Aggregatore di feed

Viterbo, marciapiedi dissestati in via Monti Cimini: Ciambella chiede interventi urgenti

News da Ontuscia.it - Lun, 12/10/2026 - 09:03
Marciapiedi danneggiati dalle radici degli alberi, pavimentazione sconnessa, rifiuti abbandonati e percorsi pedonali difficilmente praticabili. È la situazione segnalata da numerosi residenti di via Monti Cimini, a Viterbo, che ha spinto Luisa Ciambella, capogruppo di Per il Bene Comune in Consiglio comunale, a presentare un’interrogazione urgente al sindaco e alla Giunta per chiedere interventi immediati […]
Categorie: RSS Tuscia

Basket femminile, esordio travolgente per le Terme Salus Viterbo: 107-41 contro Roma

News da Ontuscia.it - Lun, 12/10/2026 - 09:01
Inizio di stagione da incorniciare per le Terme Salus Viterbo, che nell’Opening Day del campionato di Serie B femminile di basket conquistano una vittoria schiacciante contro la Stella Azzurra Roma. Sul parquet di Anagni, le ragazze allenate da Maria Chiara Scaramuccia si impongono con un netto 107-41, conquistando i primi due punti della stagione al […]
Categorie: RSS Tuscia

Dissesto idrogeologico, nella Tuscia quasi 7mila famiglie esposte e 447 beni culturali nelle ...

News da viterbonews24.it - Lun, 12/10/2026 - 09:00
2026-10-12

VITERBO – Sono 13.866 i residenti della provincia di Viterbo che vivono in aree esposte al rischio di frane, pari al 4,5% della popolazione. È uno dei dati più significativi che emergono dal quadro sul dissesto idrogeologico elaborato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che evidenzia la vulnerabilità della Tuscia e le possibili conseguenze per cittadini, attività economiche, edifici e patrimonio storico.

Il rischio legato ai movimenti franosi risulta più esteso, in termini di popolazione coinvolta, rispetto a quello delle alluvioni. Le aree esposte a pericoli di natura idraulica interessano infatti 3.112 abitanti, pari all’1% dei residenti in provincia.

I numeri restituiscono una fotografia delle criticità presenti sul territorio e richiamano l’attenzione sulla necessità di prevenzione, manutenzione e monitoraggio delle aree più vulnerabili.

Quasi 7mila famiglie interessate dal rischio frane

L’analisi dell’Ispra non riguarda soltanto il numero delle persone esposte, ma prende in considerazione anche le famiglie, gli edifici e le attività produttive che ricadono nelle zone a rischio.

In provincia di Viterbo sono 6.894 le famiglie che vivono in aree interessate da fenomeni franosi, mentre quelle esposte al pericolo di alluvione sono 1.437.

Per quanto riguarda gli edifici, quelli situati nelle aree a rischio frane sono 4.986, contro i 1.471 esposti al rischio idraulico. Anche il tessuto economico è coinvolto: risultano 966 imprese localizzate in zone interessate da criticità geomorfologiche e 440 in aree esposte a possibili allagamenti.

Si tratta di dati che mostrano come il dissesto idrogeologico possa incidere non soltanto sulla sicurezza delle persone, ma anche sulla continuità delle attività economiche e sulla conservazione del patrimonio edilizio.

A rischio 447 beni culturali della Tuscia

Particolarmente significativo è il dato relativo al patrimonio culturale. Secondo le statistiche riportate, sono 447 i beni culturali della provincia di Viterbo esposti al rischio di frana, pari al 17,3% del totale. I beni interessati dal rischio di alluvione sono invece 28.

La presenza di numerosi centri storici, monumenti e testimonianze architettoniche rende la questione particolarmente importante per un territorio come la Tuscia, caratterizzato da un patrimonio storico diffuso e spesso inserito in contesti collinari o su speroni tufacei.

La fragilità del territorio può infatti rappresentare una minaccia anche per strutture e siti di valore storico, rendendo essenziali la sorveglianza delle aree più delicate e gli interventi di tutela.

Censiti 601 fenomeni franosi in provincia

L’inventario Ispra relativo al territorio viterbese censisce complessivamente 601 fenomeni franosi. Le tipologie registrate comprendono diverse forme di movimento del terreno: crolli, ribaltamenti, scivolamenti rotazionali e traslativi, espansioni, colamenti lenti o rapidi e sprofondamenti diffusi.

Si tratta di fenomeni differenti per caratteristiche e modalità di evoluzione, che possono richiedere sistemi di controllo e interventi specifici in base alle condizioni geologiche e alla situazione di ciascuna area.

La presenza di questi fenomeni rende importante disporre di informazioni aggiornate sul territorio, così da individuare le situazioni più delicate e programmare eventuali interventi di consolidamento e prevenzione.

Monitoraggio ad Acquapendente e Civita di Bagnoregio

Nel sistema nazionale di monitoraggio delle frane gestito dall’Ispra risultano censiti due presidi strumentali in provincia di Viterbo, destinati a controllare aree considerate particolarmente sensibili.

Il primo si trova a Porta della Ripa, nel comune di Acquapendente, ed è identificato dal codice SILAZ006. Il secondo, contrassegnato dalla sigla SILAZ003, riguarda Civita di Bagnoregio, località da tempo al centro dell’attenzione per la fragilità del paesaggio e le problematiche legate all’erosione.

I sistemi di controllo prevedono modalità di rilevamento manuali e strumentali, con l’impiego di tecnologie che possono comprendere interferometria e telecamere dedicate. Questi strumenti consentono di raccogliere informazioni sull’evoluzione delle condizioni del terreno e di seguire nel tempo le aree monitorate.

I dati disponibili rappresentano una fotografia delle criticità presenti nella provincia di Viterbo. La loro utilità consiste soprattutto nel contribuire alla conoscenza del territorio e nell’individuare le situazioni sulle quali concentrare attività di prevenzione e controllo, a tutela della popolazione, delle infrastrutture e del patrimonio storico della Tuscia.

Categorie: RSS Tuscia

Viterbo, 200 controlli sanitari gratuiti in piazza delle Erbe per la Giornata nazionale ...

News da viterbonews24.it - Lun, 12/10/2026 - 09:00
2026-10-12

VITERBO – Circa 200 controlli gratuiti tra glicemia e pressione arteriosa, informazioni sulla prevenzione e una dimostrazione cinofila che ha attirato l’attenzione dei presenti. È il bilancio della Giornata nazionale del Sovrano Militare Ordine di Malta a Viterbo, dove sabato 10 ottobre piazza delle Erbe ha ospitato un’iniziativa dedicata alla salute, alla solidarietà e al servizio alla comunità.

Membri e volontari della Delegazione di Viterbo-Rieti hanno incontrato i cittadini per far conoscere le attività sanitarie, assistenziali e di soccorso portate avanti durante tutto l’anno. L’appuntamento ha rappresentato anche un’occasione per avvicinare la popolazione ai progetti dell’Ordine, con particolare attenzione alla prevenzione e al sostegno delle persone più fragili.

Viterbo, prevenzione e dimostrazioni in piazza delle Erbe

Il punto di riferimento della giornata nel capoluogo della Tuscia è stato lo spazio allestito in piazza delle Erbe, dove sono stati effettuati circa 200 controlli gratuiti della glicemia e della pressione arteriosa.

Accanto alle attività sanitarie, uno dei momenti più apprezzati è stata la dimostrazione cinofila con Argo, cane del CISOM, il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. L’iniziativa ha permesso di mostrare ai cittadini anche una delle componenti operative impegnate nelle attività di soccorso.

La partecipazione ha contribuito a far conoscere più da vicino il lavoro svolto dai volontari e l’importanza di una presenza organizzata sul territorio, capace di affiancare alla solidarietà interventi concreti di prevenzione e assistenza.

Una giornata di solidarietà anche a Rieti e Civitavecchia

La mobilitazione ha coinvolto contemporaneamente anche Rieti e Civitavecchia, le altre due città interessate dalle attività della Delegazione di Viterbo-Rieti.

A Rieti, negli spazi del Centro commerciale Perseo, i dottori Lorusso e Nobili hanno effettuato consulenze e controlli della pressione arteriosa, della glicemia e della saturazione dell’ossigeno. Le richieste sono state numerose, tanto da esaurire le provette disponibili. Nel corso della giornata sono state inoltre organizzate cinque dimostrazioni di primo soccorso, con simulazioni sull’utilizzo del defibrillatore. Tre giovani laureati hanno manifestato interesse a intraprendere un percorso di volontariato.

A Civitavecchia, in piazza del Plebiscito, sono stati eseguiti oltre cento controlli gratuiti della pressione arteriosa e della glicemia. All’iniziativa hanno partecipato anche il sindaco Marco Piendibene e il parroco della Cattedrale, monsignor Cono Firringa.

L’appuntamento è stato inoltre un’occasione per presentare il servizio di distribuzione alimentare che l’Ordine di Malta svolge stabilmente in città, a sostegno di oltre 110 famiglie. Presenti anche rappresentanti del CISOM e del Corpo Militare dell’ACISMOM.

Le attività nelle tre località si sono inserite nella Giornata nazionale dell’Ordine di Malta, che quest’anno ha raggiunto 42 piazze in tutta Italia.

Il ruolo della Delegazione di Viterbo-Rieti

L’iniziativa ha confermato l’impegno della Delegazione di Viterbo-Rieti nel promuovere la prevenzione sanitaria, la formazione al primo soccorso e il sostegno alle persone in difficoltà. Un’attività che non si esaurisce nella manifestazione annuale, ma prosegue attraverso servizi e progetti rivolti alle comunità locali.

Il Delegato, l’avvocato Roberto Saccarello, Cavaliere di Gran Croce di Grazia Magistrale, ha rivolto un ringraziamento a membri, volontari, operatori sanitari e collaboratori che hanno contribuito alla riuscita della giornata, insieme alle istituzioni e ai cittadini che hanno preso parte alle iniziative.

Fondato a Gerusalemme nella seconda metà dell’XI secolo, il Sovrano Militare Ordine di Malta è un ordine religioso laicale della Chiesa cattolica e un soggetto di diritto internazionale. È attivo in oltre 120 Paesi con interventi sanitari, assistenziali e umanitari a favore dei malati, delle persone fragili e delle popolazioni in difficoltà.

Categorie: RSS Tuscia

Nuove grandi catene nella Tuscia, da McDonald’s a Loacker: tutte le novità attese entro il 2027

News da viterbonews24.it - Lun, 12/10/2026 - 09:00
2026-10-12

VITERBO - La Tuscia si prepara a una nuova fase di trasformazione commerciale e produttiva. Tra il 2026 e il 2027 sono diversi i progetti che interessano la provincia di Viterbo e le aree limitrofe, con marchi nazionali e internazionali pronti a consolidare la propria presenza o a sviluppare nuove attività.

Le novità più significative riguardano il settore della ristorazione, con l’arrivo di McDonald’s a Nepi, e quello agroalimentare, con il potenziamento dello stabilimento Loacker di Capranica. A queste si aggiungono i cambi di insegna nella grande distribuzione e un progetto commerciale di dimensioni rilevanti nell’area del Soratte, che potrebbe attirare anche clienti e lavoratori dalla Bassa Tuscia.

McDonald’s a Nepi: apertura prevista entro la fine del 2026

È una delle novità commerciali più attese nel Basso Viterbese. Il nuovo ristorante McDonald’s a Nepi sorgerà lungo la via Nepesina, nei pressi della zona artigianale e di una rotatoria strategica per la viabilità locale.

L’iter amministrativo ha compiuto un passaggio importante nel luglio 2026, quando il sindaco Franco Vita ha comunicato il rilascio del permesso di costruzione. Ad agosto sono iniziati i lavori sul terreno destinato a ospitare il locale.

Le previsioni diffuse nei mesi scorsi indicavano l’apertura entro novembre 2026, mentre altre comunicazioni parlavano genericamente della fine dell’anno. La data esatta dell’inaugurazione dovrà quindi essere confermata.

Il nuovo punto vendita potrà servire non soltanto i residenti di Nepi, ma anche quelli dei comuni vicini, come Monterosi, Sutri, Civita Castellana, Castel Sant’Elia e Ronciglione. L'arrivo della catena rappresenta inoltre un potenziale investimento occupazionale per l’area, anche se al momento non è disponibile un dato verificato sul numero di assunzioni previste per questo specifico ristorante.

Loacker a Capranica: dal 2027 nuove lavorazioni per le nocciole

Un altro investimento importante riguarda Loacker, azienda altoatesina conosciuta per i wafer e i prodotti dolciari. In questo caso, però, la novità non consiste nell’apertura di un nuovo negozio, bensì nel rafforzamento delle attività produttive legate alla filiera della nocciola.

Nello stabilimento di località Vico Matrino, a Capranica, l’azienda già svolge operazioni di sgusciatura e selezione delle nocciole. Dal 2027 è previsto un ulteriore sviluppo: l’impianto dovrebbe iniziare a produrre anche semilavorati destinati agli stabilimenti Loacker e, in parte, alla vendita a clienti esterni.

È una distinzione importante: non è prevista, sulla base delle informazioni disponibili, la produzione dei wafer nello stabilimento di Capranica. Il progetto punta invece a rendere il polo viterbese più centrale nella trasformazione della materia prima.

L’investimento si inserisce in una strategia più ampia di integrazione della filiera agricola. Nel 2023 Loacker era entrata, insieme a Stelliferi & Viconuts, nella cooperativa Coopernocciole, che riunisce circa 400 produttori dei Colli Cimini e Sabatini.

Il potenziamento delle attività a Capranica potrebbe rafforzare il ruolo della provincia di Viterbo nel settore corilicolo, una delle filiere agricole più importanti dell’economia locale.

Roma Outlet Village del Soratte: un nuovo polo commerciale vicino alla Tuscia

Tra i progetti da seguire c’è anche la riqualificazione dell’ex Soratte Outlet, nel territorio di Sant’Oreste, nell’area metropolitana di Roma. Il complesso, che si trova vicino al casello autostradale di Ponzano Romano, è destinato a tornare a essere un punto di riferimento per lo shopping.

Le informazioni diffuse nel corso del 2026 parlano di una prima fase con circa 90 negozi e di un progetto che, a regime, potrebbe arrivare a 150 negozi e a generare circa 800 posti di lavoro tra occupazione diretta e indotto. Tra i marchi annunciati figurano anche un nuovo McDonald’s e il primo Starbucks della zona, oltre a insegne del settore moda, bellezza, sport e lifestyle.

Per la Tuscia, soprattutto per i comuni della parte meridionale della provincia, il progetto potrebbe rappresentare una nuova destinazione commerciale raggiungibile in auto. Va tuttavia precisato che il complesso si trova fuori dalla provincia di Viterbo: si tratta quindi di un investimento limitrofo, non di una nuova apertura nel territorio provinciale.

Le notizie pubblicate a ottobre 2026 indicavano il 6 novembre come possibile data di apertura, ma senza una conferma ufficiale da parte della società. La data e l’effettiva disponibilità dei singoli negozi devono pertanto essere verificate prima di considerarle definitive.

Novità commerciali tra il 2025 e il 2027

  • 29 novembre 2025 – Action a Viterbo. La catena di discount non alimentare ha inaugurato il proprio primo negozio nel capoluogo, in via dell’Industria, nella zona del Poggino. Il punto vendita si è aggiunto a quello già presente a Civita Castellana, portando a due i negozi Action nella provincia.
  • Novembre 2026 – McDonald’s di Nepi. Il Comune ha comunicato il rilascio del permesso di costruzione per il nuovo ristorante.
  • 6 novembre 2026 – Roma Outlet Village del Soratte. La riapertura del complesso commerciale è stata indicata con una prima fase di circa 90 negozi.
  • 2027 – Nuova fase produttiva per Loacker. È l’anno indicato per l’avvio delle lavorazioni aggiuntive nello stabilimento di Capranica.
Categorie: RSS Tuscia

Basket, la WeCOM-Ortoetruria batte Chiavari 75-73 e conquista una vittoria di carattere

News da Ontuscia.it - Lun, 12/10/2026 - 08:59
La WeCOM-Ortoetruria Stella Azzurra Viterbo torna alla vittoria superando l’Aurora Basket Chiavari per 75-73 al termine di una partita intensa, combattuta e ricca di emozioni. Davanti agli oltre 800 spettatori del PalaMalè, i biancostellati conquistano due punti importanti grazie a una prestazione di qualità, determinazione e grande solidità difensiva, riscattando la deludente prova della settimana […]
Categorie: RSS Tuscia

Nasce il Premio letterario “Il Ponte oltre l’argine” per dare spazio alla creatività

News da viterbonews24.it - Lun, 12/10/2026 - 03:00
2026-10-12

CIVITA CASTELLANA - “Le pagine hanno margini, le storie non hanno argini”, è questo il sottotesto del Premio Letterario “Il Ponte oltre l’argine” promosso dall’Associazione culturale Officina Teatrale Il Ponte di Civita Castellana. Gli obiettivi della prima edizione sono dare spazio alla creatività, valorizzare la scrittura e trasformare le parole in emozioni da condividere.

Per l’edizione 2026, il tema scelto è “L’attesa”, da interpretare liberamente attraverso qualsiasi genere narrativo. Il concorso si rivolge a cittadini italiani e stranieri residenti nel Lazio, senza limiti di età. Per i partecipanti minorenni sarà necessaria l’autorizzazione di un genitore o tutore.

Come partecipare al concorso

Ogni autore potrà presentare un solo racconto originale e inedito, scritto in lingua italiana e con una lunghezza massima di 7.500 battute, spazi inclusi, titolo escluso.

La candidatura dovrà essere inviata entro lunedì 30 novembre 2026 alle ore 23.59 e il racconto dovrà essere digitato, salvato in formato PDF e rigorosamente anonimo, senza nome dell’autore né altri elementi che possano consentirne l’identificazione. La scheda di partecipazione, compilata secondo le indicazioni del bando, dovrà essere trasmessa separatamente.

Il regolamento completo, insieme alla modulistica necessaria, è disponibile online sul sito ufficiale:

https://premioletterarioilponte.wordpress.com/

oppure

scarica il bando ufficiale e la scheda di partecipazione.

Nel documento sono riportate tutte le condizioni di partecipazione, l’autorizzazione per i minorenni e l’informativa sulla privacy.

Premi e racconti portati in scena

La selezione sarà articolata in due fasi: la Giuria individuerà inizialmente otto opere per la long list, dalle quali saranno poi scelti i cinque racconti finalisti della short list.

Per il vincitore è previsto un premio di 500 euro, al lordo degli eventuali oneri previsti dalla legge. Sono inoltre in programma targhe di merito e altri riconoscimenti: il Premio del Pubblico, la Menzione speciale della Giuria e il Premio Grafia.

Una caratteristica particolare del concorso riguarda proprio i cinque finalisti. I loro racconti non resteranno soltanto sulla pagina, ma saranno interpretati dagli attori dell’Officina Teatrale Il Ponte durante la serata conclusiva, trasformando la scrittura in un’esperienza da ascoltare e condividere.

Soltanto gli autori selezionati tra i cinque finalisti dovranno consegnare anche una copia integrale del racconto scritta a mano su fogli A4, seguendo le istruzioni della Segreteria. Il Premio Grafia sarà valutato separatamente dalla graduatoria letteraria.

Le date da segnare in calendario

Le iscrizioni sono aperte da sabato 10 ottobre 2026 e la chiusura è fissata a lunedì 30 novembre alle 23.59. Entro giovedì 10 dicembre la Giuria selezionerà 8 opere nella long list e successivamente le 5 finaliste per la cerimonia conclusiva che si terrà domenica 20 dicembre 2026, alle 17.30, negli spazi dell’Officina Teatrale Il Ponte, in via Fontana Matuccia 12 a Civita Castellana. L’appuntamento comprenderà la premiazione e le letture sceniche dei racconti finalisti.

Il progetto culturale dell’Officina Teatrale Il Ponte

Con questo nuovo concorso, l’associazione civitonica amplia il proprio impegno nella promozione culturale, affiancando alla formazione artistica e agli spettacoli un’iniziativa dedicata alla narrativa e agli autori del Lazio.

Attraverso laboratori, percorsi formativi e attività rivolte a persone di diverse età, l’Officina promuove il teatro come luogo di incontro, espressione e crescita. Il premio letterario nasce dalla stessa idea: offrire uno spazio nel quale le esperienze individuali possano diventare storie capaci di raggiungere gli altri.

«Perché prima di ogni spettacolo esiste una storia. E ogni storia merita la possibilità di incontrare qualcuno disposto ad ascoltarla»: è questo lo spirito che accompagna il progetto, pensato per avvicinare la scrittura alla scena e creare nuove occasioni di partecipazione.

Il titolo stesso del premio racchiude la filosofia dell’iniziativa: le pagine hanno margini, ma le storie possono superarli, trovare nuove voci e diventare patrimonio condiviso.

Per informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo ilponteofficinateatrale@gmail.com. Per conoscere tutti i requisiti e le modalità di partecipazione è necessario fare riferimento al bando ufficiale.

Categorie: RSS Tuscia

Aeopc in azione a Tarquinia Lido: intervento per alberi e rami caduti

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 21:00
2026-10-11

TARQUINIA - Nella mattina di domenica 11 ottobre i volontari AEOPC, su richiesta della Polizia Locale, sono intervenuti a Tarquinia Lido per rimuovere un albero e diversi grossi rami abbattuti dal vento lungo la strada Lupo Cerrino e nella zona del Porticciolo.

Un intervento necessario per ripristinare le condizioni di sicurezza e liberare le aree interessate, con i volontari impegnati nelle operazioni di rimozione dei rami, anche in prossimità del marciapiede del Porticciolo.

A rendere ancora più significativa la mattinata sono stati i gesti di apprezzamento e le parole di ringraziamento rivolte da alcuni cittadini ai volontari mentre erano al lavoro. Un riconoscimento spontaneo che ha dato valore al loro impegno e alla disponibilità dimostrata sul campo.

Sono proprio questi momenti a ricordarci quanto sia importante il volontariato: non soltanto per l’aiuto concreto offerto alla comunità, ma anche per il rapporto di fiducia e vicinanza che si crea con le persone.

'Ricevere un grazie, sentirsi apprezzati e sapere che il proprio lavoro viene riconosciuto è una soddisfazione speciale, che ripaga della fatica e incoraggia a continuare a mettersi al servizio del territorio e dei cittadini'.

Ai volontari AEOPC va il ringraziamento per la disponibilità e il lavoro svolto, in collaborazione con la Polizia Locale, a favore della sicurezza della comunità.

Categorie: RSS Tuscia

Vitorchiano, violento scontro frontale tra Smart e suv: donna estratta dalle lamiere e ...

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 21:00
2026-10-11

VITORCHIANO – Grave incidente stradale nella mattinata di oggi in via della Stazione, dove una Smart e un suv Dacia si sono scontrati frontalmente intorno alle 10.00. L’impatto è stato particolarmente violento e ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco e del personale sanitario del 118.

Ad avere la peggio è stata una donna che viaggiava sulla Smart insieme al marito. A causa dello scontro, l’abitacolo dell’auto è rimasto accartocciato, intrappolando la passeggera tra le lamiere. Per liberarla, i vigili del fuoco hanno dovuto effettuare un intervento lungo e delicato.

Una volta estratta, la donna è stata affidata ai sanitari, che hanno riscontrato un grave trauma facciale. Dopo le prime cure e la stabilizzazione, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Santa Rosa di Viterbo. Successivamente, considerate le sue condizioni, è stato disposto il trasferimento d’urgenza al policlinico Gemelli di Roma.

Meno gravi le condizioni del marito, anch’egli soccorso e ricoverato presso l’ospedale di Viterbo. Illeso, invece, il conducente del suv.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dello scontro e nella gestione della viabilità. Via della Stazione è rimasta chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso e mettere in sicurezza l’area.

Categorie: RSS Tuscia

Montalto di Castro, Sergio Caci rilancia la Banda: «Un festival musicale per coinvolgere ...

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 18:00
2026-10-11

MONTALTO DI CASTRO – Sergio Caci raccoglie l’appello della Banda e rilancia: “Ho letto l'appello della Banda Montalto Di Castro e lo accolgo con convinzione, orgoglio e impegno.

Lo dico anche per una ragione personale: già nel 2019 la nostra amministrazione fu coinvolta al rilancio della nostra Banda. Ero e resto convinto che una comunità che perde le proprie tradizioni culturali perda anche un pezzo della propria identità. Dopo dodici anni di assenza, riportare la musica bandistica a Montalto significava restituire alla nostra comunità una ricchezza che non poteva andare dispersa.

Oggi, leggendo le parole del presidente, sento che quell'impegno deve continuare. Non basta custodire una tradizione: dobbiamo renderla viva, attrattiva e capace di parlare alle nuove generazioni.

Ricordo una riflessione spesso associata al Maestro Riccardo Muti, grande sostenitore del valore della formazione musicale: le bande rappresentano una straordinaria scuola di musica e di vita. Al di là della formulazione esatta della citazione, il concetto è chiarissimo: la banda è una vera orchestra, una palestra di talento, disciplina, amicizia e senso di appartenenza.

E allora, perché non trasformare questo appello in una nuova opportunità per Montalto di Castro?

La mia proposta è organizzare un Festival Delle Bande Musicali, coinvolgendo la nostra Banda, i complessi dei comuni vicini e, perché no, realtà provenienti da altre regioni. Una manifestazione capace di animare le nostre piazze, portare la musica tra la gente e far scoprire ai più giovani quanto possa essere entusiasmante suonare insieme.

Vorrei che fossero protagoniste anche le scuole di Montalto di Castro e Pescia Romana. Invitiamo studenti, insegnanti e famiglie a conoscere gli strumenti, assistere alle prove, partecipare a laboratori musicali e scoprire che entrare in una banda può essere l'inizio di un percorso bellissimo.

E c'è un'altra idea che potrebbe essere utile: costruiamo una mostra fotografica dedicata alla storia della nostra Banda.

Cominciamo subito, tutti insieme, a raccogliere fotografie, documenti, locandine e testimonianze custoditi nelle case dei nostri concittadini. Digitalizziamo le immagini, conserviamole e ristampiamole per realizzare una mostra che racconti le generazioni di musicisti, i maestri, le divise, le feste, le processioni e i momenti che hanno accompagnato la storia di Montalto.

Ogni fotografia potrebbe restituirci un nome, un ricordo, una storia di famiglia. E magari convincere un ragazzo di oggi a prendere in mano uno strumento, seguendo le orme di suo nonno.

Per questo rivolgo un invito al Comune, alla Banda, alle scuole, alle associazioni e a tutti i cittadini: raccogliamo l'appello e trasformiamolo in un progetto condiviso. Io sono pronto a fare la mia parte.

La Banda non appartiene a un'amministrazione, a un presidente o a una generazione. Appartiene a Montalto di Castro. Facciamo risuonare Montalto. Tutti insieme”.

 

Sergio Caci 

Categorie: RSS Tuscia

Real Azzurra, weekend da incorniciare: nessuna sconfitta per il settore giovanile

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 18:00
2026-10-11

VITERBO - Fine settimana ricco di soddisfazioni per il settore giovanile della Real Azzurra, che archivia gli ultimi incontri senza sconfitte e con tutte e tre le formazioni fuori dalla zona retrocessione. Un bilancio positivo per la società, che raccoglie punti importanti nelle rispettive categorie e si prepara ad affrontare il prossimo turno con maggiore serenità.

L’Under 16 guidata da Alessandro Manucci conquista un pareggio prezioso sul campo della W3 Maccarese. Nonostante una rosa fortemente condizionata dalle squalifiche, la squadra riesce a mantenere equilibrio e compattezza, chiudendo la partita sullo 0-0. Un risultato che permette ai giovani alto-viterbesi di raggiungere la zona play-out e, soprattutto, di presentarsi con maggiore fiducia al prossimo appuntamento.

Sabato 17 ottobre, alle 14.30, è in programma la gara casalinga contro l’ASD Santa Marinella 1947, anch’essa ferma a quota punti dopo la sconfitta per 3-2 contro la SS Vittoria Roma 108. La sfida rappresenta quindi un’occasione importante per entrambe le squadre, chiamate a conquistare punti preziosi nella lotta per la permanenza nella categoria.

Sorride anche l’Under 17 di Massimo Perazzi, protagonista di una vittoria per 3-1 che consolida il primato in classifica. A segno Gabriele Carletti, autore di una doppietta, e Flavio Cerquitelli, che completa il tabellino dei marcatori. Oltre alla vetta, il successo consente alla formazione di portare a cinque punti il margine sulla zona play-out e a sei quello sulla zona retrocessione.

Il prossimo impegno è fissato per domenica 18 ottobre alle 11. La Real Azzurra sarà ospite dell’ASD 1926 allo stadio “Piero Garbaglia A” di Fiumicino. Gli avversari arrivano all’appuntamento dopo aver conquistato la prima vittoria stagionale, imponendosi per 3-1 in trasferta sul Monterosi Calcio ASD. Una partita da affrontare con attenzione, contro una squadra rinfrancata dal recente risultato positivo.

Chiude il fine settimana l’Under 14 di Valerio Brinchi, che trova il primo successo in campionato con una netta affermazione casalinga per 5-1 contro l’ASD Santa Marinella 1947. Grande protagonista Luca Spinella, autore di una tripletta, mentre Davide Kurti firma una doppietta. Una vittoria larga che sblocca la classifica e restituisce entusiasmo al gruppo.

Grazie ai tre punti conquistati, la formazione Under 14 porta a tre lunghezze il vantaggio sulla zona retrocessione e a due quello sulla zona play-out. Sabato 17 ottobre, alle 18, i ragazzi di Brinchi saranno impegnati allo stadio Aldobrandeschi di Ostia Antica contro l’ASD 1926, avversaria che condivide gli stessi punti in classifica.

Per la Real Azzurra si apre dunque una settimana di appuntamenti importanti: l’obiettivo sarà dare continuità ai risultati ottenuti, consolidare le posizioni raggiunte e continuare ad allontanarsi dalle zone più delicate delle rispettive classifiche.

Categorie: RSS Tuscia

Rugby Viterbo Under 16, vittoria al cardiopalma: battuto il Nuovo Salario 29 a 27

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 18:00
2026-10-11

VITERBO - Il Rugby Viterbo Under 16 conquista una vittoria importante nella terza giornata di campionato, superando in trasferta il Rugby Nuovo Salario, primo in classifica, con il punteggio di 29-27. Un successo maturato al termine di una sfida combattuta fino all'ultimo istante, decisa dalla meta della vittoria arrivata all'ultimo minuto, sull'ultima azione dell'incontro.

Per i ragazzi viterbesi si tratta di un risultato significativo sotto diversi aspetti: oltre ad aver battuto la capolista sul suo campo, la squadra ha conquistato anche il punto bonus offensivo grazie alle cinque mete realizzate.

Cinque mete e una difesa più efficace

La prestazione conferma i progressi del gruppo rispetto alle precedenti uscite. Nelle prime due partite, infatti, il Rugby Viterbo era sempre riuscito a segnare le quattro mete necessarie per ottenere il bonus offensivo, mostrando però alcune difficoltà nella fase difensiva.

Contro il Nuovo Salario la squadra ha risposto con una prova più completa, riuscendo a contenere meglio gli avversari e mantenendo elevata l'intensità del gioco per tutta la partita. Determinazione e voglia di vincere hanno accompagnato i giovani viterbesi fino all'azione decisiva, che ha permesso loro di portare a casa un successo costruito con carattere e spirito di squadra.

Soddisfazione anche da parte degli allenatori, che iniziano a raccogliere i frutti del lavoro svolto con un gruppo in gran parte rinnovato. La vittoria contro la prima della classe rappresenta un segnale incoraggiante per il percorso di crescita della formazione Under 16.

I marcatori e la formazione del Rugby Viterbo

Cinque le mete messe a segno dai viterbesi: due di Ubertini, due di Carelli e una di Pierfelice. Ottaviani ha completato il tabellino con due trasformazioni.

Questa la formazione iniziale del Rugby Viterbo: Celoni, Giannini, Mariani D., Amato, Zibellini, Frangioli, Fiorentini, Claudiani, Pierfelice, Cacchioli, Turchetti, Ottaviani, Ubertini, Oro e Spazzolini.

Nel corso della partita sono entrati Atzori, Di Pietro, Pellegrini, Carelli, Belli, Manzari e Mariani C.

Prossima sfida a Roma contro il Villa Pamphjli

Il campionato proseguirà domenica 25 ottobre con un'altra trasferta romana per il Rugby Viterbo Under 16, atteso dalla sfida contro il Villa Pamphjli.

La squadra viterbese cercherà di dare continuità al risultato ottenuto contro il Nuovo Salario e di chiudere questa fase di qualificazione in una posizione favorevole di classifica. La prestazione offerta contro la capolista rappresenta una base importante da cui ripartire per affrontare il prossimo appuntamento.

Categorie: RSS Tuscia

Luce e gas, stangata nel Lazio: 166 milioni in più in sei mesi. ...

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 18:00
2026-10-11

VITERBO – Il caro energia torna a mettere sotto pressione i bilanci delle famiglie e il Lazio registra una spesa aggiuntiva stimata in 166 milioni di euro nell'arco di sei mesi. Un dato che fotografa l'impatto degli aumenti di elettricità e gas tra febbraio e agosto 2026 e che richiama l'attenzione anche sulla provincia di Viterbo, dove le bollette rappresentano una delle voci ricorrenti del bilancio domestico.

Secondo l'analisi pubblicata il 22 settembre da Confartigianato, basata sui dati Istat, i prezzi dell'energia per uso domestico nel Lazio sono cresciuti del 9,6% rispetto a febbraio. A livello nazionale, l'incremento complessivo di elettricità, gas e altri combustibili per la casa ha raggiunto l'11,4%, contro un aumento del 2,8% dei prezzi al consumo nello stesso periodo.

La crescita dei costi energetici è stata quindi circa quattro volte più rapida rispetto all'inflazione generale. Una differenza significativa, perché riguarda servizi essenziali ai quali le famiglie difficilmente possono rinunciare e che devono continuare a pagare anche quando il costo della vita aumenta in altri settori.

Lazio, 166 milioni di euro di spesa aggiuntiva

Il dato regionale evidenzia la dimensione economica del fenomeno. Nei sei mesi considerati, secondo la stima di Confartigianato, le famiglie del Lazio hanno sostenuto complessivamente 166 milioni di euro di spesa aggiuntiva per effetto dell'aumento dei prezzi dell'energia domestica.

A livello italiano, l'aggravio stimato arriva a circa 1,781 miliardi di euro per quasi 27 milioni di famiglie. Nel dettaglio, il gas ha registrato un incremento del 13,5%, mentre l'elettricità è aumentata del 10,1%.

Dietro queste cifre ci sono situazioni differenti: famiglie che utilizzano il gas per il riscaldamento e l'acqua calda, abitazioni riscaldate con sistemi elettrici e nuclei con consumi più elevati per le caratteristiche dell'immobile o per il numero di persone che vi abitano.

La stima dei 166 milioni riguarda l'intero Lazio e non consente di stabilire quale quota sia attribuibile alla provincia di Viterbo. Per conoscere l'impatto specifico sulla Tuscia servirebbero dati territoriali più dettagliati, così da distinguere la situazione del capoluogo da quella dei comuni della provincia.

Viterbo e Tuscia, perché il caro bollette pesa sui bilanci familiari

Per le famiglie di Viterbo e provincia, l'aumento dei prezzi dell'energia può tradursi in una riduzione delle risorse disponibili per le altre spese quotidiane. Il problema non riguarda soltanto l'importo della singola fattura, ma la continuità dell'aggravio nel corso dei mesi.

Le bollette si sommano infatti alle spese per alimentari, carburanti, affitti o mutui, manutenzione dell'abitazione e trasporti. Quando luce e gas diventano più costosi, una parte maggiore del reddito deve essere destinata alle utenze, lasciando meno margine per il risparmio o per le spese impreviste.

L'impatto può variare sensibilmente anche all'interno dello stesso territorio. Contano le dimensioni e l'efficienza energetica della casa, il tipo di riscaldamento utilizzato, le abitudini familiari e le condizioni economiche del contratto di fornitura.

In particolare, nelle abitazioni con consumi elevati per il riscaldamento, le variazioni del prezzo del gas possono avere un effetto rilevante sulla spesa complessiva. Per questo motivo, il dato regionale rappresenta un indicatore della pressione sui bilanci domestici, ma non può essere considerato una misura esatta dell'aumento registrato da ogni singola famiglia.

Quanto può aumentare la spesa in un anno

Per comprendere meglio le conseguenze del caro energia, è utile distinguere gli aumenti già registrati dalle possibili spese future.

L'ufficio studi di Manirent ha rapportato la stima nazionale di Confartigianato al numero di famiglie considerate, ottenendo un aggravio medio puramente indicativo di circa 66 euro in sei mesi, pari a circa 11 euro al mese.

Questa cifra non rappresenta una previsione per le famiglie del Lazio o della provincia di Viterbo. Si tratta di una media teorica nazionale che non tiene conto delle differenze nei consumi, nelle tariffe e nelle condizioni delle abitazioni.

Per capire quanto possa incidere un aumento che si ripete nel tempo, si possono considerare alcuni semplici scenari:

  • 15 euro in più al mese: 180 euro di spesa aggiuntiva in un anno.
  • 25 euro in più al mese: 300 euro in un anno.
  • 30 euro in più al mese: 360 euro in un anno.

Sono esempi ipotetici, non previsioni sull'andamento delle tariffe. Mostrano però come anche un aumento mensile relativamente contenuto possa trasformarsi in una spesa significativa se permane per dodici mesi.

L'evoluzione dei prezzi dipenderà dall'andamento dei mercati energetici, dalle condizioni delle forniture e dalle componenti che concorrono alla formazione delle bollette.

Come capire se la bolletta è aumentata per i prezzi o per i consumi

Per valutare l'impatto reale sulle proprie finanze, il confronto più utile è quello tra due bollette riferite a periodi comparabili.

Non basta osservare l'importo finale: occorre verificare anche la quantità di energia consumata e il costo medio per unità di consumo. Per l'elettricità il riferimento è il kilowattora (kWh), mentre per il gas si utilizzano normalmente gli standard metri cubi (Smc).

Se la spesa aumenta mentre i consumi rimangono pressoché invariati, la differenza può dipendere soprattutto dai prezzi applicati e dalle altre componenti della fattura. Se invece cresce anche l'energia utilizzata, bisogna considerare pure le variazioni nei consumi, le condizioni climatiche e le abitudini domestiche.

È importante controllare anche le condizioni economiche del contratto, la presenza di eventuali modifiche tariffarie e le diverse voci che compongono l'importo finale.

Questo tipo di verifica consente alle famiglie di Viterbo e della Tuscia di comprendere meglio l'origine degli aumenti e di valutare se esistano offerte più convenienti rispetto al proprio profilo di consumo, senza basarsi esclusivamente sulle medie nazionali.

Lo shock energetico e il futuro dei bilanci familiari

I dati diffusi da Confartigianato segnalano una pressione significativa sui bilanci domestici italiani e la stima di 166 milioni di euro per il Lazio mostra la portata regionale del fenomeno.

Per la provincia di Viterbo non è possibile quantificare con precisione l'aggravio complessivo sulla base dei soli dati regionali. Resta però centrale il tema della sostenibilità delle spese energetiche, soprattutto per i nuclei che devono già affrontare costi elevati per l'abitazione, la mobilità e i beni di prima necessità.

Il punto non è soltanto quanto siano aumentate le tariffe in un determinato periodo, ma quanto di quell'incremento si traduca concretamente nelle bollette pagate ogni mese.

Per le famiglie della Tuscia, monitorare consumi e condizioni contrattuali può aiutare a individuare le cause degli aumenti e a gestire meglio le spese ricorrenti. Sullo sfondo resta l'incognita dell'andamento futuro dei mercati energetici, che determinerà se la pressione registrata nei primi mesi del 2026 sarà temporanea oppure destinata a incidere più a lungo sui bilanci domestici.

Categorie: RSS Tuscia

Tarquinia, venti sepolture anomale alla Civita: la ricerca degli archeologi svela i misteri ...

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 15:00
2026-10-11

TARQUINIA – Chi erano le persone sepolte nell’area sacra della Civita di Tarquinia e perché ricevettero una sepoltura diversa da quella normalmente riservata ai defunti dell’epoca? Sono le domande al centro di una ricerca archeologica che, a distanza di migliaia di anni, continua a far emergere nuovi interrogativi sulla vita e sulle pratiche rituali dell’antica città etrusca.

In oltre quarant’anni di scavi e indagini condotti dall’Università degli Studi di Milano, nell’area del cosiddetto “complesso monumentale” sono stati individuati venti individui sepolti secondo modalità considerate anomale rispetto alle consuetudini funerarie del periodo.

Le loro storie saranno al centro dell’incontro Venti “cold cases” di migliaia di anni fa. Identità, violenza e inumazioni atipiche dell’area sacra del “complesso monumentale” della Civita di Tarquinia, in programma sabato 17 ottobre 2026, alle 17.30, nella Sala conferenze dell’Università Agraria, al secondo piano di Palazzo Vipereschi, in via Garibaldi 17.

A illustrare i risultati delle ricerche sarà Matilde Marzullo, responsabile del cantiere di scavo del complesso monumentale e professore aggiunto di Etruscologia all’Università degli Studi di Milano.

Civita di Tarquinia, un luogo centrale per la storia etrusca

Il complesso monumentale rappresenta uno dei siti più significativi del Pianoro della Civita, fondamentale per comprendere le origini e lo sviluppo dell’antica Tarchna, il nome della città in età etrusca.

Le indagini archeologiche dell’Università degli Studi di Milano, avviate nel 1982, hanno documentato una frequentazione dell’area già dal X secolo a.C. Intorno a una cavità naturale si sarebbe sviluppato uno dei primi luoghi di aggregazione della comunità, destinato a trasformarsi progressivamente in uno spazio strutturato e caratterizzato da una forte funzione sacra.

Nel corso dei secoli, l’area ha mantenuto un ruolo importante nella vita collettiva, come testimoniano le numerose attività rituali e le deposizioni rinvenute durante gli scavi. Un luogo legato non soltanto alla dimensione religiosa, ma anche alla memoria e all’identità della comunità tarquiniese.

È proprio in questo contesto che sono state individuate le venti sepolture al centro delle attuali indagini. La loro collocazione all’interno di uno spazio sacro e le modalità con cui gli individui furono deposti rappresentano elementi che richiedono ulteriori approfondimenti per comprenderne il significato storico e culturale.

Analisi scientifiche per ricostruire le storie dei venti individui

La conferenza presenterà in particolare i risultati delle ricerche condotte su sei dei venti individui rinvenuti nell’area sacra.

Lo studio si sviluppa nell’ambito di Science@Tarquinia, progetto internazionale realizzato in collaborazione con la University of Cambridge, con il coinvolgimento di Simon Stoddart, all’interno del Centro di Ricerca Coordinata “Progetto Tarquinia” dell’Università degli Studi di Milano, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni.

Per ricostruire le vicende delle persone sepolte, gli studiosi hanno integrato l'indagine archeologica con diverse discipline scientifiche. Tra queste figurano le analisi osteologiche, utili a studiare i resti scheletrici, le indagini isotopiche per approfondire aspetti legati alla provenienza e alle abitudini di vita, la datazione al radiocarbonio e le analisi genetiche.

L'obiettivo è ottenere informazioni sull'identità biologica degli individui, sulle loro possibili origini e sulle condizioni in cui vissero, cercando al tempo stesso di comprendere le circostanze della morte e le ragioni della loro particolare collocazione funeraria.

Perché queste persone furono sepolte proprio nel cuore dell'area sacra? La loro presenza rispondeva a specifiche esigenze rituali oppure era legata a vicende eccezionali? E quale significato attribuiva la comunità etrusca a queste deposizioni?

Sono interrogativi ai quali la ricerca scientifica cerca di dare risposte attraverso l'analisi delle evidenze archeologiche. I risultati degli studi, pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports del gruppo editoriale Nature, costituiscono la base delle riflessioni che saranno presentate durante l'incontro.

Archeologia e valorizzazione della Civita di Tarquinia

L'iniziativa si inserisce nel lavoro portato avanti da oltre quarant'anni dal Progetto Tarquinia, impegnato nello studio, nella conservazione e nella divulgazione del patrimonio archeologico della città etrusca.

La ricerca non si limita infatti alla raccolta di dati e alla ricostruzione del passato, ma mira anche a condividere con la comunità locale i risultati delle indagini, rafforzando il legame tra conoscenza scientifica e territorio.

In questo percorso svolge un ruolo importante l'Università Agraria di Tarquinia, ente che rappresenta la collettività nella gestione delle terre del demanio civico, comprese quelle del Pianoro della Civita. Nel corso degli anni, l'istituzione ha collaborato con l'Università degli Studi di Milano, sostenendo le attività di ricerca e valorizzazione dell'area archeologica.

Il presidente Alberto Riglietti e l'assessore delegato alle aree archeologiche Claudia Rossi hanno dato continuità a questo impegno, accompagnando il rapporto tra l'ente e il Progetto Tarquinia.

L'appuntamento di sabato rappresenta quindi un'occasione per avvicinare cittadini e appassionati alle nuove scoperte, mostrando come lo studio dei resti archeologici possa contribuire a ricostruire aspetti ancora poco conosciuti della storia etrusca.

Chi è Matilde Marzullo

Matilde Marzullo collabora con il Progetto Tarquinia dal 2009 ed è attualmente responsabile del cantiere di scavo presso il complesso monumentale della Civita, oltre a ricoprire il ruolo di professore aggiunto di Etruscologia all'Università degli Studi di Milano.

È membro corrispondente dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e si occupa della ricostruzione storica della città antica e della sua necropoli. I suoi principali ambiti di ricerca comprendono la pittura funeraria tarquiniese, lo studio del territorio dell'abitato e della necropoli e la cartografia archeologica della Civita e del territorio di Tarquinia.

Informazioni sull'incontro

  • Quando: sabato 17 ottobre 2026, alle ore 17.30.
  • Dove: Sala conferenze dell'Università Agraria, Palazzo Vipereschi, secondo piano, via Garibaldi 17, Tarquinia.
  • Ingresso: libero.
  • Informazioni: 0766 856016.
  • Email: ufficiourp@agrariatarquinia.it

Categorie: RSS Tuscia

Viterbo, Antonella Ferrante eletta presidente dell'Afesopsit

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 15:00
2026-10-11

VITERBO - La mattina di sabato 10 ottobre 2026 si e' svolta a Viterbo, presso la 'Fattoria di Alice', l'assemblea dei soci dell''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' (in sigla: Afesopsit).

E' stata la prima assemblea dei soci dopo la scomparsa del fondatore e storico presidente Vito Ferrante, deceduto improvvisamente il 29 aprile scorso.

L'assemblea, egregiamente ed impeccabilmente presieduta da Paola Lanchi, ha rinnovato le fondamentali cariche sociali dell'associazione: e' stata eletta la nuova presidente e gli otto membri del comitato direttivo.

Presidente e' stata eletta con voto unanime Antonella Ferrante, la figlia di Vito che ne prosegue l'azione con profondo rigore morale, forte passione civile e specifica competenza tecnica.

All'assemblea sono pervenuti, da parte di associazioni e personalita' da Viterbo ma anche da altre citta' come Foggia e Vicenza, numerosi messaggi di saluto, vicinanza ed auguri di buon lavoro; di tutti i messaggi e' stata data integrale lettura nel corso del'assemblea.

L''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' e' nella provincia di Viterbo una delle piu' longeve e prestigiose associazioni di volontariato e di solidarieta', attiva fin dal 1993; promotrice di molte iniziative, protagonista di una efficace collaborazione con le istituzioni, i servizi pubblici, le altre associazioni di volontariato e molte esperienze della societa' civile, ha ricevuto unanime apprezzamento e numerosi prestigiosi riconoscimenti per la sua azione.

Tra le sue iniziative piu' note ed apprezzate la creazione della 'Fattoria di Alice', che costituisce un rilevante punto di riferimento a Viterbo e in tutto l'Alto Lazio.

 

Per informazioni e contatti

Per contattare l''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' (in sigla: Afesopsit) scrivere una e-mail a: afesopsit@libero.it, info@ilboschettodeicorbezzoli.it, stefania0560@hotmail.it

Alla presidente Antonella Ferrante, alle persone che compongono il nuovo comitato direttivo, ed a tutte le socie ed i soci dell''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia' dichiariamo ancora una volta la nostra persuasa gratitudine e formuliamo con tutto il cuore i migliori auguri di buon lavoro.

 

Le amiche e gli amici di Vito Ferrante e dell''Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia'

 

Categorie: RSS Tuscia

Clima, agricoltura ed energia: da San Martino al Cimino proposte per affrontare il cambiamento

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 12:00
2026-10-11

SAN MARTINO AL CIMINO (VT) – Dal ritiro dei ghiacciai all’impatto sulla produzione agricola, dalle nuove soluzioni energetiche alla tutela della salute: il cambiamento climatico è stato affrontato attraverso punti di vista diversi al convegno «Il Clima, il Nostro Futuro», che si è svolto venerdì 9 ottobre al Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino. Un confronto tra studiosi, professionisti e rappresentanti del mondo dell’informazione per mettere in relazione l’emergenza globale con le scelte da compiere nei territori.

L’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi ha richiamato l’attenzione sul valore delle evidenze scientifiche e sulla responsabilità di una corretta informazione sui cambiamenti climatici. L’ingegnere Giorgio Meroni ha illustrato le osservazioni maturate durante una spedizione in Groenlandia, soffermandosi sulla fusione dei ghiacci, sulle possibili conseguenze per la circolazione oceanica e sul progressivo sollevamento del suolo nelle aree liberate dal peso delle masse glaciali.

Particolare rilievo per la Tuscia ha assunto l’intervento del professor Roberto Bedini, dedicato all’agricoltura e alla necessità di costruire sistemi produttivi più resilienti. Scarsità d’acqua, riduzioni delle rese, salinizzazione dei suoli e crescente variabilità climatica sono alcune delle criticità richiamate. L’indicazione emersa è quella di investire in innovazione, nuove tecnologie e gestione più attenta delle risorse, superando modelli produttivi che faticano ad adattarsi alle condizioni ambientali attuali.

Collegato da remoto, il professor Luigi Campanella ha proposto una visione integrata delle questioni ambientali e approfondito il tema dell’idrogeno, distinguendo i diversi processi di produzione e il ruolo dell’idrogeno verde. La professoressa Annamaria Fausto, dell’Università della Tuscia, ha affrontato la diffusione di insetti alloctoni e i possibili effetti sulla salute delle persone, sugli animali e sugli ecosistemi forestali.

Al rapporto tra transizione ecologica, investimenti e tecnologie sono stati dedicati gli interventi di Franco Torchia, sui finanziamenti del PNRR, di Ezio Gagliardi, sull’impronta climatica della filiera alimentare, e di Paolo Motta e Piergiorgio Benvenuti, sulle prospettive d’impiego dell’idrogeno. Rosario Gara ha contribuito al confronto sui sistemi e sulle reti energetiche, mentre Danilo Micheli ha presentato immagini e testimonianze raccolte nei suoi viaggi.

Durante l’incontro è stato consegnato un riconoscimento al giornalista Alessandro Macina, della trasmissione Rai «Presadiretta», per un servizio dedicato alle energie alternative.

In chiusura è stata presentata la proposta di istituire una figura di «Assistente climatico ambientale» a supporto degli enti territoriali. Gli organizzatori hanno inoltre annunciato l’intenzione di promuovere, per il 26 marzo, un’iniziativa di sensibilizzazione sul clima rivolta anche alle scuole. Dal convegno è così emerso un indirizzo condiviso: tradurre conoscenze scientifiche e confronto pubblico in strumenti concreti per affrontare il cambiamento climatico.

Categorie: RSS Tuscia

Vetralla, Aquilani difende Gidari sulla vicenda Trenitalia: «Le accuse sono prive di fondamento»

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 12:00
2026-10-11

VETRALLA - Il sindaco Sandrino Aquilani (foto) conferma la fiducia a Giovanni Gidari, confermando la sua fiducia, a seguito della vicenda Trenitalia: 'Dobbiamo tornare per dovere di cronaca e corretta informazione sulla vicenda Comune - Trenitalia.

La verità è documentata negli atti. Chi vuole fare politica ha il dovere di studiarli prima di diffondere accuse e volantini allarmistici, che offendono la dignità delle istituzioni e delle persone.

La richiesta di censura e di dimissioni del vicesindaco Giovanni Gidari (foto) è stata discussa e motivatamente respinta dal Consiglio comunale perché le accuse sono risultate prive di fondamento. Ripeterle non le rende vere, e per di più, la calunnia è annoverata tra le ipotesi di reato.

Confermo pienamente la mia stima e la mia fiducia a Giovanni Gidari per l'impegno, la trasparenza e gli eccellenti risultati del suo lavoro al servizio di Vetralla.

Il confronto politico si fa sui fatti. La verità non teme i volantini'.

 

Sandrino Aquilani

Sindaco di Vetralla

Categorie: RSS Tuscia

Peste suina africana, allarme ai confini della Tuscia: cosa rischiano Viterbo e gli allevamenti

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 12:00
2026-10-11

VITERBO – La peste suina africana torna a far paura nel Lazio e accende i riflettori sulla Tuscia. Il ritrovamento di quattro carcasse di cinghiali risultate infette nella provincia di Roma, seguito dall'ordinanza regionale con nuove misure di contenimento, richiama l'attenzione sulla necessità di proteggere anche il territorio viterbese da una possibile diffusione del virus.

Per Viterbo e la sua provincia la questione riguarda soprattutto la tutela degli allevamenti suinicoli, ma anche la gestione della fauna selvatica e le attività svolte nelle aree rurali e boschive. La presenza della malattia nei cinghiali rappresenta infatti un potenziale fattore di rischio per gli allevamenti, qualora il virus raggiungesse animali domestici.

Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, la vicinanza dei casi non equivale a un focolaio nella Tuscia. Resta però fondamentale prevenire ogni possibile occasione di contagio, attraverso il monitoraggio degli animali e il rispetto delle misure sanitarie previste.

Che cos'è la peste suina africana e come si diffonde

La peste suina africana è una malattia virale che colpisce i suini domestici e i cinghiali selvatici. Può provocare forme cliniche gravi e un'elevata mortalità negli animali infetti. Non esistono, inoltre, vaccini utilizzabili in modo generalizzato che consentano di controllare facilmente la malattia negli allevamenti.

Un aspetto essenziale da chiarire riguarda la salute umana: la peste suina africana non si trasmette alle persone. Non è una zoonosi e non rappresenta un pericolo diretto per l'uomo. La sua gravità è legata soprattutto alle conseguenze sanitarie, produttive e commerciali che può determinare nel comparto suinicolo.

Il virus, tuttavia, presenta una notevole capacità di resistenza nell'ambiente e può diffondersi attraverso diversi veicoli. Il contagio può avvenire per contatto diretto tra animali infetti e sani, ma anche attraverso materiali contaminati, attrezzature, mezzi di trasporto, calzature e indumenti.

Un possibile veicolo è rappresentato anche dagli alimenti di origine suina contaminati, compresi gli scarti alimentari somministrati impropriamente agli animali. Per questo motivo, la gestione dei rifiuti e il divieto di utilizzare avanzi potenzialmente infetti per alimentare i suini sono aspetti importanti della prevenzione.

Anche chi frequenta boschi e campagne può contribuire involontariamente alla diffusione del virus, qualora entri in contatto con materiale contaminato e lo trasporti altrove. Non significa che una semplice passeggiata comporti automaticamente un contagio, ma che la pulizia e la disinfezione di calzature, attrezzature e veicoli possono assumere un ruolo importante nelle aree interessate dalla malattia.

I rischi per la Tuscia: allevamenti sotto osservazione

La principale preoccupazione per la provincia di Viterbo riguarda le possibili conseguenze di un eventuale ingresso del virus negli allevamenti. La diffusione della peste suina africana in un'azienda comporterebbe infatti l'attivazione di rigorose misure sanitarie, con l'obiettivo di impedire che l'infezione raggiunga altri stabilimenti.

In presenza di un focolaio, le autorità veterinarie possono disporre l'abbattimento dei suini presenti nell'allevamento infetto, oltre alla pulizia, alla disinfezione e alle altre misure previste dalla normativa. A seconda della situazione epidemiologica, vengono inoltre stabilite zone soggette a restrizioni, nelle quali possono essere limitati gli spostamenti degli animali e le attività commerciali connesse.

Le conseguenze non si fermerebbero agli allevatori direttamente coinvolti. Un'epidemia potrebbe ripercuotersi sull'intera filiera, dalla produzione alla trasformazione delle carni, fino alla commercializzazione e all'esportazione dei prodotti suinicoli.

Per un territorio come la Tuscia, dove le aziende agricole e zootecniche rappresentano una componente dell'economia locale, prevenire l'arrivo del virus significa proteggere posti di lavoro, investimenti e attività produttive. Le restrizioni commerciali, in particolare, possono avere effetti anche sulle imprese che non hanno registrato direttamente casi di infezione, qualora ricadano nelle aree sottoposte a limitazioni.

Cinghiali, caccia e contenimento: il nodo della prevenzione

La gestione dei cinghiali è uno degli aspetti più delicati nella lotta alla peste suina africana. Il dibattito riguarda le modalità più efficaci per limitare la circolazione del virus e contenere gli spostamenti degli animali selvatici.

Da una parte c'è chi sottolinea la necessità di evitare attività che possano disperdere i branchi e favorire movimenti incontrollati degli animali nelle zone interessate. Dall'altra, il contenimento della popolazione dei cinghiali viene considerato uno degli strumenti da valutare nell'ambito delle strategie di contrasto alla malattia.

Non esiste, tuttavia, una soluzione unica valida in ogni situazione. Le misure devono essere stabilite sulla base della diffusione del virus, delle caratteristiche del territorio e delle indicazioni delle autorità sanitarie competenti. Anche le attività venatorie devono quindi essere valutate nel quadro delle disposizioni adottate nelle singole aree.

Per la Tuscia, la priorità è impedire che il virus raggiunga nuovi territori e, soprattutto, che entri in contatto con gli allevamenti. Il monitoraggio delle carcasse di cinghiali, la segnalazione dei ritrovamenti sospetti e il rispetto delle prescrizioni rappresentano passaggi fondamentali.

 

Come comportarsi per ridurre il rischio

La prevenzione passa anche dai comportamenti quotidiani di chi frequenta le campagne, i boschi e le aree in cui sono presenti cinghiali.

In caso di ritrovamento di una carcassa o di un animale selvatico morto in circostanze sospette, è importante non toccarlo e non spostarlo, segnalando la presenza alle autorità competenti, come i servizi veterinari della Asl o gli enti indicati dalle disposizioni locali.

Chi lavora negli allevamenti deve attenersi alle procedure di biosicurezza, limitando gli accessi non necessari e assicurando la pulizia e la disinfezione di attrezzature, calzature e mezzi. È inoltre fondamentale evitare di trasportare o abbandonare scarti alimentari che potrebbero essere accessibili ai cinghiali.

La situazione richiede attenzione, ma anche informazioni corrette: la peste suina africana non mette direttamente in pericolo la salute delle persone. Il rischio da prevenire è soprattutto quello di una diffusione tra gli animali, con conseguenze potenzialmente pesanti per gli allevamenti e per l'economia del territorio.

Per Viterbo e la Tuscia, la sfida è dunque agire in anticipo, rafforzando la sorveglianza e la prevenzione affinché i casi registrati nelle aree vicine non si traducano in nuovi focolai nella provincia.

Categorie: RSS Tuscia

Orte, demolito con successo il viadotto Tevere: esplosione alle 10.12 per le prime 13 campate

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 12:00
2026-10-11

ORTE – Demolizione eseguita con successo questa mattina, domenica 11 ottobre, sul viadotto Tevere, lungo la strada statale 675 “Umbro Laziale”, nel territorio comunale di Orte. Intorno alle 10.12 è avvenuta la detonazione controllata con cui Anas ha dato il via alla demolizione di una parte dell’impalcato della carreggiata in direzione Terni, nell’ambito del programma di risanamento straordinario dell’infrastruttura.

L’operazione ha interessato le prime 13 campate delle 33 complessive della carreggiata coinvolta, a partire dalla spalla sul lato Terni. La tecnica adottata è stata progettata per consentire la caduta verticale delle porzioni di impalcato, attraverso la creazione di apposite cerniere plastiche ottenute con cariche esplosive collocate in fori predisposti nelle travi esistenti.

L’obiettivo dell’intervento è demolire la struttura interessata riducendo al minimo le sollecitazioni sulle parti da conservare. In particolare, la procedura è stata studiata per salvaguardare le pile, le spalle del viadotto e l’impalcato della carreggiata adiacente.

Un intervento da oltre 41,5 milioni di euro

La demolizione rappresenta una fase significativa del primo lotto dei lavori straordinari sul viadotto Tevere. L’infrastruttura si estende per complessivi 1.353 metri ed è composta, per ciascuna carreggiata, da 33 campate, con una luce media di circa 41 metri.

Il progetto prevede la completa sostituzione dell’attuale impalcato della carreggiata interessata, oltre agli interventi di rinforzo e manutenzione delle strutture portanti esistenti. Al termine della demolizione si procederà con la realizzazione di una nuova struttura mista in acciaio e calcestruzzo.

Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sicurezza sismica. La nuova opera sarà dotata di un sistema di isolamento con dispositivi a pendolo installati sulla sommità delle pile, una soluzione pensata per migliorare il comportamento della struttura in caso di terremoto e aumentarne sicurezza e durabilità.

La nuova sede stradale avrà una larghezza complessiva di 10,70 metri: 9,50 metri di superficie pavimentata e 1,20 metri destinati complessivamente ai cordoli laterali necessari per l’installazione delle barriere di sicurezza.

L’intero programma di risanamento del viadotto Tevere prevede un investimento superiore a 41,5 milioni di euro e si inserisce nelle attività di Anas per l’ammodernamento e la messa in sicurezza della rete stradale.

La demolizione di questa mattina segna dunque un passaggio importante nell’avanzamento dei lavori su una delle infrastrutture strategiche per i collegamenti stradali del territorio.

Categorie: RSS Tuscia

Vetralla, la piccola Gioia Lucreziotti brilla alla Uk International di danza sportiva

News da viterbonews24.it - Dom, 11/10/2026 - 12:00
2026-10-11

VETRALLA - La piccola Gioia Lucreziotti di Vetralla, della scuola Mister Mabo di Roma, a soli 8 anni porta in alto il nome dell'Italia nel Mondo. La bambina ha partecipato in questi giorni alla prestigiosa competizione di danza sportiva Uk International che si è svolta a Gillingham nel Kent. La giovane atleta è riuscita ad arrivare in finale, conquistando una prestigiosa medaglia dopo aver gareggiato con oltre 50 bambini, provenienti da tutto il mondo e lottando con tutte le sue forze per passare molteplici turni di gara. È un grande orgoglio essere rappresentanti da una bambina così piccola ma con tanta forza e determinazione.

'Vai Gioia continua a ballare con il cuore e a inseguire i tuoi sogni: ogni piccolo passo ti porterà lontano, fai sempre del tuo meglio e splendi, vedrai che questo è solo l'inizio! Tante sfide ti attendono e anche, altrettante, soddisfazioni e noi siamo tutti qui a fare il tifo per te'.

Categorie: RSS Tuscia