RSS Tuscia
Casa della Comunità di Soriano, Sabatini: Presidio fondamentale per la sanità territoriale
SORIANO NEL CIMINO - 'Bene l'apertura della nuova Casa della Comunità di Soriano nel Cimino che offrirà alla popolazione un punto di riferimento sociosanitario territoriale unico, e andrà a servire un bacino ampio di Comuni della Tuscia”.
“Dopo le case di comunità di Bagnoregio e Bolsena – continua -, anche nel comprensorio dei Cimini i cittadini potranno finalmente trovare l'offerta di servizi sociosanitari integrati in un'unica struttura facilmente accessibile, valorizzando la prossimità e la continuità assistenziale, soprattutto in favore dei soggetti più fragili. Prosegue dunque il percorso verso il potenziamento della sanità territoriale fortemente voluto dal presidente Francesco Rocca anche attraverso una adeguata riprogrammazione dei fondi Pnrr, per dare risposte rapide ai bisogni di salute delle persone, con un'integrazione sia dei servizi che delle competenze professionali, con al centro la figura dell'infermiere di famiglia e di comunità. Grazie al lavoro della Giunta regionale, dell'Asl di Viterbo e del suo direttore generale Egisto Bianconi, dell'Amministrazione comunale di Soriano nel Cimino, abbiamo attivato un nuovo presidio sanitario sul territorio, atteso dai cittadini, che andrà a migliorare la qualità di vita degli utenti e a ridurre gli spostamenti verso gli ospedali”.
“Una Casa di Comunità che non vuole essere soltanto la sommatoria di servizi, ma un tassello fondamentale nella costruzione di una rete sanitaria di prossimità, volta a garantire maggiore equità nell'accesso alle cure, massima efficienza della presa in carico e dell'assistenza nelle aree interne della nostra provincia', così il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio Daniele Sabatini, componente Commissione Sanità.
Soriano nel Cimino, inaugurata la nuova Casa della Comunità della Asl di Viterbo
VITERBO - È stata inaugurata questa mattina, a Soriano nel Cimino, la nuova Casa della Comunità, la terza attivata dalla Asl di Viterbo nella Tuscia dopo quelle di Bagnoregio e Bolsena. Un presidio strategico della sanità territoriale che rafforza il modello di assistenza di prossimità, portando servizi, prevenzione e presa in carico sempre più vicino ai cittadini.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, e il sindaco di Soriano nel Cimino, Roberto Camilli, insieme a rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari, associazioni del territorio e cittadini.
La giornata si è aperta nel centro cittadino con il “Villaggio della comunità”, uno spazio aperto dedicato all’incontro tra la Asl e la cittadinanza, pensato per promuovere la cultura della prevenzione, dell’accessibilità ai servizi e della partecipazione attiva ai percorsi di salute. Per tutta la mattinata operatori sanitari, infermieri e professionisti della rete territoriale hanno accolto i cittadini attraverso punti informativi, attività di educazione sanitaria, orientamento ai servizi e prestazioni di prossimità, trasformando la piazza in un luogo di ascolto, relazione e promozione della salute.
A seguire si è svolto il taglio del nastro della nuova struttura e la visita istituzionale alla Casa della comunità, già operativa nei suoi servizi.
UNA STRUTTURA RINNOVATA GRAZIE AI FONDI PNRR
La Casa della comunità di Soriano nel Cimino nasce al termine di un intervento di riqualificazione e adeguamento funzionale finanziato con fondi Pnrr per un importo di circa 600mila euro.
L’intervento ha consentito di realizzare spazi moderni, accessibili e organizzati secondo il modello previsto dal Dm 77, con l’obiettivo di garantire un’assistenza territoriale integrata, continua e multidisciplinare. La struttura è pensata come un punto di riferimento unico per il cittadino, capace di mettere in rete servizi sanitari, sociosanitari e attività di prevenzione.
UNA SANITÀ PIÙ VICINA AI CITTADINI
La Casa della comunità rappresenta uno dei pilastri del nuovo modello organizzativo della sanità territoriale: un luogo nel quale il cittadino può trovare risposte coordinate ai propri bisogni di salute, evitando frammentazioni nei percorsi assistenziali e rafforzando la continuità della presa in carico.
Non solo prestazioni sanitarie, ma percorsi integrati costruiti intorno alla persona, con particolare attenzione alla prevenzione, alla gestione delle patologie croniche, alla fragilità e all’assistenza domiciliare.
Il modello organizzativo si fonda su una forte integrazione tra professionisti, servizi territoriali e rete sociale, con l’obiettivo di sviluppare una sanità sempre più di prossimità, capace di intercettare precocemente i bisogni e accompagnare il cittadino lungo tutto il percorso di cura.
I SERVIZI DELLA CASA DELLA COMUNITÀ
All’interno della struttura sono attivi i principali servizi territoriali previsti dal modello organizzativo delle Case della comunità, tra cui il Punto unico di accesso (PUA), il Cup, gli ambulatori dedicati all’assistenza primaria e specialistica, l’ambulatorio infermieristico, i servizi dedicati alla prevenzione e alla presa in carico dei pazienti cronici, oltre alle attività integrate con l’assistenza domiciliare e i servizi sociosanitari del territorio.
La Casa della comunità di Soriano nel Cimino servirà un ampio bacino territoriale del Distretto B, comprendente i comuni di Soriano nel Cimino, Bomarzo, Vignanello, Vallerano, Vasanello, Canepina, Bassano in Teverina e Orte, per una popolazione complessiva di circa 33mila abitanti.
Tra i servizi presenti nella struttura figurano inoltre l’area dedicata alla salute mentale, i servizi di neuropsichiatria infantile, le attività consultoriali, il servizio vaccinazioni pediatriche, gli ambulatori di fisiokinesiterapia e il Centro demenze e disturbi cognitivi territoriali.
Sono inoltre attivi il punto prelievi e i servizi di diagnostica ecografica di base.
La struttura opererà in stretta connessione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i professionisti della rete territoriale, favorendo un approccio multidisciplinare e una maggiore continuità assistenziale.
IL RUOLO DELL’INFERMIERE DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ
Elemento centrale del nuovo modello è la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità (Ifec), professionista che rappresenta un punto di riferimento stabile per il cittadino e per le famiglie.
L’Ifec svolge un ruolo fondamentale nell’orientamento ai servizi, nella prevenzione, nel monitoraggio dei pazienti cronici e fragili e nel raccordo tra assistenza sanitaria, servizi sociali e comunità locale. Una presenza di prossimità che contribuisce a rafforzare il rapporto tra sistema sanitario e territorio.
IL PERCORSO DI RAFFORZAMENTO DELLA SANITÀ TERRITORIALE
Con l’apertura della Casa della comunità di Soriano nel Cimino prosegue il percorso di potenziamento della sanità territoriale avviato dalla Asl di Viterbo nell’ambito degli investimenti Pnrr.
Dopo Bagnoregio e Bolsena, anche Soriano nel Cimino entra nella rete delle nuove strutture territoriali pensate per garantire una sanità più accessibile, moderna e vicina alle persone, in grado di ridurre le distanze, facilitare l’accesso ai servizi e migliorare la qualità della presa in carico.
Tarquinia, il Comune torna in possesso dello stabilimento Bonita
TARQUINIA - Il Comune di Tarquinia rientra formalmente in possesso dello stabilimento 'Bonita'. A seguito della sentenza del TAR Lazio pubblicata il 14 maggio 2026, è stata confermata la legittimità del provvedimento con cui l'Amministrazione aveva disposto, il 14 aprile 2026, la revoca dell'affidamento del bene demaniale e delle relative strutture. A tutela dei clienti si precisa che il precedente gestore non ha titolo per la conduzione delle attività dello stabilimento comunale.
Saranno inoltre avviate le procedure necessarie per una nuova assegnazione della gestione, nel rispetto della normativa vigente e dei principi di trasparenza e interesse pubblico. Obiettivo del Comune di Tarquinia è garantire una conduzione regolare della struttura e valorizzare uno spazio importante per il litorale e per l'intera comunità.
Senso unico a Viterbo, FdI attacca Floris: Dichiarazioni lontane dalla realtà
VITERBO - “Gravi le dichiarazioni rese in Consiglio Comunale sull'accettazione del senso unico, affermazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti e smentite da residenti e commercianti”.
“Nessuno difende parcheggi illegali, ma ancora una volta emerge l'inadeguatezza di Floris nel ricoprire un ruolo che richiede ascolto, equilibrio e rispetto della verità”.
“Ma da questa giunta ormai che vede la fine del mandato bisogna aspettarsi di tutto. Serve riportare al centro una politica seria, concreta e costruttiva, capace di confrontarsi realmente con cittadini, commercianti e territorio, per restituire credibilità alla politica locale e alle istituzioni”, così si esprime il Gruppo consiliare FdI Viterbo
Tarquinia, giornata ecologica a San Giorgio per ripulire pineta e spiaggia
TARQUINIA - Il Consiglio di amministrazione del Consorzio Lottisti Villaggio San Giorgio di Tarquinia promuove una giornata ecologica dedicata alla pulizia della pineta e della spiaggia del territorio, con l'obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni sull'importanza della tutela ambientale e della cura degli spazi comuni.
L'iniziativa si svolgerà il giorno 24 maggio 2026, con ritrovo previsto alle ore 9,00/9,30 presso la pineta di San Giorgio a Tarquinia.
La manifestazione nasce come momento di partecipazione civica e collaborazione tra realtà territoriali e per questo il Consorzio ha esteso l'invito ai consorzi limitrofi, alle associazioni ambientaliste, ai volontari e a tutti i cittadini che desiderino contribuire concretamente alla salvaguardia dell'ambiente.
'Prendersi cura della pineta e della spiaggia significa tutelare un patrimonio naturale che appartiene a tutta la comunità', dichiara il Presidente del Consorzio dott.ssa G. Conigliello 'Attraverso questa iniziativa vogliamo promuovere senso civico, collaborazione e attenzione verso il nostro territorio'.
Durante la giornata saranno messi a disposizione materiali utili per la raccolta dei rifiuti e saranno organizzate attività coordinate nelle diverse aree interessate.
Il Consorzio auspica una partecipazione ampia e condivisa, nella convinzione che la difesa dell'ambiente rappresenti una responsabilità comune e un valore da trasmettere alle future generazioni.
Per informazioni e adesioni: 3389440688
A Bassano Romano Un giorno con il Prefetto, studenti a confronto con le Istituzioni
BASSANO ROMANO - Si è svolta nella giornata del 20 maggio 2026, presso il Comune di Bassano Romano, l’iniziativa “Un giorno con il Prefetto”, che ha visto la partecipazione del Prefetto di Viterbo, dott. Sergio Pomponio, all’incontro promosso dalla Dirigente scolastica del plesso San Vincenzo dell’IIS Bassano Romano, dott.ssa Maria Luisa Iaquinta, alla presenza degli studenti nonché del Sindaco e delle altre Autorità locali. L’incontro si inserisce nel quadro delle attività istituzionali volte ad incontrare il territorio e a rafforzare il dialogo con le giovani generazioni, anche in occasione dell’80° Anniversario della Repubblica Italiana.
L’evento ha avuto avvio con l’accoglienza dei partecipanti presso l’Istituto scolastico, durante la quale sono stati rivolti i saluti istituzionali ed è stata illustrata la finalità dell’iniziativa, concepita quale momento di educazione civica e di avvicinamento dei giovani al funzionamento dello Stato ed al ruolo del Prefetto.
Nel corso dell’incontro, infatti, il Prefetto ha illustrato in maniera articolata e approfondita la figura del Prefetto quale rappresentante del Governo sul territorio e presidio istituzionale a garanzia dell’unitarietà dell’azione amministrativa, dei diritti dei cittadini e della coesione sociale. È stata evidenziata l’importanza dell’attività svolta dalla Prefettura nel coordinamento degli altri Enti pubblici, nel raccordo con gli Enti locali e nella tutela degli interessi fondamentali della comunità, con particolare riferimento alla sicurezza, alla legalità, alla gestione dei flussi migratori ed alla protezione civile.
Uno specifico approfondimento è stato inoltre riservato all’illustrazione dell’organizzazione e delle funzioni svolte nel dettaglio dagli uffici della Prefettura, al fine di offrire agli studenti una visione complessiva dell’attività istituzionale e del ruolo di supporto e servizio assicurato quotidianamente.
Il confronto si è sviluppato in un clima di dialogo aperto e partecipato, con uno spazio dedicato ai quesiti degli studenti, che hanno dimostrato vivo interesse e coinvolgimento, intervenendo attivamente e manifestando curiosità rispetto alle tematiche trattate ed al funzionamento delle Istituzioni dello Stato. Il riscontro positivo e la partecipazione consapevole degli studenti hanno confermato il valore dell’iniziativa quale efficace strumento di conoscenza e avvicinamento al loro prossimo futuro nel ruolo di cittadini pienamente inseriti nella vita sociale, politica ed economica del sistema Paese.
L’incontro si è concluso con i saluti finali e con un momento di approfondimento culturale attraverso la visita al Monastero di San Vincenzo e a Palazzo Giustiniani, luoghi di significativo valore storico e istituzionale per il contesto locale che hanno consentito di valorizzare il patrimonio identitario della comunità.
L’iniziativa “Un giorno con il Prefetto” si inserisce nel più ampio percorso di presenza, ascolto e dialogo promosso dal Prefetto di Viterbo, volto a diffondere la cultura della legalità, a rafforzare il senso delle istituzioni e a promuovere una maggiore consapevolezza del ruolo che lo Stato svolge quotidianamente al servizio dei cittadini e delle comunità locali. In tale prospettiva, l’iniziativa contribuisce a promuovere una cittadinanza sempre più informata, responsabile e partecipe, nel solco dei valori costituzionali che guidano l’azione quotidiana delle Prefetture.
Nepi, inaugurato il primo impianto fotovoltaico della CER Amerina Forre
Tarquinia, giornata ecologica per ripulire pineta e spiaggia di San Giorgio
Soriano nel Cimino inaugura la Casa della comunità: nuovi servizi per 33mila cittadini
Sanidays Day 1, Nepi apre le porte alla prevenzione
NEPI – Prevenire oggi per stare meglio domani. È partito da Nepi, nella giornata di giovedì 21 maggio, il progetto Sanidays in Tuscia, iniziativa dedicata alla salute e alla prevenzione che punta a portare nelle piazze del territorio screening gratuiti, informazione e momenti di formazione aperti ai cittadini. La prima giornata si è svolta nella suggestiva cornice dell’Acquedotto di Nepi, partner ufficiale dell’evento, con il supporto di Avis e Croce Rossa di Nepi, trasformando per un giorno il cuore della città in un vero villaggio della prevenzione.
Screening gratuiti e controlli per i cittadini
Durante la mattinata sono stati numerosi i professionisti che hanno preso parte all’iniziativa offrendo gratuitamente visite, controlli e consulenze sanitarie. Presente il Lions Club Falerii Repetentes con lo screening dedicato alla prevenzione del diabete, mentre la dottoressa Alessandra Fiorentini, medico di medicina interna, ha effettuato controlli relativi a pressione, saturazione, circonferenza collo e vita. Spazio anche alla prevenzione audiologica grazie al dottor Sergio Bruno di Audiologica Viterbo, che ha svolto esami audiologici gratuiti, oltre alla fisiatra Rita Mandalello che si è occupata di check e informazione sull’osteoporosi. Tra gli altri professionisti presenti anche L’Ottica Orazi con lo screening visivo, la nutrizionista Valeria Formica con check nutrizionali dedicati all’alimentazione e la dottoressa Federica Goglia, chirurgo maxillo-facciale, che ha effettuato screening del cavo orale.
Dalla salute ambientale all’alimentazione
Nel pomeriggio l’evento si è spostato nella parte dedicata ai talk e agli speech moderati da Marco Cassinis e Serena D’Ascanio. Ad aprire gli interventi è stata la dottoressa Guasco, che ha affrontato il tema della salute ambientale e dell’importanza del rapporto tra ambiente e benessere della persona. Successivamente spazio agli agronomi Donato Ferrucci e Nicolò Passeri, che hanno parlato rispettivamente dell’importanza di leggere correttamente le etichette alimentari e del valore dell’olio extravergine d’oliva all’interno dell’alimentazione quotidiana. A seguire l’intervento della nutrizionista Valeria Formica, che ha illustrato diverse tipologie di alimentazione e l’importanza di scegliere percorsi nutrizionali adatti alle proprie esigenze.
La chiusura con il BLSD
La giornata si è conclusa con l’intervento del chirurgo bariatrico Fabio Cesare Campanile, che ha affrontato il tema dell’obesità come vera e propria patologia, prima dell’area pratica dedicata al primo soccorso. A chiudere l’evento è stato infatti Tommaso Deiana con una dimostrazione pratica BLSD e di rianimazione cardiopolmonare, permettendo ai presenti di assistere alle principali tecniche salvavita e sottolineando ancora una volta il valore della prevenzione e della formazione.
Avis Canepina, festa per i 45 anni tra solidarietà, memoria e comunità
Cimice asiatica, Cpn potenzia la lotta biologica: pronti 100mila insetti antagonisti
Bassano Romano, il Prefetto incontra gli studenti nell’iniziativa istituzionale
Incendio all’Università Agraria, la Filca Cisl Lazio Nord: “Non abbasseremo la guardia”
A Bassano Romano arriva la “Patente della Bicicletta” per gli studenti
Incidente in Viale Baracca, centauro ferito e traffico in tilt
80enne trovato senza vita davanti al cimitero di San Lazzaro
VITERBO – Una tragica notizia ha scosso Viterbo nel pomeriggio di ieri, giovedì 21 maggio. Un uomo di circa 80 anni è stato ritrovato senza vita nei pressi del parcheggio del cimitero di San Lazzaro.
Le prime ricostruzioni farebbero pensare a un gesto estremo da parte dell’uomo, originario di Civita Castellana. A darne per primo l’allarme un frequentatore del cimitero, che sopraggiungendo sul luogo avrebbe visto il corpo steso a terra, accanto l’arma utilizzata, probabilmente un revolver.
Presenti sulla scena carabinieri, la locale, la scientifica e la polizia di stato. Gli inquirenti sono ancora al lavoro per delineare l’accaduto.
Banca d'Italia: parte la manutenzione delle facciate
di Fabio Tornatore
VITERBO - Tutti lo vogliono ma nessuno la piglia: l'edificio che ospitava l'ormai Ex Banca d'Italia di Viterbo, in via Marconi, è in vendita da diversi anni, ma nessuna proposta che è arrivata alla stipula di vendita. Iniziano lunedì le opere di mantenzione delle facciate ma, secondo quanto riferiscono dall'Istituto della Banca d'Italia, si trattertebbe solo di manutenzione ordinaria.
Nessuna proposta per l'edifico storico che incombe su via Marconi, nel cuore di Viterbo e del boulevard, che fino a qualche anno fa brulicava di persone che contribuivano a rendere vivo il centro storico di Viterbo. Oggi il palazzo è abbandonato, e non c'è traccia di acquirenti: nessun poretendente per uno dei palazzi storici più imponenti del centro.
'I lavori che iniziano lunedì saranno per la manutenzione ordinaria delle facciate' fanno sapere dalla Banca d'Italia 'attualmente non sono state presentate proposte di acquisto. Dopo l'ultimo bando di vendita della scorsa estate, e conclusa in autunno, che si è chiusa con un nulla di fatto, non sono attualmente previsti altri bandi di vendita. Probabilmente in futuro, ma per il momento non è stato predisposto nulla'.
Intanto da lunedì 25 maggio, fino al 29 prossimo, saranno montate le pioattaforme, con tanto di ordinanza di divieto di sosta, per lavorare sulle facciate: le operaioni saranno volte alla verifica della stabilità delle facciate e dei prospetti dell'immobile della banca d'Italia.
Aronne: Per via della Pila? Difendere posti abusivi è illegale
VITERBO – Come da pronostico, il tema “via della Pila” approda in consiglio comunale e lo fa con un botta e risposta tra maggioranza e opposizione. A portare la questione tra i banchi della Sala delle Colonne sono stati il capogruppo FdI Matteo Achilli, il consigliere Pd Alvaro Ricci e il consigliere leghista Andrea Micci.
Il nocciolo della questione: 74 metri di confusione
Un senso unico disposto all’ultimo momento, un tratto di strada di appena 74 metri e una viabilità destinata comunque a cambiare. Sono questi i punti al centro della discussione, introdotta dal consigliere Achilli: “Con quali criteri sono stati fatti gli studi sul progetto? Siamo sicuri che sia stato visionato tutto? Perché ad oggi sembra di no! ci sono punti critici lungo la ciclabile che non mantengono la larghezza standard di 90 centimetri”.
A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici Stefano Floris: “Il 13 dicembre 2021 il progetto è stato approvato in linea tecnica dalla giunta che ci ha preceduto, per poi procedere alla richiesta di finanziamento. Successivamente siamo intervenuti riducendo il progetto iniziale da 9 chilometri di ciclabile a circa 4 complessivi”.
Floris ha poi aggiunto: “Sono stato sul posto questa mattina e, in circa un’ora, dalle 11.30 alle 12.30, sono passati 5 o 6 ciclisti”.
Da un lato i lavori, dall’altro i parcheggi
Altro tema inevitabile, la cancellazione dei posti auto lungo la via e la comunicazione dei lavori agli esercenti della zona. Aspetto che, secondo molti, è stato il vero nodo della vicenda.
“Non sono contrario alle piste ciclabili – ha spiegato Micci – ma seguendo la vicenda volevo capire se la scelta di installare questi cordoli gialli rialzati sia stata fatta per impedire alle auto di parcheggiare sopra oppure se fosse prevista dal progetto. Inoltre volevo sapere se certe scelte, a partire dal senso unico, siano state condivise con la cittadinanza”.
La replica di Floris: “Ho raccolto anche testimonianze di cittadini con bambini che possono andare a scuola in sicurezza. In quel quadrante ci sono quattro scuole, quindi immaginate quanto possa essere importante una pista ciclabile sicura. Abbiamo soltanto modificato il senso di marcia senza stravolgere la viabilità della zona”.
Successivamente è intervenuto anche l’assessore all’urbanistica Emanuele Aronne: “Gli studi di fattibilità sono una cosa seria, è ovvio che tutto sia stato verificato secondo norma. Mi chiedo se vogliamo davvero discutere di 74 metri: ci sono immagini di Google Street View che mostrano, già dal 2016, auto parcheggiate su posti fantasma”.
Poi aggiunge: “In alcuni punti la ciclabile passerà da 90 a 80 centimetri, ma lì il pedone rischia al massimo una biciclettata, sicuramente meglio di una macchinata come poteva succedere prima. Quel tratto diventa quindi un presidio di sicurezza. Inoltre, a fronte di una corsia in meno, ci saranno otto posti auto regolarizzati in più”.
Un progetto che rischiava di andare perso
Il progetto iniziale prevedeva circa 9 chilometri di pista ciclabile ed era nato durante l’amministrazione Arena, per poi essere rivisto dall’attuale giunta. “Parliamo di un milione e mezzo di fondi Pnrr per una cosa giusta – ha aggiunto Aronne –. Ci vuole coraggio a portare le piste ciclabili a Viterbo, ma quella delibera dimostra che fanno parte di un progetto più ampio. Aspettiamo la fine del cantiere: purtroppo, se si vuole cambiare la città, qualche sacrificio va fatto”.
L’assessore ha poi ammesso: “L’unico errore è stato fare prima la pista e poi il senso unico. È stato scelto inizialmente il divieto di sosta e non ha funzionato. Abbiamo sbagliato, ma la pista ciclabile lì si farà comunque. Parliamo di 74 metri che porteranno anche 8 parcheggi in più. La cosa più bella sarà vedere la città alla fine dei lavori Pnrr, tra un mese e mezzo”.
Infine la chiusura più dura, da parte dell'assessore Aronne: “Via della Pila era illegale, e difendere parcheggi abusivi è anch’esso illegale”.
Immediata la replica di Micci: “Minimizzare un problema non significa risolverlo, ma soltanto farlo crescere. Fate attenzione”.
'Negli ultimi 20 anni Civita è scivolata in un lento declino, oggi serve coraggio nelle scelte ...
CIVITA CASTELLANA - Francesco Romito, candidato sindaco con le liste Sangallo in Movimento e Rifondazione Comunista, si presenta al voto del 24 e 25 maggio con un programma dettagliato e idee molto chiare sul futuro sociale, politico, economico e turistico della città. Di professione avvocato, Romito ha ricoperto in passato la carica di responsabile Azione cattolica ragazzi presso la chiesa di san Giuseppe operaio; è stato componente del collegio sindacale Arci nazionale; delegato a partecipare a END incontro internazionale a Mosca dei movimenti per la pace (agosto 1991, nei giorni del colpo di Stato contro Gorbacev); promotore dell'associazione giovanile Tonino Ceccani Reds. Nell'ambito politico è stato l'ultimo segretario della Federazione giovanile comunista italiana di Civita; componente del direttivo Pci e Pds; segretario del PRC a Civita e fondatore di Sinistra ecologia e libertà. E' stato componente per il Pci/Pds del Cda Azienda speciale comunale delle farmacie di Civita; consigliere comunale per Rifondazione Comunista dal 2004 al 2009; presidente dell'istituto Autonomo case popolari della provincia di Viterbo. Nel suo ambito legale ha prestato servizio alla casa dello studente all'università la sapienza di Roma; consulente giuridico ANCI, coautore per l'Anci del libro 'L'amministratore trasparente' e di pubblicazioni sulla responsabilità del pubblico ufficiale; avvocato di diritto amministrativo, diritto del lavoro e da oltre 25 anni, di diritto penale.
Francesco, perchè hai deciso di candidarti a sindaco?
Non ho deciso di candidarmi. Sono stato “candidato” dopo aver favorito un percorso tra le forze politiche di opposizione – PD, M5s e Rifondazione Comunista – sviluppatosi per oltre un anno e mezzo col metodo partecipativo di assemblee pubbliche aperte, per contrastare astensionismo e menefreghismo e promuovere un reale cambiamento politico sul territorio. Le assemblee hanno trattato temi quali: ambiente e acqua pubblica, deposito scorie e discariche, centro storico e viabilità, sanità e servizi sociali, distretto ceramico, lavoro e lavori usuranti, agricoltura, turismo, cultura e tradizioni popolari. Dalle assemblee partecipative doveva uscire programma e candidatura a sindaco. Dopo che il direttivo del PD ha scelto di candidare Danilo Corazza, obiettivo perseguito fuori dalle assemblee per oltre 2 anni da una parte di quel direttivo, sono stato candidato come garante del percorso partecipativo, da cittadini indipendenti e dalle due forze politiche rimaste: M5s e Prc.
Durante la presentazione delle liste hai esordito dicendo che negli ultimi 20 anni Civita Castellana ha subito un vero e proprio declino. A chi è attribuibile la colpa e perchè?
Rispondere richiederebbe una lunga riflessione. Guardiamo a ritroso la storia di Civita. Si è storicamente prodotto un distacco tra amministrazione e resto della città. L’economia industriale non è stata più seguita nei suoi sviluppi dalla politica, si è accettato il principio di un mercato regolatore e autonomo da ogni ingerenza pubblica. L’intero comparto industriale della stoviglieria è progressivamente sparito senza che il potere pubblico contrastasse tale dinamica di smantellamento, senza una lungimirante e coordinata azione dei Comuni del distretto, per proporre ad es. formazione e reimpiego del personale, delle lavoratrici soprattutto.
La riduzione dell’occupazione ha provocato impoverimento economico, ed è stata concausa di riduzione di una coscienza sociale, con perdita di legami di solidarietà e una ritirata nel proprio privato, il che ha rafforzato le preesistenti spinte autoreferenziali delle forze politiche più legate alla classe lavoratrice: il lavoro è fonte di civiltà e la sua mancanza causa degrado sociale, politico e culturale. Occorreva un’amministrazione vicina al lavoro e a chi lo ha perso.
Il Comune, invece, ancora oggi, di fronte al cambio delle compagini societarie delle fabbriche e l’arrivo di grandi società, resta lontano da questi rivolgimenti socioeconomici, preferisce occuparsi principalmente di speculazioni urbanistiche e commerciali, lavori pubblici di discutibile utilità e di gestione di servizi, spesso neanche per interessi esclusivamente generali.
Come giudichi Civita Castellana oggi?
Una citta in svendita, poco curata e mezza malata, un po' machista, prodotto di quel degrado. Mezza malata perché c’è socialmente omologazione e 'pidocchiorifattismo', un disagio sociale forte per la dipendenza e l’uso modaiolo di droghe, mentre politicamente c’è un clientelismo preoccupante e uno svilimento del diritto di voto e della propria dignità di elettori. Siamo prigionieri della retorica dell’apparenza individuale e del successo facile.
Talvolta è bello scoprire sotto un vestito griffato persone che parlano con la saggezza proveniente dal sudore delle mani e delle braccia o con senso critico rispetto a quanto studiano nei libri o leggono sui social senza farsene istupidire. Meno male che succede. E succede perché c’è anche una citta mezza sana. Tante risorse tra chi è in pensione, tante potenzialità tra i giovani, castrate dalla mancanza di spazi culturali e ricreativi, di un teatro vero, di un cinema. Bisogna curare la prima Civita, promuovendo e sostenendo la seconda.
Scendendo al cuore del vostro programma elettorale troviamo al primo posto la questione 'economica', con proposte di sostegno e rilancio del distretto ceramico. Qual è oggi la situazione più impellente da affrontare? (riconoscimento lavoro usurante, costi energetici, mancanza di turnover?)
Invero al primo posto del nostro programma c’è la Pace, il ripudio della guerra e la solidarietà.
Sino a che c’è la maledizione della guerra non puoi elaborare proposte di sostegno e rilancio del distretto ceramico, se non in termini emergenziali. Non puoi programmare uno sviluppo economico ambientalmente compatibile, né puoi far fronte alle esigenze di innovazione tecnologica per le imprese nell’epoca dell’AI, che richiede occupazione iperqualificata, a fronte di una soppressione di molti più posti. E’ una questione che va affrontata da subito ma senza la pressione della guerra e lo spreco di risorse per il riarmo. Guarda al “caro energia”: senza la guerra sarebbe più basso il costo di produzione in industria e in agricoltura; senza le scelerate spese per il riarmo, non ci sarebbero le scuse del Governo di mancanza di fondi per riconoscere il lavoro usurante in fabbrica; non ci sarebbero difficoltà a rinnovare il contratto integrativo nelle fabbriche, non ci sarebbe neanche il rincaro dei prezzi per i beni alimentari di prima necessità.
Calo demografico, spopolamento generalizzato, chiusura di attività economiche di vicinato... E' possibile invertire la rotta? Quali politiche servirebbero per far tornare Civita una cittadina attrattiva?
Vanno sperimentate alcune soluzioni. Più uffici pubblici e persone che li frequentino, come ad esempio una scuola di specializzazione in medicina del lavoro, inserendo l’Ospedale in una rete universitaria pubblica.
Vuoi il turismo nell’agro falisco promuovendo le nostre ricchezze storico ambientali, i percorsi naturalistici? Bene, ma devi vincere barriere mentali e culturali.
Se vuoi rivitalizzare il centro storico, non puoi avere un’amministrazione che trasferisce l’ufficio tecnico e quello dei vigili urbani altrove: il centro storico lo impoverisci, lo abbandoni, lo privi di un presidio di sicurezza – esigenza tanto evocata - quale quello dei vigili urbani.
Devi, invece, sperimentare la chiusura del centro storico, nel contesto di mercati ed iniziative di promozione di prodotti a km 0 delle nostre eccellenze agricole, artistiche e artigiane. Devi organizzare feste tradizionali – da quelle patronali al carnevale – coordinate tra loro e coordinate con le feste degli altri paesi circostanti. Devi garantire il decoro urbano che manca del tutto, come manca il verde e per attrarre turisti devi esser città “bella”, anche nei servizi essenziali come i bagni pubblici, che vogliamo artistici.
Veniamo a uno dei nodi più critici di questo territorio: l'ambiente. Sulla Tuscia pende una pericolosa spada di Damocle che è il progetto di deposito unico di scorie nucleari. A Civita continuano ad arrivare richieste di occupazione di cave dismesse e strutture abbandonate da destinare allo smaltimento di rifiuti anche pericolosi. Secondo te qualcuno sta iniziando a pensare di costruire qualcosa oggi in previsione di un progetto più grande domani?
Il ministro dell’ambiente di Forza Italia Pichetto Fratin vuole dal Parlamento la legge delega per emanare entro l’anno i decreti attuativi per un ritorno al nucleare. Vuole produrre energia nucleare tramite la fissione nucleare e distrae la popolazione con la partecipazione dell’Italia al progetto Iter di ricerca sulla fusione nucleare, meno inquinante. Non dice che occorrono anni prima di riavviare una centrale nucleare, né che la fissione nucleare produce gas serra e scorie a lunga durata ed ecco che ritorna necessario mobilitarci contro il deposito unico nazionale di scorie. A livello locale, devi esser sempre pronto al controllo e alla mobilitazione popolare.
Se promuovi il ripristino ambientale di cave dismesse o la loro destinazione ad invasi per il fabbisogno idrico a uso agricolo, se sostieni gli agricoltori nel riconoscimento di marchi di origine, se estendi le aree protette, stai proponendo misure concrete di contrasto ai pericoli di aperture di discariche o di stoccaggio di materiali pericolosi.
Turismo, migliori collegamenti con la capitale e potenziamento dei servizi. Qual è la vostra proposta?
Il turismo è una delle opportunità per aiutare l’economia cittadina come già detto, ma siamo penalizzati da collegamenti da far west, con un trenino che impiega 1 ora e 50 minuti per la tratta Roma – piazzale Flaminio – Civita Castellana. Se il raddoppio della ferrovia finanziato ma soltanto sulla carta ai tempi della Polverini presidente di Regione, costa troppo, due treni che partono in successione a distanza di 30 minuti e che programmano fermate alternative, problemi tecnici permettendo, almeno potrebbero ridurre i tempi di viaggio. Per ora resta un solo vero collegamento con Roma che è Borghetto.
Ma qui c’è anche un problema di scarsità di corse tra Civita e Borghetto, che invece, in un ampio progetto di promozione turistica, potrebbe esser emancipato dallo stato di abbandono e diventare la porta di ingresso di un parco naturalistico che possa estendersi fino a ricomprendere la frazione (parco delle forre, Treja), ed esser ancor prima, valorizzato come sito di promozione turistica per la vicinanza del Tevere e del Parco fluviale interregionale del Tevere. @RIPRODUZIONE VIETATA