da un’interminabile scia di sangue, miseria, dolore e sofferenze, collettive e individuali, in processi di progressiva e sempre più aspra disumanizzazione, che sembrano inarrestabili, dove le ragioni della forza e del sopruso ottundono la forza della ragione e le ragioni del cuore.
Gli sforzi della comunità internazionale – direi meglio, l’afflato a far emergere sentimenti di fratellanza universale e di protezione delle vittime più fragili ed indifese di questa débâcle collettiva del senso di umanità - cui il nostro Paese partecipa attivamente e gli appelli che, tra i più accorati, il Pontefice e il Presidente Mattarella continuano a rivolgere ai potenti della terra, non hanno finora riscosso il successo sperato.
Le ragioni dell’evidenza affermano dunque che è difficile sperare nella pace finché continuano a rimbombare i cannoni e le grida di disperazione a squarciare il cielo.
Già Immanuel Kant, nell’opuscolo Per la pace perpetua, elencava, tra le condizioni preliminari per raggiungerla, che “Nessun trattato di pace può considerarsi tale, se è fatto con la tacita riserva di pretesti per una guerra futura” e che “Nessuno Stato indipendente può venire acquistato da un altro, per successione ereditaria, scambio, compera o donazione” (noi aggiungeremmo “con le armi o con il ricatto economico-finanziario, o ancora con la potenza dell’intelligenza artificiale”).
Né possiamo illuderci di ritenere vera fino a prova contraria l’affermazione che “la bellezza salverà il mondo”, citando a sproposito, con enfasi estetizzante, la celebre frase che Dostoevskij attribuisce al principe Mishkin nel romanzo L’Idiota, peraltro nei termini di un interrogativo, che chiama in causa la questione di un riscatto del mondo, il suo possibile affrancamento dal male, rappresentato in quel contesto da una cappa di violenza e di morte che aleggia su vicende amorose destinate a precipitare in tragedia.
La bellezza ahimè non è quella armoniosa e ideale che l’umanesimo rinascimentale ha posto a fondamento della rappresentazione artistica del reale e nemmeno quella della Tuscia viterbese che il nostro sguardo stupito può contemplare in un’alba di tramontana. Un acuto critico ha scritto che “la bellezza è il nome che Dostoevskij dà all’inequivocabile manifestarsi del bene, con i tratti dell’irremovibilità con cui la bontà custodisce la propria perseverante giustizia. E’ il bello del bene. Esso consiste nel fatto che, se necessario, perde anche la faccia, se questo serve a preservarne l’integrità”.
Tuttavia, proprio contro questa fosca e raccapricciante prospettiva di un trionfo del Male, si erge la Costituzione Repubblicana – che da quel Male apparentemente sconfitto con perdite gravissime ha tratto origine – proponendo alcuni, crediamo non banali, rimedi: il principio della libertà dei membri della società (come persone), la dipendenza da un’unica comune legislazione; la legge dell’uguaglianza di tutti (come cittadini).
Scrivevano i nostri costituenti: “Dobbiamo risolvere il grande problema di una più equa circolazione e ripartizione dei beni, messi a nostra disposizione dal progresso…Il mondo oggi è in ansia perché avverte che libertà e giustizia sociale si difendono e si raggiungono solo in un clima di sicurezza e di pace. Libertà-Giustizia-Pace: per salvare la libertà bisogna salvare la pace, ma il regime di libertà non si salva se non si attua la giustizia sociale”.
L’idea nuova che si afferma nella Costituzione Repubblicana, allorquando essa riconosce il fondamento della democrazia “dal basso”, porta necessariamente a rivendicare nell’uomo, nella persona in carne ed ossa e non nell’individuo ideale, il principio spirituale indipendente dalla società, il suo motore dinamico.
Bandendo i localismi ed i rischi connessi al sopravvento del particolare sul generale e dell’interesse individuale sul bene collettivo, occorre dunque impedire che le società si dissolvano per dissoluzione dei loro valori etici.
Le fasi storiche che stiamo attraversando, segnate dal rapido sovrapporsi ed esaurirsi di scenari epocali (dai conflitti medio-orientali a quello russo-ucraino; dalle crisi climatiche e dagli sconvolgimenti ambientali alle migrazioni di interi popoli; dal dibattito sull’allargamento o rifondazione dell’Unione Europea ai nuovi rapporti con i Paesi emergenti; dalla crisi demografica alla senescenza del modello occidentale), ci impongono una scelta non negoziabile, che è la scelta per la partecipazione attiva e responsabile alla vita democratica ed alle istituzioni della Repubblica.
Se poi riflettiamo sulle persistenti minacce di alterazione patologica dei rapporti tra le persone, sempre più esposte ad una violenza crescente ed immotivata, che trova le sue manifestazioni più odiose nelle violenze di gruppo e nei confronti delle donne; sulle difficoltà del sistema amministrativo ad adattarsi, governandole, alle dinamiche di una società in vorticosa trasformazione; sulle problematiche poste con rinnovata evidenza dall’accoglienza e dall’integrazione degli immigrati (soprattutto quelli di seconda generazione); sul contrasto ad ogni forma di criminalità, organizzata e non; sulla necessità di valorizzare l’imprenditoria più giovane e creativa, sostenendola in un mercato globale sempre più aggressivo; sull’ineludibilità di completare i processi di rinnovamento connessi al PNRR, ci rendiamo conto che le sfide cui è chiamata la Repubblica e tutti i suoi cittadini postulano la partecipazione personale e attiva, che ha il punto di partenza nel sistema delle autonomie locali e nel mondo dell’associazionismo e della solidarietà sociale.
Desidero chiudere con una nota di ottimismo.
Quest’anno si celebra l’ottavo centenario dell’incontro di Frate Francesco con Sorella Morte.
Soltanto due anni prima, il Poverello di Assisi, a conclusione del Cantico delle Creature. sebbene ormai cieco e fortemente prostrato nel fisico, non si stancava di lodare “l’Altissimo, onnipotente, bon Signore”, soprattutto per le opere del creato. Pur non riuscendo più a vederle, egli era in grado di contemplarle con il cuore, con la gratitudine di chi sa di aver ricevuto tutto in dono.
Tra le tante interpretazioni di questo testo capitale, uno dei fondamenti della letteratura italiana, ho sempre preferito – ed ancor più oggi, in un tempo animato dal compulsivo desiderio di autoaffermazione, da una volontà di potenza che non si pone limiti – l’interpretazione, dicevo, che non vede nel Cantico di Frate Sole soltanto l’espressione di una visione idilliaca del mondo e dell’esistenza, quanto piuttosto il risultato finale di una vita spesa per gli altri.
Il Cantico, che giunge al termine di un lungo itinerario di prove e combattimenti, lascia vedere, proprio attraverso la luce e la serenità che ne irradiano, la riconciliazione, profonda e totale, di un uomo con le forze vive e originarie della sua anima.
Il creato, la sua armonia e la sua bellezza, la pace ed i suoi innumerevoli benefici si difendono solo riconciliandosi con essi, ossia vincendo l’istinto di sopraffazione e di autodistruzione, la volontà di affermarsi sempre e ad ogni costo, passando oltre le sofferenze e i bisogni altrui, arrivando a negarne la necessità e l’urgenza, se non addirittura l’esistenza, ogni qual volta essi non costituiscano semplici strumenti per affermare la nostra supremazia.
Ma esiste un altro sistema politico, che non sia quello democratico e repubblicano, nel quale ciascun cittadino può fornire consapevolmente il suo contributo, singolarmente ed unicamente decisivo, che sia in grado di sostenere e favorire la difesa del creato e delle sue bellezze?
Certo, bisognerà partecipare attivamente alla vita politica e sociale, essere cittadino in ogni accezione del termine. Come scriveva Platone nel Libro Quinto della Politeia, la comunità deve essere “quanto più possibile prossima alla condizione di un solo uomo”, nel senso che sia capace di una condivisione immediata e simultanea dei sentimenti che sono alla base dell’agire umano: il dolore ed il piacere.
E non può non tornare alla memoria il celebre discorso tenuto da Alcide De Gasperi al Palazzo delle Belle Arti di Bruxelles il 20 novembre 1948: “il regime democratico, fondato sul popolo, dipende più di ogni altro, non solo dalla coscienza morale dei cittadini, ma anche dai costumi che regolano la loro comunità.
Il popolo sovrano deve avere il senso della responsabilità di governo, il sentimento della solidarietà e della comunità, la forza morale di limitare le proprie libertà in confronto dei diritti altrui e l’energia di non abusare delle istituzioni democratiche per interessi di parte o di classe”.
Questa è l’essenza della nostra Repubblica, questa l’anima della nostra democrazia: un principio identitario che invoca la consapevolezza di sé, dell’altro e delle istituzioni, del senso di appartenenza ad una comunità, che da quella nazionale si amplia fino a comprendere quella europea e mondiale.
E’ tuttavia evidente che questa comunità, la società civile, in una parola la Repubblica, non devono attendere le tragedie, le emergenze, i disastri per compattarsi, dimostrare coesione e spirito solidaristico; né le istituzioni avvertire il senso di responsabilità o percepire la consapevolezza del fare soltanto nelle sempre più frequenti occasioni in cui viene messa alla prova la capacità di prevenire i mali, che pongono a repentaglio la sopravvivenza stessa della polis (come avrebbe detto Platone). A fondare e tenere unita e viva la Repubblica sono e saranno sempre di più l’esercizio quotidiano delle responsabilità, la coscienza individuale e collettiva dei doveri civici, la tensione costante verso l’uguaglianza sostanziale, l’impegno perseverante per la giustizia sociale, la difesa dell’ambiente e della natura, la tutela del paesaggio e dei beni culturali, il sostegno dei deboli e dei fragili, l’attenzione al disagio e la promozione del riscatto sociale ed economico.
In ultima istanza – e in conclusione – è l’urgenza di lavorare quotidianamente per la realizzazione del bene collettivo quell’orizzonte imperativo verso cui pubbliche istituzioni, gruppi sociali e privati cittadini dobbiamo senza compromessi tendere la nostra azione comune, sì da poter consapevolmente affermare: viva la Repubblica! Viva l’Italia!
Viterbo celebra gli 80 anni della Repubblica: Orgogliosi di un Paese che ha contribuito al ...
VITERBO – Una celebrazione intensa e partecipata ha accompagnato questa mattina le commemorazioni per l’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Viterbo si è ritrovata nel cuore del centro storico, tra piazza Martiri d’Ungheria e piazza San Lorenzo, per rendere omaggio a una delle date più significative della storia nazionale, ricordando il referendum del 2 giugno 1946 che segnò la nascita della Repubblica e l’ingresso delle donne nella vita democratica del Paese attraverso il diritto di voto.
La mattinata si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti di piazza Martiri d’Ungheria. Successivamente le celebrazioni si sono spostate in piazza San Lorenzo, impreziosita dal grande tricolore calato dal campanile della cattedrale che ha fatto da sfondo alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, dei rappresentanti dei Comuni della Tuscia e delle associazioni del territorio.
Nel suo intervento, la sindaca Chiara Frontini ha richiamato il significato profondo della scelta compiuta dagli italiani ottant’anni fa, soffermandosi sul valore del suffragio universale e sul ruolo fondamentale svolto dalle donne nella costruzione della nuova Italia democratica.
“Per la prima volta la cittadinanza italiana si esprimeva nella sua interezza. Per la prima volta la democrazia assumeva il volto di un popolo intero”, ha ricordato la sindaca, sottolineando come la Repubblica sia nata anche grazie al contributo delle donne che, durante la guerra, sostennero il peso delle famiglie e delle comunità nei momenti più difficili.
Frontini ha poi invitato a considerare la Repubblica non soltanto come un assetto istituzionale, ma come una promessa fondata sui valori della libertà, della dignità della persona, della solidarietà e della partecipazione. Un patrimonio che, ha evidenziato, deve essere custodito e rinnovato quotidianamente da ogni cittadino.
A ribadire il legame tra istituzioni e territorio è stato il presidente della Provincia Alessandro Romoli, che ha ricordato come la Repubblica trovi la sua espressione più concreta nei Comuni, nelle scuole, nelle associazioni e in tutte quelle realtà che ogni giorno contribuiscono alla crescita della comunità.
Particolarmente significativo anche l’intervento del prefetto Sergio Pomponio, che ha richiamato il senso di appartenenza nazionale e l’orgoglio per il contributo che l’Italia ha saputo offrire nel corso della sua storia.
“In tutti voi ci sia la fierezza e la fedeltà per questa ricorrenza – ha dichiarato –. Fierezza per la nostra appartenenza identitaria ad un Paese che ha contribuito con l’ingegno, la cultura, il lavoro e la passione dei suoi figli al progresso dell’Europa, dell’Occidente e del mondo intero”.
Le celebrazioni si sono concluse con la consegna di undici onorificenze conferite dal Presidente della Repubblica a cittadini distintisi per il loro impegno civile e sociale e con l’assegnazione di una medaglia al valore, momento particolarmente sentito che ha suggellato una giornata all’insegna della memoria, della gratitudine e dell’identità nazionale.
Alla ricorrenza è intervenuta anche Luisa Ciambella, coordinatrice del Movimento Lista Civica Rocca Presidente – Per il Bene Comune, che ha ricordato come il referendum del 1946 abbia rappresentato una svolta decisiva per la democrazia italiana.
“Ottant’anni fa gli italiani scelsero la Repubblica, aprendo una nuova stagione di libertà e partecipazione. Custodire oggi quella scelta significa impegnarsi quotidianamente per rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini e costruire una società più inclusiva e solidale”.
Una giornata che ha visto Viterbo stringersi attorno ai simboli della Repubblica, rinnovando il valore di una scelta che continua a rappresentare il fondamento della vita democratica del Paese e una responsabilità condivisa da trasmettere alle nuove generazioni.
Ottava edizione del Memorial Giuseppe Centamore: giovani talenti in campo nel segno del ricordo
VITERBO – Tutto pronto per l’ottava edizione del “Memorial Giuseppe Centamore”, il tradizionale torneo di calcio giovanile che da anni unisce sport, amicizia e memoria nel ricordo di un ragazzo che continua a vivere nel cuore di quanti lo hanno conosciuto e amato.
La manifestazione prenderà il via giovedì 4 giugno presso il centro sportivo Santa Barbara di Viterbo e vedrà protagonisti i giovani calciatori della categoria Pulcini 2016. L’evento, organizzato dall’associazione ASD Go Event guidata da Paolo Tagliolini e ospitato ancora una volta dall’ASD Viterbo FC del presidente Andrea Pedica, si svilupperà nell’arco di quattro giornate, con la conclusione prevista per domenica 7 giugno.
Ad aprire il torneo saranno le prime tre gare del girone A, in programma a partire dalle ore 17 di giovedì. Venerdì sarà invece la volta delle sfide del girone B, mentre domenica si entrerà nel vivo della competizione con semifinali e finali che assegneranno il titolo dell’edizione 2026.
Saranno sei le squadre in campo: oltre ai padroni di casa del Viterbo FC, parteciperanno i campioni in carica del JFC Civita Castellana, vincitori dell’edizione 2025, insieme alle formazioni di Viterbese, Pianoscarano, Romaria e Fabrica Calcio Giovanile.
Un appuntamento che si conferma tra i più attesi del panorama calcistico giovanile locale, capace di offrire ai piccoli atleti un’importante occasione di crescita sportiva e personale. Ma il Memorial Giuseppe Centamore rappresenta soprattutto un momento di condivisione e di ricordo, nel quale i valori più autentici dello sport – lealtà, rispetto, amicizia e spirito di squadra – trovano la loro massima espressione.
Per tre giorni il campo del Santa Barbara sarà così teatro di entusiasmo, emozioni e sano agonismo, nel segno di un sorriso che continua a illuminare il cammino di tanti giovani calciatori e delle loro famiglie.
Flavio Roda torna a Lazio Pianeta Sci: la Tuscia protagonista tra premi e riconoscimenti
VITERBO – Tutto pronto per la 43ª edizione di “Lazio Pianeta Sci”, l’appuntamento che da oltre quattro decenni rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati degli sport invernali del Lazio. La manifestazione, organizzata dal Comitato Regionale Lazio-Sardegna della FISI, andrà in scena sabato 6 giugno nella prestigiosa Sala Rossa delle Piscine del Foro Italico e si annuncia come una grande festa dello sport, della passione e della tradizione.
A rendere ancora più prestigioso l’evento sarà la presenza del presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, Flavio Roda, che torna a Lazio Pianeta Sci a due anni dalla sua ultima partecipazione. Ad accoglierlo sarà il presidente del Comitato Regionale Lazio-Sardegna, Andrea Ruggeri, padrone di casa di una manifestazione che quest’anno assume un significato particolare dopo una stagione segnata dal successo dell’Italia e dall’entusiasmo generato dai Giochi Olimpici di Milano-Cortina, importante volano per la promozione delle discipline invernali.
Come da tradizione, Lazio Pianeta Sci celebrerà gli atleti, le società e i dirigenti che si sono distinti nel corso dell’ultima stagione. Tra i protagonisti figurano Sara Proietti Cignitti, campionessa italiana Under 16 di sci di fondo, Giada Maria D’Onofrio, seconda classificata ai Campionati Italiani Assoluti di Snowboard Cross, e Andrea Piccone, medaglia di bronzo nello slalom gigante ai Campionati Italiani Aspiranti. Da sottolineare anche il successo del Winter Sport Club di Subiaco, vincitore della Coppa Italia di Skiroll.
Importante il riconoscimento riservato agli atleti della Tuscia. Tra i premiati spicca Francesco Dimitri, portacolori dello Sci Club CZERO6, vincitore del 3° Circuito Master Appenninico nella categoria A5, campione regionale di slalom e gigante, secondo classificato nel Trofeo Mechelli e recentemente convocato nella Nazionale Italiana Master di sci alpino.
Premio anche per il compagno di squadra Romolo Parenti, campione regionale di slalom nella categoria B8, mentre lo storico Sci Club Viterbo ’97 riceverà un riconoscimento per il prestigioso secondo posto ottenuto nella classifica per team del 3° Circuito Master Appenninico.
Tra gli atleti dello sci club presieduto da Stefano Zucchi saranno inoltre premiati Maria Giuseppina Caporossi, vincitrice del titolo regionale di slalom gigante nella categoria C7, e Umberto Macchi, protagonista di una stagione di alto livello culminata con la vittoria del Circuito Master Appenninico e il secondo posto nel Trofeo Mechelli.
La cerimonia vedrà inoltre la partecipazione di numerose personalità del mondo sportivo, politico e dell’informazione specializzata. Nel corso dell’evento saranno consegnate onorificenze a dirigenti, tecnici e collaboratori che si sono distinti nell’ambito delle attività federali, oltre a riconoscimenti per sponsor e partner che hanno contribuito in maniera significativa allo sviluppo delle iniziative del Comitato Lazio-Sardegna e degli sci club affiliati.
Una giornata di festa che conferma Lazio Pianeta Sci come una delle manifestazioni più sentite e rappresentative del panorama sportivo regionale, capace di valorizzare risultati, passione e impegno di un movimento in continua crescita.