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In arrivo 15 funzionari per i servizi sociali

News da viterbonews24.it - Dom, 03/05/2026 - 08:22
2026-05-03

di Fabio Tornatore

VITERBO - Aperto il bando per l'assunzione di 15 nuovi finzionari per i servizi sociali del Distretto VT3. Risorse importanti che possono fare la differenza per persone in difficoltà. I neoassunti ad elevata qualificazione avranno un contratto a tempo pieno e inderterminato.

Disagio economico, terza età, emergenza abitativa, disabilità: sono tanti e settori nei quali i sevizi sociali sono impeggnati, dai disagi psichici alle dipendenze, ai disturbi alimentari. E le risorse sono sempre troppo poche in confronto alla mole di richieste.

Le nuove figure professionali ad alevata qualificazione saranno al lavoro nel Distretto Sociale VT3 che coinvolge i comuni di Viterbo, Bassano in Teverina, Bomarzo, Canepina, Celleno, Orte, Soriano nel Cimino e Vitorchiano.

Il bando si è aperto il 21 aprile e si chiuderà alle 23:59 dell'11 maggio prossimo, ed è un concorso pubblico per soli esami. I nuovi dioendenti saranno assunti dal Comune di Viterbo quale Ente Capofila del Distretto Sociale VT3.

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Contributi, il caso arriva in consiglio: “In commissione una versione, in aula un’altra”

News da viterbonews24.it - Dom, 03/05/2026 - 08:22
2026-05-03

VITERBO – Dal passaggio in commissione al confronto in aula, qualcosa cambia. E non poco. È sul tema dei contributi alle associazioni che si accende il botta e risposta tra l’assessora al decentramento Katia Scardozzi e la consigliera PD Alessandra Troncarelli, durante l’ultimo consiglio comunale del 30 aprile.

 

Il passaggio in commissione

Il punto di partenza è la commissione consiliare, dove – secondo quanto ricostruito in aula – l’assessora Scardozzi avrebbe affrontato apertamente il tema dell’erogazione dei contributi. In quella sede, sarebbe stata illustrata una sorta di “lista” di finanziamenti destinati ad attività ed eventi, con modalità che, sempre secondo l’opposizione, non avrebbero seguito criteri formalizzati ma una valutazione diretta delle richieste pervenute.

Un passaggio che non è passato inosservato.


La relazione “modificata” in consiglio

Arrivati però in consiglio comunale, nella relazione ufficiale dell’assessora, quella parte scompare. Nessun riferimento ai contributi, né ai criteri di assegnazione.

È su questo punto che la consigliera Troncarelli attacca: “Quello che viene detto in commissione vale tanto quanto quello detto in consiglio comunale e invece quella parte è stata completamente eliminata”.

Secondo Troncarelli, la modifica della relazione rappresenta un segnale forte e chiaro: “Lei ha tirato fuori il tema in commissione e oggi non lo ha nemmeno menzionato. Questo, francamente, mi dà fastidio”.

L’accusa: “Nessun criterio chiaro

Nel suo intervento, Troncarelli entra nel merito della questione più delicata: le modalità di assegnazione dei contributi pubblici.

Lei stessa ha dichiarato che non ci sono criteri – attacca – e che valuta le richieste leggendo le domande protocollate. Ma non sta amministrando suoi fondi privati: sono risorse pubbliche”.

Un passaggio politico che chiama in causa la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa. La consigliera aggiunge inoltre come, a differenza di altri settori in cui si procede tramite avvisi pubblici, in questo caso non emergerebbe un meccanismo strutturato.

 

I dubbi e la richiesta di chiarimenti

Non solo. Troncarelli incalza anche rivendicando la mancata consegna dell’elenco dei contributi richiesto in commissione e torna su alcuni casi specifici, come finanziamenti per eventi imminenti.

Da qui la conclusione, che suona come una vera e propria accusa: “Se non c’era nulla da nascondere, lo avrebbe ripetuto anche in consiglio. Così sembra che sia stato toccato un tasto dolente”.

Il nodo politico

La vicenda si chiude, almeno per ora, senza una risposta definitiva nel merito durante la seduta. Ma il tema resta aperto: quello dei criteri di assegnazione dei contributi pubblici, tra discrezionalità amministrativa e necessità di trasparenza.

E soprattutto resta il passaggio chiave chiamato in causa dall’opposizione: la distanza tra quanto detto in commissione e quanto riportato nella relazione ufficiale in aula.

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