2026-08-12
MARTA - Nel porto di Marta si aggira uno spettro tecnologico. Due idrometri elettronici guardano lo stesso specchio d'acqua, ballano a tempo con lo stesso ritmo stagionale, ma uno dei due vede 39 centimetri di lago in più che l'altro non vede. Un mistero paranormale che rischia di mandare in tilt le leggi terrene.
Chi pensa che i fantasmi frequentino solo i vecchi castelli non ha mai visitato la piattaforma WebGIS dell'Autorità di Bacino (AUBAC). Lì, tra grafici e tabelle ufficiali del Gemello Digitale, si sta consumando un enigma degno di una puntata di Mistero: le due stazioni di rilevamento posizionate al porto di Marta mostrano un'intesa perfetta, quasi telepatica. Salgono insieme, scendono insieme, registrano le stesse oscillazioni nel tempo. Eppure, tra le due c'è un fossato invisibile e costante che si aggira intorno alla media di 38 centimetri.
Un'inezia? Non proprio. Tradotto dal linguaggio burocratico al mondo acquatico, quel piccolo 'scalino' spettrale equivale alla bellezza di 44 milioni di metri cubi d'acqua. Una massa idrica gigantesca che c'è ma non c'è, a seconda dell'idrometro su cui si decide di cliccare. Questa clamorosa apparizione ectoplasmatica ha spinto l'Associazione Lago di Bolsena a impugnare carta e penna per inviare una segnalazione alla Regione Lazio, sperando in un bando di 'esorcismo' tecnico tramite PEC.
Il problema è che la legge non crede agli spiriti. La Delibera Regionale n° 162/2016 impone l'obbligo tassativo di attenersi alla storica 'Legge di Gestione' dell'incile, un protocollo facente parte delle Misure di Conservazione del Sito Natura 2000. Per i regolamenti la matematica è sacra e la quota della soglia del fiume Marta, da cui si deve calcolare ogni singola mossa, è un punto unico, fisso e indiscutibile: 303,41 metri sopra il livello del mare.
Ed ecco che il racconto diventa una commedia dell'assurdo. Se gli strumenti ufficiali della Regione restituiscono quote sfasate di quasi 40 centimetri pur guardando lo stesso specchio d'acqua, a quale idrometro devono affidarsi i poveri tecnici per regolare le paratie del fiume Marta? Se aprono le bocchette basandosi sul sensore 'generoso', rischiano di violare la legge; se si fidano di quello 'avaro', pure.
“Dove si nasconde la verità?” Per fortuna, per ritrovare i piedi per terra basta spostarsi di poco. L'asta graduata che misura il livello reale c'è, è fisica, ed è quella storicamente presente all'interno del porto di Capodimonte. Lei non mente, lo zero si riferisce alla quota 303,41 m s.l.m. della soglia dell'incile. Al contrario, i dati virtuali che fluttuano sui server di AUBAC continuano a portarsi dietro questo fantasma di 44 milioni di metri cubi d'acqua.
Finché l'Autorità di Bacino e la Regione Lazio non decideranno di acchiappare questo spettro e allineare finalmente i dati all'unica quota reale dell'incile, la tutela della risorsa idrica resterà ostaggio dell'incertezza. E noi continueremo a fissare il lago ponendoci la domanda più elementare del mondo: qual è, davvero, il livello del lago?
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