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Vitorchiano con il cuore: due serate tra musica, solidarietà e cinema
VITORCHIANO – Musica, convivialità, cinema e soprattutto solidarietà. Torna il 21 e 22 agosto 2026 “Vitorchiano con il cuore”, l’iniziativa che unisce la comunità per sostenere chi si trova in difficoltà, sia sul territorio sia a migliaia di chilometri di distanza.
L’evento è organizzato dal Comune di Vitorchiano, dalla Caritas parrocchiale, dalla Famiglia Mariana Le Cinque Pietre e da Tuscia in Fiore, con la collaborazione delle associazioni locali. Come nelle precedenti edizioni, l’intero ricavato sarà destinato alla beneficenza.
Una parte del sostegno sarà rivolta alle famiglie in difficoltà del territorio attraverso la Caritas, mentre un’altra contribuirà alle attività della Famiglia Mariana Le Cinque Pietre e alla missione peruviana “Macanàim Madre de los Pobres”, nel cuore dell’Amazzonia. Una realtà impegnata quotidianamente al fianco delle persone più povere e vulnerabili.
Il programma prenderà il via venerdì 21 agosto alle 21.30, in Largo Guglielmi, sulla terrazza dei giardinetti, con il concerto di Andrea Abbadia e Jazz Hand Trio. Una serata di musica sotto le stelle, a ingresso gratuito, pensata per accompagnare l'avvio della manifestazione.
La giornata di sabato 22 agosto sarà invece dedicata alla tradizionale cena solidale. L'appuntamento è alle 19.30 in Piazza Roma, dove cittadini e visitatori potranno condividere una serata all'insegna della convivialità e trasformare un momento di festa in un concreto gesto di solidarietà.
A chiudere la manifestazione sarà il cinema all'aperto. Alle 21.30, nel giardino del complesso di Sant'Agnese, sarà proiettato gratuitamente “L'Armata Brancaleone”, il celebre film diretto da Mario Monicelli. La proiezione è curata da Tuscia in Fiore.
Due serate diverse, ma unite da un unico obiettivo: fare comunità e sostenere concretamente chi ha bisogno. “Vitorchiano con il cuore” si conferma così un appuntamento capace di coniugare intrattenimento e impegno sociale, rafforzando quella rete di solidarietà che coinvolge istituzioni, associazioni e cittadini.
Un'occasione per stare insieme, divertirsi e, allo stesso tempo, contribuire a progetti che guardano alle necessità del territorio e a quelle delle comunità più fragili in Amazzonia.
Diletta Giomini non si ferma più: a soli 9 anni conquista anche il Sanremo Aquesiano
ACQUAPENDENTE – Diletta Giomini continua a stupire. A soli 9 anni, la giovane cantante di Bagnoregio ha conquistato un altro prestigioso successo, imponendosi al “Sanremo Aquesiano”, manifestazione che si è svolta nelle serate del 7 e 8 agosto nella suggestiva cornice di piazza Girolamo Fabrizio ad Acquapendente.
A pochi giorni dalla vittoria alla Margheritina d’Oro 2026 di Montefiascone, Diletta è salita nuovamente sul gradino più alto del podio, questa volta in una competizione aperta a concorrenti di tutte le età. Un elemento che rende ancora più significativo il risultato ottenuto dalla giovanissima artista, capace di imporsi su 18 partecipanti e di conquistare il primo posto assoluto.
Sul palco aquesiano Diletta ha ancora una volta convinto la giuria e il numeroso pubblico presente, protagonista di due serate all'insegna della musica, dello spettacolo e della partecipazione.
Dietro il talento e i risultati della giovane cantante c'è un percorso fatto di studio, impegno e costanza. Fondamentale è il lavoro svolto insieme alla sua insegnante di canto Daniela Turchetti, della Scuola Euphonia di Montefiascone, che accompagna Diletta nella sua crescita artistica e vocale.
Il successo è stato accolto con entusiasmo anche a Bagnoregio. Il sindaco Luca Profili ha voluto congratularsi pubblicamente con la giovane concittadina: «Complimenti alla nostra bagnorese Diletta Giomini che, dopo la Margheritina d'Oro, vince anche il Sanremo Aquesiano!!».
Un risultato che conferma il momento particolarmente positivo della giovanissima cantante, capace in poche settimane di raccogliere importanti riconoscimenti nelle manifestazioni musicali del territorio.
Il successo di Diletta si inserisce inoltre in una manifestazione che ha visto protagonista l'intera comunità di Acquapendente. La Pro Loco, con il presidente Fabio Vitali e tutti i collaboratori, ha dato vita a due serate molto partecipate, trasformando piazza Girolamo Fabrizio in un palcoscenico capace di riunire bambini, ragazzi e adulti nel segno della musica.
Per Diletta, dunque, arriva un'altra vittoria da aggiungere a un percorso che, nonostante la giovanissima età, sta già regalando grandi soddisfazioni.
Dopo Montefiascone, anche Acquapendente porta la sua firma. E per la piccola cantante di Bagnoregio il viaggio nel mondo della musica sembra essere appena iniziato.
Militi Ribaldi e Amanda Nai conquistano il titolo a Valentano
VALENTANO – Andrea Militi Ribaldi e Amanda Nai sono i vincitori del Torneo di tennis Open Valentano “Aldo Mariani e Gianni Pesci”. L’umbro, classificato 2.3 e portacolori del Tennis Club Open Srl di Orvieto, e la toscana 2.4 del Circolo Tennis Piancastagnaio hanno conquistato il titolo al termine di una domenica ricca di emozioni e di match combattuti.
In campo maschile, la Testa di Serie numero 1 Militi Ribaldi ha dovuto fare i conti con la grande determinazione del 2.5 Salvatore Tartaglione, del Tennis Club Castiglion Fiorentino. Una finale dai continui capovolgimenti di fronte, nella quale il giocatore umbro ha perso il primo set per 6-4, riuscendo però a reagire con grande autorità nel secondo parziale, chiuso con un netto 6-0.
La sfida è così arrivata al terzo e decisivo set, ancora una volta molto combattuto. Militi Ribaldi ha mantenuto i nervi saldi nei momenti determinanti, imponendosi per 6-4 e mettendo così le mani sul trofeo.
Ancora più equilibrata la finale femminile, con Amanda Nai opposta alla romana Flavia Monteverde, Testa di Serie numero 2 e classificata 2.5. Le differenze di classifica sono praticamente scomparse in campo, grazie alla prestazione di alto livello della giocatrice romana.
La Nai è riuscita a conquistare il primo set per 6-4, ma Monteverde ha risposto nel secondo, aggiudicandoselo al tie-break con il punteggio di 7-6. Nel parziale decisivo la tennista toscana ha trovato le energie e la lucidità necessarie per chiudere nuovamente sul 6-4, conquistando così il titolo dell’Open femminile.
Grande soddisfazione anche per il lavoro svolto dal Maestro Stefano Piccinetti presso l’Academy Tennis Club “Selene Monelli” di Abbadia San Salvatore. La 3.3 Chiara Ginanneschi ha infatti sovvertito i pronostici della vigilia, conquistando il tabellone limitato di Terza Categoria.
Una vittoria arrivata anche a seguito del ritiro della 3.2 Francesca Signorini, portacolori dell’ASD Tennis Club Poggibonsi. Signorini, dopo aver perso il primo set per 6-1, è stata costretta ad abbandonare il match per problemi muscolari quando era sotto 4-2 nel secondo parziale.
A dirigere la giornata conclusiva, con la consueta professionalità, sono stati il Giudice di Gara Fabio Mosci, il Direttore di Gara Angelo Di Biagio e il Giudice Arbitro Bernardino Di Biagio, protagonisti insieme agli atleti della riuscita di una manifestazione che ha regalato tennis di qualità ed emozioni fino all’ultimo punto.
Tarquinia, “Dal tramonto all’alba”: due concerti tra mare e centro storico
Sutri, torna la Sagra del Fagiolo: tre giorni di festa dal 28 al 30 agosto
Siccità nella piana di Tarquinia, la Prefettura sollecita Regione e Autorità di Bacino
Due escursionisti feriti e tratti in salvo a Barbarano Romano e Collepardo
BARBARANO ROMANO - Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - Servizio Regionale Lazio è intervenuto nel pomeriggio di oggi presso le Gole del Biedano, nel territorio del comune di Barbarano Romano (VT), nei pressi della Terza Mola, lungo il Sentiero dei Tre Villaggi, per soccorrere un escursionista di 75 anni di Roma rimasto ferito in seguito a una caduta all'interno del letto asciutto del fiume.
A seguito della scivolata, l'uomo riportava sospette fratture e numerose escoriazioni, rendendo necessario l'intervento congiunto della squadra di terra del Soccorso Alpino e Speleologico e dell'elisoccorso, con a bordo il Tecnico di Elisoccorso del CNSAS e l'équipe sanitaria del 118.
L'equipaggio dell'elisoccorso ha raggiunto il luogo dell'incidente mediante verricello. Una volta raggiunto il paziente, il personale sanitario ha provveduto alla sua stabilizzazione, mentre i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico hanno collaborato nelle operazioni di immobilizzazione e imbarellamento. Successivamente l'infortunato è stato recuperato a bordo dell'elisoccorso e trasportato all'Ospedale Policlinico Gemelli di Roma per le cure del caso.
Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri e i Vigili del Fuoco.
Nelle stesse ore il Soccorso Alpino e Speleologico del Lazio interveniva con altre squadre di terra a Collepardo (FR), sul sentiero che da Ponte dei Santi porta alla Sorgente di Capofiume.
Allertati per una persona con un trauma ad un arto inferiore, gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico raggiungevano rapidamente l'infortunato stabilizzandolo e imbarellandolo.
Una volta valutate le condizioni sanitarie e ambientali, la squadra del Soccorso Alpino, con la collaborazione di una squadra dei Vigili del Fuoco, nel frattempo sopraggiunta, trasportavano l'infortunato, effettuando una 'barella portantina', in una zona in cui l'elicottero potesse operare in sicurezza.
Individuata e raggiunta un'area idonea, il ferito veniva predisposto per essere evacuato usando l'elicottero dei Vigili del Fuoco.
Viterbo, Micci all'attacco di Frontini e Floris: «Tra passerelle, video ed eventi pagati dai ...
VITERBO - Dopo aver visto sindaco e assessori calarsi nei panni di conduttori e moderatori, duettando in dibattiti e lezioni di politica sul palco di un evento — Ombre Festival — che hanno deciso di far pagare ben 50 mila euro ai contribuenti viterbesi, ci aspettiamo di vederli presto anche nel cinepanettone di Natale.
Ci sembra infatti che la sindaca Chiara Frontini e l'assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, abbiano già ampiamente iniziato le prove di recitazione. Basta guardare l'ultimo video in cui i due simulano una telefonata per darsi appuntamento sul ponte ciclo-pedonale tra Santa Barbara e Santa Lucia. O magari, chissà, li vedremo presto sfilare nei panni dei personaggi del presepe comunale allestito ogni anno nel cortile di Palazzo dei Priori. Non ci stupirebbe affatto. Del resto, con i cantieri PNRR ereditati dalla precedente amministrazione ormai chiusi lo scorso 30 giugno e i nastri da tagliare che scarseggiano, la sindaca e la sua giunta dovranno pur trovare qualche altra vetrina elettorale.
Chissà, invece, che la giunta Frontini non stia cercando di costruirsi un futuro alternativo dopo la fallimentare esperienza al Comune di Viterbo, tentando di aprirsi una strada nel mondo dello spettacolo. Oppure in quello del circo, tra gli acrobati, viste le contorsioni con cui Chiara Frontini ha provato ad 'appioppare' la responsabilità dell'indegno siparietto — con cui ha lanciato la propria candidatura a sindaco dal palco di Ombre pagato dai cittadini — ai consiglieri di minoranza. La loro 'colpa'? Non aver tolto con un emendamento i fondi a un festival già in corso, che rappresenta una delle poche occasioni di svago estivo per i viterbesi in città.
Siamo all'assurdo. Nemmeno il mago Silvan ha mai osato manipolare così tanto la realtà per illudere il pubblico. Cara sindaca, non spettava di certo ai consiglieri di minoranza affondare Ombre Festival: era lei, insieme ai suoi assessori, a doversene stare fuori. Avreste dovuto lasciare ai viterbesi il piacere di godersi serate in libertà, anziché imporre il peso dell'ennesima autocelebrazione della sua persona e l'invadente presenza sul palco della sua giunta.
Purtroppo, anche stavolta, non avete perso l'occasione per dimostrare la totale ignoranza di quelle 'regole non scritte' del buon gusto che definiscono il garbo istituzionale e la reale autorevolezza dei ruoli che ricoprite. Questa è la cifra stilistica che ha contraddistinto un civismo oramai al tramonto, qualificatosi in una sorta di assalto alla diligenza del potere al grido di 'predicare bene e razzolare male'. Sarà difficile confondere ancora i viterbesi con stratagemmi e supercazzole, e men che meno con inutili passerelle.
Andrea Micci
Emergenza acqua nella Tuscia, ABACO contro Comuni e Talete: «Bollette illegittime su acqua non ...
BASSANO ROMANO - Mentre il Comune di Bassano Romano convive con un’ordinanza di non potabilità del 2025 e con un Sindaco che non solo scoraggia i cittadini a contrastare le strategie di Talete, ma li taccia di “allarmismo ingiustificato” e di poca trasparenza nel raccontare i fatti, apprendiamo non senza stupore che l’Amministrazione Comunale di Sutri con una nota tenta di far passare per un “generoso passo avanti” quella che è, nei fatti, una presa in giro. Vogliono presentare come un grande successo il fatto che «non verrà applicata alcuna indennità di mora» sulle fatture di prima immissione o che verranno aperti dei «punti di assistenza», per negoziare gli importi. Un tentativo maldestro di spostare e coprire le mancanze, cercando di far passare un principio smentito dai fatti e dalle ordinanze, ovvero che tutto è a posto. Non c'è niente a posto! La realtà dei fatti è ben diversa da quella raccontata negli annunci istituzionali, anzi da Bassano a Sutri, passando per Ronciglione, Viterbo e perfino a Castiglione in Teverina, l’intera Tuscia praticamente vive un paradosso, una situazione nociva e pericolosa, viene presentata come un “qualcosa da aggiustare”, o meglio da far pagare (nemmeno poco) ai cittadini.
La manovra è praticamente la stessa in ogni Comune, a fronte di una scandalosa situazione in termini di salute, sicurezza, e servizio, si finge di aprire una conciliazione, trasferendo le responsabilità sui cittadini, capovolgendo del tutto le logiche di diritto e buon senso.
Parlare di mora è uno sfacciato paradosso. Il Servizio non è adeguato alle indicazioni scientifiche, le bollette vengono inviate in ritardo rispetto alla richiesta di pagamento e addirittura i consumi sono “desunti” e a “fotocopia” e si ha l’arroganza di parlare di morosità nel pagamento?
Siamo veramente in una scuola d’illusionismo, dove in un fantastico gioco delle 3 carte si afferma la concessione di limitare il pagamento per qualcosa che non è dovuto.
Altro che concessione, è come chiedere un applauso per fingere di limitare una scorrettezza.
Ma poi di quale pagamento e servizio si chiede conto?
È l’inverso ovvero i cittadini subiscono sforamenti dei limiti stabiliti per legge dell'arsenico, sbalzi di pressione e/o mancata erogazione e i soggetti danneggiati e in credito, non sono i cittadini che hanno un'acqua non potabile, ma il gestore? Per non parlare delle attività commerciali che per proprio conto (e con le proprie tasche) hanno affrontato i costi per impianti di potabilizzazione, pensiamo a bar, alberghi, laboratori alimentari e piccoli coltivatori, i quali hanno evidentemente bisogno di soluzioni strutturali, non di sconti su servizi incivili.
Il top si raggiunge con l’ipotesi di sportelli comunali per 'negoziare' il pagamento e il debito. Cioè il cittadino deve accettare l’ingiustizia e recarsi a formalizzare la rinuncia ai suoi diritti. Negoziare il debito vuol dire in maniera indiretta dar ragione a “Talete spa”, ma forse la cosa ancor più grave è farlo con la “mediazione” delle istituzioni comunali, che anziché schierarsi con i comitati dei cittadini o li “sfottono” (vedi Bassano Romano) o li accompagnano nella cerimonia del “de profundis” dei loro diritti.
LE RICHIESTE DI ABACO. L'acqua erogata è non conforme agli standard sanitari e di legge, pertanto rappresenta un rischio per la salute e un inadempimento contrattuale da cui pretendiamo:
1. Il blocco immediato di ogni fatturazione per le utenze interessate da ordinanze di non potabilità e da parametri fuori norma.
2. La restituzione degli importi per i periodi in cui erano in vigore le ordinanze di non potabilità emesse dai Comuni e il riconoscimento del danno procurato da questa condizione.
3. Maggior trasparenza attraverso un osservatorio pubblico che possa accedere ai risultati delle analisi in tempo reale e al contempo che le analisi siano effettuate con cadenze adeguate all’emergenza idrica che stiamo vivendo.
APPELLO AI CITTADINI: NON FACCIAMO SCONTI A NESSUNO!
ABACO invita tutti i cittadini dei comuni della Tuscia a non cadere nella trappola delle 'soluzioni di facciata'. Non accettate di abdicare ai vostri diritti, per bollette che non dovevano nemmeno essere emesse!
Sosteniamo uniti questa battaglia, se il servizio è non conforme dovranno essere i cittadini a esser rimborsati, non faremo sconti a nessuno.
Giallo a Viterbo sulla morte di Benedetta Marino: la Procura ipotizza lo spaccio di droga
VITERBO – Cessione di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato: sono queste le ipotesi di reato su cui sta lavorando la PM Paola Conti della Procura di Viterbo per fare luce sul dramma di Benedetta Marino, la ragazza trovata priva di vita nella mattina di sabato all'interno del complesso dismesso dell'ex consorzio agrario in via Francesco Baracca.
Al momento il fascicolo d'inchiesta risulta aperto contro ignoti e non si registrano persone iscritte nel registro degli indagati. L'attenzione degli inquirenti è tutta rivolta alle ultime ore di vita della giovane e alla dinamica della festa organizzata negli spazi della struttura abbandonata proprio per festeggiare il suo compleanno. Benedetta, nata a Viterbo il 7 agosto 2003, aveva infatti compiuto 23 anni il giorno prima del tragico ritrovamento.
Un tassello fondamentale per la svolta nelle indagini è rappresentato dall'esame autoptico, programmato per la mattinata odierna presso l'Istituto di Medicina Legale del Verano a Roma. L'autopsia dovrà fare chiarezza sulle cause esatte e sull'orario del decesso, mentre gli esami tossicologici serviranno a verificare l'eventuale presenza nel sangue di alcol, farmaci o sostanze stupefacenti.
Il corpo della 23enne è stato rinvenuto in una stanza situata all'ultimo piano di uno degli stabili del complesso. A lanciare l'allarme è stato un amico della vittima con una chiamata al 112; dai primi rilievi, la morte risalirebbe ad alcune ore prima dell'arrivo dei soccorsi.
Gli agenti della Polizia scientifica hanno condotto un approfondito sopralluogo nella struttura, ponendo sotto sequestro bottiglie, oggetti e vari elementi utili a ricostruire lo svolgimento della serata. Parallelamente, le forze dell'ordine stanno ascoltando i partecipanti al party per tracciare un quadro preciso delle presenze, degli accessi e degli spostamenti all'interno dell'edificio durante la notte.
Dal primo esame esterno della salma non sono emersi segni riconducibili ad azioni violente, motivo per cui le verifiche si stanno concentrando con particolare attenzione sull'ipotesi di un'assunzione di sostanze rivelatasi fatale. Solo gli esiti degli accertamenti medico-legali e tossicologici potranno confermare se droga, alcol o farmaci abbiano avuto un ruolo determinante nella scomparsa della giovane.
SOSTIENE ELLY SCHLEIN …
Fratelli dItalia attacca: Piazza del Comune trasformata in un chiosco, serve più rispetto per ...
VITERBO – È polemica sugli allestimenti temporanei nel cuore del centro storico di Viterbo. A sollevare la questione è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che punta l’attenzione sulla presenza di un gazebo e di strutture per la somministrazione in piazza del Comune, contestando sia l’impatto sul decoro urbano sia le possibili ricadute sulle attività commerciali della zona.
“Basta una fotografia”, sostengono i consiglieri di Fratelli d’Italia, descrivendo la presenza di un gazebo, transenne, teli, cartoni, frigoriferi e cartelli con le indicazioni “Bar”, “Drink list” e “Price list”. Secondo il gruppo, un allestimento di questo tipo risulterebbe poco adeguato a un contesto monumentale come quello di piazza del Comune.
Per FdI, infatti, la questione non sarebbe soltanto estetica. “Piazza del Comune non è un piazzale di periferia né il retro di una sagra”, affermano i consiglieri, sottolineando la necessità di regole precise per disciplinare materiali, colori, ingombri e modalità degli allestimenti temporanei nelle aree storiche della città.
Nel mirino finisce anche il rapporto con le attività commerciali del centro. Secondo il gruppo consiliare, gli esercenti che lavorano stabilmente in città devono sostenere per tutto l’anno costi come affitti, tributi, TARI, occupazione di suolo pubblico, personale e contributi, mentre la presenza di attività temporanee durante i mesi di maggiore affluenza potrebbe creare condizioni di concorrenza differenti.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di chiarire i criteri con cui vengono autorizzate le postazioni di somministrazione nell’ambito degli eventi organizzati o patrocinati dal Comune, le condizioni economiche applicate e gli eventuali obblighi relativi al decoro degli allestimenti.
Fratelli d’Italia chiede inoltre di sapere se, prima dell'autorizzazione, siano state coinvolte le associazioni di categoria e gli operatori commerciali del centro storico.
La critica si allarga poi alla programmazione complessiva degli eventi cittadini. Per il gruppo consiliare, il problema non riguarderebbe infatti soltanto il singolo allestimento, ma un metodo di gestione del calendario degli appuntamenti che, a loro giudizio, sarebbe privo di una visione organica.
“Si riempiono le date, non si costruisce un progetto culturale”, sostengono i consiglieri, contestando quella che definiscono una programmazione caratterizzata da eventi troppo simili tra loro e da allestimenti non sempre all'altezza del patrimonio storico e artistico di Viterbo.
Nel mirino anche la candidatura della città a Capitale italiana della Cultura. “Le candidature non si vincono con i comunicati stampa – affermano da FdI – ma dimostrando ogni giorno, in ogni dettaglio, di saper trattare la propria città con rispetto”.
Il gruppo annuncia infine tre iniziative: una richiesta di accesso agli atti sulle autorizzazioni relative alle postazioni di somministrazione nelle piazze del centro storico, la richiesta di convocazione della commissione competente per discutere l’eventuale introduzione di un disciplinare sugli allestimenti temporanei nelle aree monumentali e l’apertura di un confronto con associazioni di categoria ed esercenti.
“Viterbo merita molto di più – conclude il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia – e merita un’amministrazione che, prima di autorizzare, si prenda la responsabilità di guardare come viene lasciata una delle piazze più rappresentative della città”.
Frana lungo la Teverina, scatta la chiusura: disagi tra Roccalvecce e Celleno
CELLENO – Disagi alla viabilità lungo la Strada Teverina a causa di una frana che ha interessato il tratto compreso tra Roccalvecce e Celleno.
Lo smottamento si è verificato all’altezza del chilometro 17, poco prima del bivio con la Strada Bagnorese, rendendo necessario interrompere la circolazione per motivi di sicurezza.
La zona è stata interessata dalle necessarie verifiche e, in attesa degli interventi per ripristinare le condizioni di sicurezza della carreggiata, l’amministrazione ha disposto la chiusura del tratto interessato.
Agli automobilisti viene raccomandata la massima prudenza e di prestare attenzione alla segnaletica presente lungo la viabilità. Per evitare il tratto interessato dalla frana è possibile utilizzare i percorsi alternativi Sant’Angelo – Grotte Santo Stefano oppure Strada Valle – Celleno Vecchio.
La situazione resta sotto osservazione. Nelle prossime ore sono attesi aggiornamenti sulle condizioni della strada e sulle modalità e sui tempi di riapertura al traffico.
È morto don Giuseppe Giulianelli, per oltre 40 anni al fianco dei malati dellospedale di Viterbo
VITERBO – È morto questa mattina, domenica 9 agosto, al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Rosa, don Giuseppe Giulianelli. Aveva 89 anni e una lunga vita sacerdotale dedicata soprattutto all’assistenza dei malati e alla vicinanza al personale sanitario.
Nato a Villa San Giovanni in Tuscia il 18 febbraio 1937, don Giuseppe aveva compiuto gli studi al Seminario minore di Viterbo e al Seminario maggiore di Santa Maria della Quercia. Era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1963.
Una parte importante del suo ministero si è svolta all’interno dell’ospedale di Viterbo, dove per oltre quarant’anni ha ricoperto l’incarico di cappellano. Un servizio vissuto con grande dedizione, accanto a malati, familiari e operatori sanitari. Per lungo tempo aveva inoltre insegnato alla Scuola Infermieri.
La sua presenza in ospedale era costante: don Giuseppe era disponibile giorno e notte e, come ricorda la Diocesi, raramente si concedeva periodi di riposo, proprio per non allontanarsi dalle persone che avrebbero potuto avere bisogno del suo conforto. A distinguerlo erano il carattere sereno, la disponibilità e quella battuta sempre pronta capace di strappare un sorriso anche nei momenti più difficili.
Prima dell'esperienza in ospedale era stato parroco della parrocchia di San Lorenzo, nella Cattedrale di Viterbo, e docente di religione in alcune scuole della città.
Nel 2020, raggiunti i limiti di età, aveva lasciato l'incarico di cappellano. Dopo alcuni anni trascorsi nella Casa del Clero della Diocesi, presso il Seminario, da circa un anno e mezzo era ospite a Villa Serena, a Montefiascone, dove continuava a ricevere le visite di familiari, amici e confratelli.
La Diocesi di Viterbo lo ricorda come un sacerdote zelante e profondamente dedito al proprio ministero, animato dalla preghiera e da una grande generosità. Un uomo al quale in tanti si rivolgevano per chiedere aiuto e sostegno e che, sottolinea la Diocesi, difficilmente riusciva a dire di no.
La comunità ecclesiale viterbese si stringe ora attorno ai familiari e affida don Giuseppe alla misericordia di Dio, ricordandone la lunga testimonianza sacerdotale e il servizio svolto per decenni al fianco delle persone più fragili.
I funerali saranno celebrati martedì 11 agosto alle ore 11 nella Basilica Cattedrale di Viterbo e saranno presieduti dal vescovo Orazio Francesco. Al termine della celebrazione, la salma sarà tumulata nel cimitero di Viterbo.
Università della Tuscia, aumentano i fondi: 48,1 milioni allateneo viterbese
VITERBO – Crescono le risorse destinate all’Università della Tuscia. A sottolinearlo è il deputato di Forza Italia Francesco Battistoni, che accoglie con favore l’incremento dei finanziamenti assegnati all’ateneo viterbese.
“L’incremento delle risorse destinate all’Università della Tuscia è un segnale concreto dell’attenzione del Governo e del ministro competente Anna Maria Bernini verso il sistema universitario e verso i territori”, dichiara Battistoni.
All’Università della Tuscia sono stati assegnati 48,1 milioni di euro, con una crescita del 2,3% rispetto al 2025. Un incremento che, secondo il parlamentare azzurro, rappresenta un investimento significativo sulla qualità della didattica, sulla ricerca e sulle opportunità rivolte a studenti e ricercatori.
Per Battistoni l’ateneo viterbese rappresenta infatti un patrimonio strategico non soltanto per il mondo accademico, ma per l’intero territorio.
“Per Viterbo e per il Lazio l’Università della Tuscia è un patrimonio strategico, non soltanto dal punto di vista accademico, ma anche per la crescita economica e sociale del territorio”, sottolinea il deputato.
L’aumento delle risorse, secondo Battistoni, potrà contribuire a rafforzare la capacità dell’università di programmare le proprie attività, sostenere i percorsi di ricerca e formazione e consolidare il ruolo dell’ateneo come punto di riferimento per l’innovazione.
“Rafforzarne le risorse significa infatti creare le condizioni per una maggiore capacità di programmazione, sostenere i percorsi di ricerca e formazione e consolidare il ruolo dell’ateneo come motore di innovazione e sviluppo”, conclude il parlamentare di Forza Italia.
Vacanze e case vuote, i consigli dei Carabinieri per evitare i furti
VITERBO - Con l’arrivo delle vacanze aumenta il numero di abitazioni che rimangono vuote per diversi giorni. Un’occasione che può attirare l’attenzione dei ladri, pronti a osservare le abitudini dei residenti e a individuare segnali che possano indicare l’assenza dei proprietari.
Per questo i Carabinieri hanno diffuso una serie di consigli utili per ridurre il rischio di furti e partire per le vacanze con maggiore tranquillità.
Una delle prime raccomandazioni riguarda i social network. È bene evitare di pubblicare in tempo reale informazioni sulla partenza, sulla durata della vacanza o immagini che possano far capire che l’abitazione è vuota. Quello che per una famiglia è un semplice modo per condividere momenti di spensieratezza può diventare, infatti, un'informazione preziosa per chi sta cercando di individuare una casa incustodita.
Un altro accorgimento riguarda la posta. Prima di partire è consigliabile chiedere a un vicino di fiducia o a un familiare di ritirare regolarmente la corrispondenza. Una cassetta delle lettere piena può rappresentare un segnale evidente di una prolungata assenza.
Prima di lasciare l’abitazione è inoltre fondamentale verificare attentamente la chiusura di porte e finestre e controllare il corretto funzionamento degli eventuali sistemi di allarme e videosorveglianza, assicurandosi che siano attivati.
Tra gli strumenti che possono contribuire a simulare la presenza in casa ci sono anche i dispositivi smart programmabili. Attraverso l’accensione automatica delle luci in determinati orari è possibile rendere meno evidente l’assenza dei residenti. Alcuni sistemi consentono inoltre di deviare le chiamate del citofono sul proprio smartphone, permettendo di rispondere anche a distanza.
L’Arma invita poi a prestare attenzione anche ai possibili sopralluoghi effettuati prima di un furto. I malintenzionati possono utilizzare diversi stratagemmi per verificare se un’abitazione sia effettivamente vuota, come piccoli segnali lasciati tra porta e stipite oppure citofonate effettuate in orari insoliti, anche con il pretesto di una consegna o della lettura dei contatori.
Per questo è importante osservare ciò che accade nel proprio quartiere e segnalare tempestivamente alle Forze dell’Ordine eventuali presenze o comportamenti sospetti.
I Carabinieri ricordano inoltre che sul sito ufficiale dell’Arma sono disponibili numerose indicazioni nella sezione dedicata alle “pillole di prevenzione”, insieme agli aggiornamenti diffusi attraverso i canali social istituzionali.
In caso di situazioni sospette o di necessità, l'invito è a non esitare a contattare il 112 o la Stazione dei Carabinieri più vicina.
Piccoli accorgimenti, dunque, possono contribuire a rendere più sicura la propria abitazione e a evitare che il rientro dalle vacanze si trasformi in una brutta sorpresa.
Play Energia Atletica Viterbo, Angelo Lobene brilla alla Stramanaforno: 7° assoluto e primo di ...
VITERBO – Ottima prestazione per Angelo Lobene, neo atleta della Play Energia Atletica Viterbo, protagonista sabato 8 agosto alla 32ª edizione della “Stramanaforno”, gara podistica sulla distanza dei 10 chilometri disputata a Gioia dei Marsi, in provincia dell’Aquila.
La manifestazione, intitolata ad Angelo Panfili, ha visto la partecipazione di circa 170 atleti, impegnati su un percorso particolarmente impegnativo anche a causa delle elevate temperature di questi giorni.
Lobene, allenato da quest’anno da Giuseppe Misuraca, ha affrontato la prova con grande determinazione, fermando il cronometro sul tempo di 37’33”, con una media di 3’43” al chilometro. Un risultato che gli ha permesso di chiudere al 7° posto assoluto e di conquistare il primo posto nella propria categoria.
Una prestazione di rilievo per il portacolori della società viterbese, arrivata in un periodo nel quale l’attività dell’atletica su pista regionale e nazionale è momentaneamente condizionata dagli impegni delle rappresentative azzurre nei grandi appuntamenti internazionali. Il calendario delle corse su strada, invece, continua a proporre numerose competizioni in tutta Italia.
La “Stramanaforno” ha rappresentato dunque un importante banco di prova per Lobene, che ha saputo mantenere un ritmo elevato nonostante le difficoltà del percorso e le condizioni climatiche.
Per l’atleta della Play Energia Atletica Viterbo l’appuntamento con una prova ancora più particolare sarà però a settembre: nei primi giorni del mese è infatti previsto il matrimonio con la professoressa Giulia Profili.
Ad Angelo Lobene arrivano gli auguri degli atleti e dei tecnici della società viterbese, insieme alle congratulazioni per l’ottimo risultato ottenuto sulle strade abruzzesi.
Viterbo in lutto piange Benedetta Marino, morta a 23 anni nellex Consorzio agrario
VITERBO – Aveva appena compiuto 23 anni. Una giovane vita spezzata nel giro di poche ore, in una tragedia che ha sconvolto Viterbo. Benedetta Marino è stata trovata morta nella mattinata di ieri sabato 8 agosto all’interno dell’ex Consorzio agrario, nella zona della Teverina.
L’allarme è scattato nella mattinata di sabato, dopo la segnalazione di un ragazzo che ha contattato il 112. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118, gli agenti della polizia di Stato e la polizia scientifica. Per Benedetta, però, non c'era più nulla da fare.
La giovane è stata trovata all’interno di una stanza situata all’ultimo piano di uno degli edifici abbandonati del complesso. Gli investigatori hanno immediatamente avviato gli accertamenti per ricostruire le ultime ore della 23enne e stabilire cosa sia accaduto prima del decesso.
Secondo quanto emerso, la notte precedente si sarebbe svolta proprio all’interno dell’ex Consorzio una festa organizzata per celebrare il compleanno di Benedetta, nata a Viterbo il 7 agosto 2003. Alcuni dei giovani che avrebbero partecipato alla serata sono già stati ascoltati dagli investigatori, mentre la polizia scientifica ha effettuato rilievi e repertato diversi elementi trovati all’interno dello stabile.
Tra gli aspetti sui quali si concentrano gli accertamenti c'è anche l'eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Si tratta, al momento, di ipotesi investigative che dovranno essere verificate attraverso gli esami scientifici.
Da un primo esame esterno non sarebbero emersi evidenti segni riconducibili a una morte violenta. Restano però da chiarire sia le cause del decesso sia l'esatta collocazione temporale della morte. A fornire elementi decisivi saranno l'autopsia e gli eventuali esami tossicologici disposti dall'autorità giudiziaria.
Le indagini sono coordinate dalla Procura e gli investigatori stanno cercando di ricostruire nel dettaglio chi fosse presente nell'edificio durante la notte e cosa sia accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo.
Intanto, davanti all’ex Consorzio agrario, familiari e amici si sono stretti nel dolore. Benedetta lascia il padre, la madre, il fratello e soprattutto il figlio di appena quattro anni.
Tragedia nei campi a Vallerano, uomo muore schiacciato dal trattore
VALLERANO – Una mattinata di lavoro nei campi si è trasformata in tragedia a Vallerano. Mariano Romoli, 80 anni, è morto nella mattinata di ieri, sabato 8 agosto, dopo essere stato travolto e conseguentemente schiacciato dal trattore con cui stava lavorando la terra.
Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano si trovava in un terreno agricolo quando, per cause ancora da accertare, il mezzo si è improvvisamente ribaltato, travolgendolo. L’incidente non gli avrebbe lasciato scampo.
L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono arrivati i sanitari del 118, ma per l’80enne non c’è stato nulla da fare. I vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e procedere con le operazioni necessarie per la rimozione del mezzo.
Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i carabinieri, impegnati nei rilievi e negli accertamenti necessari a ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Civita Castellana, crolla la recinzione del bocciofilo. Il M5S: Unopera inutile e pericolosa
CIVITA CASTELLANA – La recinzione che delimita l’area del centro anziani del Circolo Bocciofilo di Civita Castellana è crollata nei giorni scorsi, durante il maltempo che ha interessato il territorio. L’episodio riaccende il confronto politico su un’opera che il Movimento 5 Stelle aveva contestato fin dalla sua realizzazione, chiedendone la modifica o la rimozione.
A intervenire è Maurizio Selli, del Gruppo territoriale M5S di Civita Castellana, che definisce la struttura “inutile e pericolosa” e torna a puntare il dito contro la scelta compiuta dalla precedente amministrazione guidata da Giampieri.
Secondo la ricostruzione del Movimento 5 Stelle, la recinzione era stata realizzata per delimitare una corte intorno al centro anziani del Circolo Bocciofilo, separandola dall'area verde del “boschetto” destinata anche alle attività ludiche e ai giochi per bambini e ragazzi.
Il maltempo avrebbe contribuito al cedimento della struttura. Selli riferisce inoltre che sulla recinzione avrebbe avuto un impatto anche una parte di guaina, apparentemente staccatasi da una tettoia adiacente. Il gruppo pentastellato sostiene tuttavia che il crollo sollevi interrogativi anche sulle modalità di realizzazione dell'opera e sulla sua stabilità.
“Il fatto che sia crollata come un domino – sostiene Selli – evidenzia come l’opera sia stata realizzata non a regola d’arte, o meglio, senza tenere conto della potenziale pericolosità in un’area frequentata anche da bambini”. Il M5S richiama in particolare la struttura di fissaggio della rete al cordolo cementizio e l’assenza, secondo quanto osservato dal gruppo, di adeguate controventature.
La vicenda affonda le proprie radici nelle contestazioni già sollevate dal Movimento nel 2024. In quell'occasione il M5S aveva definito ironicamente la recinzione una sorta di “gabbia”, criticando la separazione tra il centro sociale frequentato dagli anziani e il resto del parco pubblico.
Il gruppo ricorda inoltre di aver promosso una petizione popolare che avrebbe raccolto più di 600 firme per chiedere all'amministrazione di rivedere il progetto. Una mobilitazione che, secondo i pentastellati, nasceva dalla volontà di mantenere uno spazio di socialità condiviso tra generazioni diverse.
Ora, dopo il cedimento della struttura, il M5S chiede all'attuale amministrazione comunale di intervenire definitivamente.
“Invitiamo l’attuale giunta ad eliminare definitivamente questa vergogna e indagare sulle reali responsabilità politiche e tecniche, in quanto sono stati spesi soldi pubblici”, afferma Selli.
Per il Movimento, l’episodio rappresenta anche l'occasione per riaprire una riflessione più ampia sul modo in cui vengono progettate e realizzate le opere pubbliche: secondo il gruppo, gli interventi dovrebbero essere pensati innanzitutto per favorire sicurezza, accessibilità e socialità, evitando di creare divisioni tra gli utenti degli spazi pubblici.
La questione resta quindi ora nelle mani dell'amministrazione, chiamata a valutare le condizioni dell'area e le conseguenze del cedimento della recinzione, oltre agli eventuali interventi necessari per garantire la sicurezza.