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Xylella, nuovi contagi: eradicazione entro il 15 marzo
di Fabio Tornatore
VITERBO - Cinque nuove piante infette da Xylella Fastidiosa tra Tarquinia, Canino e Montalto di Castro: scattano le misure fitosanitarie per l'eradicazione del patogeno che ha devastato gli uliveti della Puglia. Eradicazione delle piante entro il 15 marzo 2027 e zona cuscinetto.
Però, secondo molti, tra studiosi e agronomi, la sottospecie Multiplex, rilevata nel territorio, sarebbe endemica e asintomatica, quindi non rappresenterebbe rschi per le piante, che sarebbero tagliate inutilmente, con un grave danno alle aziende agriole, soprattutto al fiorente settore delle mandorle.
Sono in tutto 31 le zone infette nel litorale della Tuscia: 20 a Tarquinia, di cui 2 nuove, e 11 nell'area di Canino e Montalto di Castro, dei quali 3 rinvenuti tra la primavera e i primi di settembre. Le misure fitosanitarie prevodono eradicazione per 50 metriquadri, e zona cuscinetto di 2,5 chilometri dalla pianta infetta.
Ater mette in vendita 11 alloggi: parte lasta pubblica per il patrimonio residenziale sfitto
VITERBO - Undici alloggi residenziali Ater, tutti liberi e attualmente sfitti, saranno messi in vendita tramite un’asta pubblica. Gli immobili si trovano nel comune di Viterbo, all’interno di condomini misti nei quali la quota di proprietà pubblica è inferiore al 50%.
L’asta si svolgerà venerdì 30 ottobre, a partire dalle ore 9, nella sede dell’Ater della provincia di Viterbo, in via Igino Garbini 78/A. La procedura prevede un unico incanto con offerte segrete, che dovranno essere pari o superiori al prezzo a base d’asta. I rilanci minimi sono fissati in 1.000 euro o multipli.
Le offerte dovranno pervenire entro le 12 di giovedì 29 ottobre. I plichi potranno essere consegnati a mano all’ufficio protocollo oppure inviati tramite raccomandata: in questo caso farà fede la data e l’ora di arrivo, non quella di spedizione.
Ogni partecipante dovrà presentare un plico chiuso, sigillato e controfirmato sui lembi, distinto per ciascun lotto. Non saranno ammesse offerte cumulative. All’interno dovranno essere inserite due buste: una con la documentazione amministrativa e una con l’offerta economica.
Sopralluogo obbligatorioLa visita agli immobili è obbligatoria e dovrà essere concordata con i tecnici Ater. La mancata sottoscrizione dell’attestazione di presa visione comporterà l’esclusione dalla procedura. Per fissare l’appuntamento sono disponibili:
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andrea.meriziola@atervt.it
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0761/293337
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Geometra Paolo Cappelli: 0761/293353
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Geometra Michele Acciari: 0761/293340
Per ogni lotto è richiesto un deposito cauzionale pari al 10% del prezzo a base d’asta. La somma sarà restituita ai non aggiudicatari entro 30 giorni, mentre verrà trattenuta come acconto per chi si aggiudicherà l’immobile.
All’importo offerto si aggiungeranno l’IVA prevista dalla legge e le spese tecnico‑amministrative, istruttorie, di gara e pubblicità, pari a 1.159 euro (IVA inclusa) per ciascun lotto.
Gli immobili saranno venduti a corpo, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano.
Prezzi a base d’asta dei singoli lotti-
Lotto 1 – Via Andrea Scriattoli 9 Alloggio 45.283,36 € + pertinenza 3.000 € → 48.283,36 €
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Lotto 2 – Via Marconi 34 28.413,50 €
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Lotto 3 – Via Monte Asolone 6 Alloggio 45.964,61 € + pertinenza 3.000 € → 48.964,61 €
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Lotto 4 – Via G. Angelo Manni 14 Alloggio 47.258,09 € + pertinenza 2.700 € → 49.958,09 €
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Lotto 5 – Via Silvio Pellico 10 Alloggio 45.133,79 € + pertinenza 8.700 € → 53.833,79 €
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Lotto 6 – Via Silvio Pellico 4 Alloggio 47.443,73 € + pertinenza 9.300 € → 56.743,73 € (il più alto)
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Lotto 7 – Via del Paradiso 43 Alloggio 39.248,32 € + pertinenza 2.000 € → 41.248,32 €
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Lotto 8 – Via della Liberazione 2 Alloggio 22.936,19 € + pertinenza 2.400 € → 25.336,19 € (il più basso)
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Lotto 9 – Via Monte Nero 3 43.740 €
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Lotto 10 – Via Cristofori 3 Alloggio 41.906,40 € + pertinenza 3.000 € → 44.906,40 €
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Lotto 11 – Via Silvio Pellico 10 Alloggio 45.433,79 € + pertinenza 8.400 € → 53.833,79 €
La Sirto Sacchetti cambia volto, scuola più sicura, moderna e sostenibile
ORTE - L’Istituto “Sirto Sacchetti” di Orte Scalo sta vivendo una trasformazione profonda che lo renderà un modello di sostenibilità e sicurezza per tutta la comunità scolastica. Prima dell’inizio dell’anno scolastico è stato avviato un importante intervento di riqualificazione che punta a migliorare l’efficienza energetica dell’edificio e a garantire standard di sicurezza ancora più elevati per studenti, docenti e personale.
Il progetto prevede un investimento complessivo di 581.000 euro, suddiviso in due lotti distinti e finanziati attraverso canali strategici:
Questo primo lotto comprende la sostituzione completa degli infissi con serramenti di nuova generazione ad alto isolamento termico e l’installazione di un impianto fotovoltaico. L’intervento è finanziato interamente tramite il Conto Termico 3.0, lo strumento del GSE che sostiene la Pubblica Amministrazione nella transizione ecologica e nella riduzione dei consumi energetici.
Sicurezza e prevenzione – 100.000 euroUn secondo finanziamento, pari a 100.000 euro, è destinato al rinnovo del sistema antincendio del plesso, con l’obiettivo di adeguare l’edificio alle normative più recenti e garantire un livello di protezione ancora più elevato.
Grazie alla combinazione tra energia pulita prodotta dal fotovoltaico e la riduzione delle dispersioni termiche ottenuta con i nuovi infissi, la scuola potrà abbattere i consumi, ridurre le emissioni di CO₂ e generare un risparmio strutturale sulle spese correnti dell’Ente.
I lavori, avviati prima dell’inizio delle lezioni, proseguiranno durante le vacanze natalizie per limitare al minimo l’impatto sulle attività didattiche e garantire continuità e sicurezza agli studenti.
Questo intervento rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle strutture scolastiche del territorio. «Consegniamo alla comunità della Sirto Sacchetti un edificio efficiente, rispettoso dell’ambiente e soprattutto sicuro. Utilizzare al meglio strumenti come il Conto Termico 3.0 significa riqualificare il patrimonio pubblico senza gravare sui cittadini, mettendo al centro il benessere dei nostri ragazzi», sottolineano gli amministratori.
La “Sirto Sacchetti” si prepara così a diventare un punto di riferimento per innovazione, sostenibilità e tutela della comunità scolastica.
Viale Trento non può più aspettare: il degrado avanza, le risposte no
VITERBO - Sì, è vero: il presidio è presente. Ma, nei fatti, la situazione non cambia.
I frequentatori abituali della zona continuano a fare i propri comodi e il degrado continua ad avanzare.
Senza voler entrare nel merito delle competenze e dei compiti delle singole Forze dell'Ordine, quello che noi cittadini possiamo constatare è molto semplice: il furgone della Polizia è parcheggiato al centro del viale, mentre gli agenti si trovano prevalentemente sul lato coperto. Da quella posizione diventa inevitabilmente difficile avere una visione costante di ciò che accade davanti al bar, davanti all'Accademia e negli altri punti del viale.
Nulla, magari, che singolarmente possa apparire così eclatante. Ma è proprio questo il problema: il degrado avanza giorno dopo giorno, attraverso comportamenti che, sommati, stanno rendendo sempre più difficile la normale vivibilità della strada.
Assistiamo alla presenza pressoché continua, dalla mattina alla sera, delle stesse persone che occupano stabilmente alcuni spazi del viale, con comportamenti che riteniamo debbano essere verificati anche alla luce della normativa vigente e del Regolamento di Polizia Urbana.
E tutto questo non nasce oggi.
È dal 2022, anno in cui è nato il Comitato Cittadino Viale Trento, che ascoltiamo promesse di cambiamento.
E dobbiamo riconoscerlo: il cambiamento c'è stato. Ma, dal nostro punto di vista, è stato un pegiramento
Dopo quattro anni non possiamo continuare a vivere di rassicurazioni, interventi temporanei e risposte che arrivano quando il problema è ormai esploso.
Non si può intervenire soltanto quando accade qualcosa di grave. Non si possono chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati.
La sicurezza e la vivibilità di una strada si garantiscono prima, con prevenzione, controllo del territorio, rispetto delle regole e interventi continuativi.
E vogliamo essere altrettanto chiari su un altro punto: non vogliamo che Viale Trento diventi uno di quei luoghi dai quali residenti, famiglie e attività, lentamente, sono costretti ad andarsene perché non si sentono più nelle condizioni di viverci e lavorarci serenamente.
Noi non abbiamo intenzione di arrenderci.
Difenderemo questa strada, le nostre attività e il diritto di continuare a lavorare qui con ogni strumento civile, amministrativo, istituzionale e mediatico a nostra disposizione.
E se un giorno qualcuno di noi fosse realmente costretto a chiudere e ad andare altrove, fosse anche in un'altra città, non accetteremo che tutto venga archiviato nel silenzio.
Chiederemo conto, nelle sedi competenti e pubblicamente, delle scelte fatte, degli interventi promessi, di quelli realizzati e di quelli che non hanno prodotto risultati.
E oggi chiediamo anche un'altra cosa.
Ci piacerebbe ricevere una risposta pubblica da parte del Prefetto e del Questore di Viterbo.
Fino ad oggi il confronto su Viale Trento è rimasto prevalentemente all'interno delle mura istituzionali. Crediamo sia arrivato il momento che Viterbo e i viterbesi sappiano cosa sta accadendo, quale sia la valutazione delle istituzioni sulla situazione del viale e, soprattutto, quali saranno le prossime azioni concrete previste per migliorarne la vivibilità e la sicurezza.
Non chiediamo di conoscere informazioni operative o riservate. Chiediamo semplicemente che alla città venga spiegato pubblicamente quale percorso si intende seguire.
Per questo il nostro prossimo passo sarà portare la situazione di Viale Trento anche all'attenzione del Governo e del Ministero dell'Interno, accompagnando la richiesta con la raccolta firme che abbiamo avviato già da mesi.
Non vogliamo privilegi. Non chiediamo interventi eccezionali.
Chiediamo semplicemente che le regole valgano per tutti e che chi vive, lavora, apre ogni mattina un'attività o accompagna i propri figli in questa strada possa riappropriarsi serenamente degli spazi pubblici.
E allora la domanda, dopo quattro anni, è ancora più semplice: le istituzioni cosa stanno facendo concretamente per restituire Viale Trento ai cittadini, ai residenti e alle attività che ogni giorno lavorano in questa strada?
Perché un presidio non può essere soltanto una presenza visibile.
Deve produrre un cambiamento percepibile.
E, ad oggi, quel cambiamento noi non lo vediamo.
Cybersicurezza, l'idea viterbese NetDoc Italia tra le 100 finaliste di DigithON
VITERBO – Cinque minuti per convincere investitori e imprese. È la sfida che attende NetDoc Italia, il progetto dei viterbesi Mattia Dipietro e Gianluca Valletta entrato tra le 100 startup finaliste di DigithON 2026, scelte tra quasi 500 candidature da tutta Italia.
Come nasce e cosa fa NetDoc Italia?
L'idea nasce dalla NIS2, la normativa europea sulla cybersicurezza recepita con il D.Lgs. 138/2024, che impone ai soggetti 'importanti' ed 'essenziali' precise misure di sicurezza, definite nel dettaglio dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
Per applicarle bisogna prima conoscere a fondo la propria rete: dispositivi, software, servizi, collegamenti. Un censimento lungo, spesso fatto a mano.
NetDoc Italia lo automatizza: un programma installato nella rete aziendale la scansiona, riconosce e classifica i dispositivi e ne ricostruisce la mappa. Il tecnico viene poi guidato in un questionario sulle misure previste per la categoria dell'organizzazione e, al termine, ottiene un dossier PDF che documenta il livello di adeguamento alle misure ACN.
Da Viterbo a Bisceglie: cosa c’è in palio?
La finale dell'undicesima edizione si terrà dall'1 al 3 ottobre alle Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie: oltre 48 ore di pitch non stop, con premi per *più di 50mila euro*, tra cui il *Premio DigithON da 10mila*.
Come possiamo sostenere i due viterbesi?
Qui entra in gioco anche Viterbo: il 20% della classifica dipende dal voto online.
Per sostenere NetDoc Italia basta registrarsi con il proprio account Facebook sul portale DigithON e votare, dalle 9 del 1° ottobre alle 16 del 3 ottobre. Un solo voto per account: un clic che può portare un'idea nata nella Tuscia sul palco nazionale dell'innovazione.
VITERBO – Cinque minuti per convincere investitori e imprese. È la sfida che attende NetDoc Italia, il progetto dei viterbesi Mattia Dipietro e Gianluca Valletta entrato tra le 100 startup finaliste di DigithON 2026, scelte tra quasi 500 candidature da tutta Italia. Come nasce e cosa fa NetDoc Italia? L'idea nasce dalla NIS2, la normativa europea sulla cybersicurezza recepita con il D.Lgs. 138/2024, che impone ai soggetti 'importanti' ed 'essenziali' precise misure di sicurezza, definite nel dettaglio dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Per applicarle bisogna prima conoscere a fondo la propria rete: dispositivi, software, servizi, collegamenti. Un censimento lungo, spesso fatto a mano. NetDoc Italia lo automatizza: un programma installato nella rete aziendale la scansiona, riconosce e classifica i dispositivi e ne ricostruisce la mappa. Il tecnico viene poi guidato in un questionario sulle misure previste per la categoria dell'organizzazione e, al termine, ottiene un dossier PDF che documenta il livello di adeguamento alle misure ACN. Da Viterbo a Bisceglie: cosa c’è in palio? La finale dell'undicesima edizione si terrà dall'1 al 3 ottobre alle Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie: oltre 48 ore di pitch non stop, con premi per più di 50mila euro, tra cui il Premio DigithON da 10mila. Come possiamo sostenere i due viterbesi? Qui entra in gioco anche Viterbo: il 20% della classifica dipende dal voto online.Per sostenere NetDoc Italia basta registrarsi con il proprio account Facebook sul portale DigithON e votare, dalle 9 del 1° ottobre alle 16 del 3 ottobre. Un solo voto per account: un clic che può portare un'idea nata nella Tuscia sul palco nazionale dell'innovazione.ùVITERBO – Cinque minuti per convincere investitori e imprese. È la sfida che attende *NetDoc Italia*, il progetto dei viterbesi *Mattia Dipietro* e *Gianluca Valletta* entrato tra le *100 startup finaliste di DigithON 2026*, scelte tra *quasi 500 candidature* da tutta ItaliaIl progetto di Mattia Dipietro e Gianluca Valletta sfida l'Italia a Bisceglie. Il 20% della classifica lo decide il voto online del pubblico
Unala del Museo dei Portici per Luigi Petroselli, 45 anni dopo torna a casa
VITERBO – Luigi Petroselli torna a casa. A 45 anni dalla sua scomparsa, il nome dello storico sindaco di Roma torna ad essere un punto di riferimento nella sua Viterbo, questa volta legandosi per sempre ad uno dei luoghi simbolo della città.
Tutto nasce dalla scelta dell’amministrazione comunale di intitolare a Luigi Petroselli le sale di un’intera ala del Museo dei Portici, ospitato a Palazzo dei Priori. Un gesto che vuole colmare un vuoto durato decenni e restituire alla memoria collettiva viterbese una delle personalità politiche più importanti nate nel capoluogo della Tuscia.
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico, accademico e culturale, insieme a numerose personalità legate alla figura di Petroselli.
Da Viterbo al Campidoglio
Nato a Viterbo il 1° marzo 1932, Petroselli mosse proprio nella Tuscia i primi passi della propria attività politica, prima di essere chiamato nel 1969 alla guida del comitato regionale laziale del PCI e, l'anno successivo, della Federazione comunista romana. Il 27 settembre 1979 venne eletto sindaco di Roma, succedendo a Giulio Carlo Argan.
Rimase in Campidoglio appena due anni, fino alla morte improvvisa del 7 ottobre 1981, ma in quel breve periodo portò avanti una politica fortemente orientata a ridurre la distanza tra centro e periferie. Proseguì il risanamento delle borgate, con nuovi servizi essenziali e allacci alle reti idriche e fognarie, intervenne sui servizi sociali, sugli impianti sportivi e sulla tutela delle aree verdi. Durante il suo mandato venne inoltre inaugurata, nel 1980, la linea A della metropolitana.
A lui è legata anche una nuova concezione del centro storico e dell'area archeologica romana. Durante la sua amministrazione venne realizzata la continuità archeologica tra Foro Romano e Campidoglio e partirono le prime chiusure domenicali di via dei Fori Imperiali, tasselli di un progetto più ampio che puntava a restituire quell'area ai cittadini sottraendola progressivamente alle automobili.
Un pensiero che, secondo l'assessore alla Qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne, deve però essere riletto alla luce della città contemporanea: “Si deve attualizzare il pensiero di Petroselli. Al tempo di Petroselli la periferia era qualcosa di puramente geografico, una distanza dai servizi. Oggi questo paradigma geografico non vale più. È il centro storico che sta diventando periferia e i quartieri esterni stanno diventando sempre più centrali”.
Una riflessione che porta così il ricordo di Petroselli fuori dalla sola dimensione celebrativa, trasformando il rapporto tra centro, periferie e servizi in una questione ancora attuale per chi oggi è chiamato ad amministrare la città.
“Oggi, simbolicamente, lo riportiamo a casa”
A ricordare quanto quei due soli anni abbiano inciso è stata proprio la sindaca Chiara Frontini: “1979-1981, due anni da sindaco, e oggi, dopo 45 anni, siamo ancora qui a parlare di un sindaco che in soli due anni ha lasciato il suo segno nella storia. Questo dimostra che ci sono amministratori che attraversano le istituzioni e amministratori che restano addirittura nel ricordo collettivo. Luigi è partito da Viterbo per diventare sindaco di Roma. Oggi, simbolicamente, lo riportiamo a casa”.
Petroselli arrivò al Campidoglio accompagnato inizialmente dallo scetticismo di parte della stampa romana, che vedeva in lui soprattutto un riservato funzionario di partito proveniente dalla provincia. Un'immagine destinata a cambiare rapidamente grazie anche al rapporto diretto instaurato con i cittadini e, in particolare, con gli abitanti delle periferie.
“Era una persona schiva, poco avvezza alla comunicazione, ma nell'arco di poco tempo è diventato il sindaco delle persone”, ha continuato Frontini. “Alla fine ciò che resta non è quanto sei riuscito a raccontare di aver fatto, ma quanto di quello che hai fatto rimane nel cuore delle persone. In altre parole, le cose fondamentali”.
Un rapporto con Roma che trovò una conferma anche nelle elezioni amministrative del 1981, quando Petroselli raccolse circa 130mila preferenze e venne confermato alla guida della città. Morì pochi mesi più tardi, il 7 ottobre, colpito da un infarto durante una riunione del Comitato centrale del PCI.
Il legame con Viterbo
Ma prima del sindaco di Roma c'era stato il viterbese. Petroselli aveva già dedicato parte della propria attività politica ai problemi della sua città e, in particolare, al risanamento delle abitazioni di Pianoscarano, al piano regolatore e alla municipalizzazione dei servizi idrici.
A ricordare proprio queste radici è stato Massimo Mecarini, che ha raccontato la scelta di inserire il suo nome tra quelli ai quali sono state dedicate le girate della Macchina di Santa Rosa: “Luigi era un pianoscaranese verace. Penso che a suo tempo questa cosa non fu fatta, era mio dovere farla”.
Spazio anche ai ricordi legati alla sua giovinezza e alla scelta di abbandonare il seminario, dove aveva studiato da ragazzo, per completare gli studi al liceo classico e avvicinarsi definitivamente all'attività politica.
Alessandra Troncarelli ha definito il messaggio lasciato da Petroselli “un monito per noi amministratori”, sottolineando come l'intitolazione possa diventare un esempio anche per le nuove generazioni: “Un sindaco trasversale, da esempio”.
Sulla stessa linea Laura Allegrini: “Nessuno a Viterbo ha dimenticato Luigi Petroselli. Oggi riconsegniamo Luigi Petroselli all'identità della città”.
A ricostruirne alcuni passaggi della giovinezza è stata Danila Corbucci, giornalista e nipote di Petroselli, ricordando anche la sua partecipazione, appena diciannovenne, alle lotte contadine e all'occupazione di Bomarzo.
Ogni 7 ottobre, anniversario della sua scomparsa, amici e familiari continuano a ritrovarsi davanti alla sua tomba per ricordarlo. Da circa dieci anni, inoltre, una targa davanti al liceo classico Mariano Buratti ricorda il suo passato da studente dell'istituto.
“In questi 45 anni c'è stato un vuoto: mancava un atto istituzionale che riconoscesse Petroselli come memoria dei viterbesi”, ha spiegato Corbucci. Un vuoto che, grazie all'iniziativa dell'amministrazione, viene ora colmato legando il suo nome ad un luogo dal forte valore simbolico: “Questa scelta restituisce a Viterbo un pezzo della sua storia. La famiglia Petroselli è profondamente grata alla sindaca per questo”.
Alla cerimonia è arrivato anche un messaggio del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, insieme ai saluti dell'ex sindaco della Capitale Ignazio Marino e di altre personalità.
Tra gli interventi anche quello del senatore Ugo Sposetti, che ha ricordato come inizialmente parte della stampa e del mondo romano guardasse con diffidenza a Petroselli, prima che riuscisse progressivamente a conquistare la città e il suo stesso partito.
Sposetti ha ricordato inoltre le battaglie condivise per il territorio viterbese e per la nascita dell'università: “Andavamo a Roma con la stessa macchina, per dimostrare che la volontà politica di questo territorio era unica. La comunità intellettuale romana non voleva sentir parlare di un'università a Viterbo”. Da qui una riflessione sul modo di intendere la politica: “Un politico deve essere anche un insegnante”.
Sono intervenuti e hanno portato il proprio saluto anche il professor Orazio Carpenzano, l'architetto Stefano Bigiotti, il professor Paolo Berdini e Carlo Bianchini.
Un'intitolazione che, quindi, va oltre il semplice ricordo dello storico sindaco di Roma. Perché prima del Campidoglio, delle borgate, dei Fori Imperiali e di quel rapporto con i romani che ancora oggi viene ricordato, c'era Luigi Petroselli, il viterbese.
Partito da Pianoscarano e arrivato alla guida della Capitale, dopo 45 anni il suo nome torna ora, istituzionalmente, nella città da cui tutto era cominciato.
Quaranta anni della Muzio Clementi, il Comune dona l'attestato di riconoscenza della città
CIVITA CASTELLANA - Quarant’anni di musica, formazione e attività culturali diventano l’occasione per un riconoscimento ufficiale da parte della città della ceramica alla scuola di musica Muzio Clementi, guidata dal maestro Paolo Matteucci. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha infatti deliberato all’unanimità questo importante riconoscimento proprio per rendere pubblico omaggio ad una realtà associativa che, attraverso il costante impegno, ha contribuito alla crescita sociale e culturale della comunità. Nel caso della Muzio Clementi, l'amministrazione guidata dal sindaco Danilo Corazza, ha riconosciuto il ruolo chiave dell'associazione nella promozione, nella formazione e nella diffusione della cultura musicale, un contribuito che nel corso degli anni ha permesso di avvicinare la musica a più generazioni di cittadini, offrendo occasioni di apprendimento, espressione artistica, incontro e partecipazione.
Il riconoscimento è stato motivato ufficialmente con queste parole: “All’associazione Muzio Clementi, nel quarantesimo anniversario della fondazione, per aver contribuito con continuità, competenza e passione alla crescita culturale della comunità di Civita Castellana, diffondendo la cultura musicale, promuovendo la partecipazione e accompagnando nella formazione artistica più generazioni di cittadini”. La consegna dell’attestato avverrà prossimamente nel corso di un evento organizzato nella sala consiliare, alla presenza del sindaco, che procederà personalmente al conferimento.
'Sono particolarmente felice e onorato - ha spiegato il direttore Paolo Matteucci, con un pizzico di emozione - di aver ricevuto questo importante attestato, che riconosce pubblicamente il ruolo svolto dalla nostra scuola musicale in quattro decenni di attività. Negli anni, massimo è stato il nostro contributo alla diffusione della musica e alla formazione artistica e culturale di diverse generazioni della nostra comunità. Ad oggi il nostro coro conta quindici elementi e insieme all'orchestra Xylon facciamo concerti in tutta Italia. Dopo il successo di pubblico avuto in occasione del concerto dedicato a Ennio Morricone nel chiostro di San Francesco, in occasione dell'ottavo centenario del transito di San Francesco, proporremo al teatro Ghione di Roma il concerto L'Homme armé a mass for peace', di Karl Jenkins, una delle opere più conosciute ed eseguite al mondo'.
Rifiuti tra via Santa Maria in Volturno, via Torino e via Signorelli, FdI: «Il centro storico di Viterbo non può presentarsi così»
Rugby, weekend intenso per Lions Alto Lazio e Rugby Viterbo: in campo tutte le squadre
WiPlanet Baseball, sabato è festa: i Tigers U12 sfidano Roma e Nettuno per la Coppa Lazio e celebrano i Nonni
The Re/Max Collection Crystal, Viterbo protagonista del nuovo progetto immobiliare
VITERBO – Eleganza, relazioni, istituzioni e una forte partecipazione hanno caratterizzato la serata del 26 settembre organizzata da The RE/MAX Collection Crystal nella sede di via Guglielmo Marconi 9/11, nel cuore di Viterbo.
Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti, imprenditori e personalità del mondo dello spettacolo, trasformando per una sera uno degli assi centrali della città in un luogo d'incontro tra real estate, lifestyle e territorio.
A fare gli onori di casa è stato Vittorio Savoia, Broker Owner di The RE/MAX Collection Crystal, professionista con una lunga esperienza nel settore immobiliare e alla guida del progetto Crystal.
Particolarmente significativa la partecipazione istituzionale. Tra gli ospiti era presente la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, accompagnata da rappresentanti dell'amministrazione comunale, insieme a esponenti riconducibili alle diverse sensibilità e aree politiche cittadine.
Una presenza trasversale che ha contribuito a dare all'appuntamento una dimensione più ampia rispetto alla tradizionale inaugurazione aziendale, testimoniando l'attenzione suscitata da un nuovo investimento imprenditoriale nel centro della città.
È stato lo stesso Savoia a spiegare il rapporto nato con Viterbo e la scelta di investire sul territorio:
“Mi sono innamorato di questa realtà fin dal primo momento. È una città nella quale ho riconosciuto immediatamente un potenziale straordinario e proprio questa convinzione mi ha portato a investire in un progetto ambizioso, pensato per crescere qui ma con lo sguardo rivolto anche oltre i confini nazionali. Viterbo ha molto da raccontare e credo meriti di essere conosciuta sempre di più anche a livello internazionale”.
Il volto di Crystal a Viterbo: protagonista la squadra
Uno dei momenti centrali della serata è stato dedicato alle persone che compongono la realtà viterbese di The RE/MAX Collection Crystal.
Vittorio Savoia ha voluto presentare pubblicamente e ringraziare la squadra di Viterbo, sottolineandone il contributo alla preparazione e alla riuscita dell'evento.
Nel corso della serata Rosella Barone è stata ufficialmente investita dell'incarico di Direttore – Broker Manager della struttura viterbese, assumendo un ruolo di riferimento nello sviluppo della sede.
Accanto a lei, il team è composto da Gabriele Superchi, Noemi Mancini, Fabio Giuliani, Isabella Aquilanti, Elia Bianconi e Cristina Zolla, professionisti che hanno partecipato attivamente alla costruzione del progetto locale e contribuito alla realizzazione dell'evento.
Un riconoscimento pubblico che ha voluto mettere al centro non soltanto il marchio e la nuova sede, ma soprattutto il valore della squadra, elemento sul quale Crystal intende costruire il proprio percorso di crescita nella Tuscia.
La serata si è distinta per un'accoglienza particolarmente curata, ambienti eleganti e un'atmosfera capace di coniugare il carattere professionale dell'appuntamento con quello conviviale e mondano.
Il risultato è stato un evento partecipato nel quale il mondo immobiliare ha dialogato con quello dell'imprenditoria, delle istituzioni e del lifestyle.
Viterbo entra nelle pagine di Collection
Ma l'inaugurazione è stata anche l'occasione per annunciare un progetto destinato a rafforzare ulteriormente il rapporto tra Crystal e la città.
Vittorio Savoia, anche editore del magazine Collection Luxury Lifestyle, ha infatti ufficializzato durante la serata la nascita, a partire dai prossimi numeri, di una rubrica interamente dedicata a Viterbo e al suo territorio.
Uno spazio editoriale nato con l'obiettivo di raccontare le eccellenze della città e della Tuscia: il patrimonio storico e architettonico, le dimore, i paesaggi, l'arte e la cultura, ma anche le realtà imprenditoriali, l'enogastronomia e le storie di donne e uomini capaci di rappresentare l'identità e la vitalità del territorio.
La scelta assume una dimensione ancora più significativa considerando la diffusione di Collection Luxury Lifestyle, presente sul territorio nazionale attraverso edicole e circuiti selezionati e distribuita anche in contesti internazionali come Dubai e Montecarlo.
Viterbo avrà così una propria finestra editoriale attraverso la quale raccontarsi oltre i confini locali, facendo conoscere luoghi, protagonisti ed eccellenze della Tuscia a un pubblico nazionale e internazionale.
Una scelta coerente con le parole pronunciate da Savoia durante la serata: investire nel territorio non significa soltanto esservi presenti, ma contribuire a valorizzarlo e a farlo conoscere.
La Tuscia presenta, del resto, caratteristiche di particolare interesse anche nel segmento immobiliare di fascia alta: dimore storiche, ville, palazzi, borghi e paesaggi si affiancano a una posizione strategica rispetto a Roma e al Centro Italia.
È in questo scenario che si inserisce il progetto di The RE/MAX Collection Crystal, orientato alla valorizzazione degli immobili di pregio e rivolto a una clientela nazionale e internazionale.
Tra incontri, brindisi e conversazioni, la sede di via Marconi è diventata così per una sera un salotto nel cuore di Viterbo, ma soprattutto il punto di partenza di un progetto che punta a mettere la città e le sue eccellenze sotto una nuova luce.
Per The RE/MAX Collection Crystal si apre così un nuovo capitolo nella Tuscia. E per Viterbo, dalle prossime pagine di Collection, una nuova finestra sul mondo. Firmato dall’ agenzia immobiliare REMAX Collection Crystal Viterbo
Viale Trento, il Comitato denuncia: “Il presidio non basta contro il degrado”
Il miracolo di San Giuseppe a Suor Maria Geltrude
Scuola più sicura e green: 581mila euro per la “Sirto Sacchetti”
Vallerano celebra la Castagna Dop, torna la festa nelle cantine del borgo
VALLERANO - A Vallerano la castagna si celebra nelle cantine scavate a mano nel tufo. Si sceglie un menù, ci si siede a tavola e si assaggiano i piatti della cucina del paese, preparati dalle associazioni locali. Fuori, nelle piazze, ci sono le caldarroste e il vino; tra le vie del centro storico si incontrano artigiani, musicisti e laboratori dove scoprire come nascono le specialità valleranesi.
È da qui che comincia la 24ª Festa della Castagna DOP, in programma a Vallerano, in provincia di Viterbo, tutti i sabati e le domeniche dal 10 al 31 ottobre e il 1° novembre 2026.
Per chi cerca un’idea per una giornata d’autunno, la festa offre più di un motivo per fermarsi. Si può partire con una visita al borgo o un’escursione, dedicare il pranzo alle cantine e trascorrere il pomeriggio tra gli appuntamenti nelle piazze. Il sabato si può restare anche a cena, con i menù e gli intrattenimenti proposti dalle singole cantine.
La protagonista è la Castagna di Vallerano DOP, espressione di un territorio in cui i castagneti fanno parte della storia e del lavoro quotidiano. Le escursioni organizzate dall’Associazione Kalipè permetteranno di passeggiare proprio tra i castagneti secolari: un’occasione per conoscere i luoghi da cui arriva il prodotto celebrato dalla festa.
Anche la cucina merita una sosta. Fricciolose, culitonni, ciciliani e tozzetti sono alcune delle specialità da scoprire nel centro storico. La domenica, i laboratori di cucina valleranese avvicineranno i visitatori alla preparazione degli impasti, mentre le colazioni contadine con il pecoraro porteranno in piazza gesti e sapori della vita rurale.
Ogni fine settimana avrà appuntamenti diversi. Il 10 e l’11 ottobre sono annunciati il corteo storico con gli sbandieratori di Giove e la pigiatura dell’uva. Il secondo weekend comprenderà l’osservazione solare 'Vieni a scoprire il sole'; il terzo, l’esposizione di macchine agricole e il laboratorio dedicato alla carta fatta a mano. La musica attraverserà le piazze del borgo, con concerti e proposte che spazieranno dal jazz al folk e alla musica greca.
Per chi viene con i bambini, ci saranno giochi in legno, truccabimbi e laboratori didattici, oltre all’Orto delle zucche e all’esposizione di alpaca. Gli appassionati d’arte potranno visitare «60 per Arte», la mostra dedicata ai pittori della Tuscia al Palazzo della Cultura.
L’ultimo weekend unirà la cena di Halloween nelle cantine, sabato 31 ottobre, agli appuntamenti di domenica 1° novembre: ceramica, arte del norcino, assaggio guidato della farina di castagne e battesimo della sella con gli asini. A chiudere la festa sarà la sfilata contadina con la Banda G. M. Nanino di Vallerano.
Il programma continua ad arricchirsi. Per scegliere la giornata, consultare i menù e prenotare nelle cantine o partecipare a visite ed escursioni, tutte le informazioni sono disponibili su www.festacastagna.it insieme agli aggiornamenti e alle indicazioni sui parcheggi.
Viaggio in Francia: diario tra borghi e vigneti lungo la strada dei vini di Borgogna
La Borgogna è uno di quei territori in cui molti nomi risultano familiari ancora prima di arrivare: Digione, Beaune, Côte de Nuits, Côte de Beaune. Sono luoghi legati ad alcuni dei vini più celebri al mondo, ma percorrerli significa scoprire che dietro quelle denominazioni esistono borghi, filari, strade di campagna e città con una storia che va ben oltre la bottiglia.
Con la redazione, allora, siamo partiti per qualche giorno alla scoperta della regione scegliendo uno dei viaggi organizzati in Francia di Boscolo Viaggi. Una volta tornati, abbiamo deciso di raccogliere impressioni, tappe e luoghi che più ci sono rimasti impressi.
Ecco, quindi, il nostro diario lungo la strada dei vini di Borgogna, giorno per giorno, tra vigneti, piccoli centri e città che raccontano uno dei territori più conosciuti della Francia.
Viaggio in Francia, giorno 1: arrivo a Digione
Il primo giorno è soprattutto strada. Si parte dall’Italia al mattino e si raggiunge Digione in serata, quando il viaggio vero e proprio deve ancora cominciare. È un ingresso quasi in punta di piedi nella Borgogna: il tempo di sistemarsi, cenare e realizzare che nei giorni successivi alcuni nomi letti tante volte sulle etichette diventeranno finalmente luoghi da attraversare.
Sul taccuino della redazione abbiamo scritto una cosa: per capire questa regione conviene dimenticare per un momento l’idea che ruoti soltanto intorno al vino.
Giorno 2: da Montbard a Vézelay, prima ancora dei vigneti
La conferma arriva già la mattina seguente. A Montbard si visita l’Abbazia di Fontenay, tra chiostro, dormitorio dei monaci e sala capitolare. Poi si prosegue verso Vézelay e la basilica di Sainte-Marie-Madeleine, in cima al borgo.
È una giornata che ci è piaciuta proprio perché sposta subito il racconto altrove. Prima dei filari arrivano pietra, silenzio e architettura romanica. Vézelay, in particolare, invita a fermarsi qualche minuto in più. Bastano le strade in salita, le case e il panorama per dare al viaggio un ritmo diverso da quello dell’arrivo.
Tour della Francia, giorno 3: finalmente la Route des Grands Crus
Il terzo giorno è quello che aspettavamo di più. Dopo la visita guidata di Digione, con il Palazzo dei Duchi, Notre-Dame e la Cattedrale di San Benigno, si lascia la città e si entra nella Route des Grands Crus.
Qui, la Borgogna delle etichette prende forma davanti agli occhi: vigneti, colline, borghi in pietra e cartelli con nomi che sembrano improvvisamente molto meno astratti.
Nel programma Boscolo sono previste anche la visita al Castello del Clos de Vougeot e una degustazione. La parte che ci ha colpito di più, però, è stata la strada stessa. Guardare i filari scorrere dal finestrino e avvicinarsi ai piccoli centri restituisce una scala che una carta dei vini non può dare. A fine giornata si arriva a Beaune. E sì: è uno di quei giorni in cui le foto sul telefono aumentano parecchio.
Viaggi organizzati in Francia, giorno 4: Beaune e Cluny cambiano scenario
La mattina a Beaune comincia nel centro storico, tra cortili, palazzi e case a graticcio. L’Hôtel-Dieu, con il suo tetto di tegole policrome, è probabilmente l’immagine che resta più impressa. Anche qui il vino è presente, ma non occupa tutto lo spazio. Beaune restituisce soprattutto l’idea di una città vissuta, non di una semplice tappa enologica.
Nel pomeriggio si riparte per Cluny. Dai colori dell’Hôtel-Dieu si passa ai resti della grande abbazia benedettina: altro cambio di atmosfera, altra pagina del viaggio. Dopo qualche giorno, diventa evidente quanto la Borgogna riesca a passare dai vigneti al patrimonio religioso senza perdere coerenza.
Giorno 5: Mâcon e le ultime righe del diario
Prima del rientro c’è ancora tempo per una passeggiata a Mâcon, sulle rive della Saona. Le facciate colorate e i tetti arrotondati danno alla città un tono diverso rispetto alle tappe precedenti.
Rileggendo gli appunti del tour con Boscolo Viaggi, ci siamo accorti che le note dedicate alle degustazioni sono meno di quanto avremmo immaginato alla partenza. Ci sono invece abbazie, tetti, borghi, strade, vigneti visti dal pullman e parecchi nomi che ora hanno finalmente un paesaggio intorno.
È questo il ricordo che ci siamo portati dalla Borgogna: tornare sapendo qualcosa in più dei suoi vini, ma soprattutto avendo scoperto tutto ciò che c’è attorno.
Viterbo guarda alla Francia, confermata la partecipazione al progetto 10 Comuni 2026
VITERBO - Il Comune di Viterbo riconferma la propria partecipazione al progetto '10 Comuni 2026', promosso dalla Camera di Commercio italiana di Nizza, con l'obiettivo di proseguire e rafforzare la presenza e la promozione della città sul mercato francese e favorire la conoscenza del suo patrimonio turistico, culturale ed enogastronomico.
L'adesione all'iniziativa è stata riconfermata con apposita delibera di giunta (n. 282 del 17/09/2026), una decisione in linea con le strategie dell'amministrazione in materia di promozione turistica e valorizzazione del territorio. 'La riconferma della partecipazione al progetto '10 Comuni' – dichiara la sindaca Chiara Frontini – rappresenta la volontà di dare continuità a una strategia di promozione di Viterbo che guarda anche ai mercati internazionali. Il mercato francese costituisce un contesto nel quale continuare a presentare e valorizzare le peculiarità della nostra città, consolidando la visibilità di Viterbo come destinazione turistica e intercettando nuovi target di pubblico'.
L'iniziativa si inserisce nel quadro degli obiettivi strategici dell'amministrazione comunale dedicati al miglioramento della qualità dell'offerta turistica, alla promozione della città e alla valorizzazione dei percorsi e dei cammini, tra cui la Via Francigena e la Romea Strata. 'Attraverso iniziative di questo tipo – continua la sindaca – vogliamo proseguire il lavoro di promozione del nostro patrimonio storico e culturale, delle tradizioni, dell'enogastronomia e dell'offerta legata ai cammini, rafforzando al tempo stesso le occasioni di incontro e collaborazione con operatori e media del settore turistico'. Il progetto '10 Comuni' è rivolto alla promozione, sul mercato francese, di comuni e territori italiani attraverso un programma di attività di comunicazione, promozione turistica, valorizzazione territoriale e networking con operatori del settore, buyer e media francesi. La Camera di Commercio italiana di Nizza accompagnerà le destinazioni aderenti nell'ambito delle attività previste dal progetto '10 Comuni 2026', attraverso azioni di promozione e comunicazione rivolte al pubblico e agli operatori francesi.
Addio a Luciano Dottarelli, il cordoglio della Fondazione Gualtiero Sarti
VITERBO - La Fondazione Gualtiero Sarti esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Luciano Dottarelli, compagno, intellettuale e Direttore della Biblioteca Sarti.
Luciano è stato una figura importante per la vita culturale e civile della Fondazione. Uomo di pensiero, di impegno e di profonda sensibilità, ha accompagnato e sostenuto con convinzione il progetto della Biblioteca, condividendone fin dall’inizio il valore e la funzione.
Ha creduto nell’idea di una biblioteca capace non soltanto di conservare libri e documenti, ma di custodire la memoria storica, di mantenerla viva e di trasmetterla alle nuove generazioni, affinché i giovani potessero conoscere il passato, comprenderlo e trovare in esso strumenti per leggere il presente.
Nel suo ruolo di Direttore ha contribuito con competenza, passione e dedizione alla crescita della Biblioteca Sarti, lasciando un segno profondo nel percorso culturale della Fondazione.
La Fondazione lo ricorda con affetto e riconoscenza come prezioso punto di riferimento e una grande perdita, esprimendo alla famiglia e a quanti gli sono stati vicini le più sentite condoglianze.
Il Presidente, i Fondatori e il consiglio di amministrazione della Fondazione Gualtiero Sarti
Impact Festival 2026, a Capranica un omaggio a Pier Paolo Pasolini
CAPRANICA – Prosegue l’Impact Festival 2026, la rassegna autunnale dedicata al teatro, alla musica, alla danza e ai diversi linguaggi dell’arte dal vivo. Domenica 4 ottobre, alle ore 18, il Teatro Francigena di Capranica ospiterà “Semplicemente... Pasolini”, reading-spettacolo con Patrizia Casagrande, dedicato alla figura e al pensiero di Pier Paolo Pasolini.
Lo spettacolo nasce con l’obiettivo di riportare al centro le parole dello scrittore, poeta e regista attraverso le numerose interviste rilasciate nel corso della sua vita. Un percorso costruito senza filtri, che restituisce al pubblico riflessioni, pensieri e provocazioni di Pasolini, mantenendo fedeltà alle sue parole.
'Il fatto che, per sua stessa ammissione, non amasse essere intervistato ma lo accettasse comunque per una sorta di “debolezza”, perché non so dir di no, perché penso che forse è utile, mi ha spinto a voler ridare forza alla possibile “utilità” delle sue parole riportandole fedelmente all’interno di questo reading teatrale', spiega Patrizia Casagrande.
L’appuntamento è a ingresso libero e si terrà presso il Teatro Francigena, in Largo Ripoll, già via della Mattonara.
L’Impact Festival 2026 è promosso da Teatro Hamlet APS, con il contributo della Regione Lazio e del Comune di Capranica, e la direzione artistica di Gina Merulla. La rassegna propone dieci serate dedicate alla cultura e allo spettacolo dal vivo, con artisti e produzioni differenti, in dialogo con il territorio e il patrimonio artistico locale.
I prossimi appuntamenti
Dopo l’omaggio a Pasolini, il programma proseguirà con numerosi appuntamenti:
11 ottobre, ore 18 – Spettacolo di danza del ventre, un viaggio attraverso una delle danze più antiche del mondo e il suo rapporto con la Terra, la Madre e i culti primitivi.
18 ottobre, ore 18 – Impro-Show, spettacolo di improvvisazione teatrale.
25 ottobre, ore 18 – Tingel Tangel, di Karl Valentin, con Fabrizio Ferrari, dedicato al precursore del teatro dell’assurdo.
1 novembre, ore 18 – Concerto Coro Gospel, tra spiritualità, energia e tradizione della musica gospel.
8 novembre, ore 18 – Mamma sei sempre nei miei pensieri, spostati!, di e con Cinzia Leone, viaggio ironico e intenso nel rapporto tra madri e figlie.
15 novembre, ore 18 – Greta Garbo, Hollywood la fabbrica dei sogni, con Natalia Simonova, dedicato alla vita e all’icona del cinema hollywoodiano.
22 novembre, ore 18 – Il volto di Otello, con Mamadou Dioume e la regia di Gina Merulla, rilettura dell’opera di Shakespeare attraverso il lato più oscuro dell’animo umano.
Il festival non si limita agli spettacoli per adulti, ma prevede anche appuntamenti per bambini e ragazzi, reading teatrali, incontri, conferenze e workshop dedicati alla musica, alla danza e al teatro di ricerca.
Un progetto culturale pensato per avvicinare il pubblico a linguaggi artistici differenti e offrire occasioni di incontro, riflessione e intrattenimento.
Per informazioni, programma completo e biglietteria è possibile consultare il sito www.impactfestival.it. Per informazioni telefoniche: 06 41734901 e 333 4313086.
Villa Ilvana, il Pd di Montalto: 129mila euro per la sistemazione, perché si è aspettato tanto?
MONTALTO DI CASTRO - 'Durante la giornata di ieri, martedì 29 settembre, in Consiglio comunale è stata approvata una variazione di bilancio che prevede 129 mila euro per sistemare Villa Ilvana. E allora una domanda è inevitabile: perché si è aspettato tutto questo tempo?'
'Villa Ilvana è chiusa dall'agosto 2023. Anni nei quali il nostro territorio ha perso un servizio importante per gli anziani e le famiglie e un patrimonio pubblico è rimasto senza la sua funzione. Oggi scopriamo che per intervenire vengono utilizzate risorse derivanti dalla disponibilità residua di un mutuo acceso anni fa'.
'Possibile che ci si sia accorti soltanto nel 2026 di poter utilizzare queste somme? Parliamo di 129 mila euro, non di milioni. Ed è quindi legittimo chiedere perché non sia stato possibile intervenire prima, evitando anni di chiusura. Nel frattempo, l'Amministrazione ha affidato parte della struttura per realizzare un progetto di servizi sanitari privati, compresa la radiologia, e sono arrivati gli annunci sulla 'rinascita' di Villa Ilvana. Ma tra un annuncio e un servizio realmente disponibile per le persone c'è una differenza enorme'.
'Nella sanità, e più in generale nei servizi alla persona, il tempo di una promessa diventa un'ulteriore lista d'attesa. È tempo sottratto ai cittadini, perché chi aspetta una visita, un esame o una risposta assistenziale non può aspettare i tempi della politica. Per noi la questione è soprattutto questa'.
'La salute è un diritto, non un annuncio. E ogni spazio pubblico recuperato deve diventare un'occasione per rafforzare i servizi, ridurre le disuguaglianze e garantire risposte soprattutto a chi ha più bisogno. Per questo vogliamo che Villa Ilvana riapra e che torni finalmente ad essere un luogo di cura, assistenza e servizi per tutta la comunità. Dopo anni di chiusura, però, i cittadini hanno diritto di sapere quando potranno realmente usufruire dei servizi annunciati. Perché Villa Ilvana non rinasce in un video. Rinasce quando riapre le porte alle persone'.
Partito Democratico
Montalto di Castro e Pescia Romana