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Sanidays Day 1, Nepi apre le porte alla prevenzione
NEPI – Prevenire oggi per stare meglio domani. È partito da Nepi, nella giornata di giovedì 21 maggio, il progetto Sanidays in Tuscia, iniziativa dedicata alla salute e alla prevenzione che punta a portare nelle piazze del territorio screening gratuiti, informazione e momenti di formazione aperti ai cittadini. La prima giornata si è svolta nella suggestiva cornice dell’Acquedotto di Nepi, partner ufficiale dell’evento, con il supporto di Avis e Croce Rossa di Nepi, trasformando per un giorno il cuore della città in un vero villaggio della prevenzione.
Screening gratuiti e controlli per i cittadini
Durante la mattinata sono stati numerosi i professionisti che hanno preso parte all’iniziativa offrendo gratuitamente visite, controlli e consulenze sanitarie. Presente il Lions Club Falerii Repetentes con lo screening dedicato alla prevenzione del diabete, mentre la dottoressa Alessandra Fiorentini, medico di medicina interna, ha effettuato controlli relativi a pressione, saturazione, circonferenza collo e vita. Spazio anche alla prevenzione audiologica grazie al dottor Sergio Bruno di Audiologica Viterbo, che ha svolto esami audiologici gratuiti, oltre alla fisiatra Rita Mandalello che si è occupata di check e informazione sull’osteoporosi. Tra gli altri professionisti presenti anche L’Ottica Orazi con lo screening visivo, la nutrizionista Valeria Formica con check nutrizionali dedicati all’alimentazione e la dottoressa Federica Goglia, chirurgo maxillo-facciale, che ha effettuato screening del cavo orale.
Dalla salute ambientale all’alimentazione
Nel pomeriggio l’evento si è spostato nella parte dedicata ai talk e agli speech moderati da Marco Cassinis e Serena D’Ascanio. Ad aprire gli interventi è stata la dottoressa Guasco, che ha affrontato il tema della salute ambientale e dell’importanza del rapporto tra ambiente e benessere della persona. Successivamente spazio agli agronomi Donato Ferrucci e Nicolò Passeri, che hanno parlato rispettivamente dell’importanza di leggere correttamente le etichette alimentari e del valore dell’olio extravergine d’oliva all’interno dell’alimentazione quotidiana. A seguire l’intervento della nutrizionista Valeria Formica, che ha illustrato diverse tipologie di alimentazione e l’importanza di scegliere percorsi nutrizionali adatti alle proprie esigenze.
La chiusura con il BLSD
La giornata si è conclusa con l’intervento del chirurgo bariatrico Fabio Cesare Campanile, che ha affrontato il tema dell’obesità come vera e propria patologia, prima dell’area pratica dedicata al primo soccorso. A chiudere l’evento è stato infatti Tommaso Deiana con una dimostrazione pratica BLSD e di rianimazione cardiopolmonare, permettendo ai presenti di assistere alle principali tecniche salvavita e sottolineando ancora una volta il valore della prevenzione e della formazione.
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80enne trovato senza vita davanti al cimitero di San Lazzaro
VITERBO – Una tragica notizia ha scosso Viterbo nel pomeriggio di ieri, giovedì 21 maggio. Un uomo di circa 80 anni è stato ritrovato senza vita nei pressi del parcheggio del cimitero di San Lazzaro.
Le prime ricostruzioni farebbero pensare a un gesto estremo da parte dell’uomo, originario di Civita Castellana. A darne per primo l’allarme un frequentatore del cimitero, che sopraggiungendo sul luogo avrebbe visto il corpo steso a terra, accanto l’arma utilizzata, probabilmente un revolver.
Presenti sulla scena carabinieri, la locale, la scientifica e la polizia di stato. Gli inquirenti sono ancora al lavoro per delineare l’accaduto.
Banca d'Italia: parte la manutenzione delle facciate
di Fabio Tornatore
VITERBO - Tutti lo vogliono ma nessuno la piglia: l'edificio che ospitava l'ormai Ex Banca d'Italia di Viterbo, in via Marconi, è in vendita da diversi anni, ma nessuna proposta che è arrivata alla stipula di vendita. Iniziano lunedì le opere di mantenzione delle facciate ma, secondo quanto riferiscono dall'Istituto della Banca d'Italia, si trattertebbe solo di manutenzione ordinaria.
Nessuna proposta per l'edifico storico che incombe su via Marconi, nel cuore di Viterbo e del boulevard, che fino a qualche anno fa brulicava di persone che contribuivano a rendere vivo il centro storico di Viterbo. Oggi il palazzo è abbandonato, e non c'è traccia di acquirenti: nessun poretendente per uno dei palazzi storici più imponenti del centro.
'I lavori che iniziano lunedì saranno per la manutenzione ordinaria delle facciate' fanno sapere dalla Banca d'Italia 'attualmente non sono state presentate proposte di acquisto. Dopo l'ultimo bando di vendita della scorsa estate, e conclusa in autunno, che si è chiusa con un nulla di fatto, non sono attualmente previsti altri bandi di vendita. Probabilmente in futuro, ma per il momento non è stato predisposto nulla'.
Intanto da lunedì 25 maggio, fino al 29 prossimo, saranno montate le pioattaforme, con tanto di ordinanza di divieto di sosta, per lavorare sulle facciate: le operaioni saranno volte alla verifica della stabilità delle facciate e dei prospetti dell'immobile della banca d'Italia.
Aronne: Per via della Pila? Difendere posti abusivi è illegale
VITERBO – Come da pronostico, il tema “via della Pila” approda in consiglio comunale e lo fa con un botta e risposta tra maggioranza e opposizione. A portare la questione tra i banchi della Sala delle Colonne sono stati il capogruppo FdI Matteo Achilli, il consigliere Pd Alvaro Ricci e il consigliere leghista Andrea Micci.
Il nocciolo della questione: 74 metri di confusione
Un senso unico disposto all’ultimo momento, un tratto di strada di appena 74 metri e una viabilità destinata comunque a cambiare. Sono questi i punti al centro della discussione, introdotta dal consigliere Achilli: “Con quali criteri sono stati fatti gli studi sul progetto? Siamo sicuri che sia stato visionato tutto? Perché ad oggi sembra di no! ci sono punti critici lungo la ciclabile che non mantengono la larghezza standard di 90 centimetri”.
A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici Stefano Floris: “Il 13 dicembre 2021 il progetto è stato approvato in linea tecnica dalla giunta che ci ha preceduto, per poi procedere alla richiesta di finanziamento. Successivamente siamo intervenuti riducendo il progetto iniziale da 9 chilometri di ciclabile a circa 4 complessivi”.
Floris ha poi aggiunto: “Sono stato sul posto questa mattina e, in circa un’ora, dalle 11.30 alle 12.30, sono passati 5 o 6 ciclisti”.
Da un lato i lavori, dall’altro i parcheggi
Altro tema inevitabile, la cancellazione dei posti auto lungo la via e la comunicazione dei lavori agli esercenti della zona. Aspetto che, secondo molti, è stato il vero nodo della vicenda.
“Non sono contrario alle piste ciclabili – ha spiegato Micci – ma seguendo la vicenda volevo capire se la scelta di installare questi cordoli gialli rialzati sia stata fatta per impedire alle auto di parcheggiare sopra oppure se fosse prevista dal progetto. Inoltre volevo sapere se certe scelte, a partire dal senso unico, siano state condivise con la cittadinanza”.
La replica di Floris: “Ho raccolto anche testimonianze di cittadini con bambini che possono andare a scuola in sicurezza. In quel quadrante ci sono quattro scuole, quindi immaginate quanto possa essere importante una pista ciclabile sicura. Abbiamo soltanto modificato il senso di marcia senza stravolgere la viabilità della zona”.
Successivamente è intervenuto anche l’assessore all’urbanistica Emanuele Aronne: “Gli studi di fattibilità sono una cosa seria, è ovvio che tutto sia stato verificato secondo norma. Mi chiedo se vogliamo davvero discutere di 74 metri: ci sono immagini di Google Street View che mostrano, già dal 2016, auto parcheggiate su posti fantasma”.
Poi aggiunge: “In alcuni punti la ciclabile passerà da 90 a 80 centimetri, ma lì il pedone rischia al massimo una biciclettata, sicuramente meglio di una macchinata come poteva succedere prima. Quel tratto diventa quindi un presidio di sicurezza. Inoltre, a fronte di una corsia in meno, ci saranno otto posti auto regolarizzati in più”.
Un progetto che rischiava di andare perso
Il progetto iniziale prevedeva circa 9 chilometri di pista ciclabile ed era nato durante l’amministrazione Arena, per poi essere rivisto dall’attuale giunta. “Parliamo di un milione e mezzo di fondi Pnrr per una cosa giusta – ha aggiunto Aronne –. Ci vuole coraggio a portare le piste ciclabili a Viterbo, ma quella delibera dimostra che fanno parte di un progetto più ampio. Aspettiamo la fine del cantiere: purtroppo, se si vuole cambiare la città, qualche sacrificio va fatto”.
L’assessore ha poi ammesso: “L’unico errore è stato fare prima la pista e poi il senso unico. È stato scelto inizialmente il divieto di sosta e non ha funzionato. Abbiamo sbagliato, ma la pista ciclabile lì si farà comunque. Parliamo di 74 metri che porteranno anche 8 parcheggi in più. La cosa più bella sarà vedere la città alla fine dei lavori Pnrr, tra un mese e mezzo”.
Infine la chiusura più dura, da parte dell'assessore Aronne: “Via della Pila era illegale, e difendere parcheggi abusivi è anch’esso illegale”.
Immediata la replica di Micci: “Minimizzare un problema non significa risolverlo, ma soltanto farlo crescere. Fate attenzione”.
'Negli ultimi 20 anni Civita è scivolata in un lento declino, oggi serve coraggio nelle scelte ...
CIVITA CASTELLANA - Francesco Romito, candidato sindaco con le liste Sangallo in Movimento e Rifondazione Comunista, si presenta al voto del 24 e 25 maggio con un programma dettagliato e idee molto chiare sul futuro sociale, politico, economico e turistico della città. Di professione avvocato, Romito ha ricoperto in passato la carica di responsabile Azione cattolica ragazzi presso la chiesa di san Giuseppe operaio; è stato componente del collegio sindacale Arci nazionale; delegato a partecipare a END incontro internazionale a Mosca dei movimenti per la pace (agosto 1991, nei giorni del colpo di Stato contro Gorbacev); promotore dell'associazione giovanile Tonino Ceccani Reds. Nell'ambito politico è stato l'ultimo segretario della Federazione giovanile comunista italiana di Civita; componente del direttivo Pci e Pds; segretario del PRC a Civita e fondatore di Sinistra ecologia e libertà. E' stato componente per il Pci/Pds del Cda Azienda speciale comunale delle farmacie di Civita; consigliere comunale per Rifondazione Comunista dal 2004 al 2009; presidente dell'istituto Autonomo case popolari della provincia di Viterbo. Nel suo ambito legale ha prestato servizio alla casa dello studente all'università la sapienza di Roma; consulente giuridico ANCI, coautore per l'Anci del libro 'L'amministratore trasparente' e di pubblicazioni sulla responsabilità del pubblico ufficiale; avvocato di diritto amministrativo, diritto del lavoro e da oltre 25 anni, di diritto penale.
Francesco, perchè hai deciso di candidarti a sindaco?
Non ho deciso di candidarmi. Sono stato “candidato” dopo aver favorito un percorso tra le forze politiche di opposizione – PD, M5s e Rifondazione Comunista – sviluppatosi per oltre un anno e mezzo col metodo partecipativo di assemblee pubbliche aperte, per contrastare astensionismo e menefreghismo e promuovere un reale cambiamento politico sul territorio. Le assemblee hanno trattato temi quali: ambiente e acqua pubblica, deposito scorie e discariche, centro storico e viabilità, sanità e servizi sociali, distretto ceramico, lavoro e lavori usuranti, agricoltura, turismo, cultura e tradizioni popolari. Dalle assemblee partecipative doveva uscire programma e candidatura a sindaco. Dopo che il direttivo del PD ha scelto di candidare Danilo Corazza, obiettivo perseguito fuori dalle assemblee per oltre 2 anni da una parte di quel direttivo, sono stato candidato come garante del percorso partecipativo, da cittadini indipendenti e dalle due forze politiche rimaste: M5s e Prc.
Durante la presentazione delle liste hai esordito dicendo che negli ultimi 20 anni Civita Castellana ha subito un vero e proprio declino. A chi è attribuibile la colpa e perchè?
Rispondere richiederebbe una lunga riflessione. Guardiamo a ritroso la storia di Civita. Si è storicamente prodotto un distacco tra amministrazione e resto della città. L’economia industriale non è stata più seguita nei suoi sviluppi dalla politica, si è accettato il principio di un mercato regolatore e autonomo da ogni ingerenza pubblica. L’intero comparto industriale della stoviglieria è progressivamente sparito senza che il potere pubblico contrastasse tale dinamica di smantellamento, senza una lungimirante e coordinata azione dei Comuni del distretto, per proporre ad es. formazione e reimpiego del personale, delle lavoratrici soprattutto.
La riduzione dell’occupazione ha provocato impoverimento economico, ed è stata concausa di riduzione di una coscienza sociale, con perdita di legami di solidarietà e una ritirata nel proprio privato, il che ha rafforzato le preesistenti spinte autoreferenziali delle forze politiche più legate alla classe lavoratrice: il lavoro è fonte di civiltà e la sua mancanza causa degrado sociale, politico e culturale. Occorreva un’amministrazione vicina al lavoro e a chi lo ha perso.
Il Comune, invece, ancora oggi, di fronte al cambio delle compagini societarie delle fabbriche e l’arrivo di grandi società, resta lontano da questi rivolgimenti socioeconomici, preferisce occuparsi principalmente di speculazioni urbanistiche e commerciali, lavori pubblici di discutibile utilità e di gestione di servizi, spesso neanche per interessi esclusivamente generali.
Come giudichi Civita Castellana oggi?
Una citta in svendita, poco curata e mezza malata, un po' machista, prodotto di quel degrado. Mezza malata perché c’è socialmente omologazione e 'pidocchiorifattismo', un disagio sociale forte per la dipendenza e l’uso modaiolo di droghe, mentre politicamente c’è un clientelismo preoccupante e uno svilimento del diritto di voto e della propria dignità di elettori. Siamo prigionieri della retorica dell’apparenza individuale e del successo facile.
Talvolta è bello scoprire sotto un vestito griffato persone che parlano con la saggezza proveniente dal sudore delle mani e delle braccia o con senso critico rispetto a quanto studiano nei libri o leggono sui social senza farsene istupidire. Meno male che succede. E succede perché c’è anche una citta mezza sana. Tante risorse tra chi è in pensione, tante potenzialità tra i giovani, castrate dalla mancanza di spazi culturali e ricreativi, di un teatro vero, di un cinema. Bisogna curare la prima Civita, promuovendo e sostenendo la seconda.
Scendendo al cuore del vostro programma elettorale troviamo al primo posto la questione 'economica', con proposte di sostegno e rilancio del distretto ceramico. Qual è oggi la situazione più impellente da affrontare? (riconoscimento lavoro usurante, costi energetici, mancanza di turnover?)
Invero al primo posto del nostro programma c’è la Pace, il ripudio della guerra e la solidarietà.
Sino a che c’è la maledizione della guerra non puoi elaborare proposte di sostegno e rilancio del distretto ceramico, se non in termini emergenziali. Non puoi programmare uno sviluppo economico ambientalmente compatibile, né puoi far fronte alle esigenze di innovazione tecnologica per le imprese nell’epoca dell’AI, che richiede occupazione iperqualificata, a fronte di una soppressione di molti più posti. E’ una questione che va affrontata da subito ma senza la pressione della guerra e lo spreco di risorse per il riarmo. Guarda al “caro energia”: senza la guerra sarebbe più basso il costo di produzione in industria e in agricoltura; senza le scelerate spese per il riarmo, non ci sarebbero le scuse del Governo di mancanza di fondi per riconoscere il lavoro usurante in fabbrica; non ci sarebbero difficoltà a rinnovare il contratto integrativo nelle fabbriche, non ci sarebbe neanche il rincaro dei prezzi per i beni alimentari di prima necessità.
Calo demografico, spopolamento generalizzato, chiusura di attività economiche di vicinato... E' possibile invertire la rotta? Quali politiche servirebbero per far tornare Civita una cittadina attrattiva?
Vanno sperimentate alcune soluzioni. Più uffici pubblici e persone che li frequentino, come ad esempio una scuola di specializzazione in medicina del lavoro, inserendo l’Ospedale in una rete universitaria pubblica.
Vuoi il turismo nell’agro falisco promuovendo le nostre ricchezze storico ambientali, i percorsi naturalistici? Bene, ma devi vincere barriere mentali e culturali.
Se vuoi rivitalizzare il centro storico, non puoi avere un’amministrazione che trasferisce l’ufficio tecnico e quello dei vigili urbani altrove: il centro storico lo impoverisci, lo abbandoni, lo privi di un presidio di sicurezza – esigenza tanto evocata - quale quello dei vigili urbani.
Devi, invece, sperimentare la chiusura del centro storico, nel contesto di mercati ed iniziative di promozione di prodotti a km 0 delle nostre eccellenze agricole, artistiche e artigiane. Devi organizzare feste tradizionali – da quelle patronali al carnevale – coordinate tra loro e coordinate con le feste degli altri paesi circostanti. Devi garantire il decoro urbano che manca del tutto, come manca il verde e per attrarre turisti devi esser città “bella”, anche nei servizi essenziali come i bagni pubblici, che vogliamo artistici.
Veniamo a uno dei nodi più critici di questo territorio: l'ambiente. Sulla Tuscia pende una pericolosa spada di Damocle che è il progetto di deposito unico di scorie nucleari. A Civita continuano ad arrivare richieste di occupazione di cave dismesse e strutture abbandonate da destinare allo smaltimento di rifiuti anche pericolosi. Secondo te qualcuno sta iniziando a pensare di costruire qualcosa oggi in previsione di un progetto più grande domani?
Il ministro dell’ambiente di Forza Italia Pichetto Fratin vuole dal Parlamento la legge delega per emanare entro l’anno i decreti attuativi per un ritorno al nucleare. Vuole produrre energia nucleare tramite la fissione nucleare e distrae la popolazione con la partecipazione dell’Italia al progetto Iter di ricerca sulla fusione nucleare, meno inquinante. Non dice che occorrono anni prima di riavviare una centrale nucleare, né che la fissione nucleare produce gas serra e scorie a lunga durata ed ecco che ritorna necessario mobilitarci contro il deposito unico nazionale di scorie. A livello locale, devi esser sempre pronto al controllo e alla mobilitazione popolare.
Se promuovi il ripristino ambientale di cave dismesse o la loro destinazione ad invasi per il fabbisogno idrico a uso agricolo, se sostieni gli agricoltori nel riconoscimento di marchi di origine, se estendi le aree protette, stai proponendo misure concrete di contrasto ai pericoli di aperture di discariche o di stoccaggio di materiali pericolosi.
Turismo, migliori collegamenti con la capitale e potenziamento dei servizi. Qual è la vostra proposta?
Il turismo è una delle opportunità per aiutare l’economia cittadina come già detto, ma siamo penalizzati da collegamenti da far west, con un trenino che impiega 1 ora e 50 minuti per la tratta Roma – piazzale Flaminio – Civita Castellana. Se il raddoppio della ferrovia finanziato ma soltanto sulla carta ai tempi della Polverini presidente di Regione, costa troppo, due treni che partono in successione a distanza di 30 minuti e che programmano fermate alternative, problemi tecnici permettendo, almeno potrebbero ridurre i tempi di viaggio. Per ora resta un solo vero collegamento con Roma che è Borghetto.
Ma qui c’è anche un problema di scarsità di corse tra Civita e Borghetto, che invece, in un ampio progetto di promozione turistica, potrebbe esser emancipato dallo stato di abbandono e diventare la porta di ingresso di un parco naturalistico che possa estendersi fino a ricomprendere la frazione (parco delle forre, Treja), ed esser ancor prima, valorizzato come sito di promozione turistica per la vicinanza del Tevere e del Parco fluviale interregionale del Tevere. @RIPRODUZIONE VIETATA
Gioco, i numeri più recenti nel Viterbese
Il gioco d’azzardo è tra i settori economici più in crescita del nostro Paese, con un balzo che coinvolge anche le province del Lazio e in particolare il viterbese. Nel 2025 i dati locali descrivono una provincia sempre più legata al gioco, sia in forma fisica sia online. Il Viterbese emerge come territorio con numeri che raccontano abitudini di consumo, preferenze tecniche e nuove tendenze che si stanno consolidando anche nel 2026. Scopriamo i dati più recenti.
Gioco fisico nel viterbese
Il Viterbese incide in modo significativo sul comparto fisico regionale. Nel 2025, in tutta la provincia della Tuscia le giocate tramite slot, videolottery, tabaccherie, bar e sale dedicate hanno superato i 730 milioni di euro messi in gioco, con una crescita percentuale rispetto all’anno precedente che riflette la continua centralità di questi canali. Nel Lazio il dato sale a 17,4 miliardi complessivi, con un aumento di circa il 4,6% rispetto al 2024, a conferma che il gioco fisico resta uno dei pilastri del settore. Nella Tuscia il peso delle scommesse sportive e delle lotterie istantanee si intreccia in modo forte con l’offerta di slot machine e videolottery, distribuite in bar, esercizi pubblici e punti vendita autorizzati. Parallelamente, la Regione Lazio ha avviato un piano triennale 2025‑2027 contro il gioco d’azzardo patologico, con oltre 29 milioni di euro stanziati per prevenzione, presa in carico e percorsi terapeutici, misure che investono anche i servizi della provincia viterbese.
Gioco online nel Viterbese
Il gioco online mostra tassi di crescita più marcati sia a livello nazionale sia provinciale. In Italia, nel 2025 il gioco online ha superato i 100 miliardi di euro di giocata, su un totale di oltre 165 miliardi complessivi per il gioco d’azzardo. A Viterbo e in provincia, la diffusione delle app di svago e dei portali di gioco ha trasformato lo smartphone in uno dei principali “punti di raccolta” del gioco digitale. La sicurezza e la legalità rappresentano un fattore chiave: la scelta di operatori riconosciuti dall’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) è oggi considerata un punto di riferimento per i giocatori. La sicurezza è garantita anche da liste comparative sul tema, come quella dei casinò online suggeriti da Gazzetta.it, che consente di avere informazioni solo su portali riconosciuti da ADM e legalmente operanti sul territorio italiano. Queste vetrine permettono di confrontare bonus, requisiti di wagering, tempi di erogazione dei premi e misure di protezione del giocatore, aiutando a orientarsi in un mercato online sempre più affollato ma anche più controllato.
Trend e previsioni per il 2026
A livello nazionale, il gioco online continua a spingere la crescita del settore, grazie a un’offerta più varia, tempi di accesso sempre più brevi e un’esperienza di gioco sempre più “mobile‑first”. La provincia viterbese segue la rotta del Lazio, con un aumento delle sessioni di gioco digitale, soprattutto tra le fasce di età medio‑giovani. Sul fronte del gioco fisico, la crescita appare più contenuta ma non arrestata: la Regione Lazio punta a ridurre la pressione da slot e videolottery tramite limitazioni territoriali, orari di esercizio e campagne di informazione. I servizi per il gioco d’azzardo patologico nella provincia di Viterbo segnalano ormai decine di persone in cura, a sottolineare che la crescita economica del settore convive con una richiesta crescente di percorsi di presa in carico e supporto psicoterapeutico Gli esperti prevedono un’ulteriore polarizzazione: il gioco fisico resterà significativo, mentre il digitale continuerà a guadagnare quote Il viterbese è a metà tra la tradizione del gioco “alla vecchia maniera” e un’evidente tendenza al gaming digitale, con un numero di giocate che resterà alto, ma da accompagnare con azioni di monitoraggio dei dati, anche con servizi di aggiornamenti sui canali online, regole più chiare e percorsi di tutela più diffusi.
Viterbo, il centro giovanile Lo Spiffero è pronto a riaprire dopo due mesi di chiusura
VITERBO – Lo Spiffero, il centro giovanile di via della Volta Buia, non è un semplice centro, ma un luogo di grande importanza sia per i ragazzi di Viterbo sia per quelli dei comuni vicini.
In questo spazio, gli studenti hanno potuto trovare un posto tranquillo in cui studiare senza le distrazioni presenti in casa e in cui socializzare tra una pausa dallo studio e l’altra.
Col tempo, il centro è diventato un luogo intimo e speciale per molti ragazzi, che hanno avuto la possibilità di fare nuove esperienze grazie ai vari laboratori organizzati e di conoscere molti altri coetanei.
Di conseguenza, quando il centro è stato chiuso, molti giovani si sono lamentati per aver perso un luogo ormai diventato importante per loro, portando la questione fino al consiglio comunale. Successivamente, l’assessora Rosanna Giliberto ha spiegato come la chiusura del centro non sia stata una decisione improvvisa né presa dal Comune, ma una conseguenza della scadenza del bando regionale che aveva finanziato l’apertura dello spazio.
In ogni caso, visto il grande successo ottenuto dal centro, agli inizi di aprile la stessa assessora aveva specificato che Lo Spiffero sarebbe stato riaperto entro la fine del mese.
Ad oggi, però, il centro è ancora chiuso e per questo molti studenti si sono detti delusi dall’amministrazione. Portavoce di questo malcontento è stato Elia Granci, che ha contestato la situazione chiedendo all’amministrazione di riaprire il centro e di “non pubblicare solo promesse politiche non mantenute”.
Finalmente, dopo due mesi di chiusura, si è accesa una vera luce di speranza, poiché l’assessora Giliberto ha spiegato la situazione affermando: “Non so se già da ieri o se è oggi il giorno in cui verrà pubblicato l'atto di determina per l'assegnazione della gestione dello Spiffero, a cui farà seguito l'apertura; dal momento in cui vengono assegnati i fondi al gestore, serve solo il tempo di consegnare le chiavi; quindi, manca poco prima che il centro venga riaperto”.
“Dopo la sua chiusura i comuni hanno provato a reperire dei fondi per il mantenimento. Dato che l’utenza che aderiva allo Spiffero non era solo di Viterbo, ma anche dei comuni del distretto VT3, è stato chiesto al comitato dei sindaci di riaprire il centro sotto l'egida del distretto. La progettualità è piaciuta e quindi è stata data l’autorizzazione con l’utilizzo dei fondi del piano di zona”.
“Il leggero ritardo che ha subito la riapertura nasce proprio dalla lentezza nel ricevimento della disponibilità dell’utilizzo di quei fondi che pensavamo sarebbero arrivati entro fine aprile”.
“Successivamente, abbiamo identificato la migliore proposta progettuale, manca solo da capire chi sarà il gestore per un'annualità. Ciò poi ci permetterà di partecipare al bando del prossimo anno, perché il nostro intento è quello di avviare una nostra gestione, dato che questa operazione sperimentale è piaciuta molto ai ragazzi. Quindi, per un anno la gestione sarà la nostra, poi ripresenteremo una co-programmazione e riaderiremo al bando della Regione Lazio, che esce annualmente”.
Pista ciclabile e parcheggi, Micci attacca Frontini: Città nel tragicomico
VITERBo - Si torna nuovamente a fare polemica sulla pista ciclabile, l’affondo della Lega contro l’amministrazione Frontini.
Il consigliere comunale Andrea Micci interviene duramente sulla gestione della viabilità nel quartiere di via della Pila, criticando la scelta di impiegare la polizia locale per presidiare i parcheggi interessati dal nuovo assetto legato alla pista ciclabile. Micci parla di “improvvisazione” e chiede chiarimenti sul futuro della mobilità e dei parcheggi della zona.
“Finalmente l'amministrazione Frontini si è decisa a mettere in strada i presidi fissi: peccato che li abbia mandati a sorvegliare la pista ciclabile, anziché le zone dove impera degrado e delinquenza'.
L'attacco di Micci all'amministrazione Frontini
Con questa amministrazione viviamo oramai nel tragicomico, divisi tra la voglia di ridere e l'esigenza di piangere, perché se da un lato assistiamo quotidianamente a decisioni, scelte, azioni senza capo né coda, che rasentano il ridicolo, dall'altro c'è una città che, a fronte di tutto questo, soffre e subisce un disagio. Mettere a terra una pista ciclabile senza prima pensare alla viabilità, sembra un film dell'indimenticato Fantozzi. Peccato che non siamo sugli schermi televisivi, ma nella vita reale, e tutto ciò diventa un dilettantismo anche pericoloso per la cittadinanza.
I vigili urbani messi a guardia dei parcheggi per impedire alle auto di utilizzarli e lasciare così spazio per il doppio senso di marcia, dopo il restringimento della carreggiata con l'arrivo della pista, ci dà la misura dell'improvvisazione e della superficialità di questa maggioranza. Se pensiamo, inoltre, che uno di quei tre parcheggi 'vietati' in questi giorni, appartiene a una persona con disabilità, lo sgomento diventa rabbia e indignazione. E questa sarebbe l'amministrazione che si è riempita la bocca con il PEBA: il piano di abbattimento delle barriere architettoniche?
Chiediamo alla maggioranza Frontini di 'palesare' quello che pensa di fare per la viabilità in un quadrante che era già critico per la densità abitativa e l'alta concentrazione di scuole, negozi, uffici.
Chiediamo, inoltre, che fine faranno i parcheggi su via della Pila dopo l'incrocio con via Monte Bianco, utilizzati dai numerosi residenti. Il timore che l'ossessione per la pedonalizzazione della maggioranza Frontini, si spinga fino alle pendici della Palanzana, è reale.
Esprimiamo solidarietà e garantiamo fin d'ora il nostro sostegno ai commercianti e ai residenti messi in difficoltà da questa amministrazione, che non si accontenta di creare disagi, ma si permette anche di spernacchiare quelli che li subiscono, con le infelici uscite sui social dei consiglieri comunali di maggioranza. Ora che hanno trovato un argomento di loro interesse, magari li sentiremo parlare anche in consiglio comunale, assumendosi la responsabilità di quello che dicono nell'ambito del contesto istituzionale in cui sono stati votati per rappresentare gli interessi della città.”
Montefiascone lancia il Road Safety Village: cultura, archeologia e sicurezza stradale per i ...
MONTEFIASCONE - Tra archeologia, arte tessile e prevenzione stradale, Montefiascone prepara un’estate all’insegna della cultura e dell’educazione civica. Il Comune ha infatti avviato ufficialmente il progetto “Road Safety Village”, chiedendo alla Regione Lazio un contributo economico attraverso una delibera di giunta che punta a trasformare il territorio in un centro di iniziative dedicate soprattutto ai giovani e ai neopatentati.
L’obiettivo dichiarato è quello di sensibilizzare le nuove generazioni, in particolare i neopatentati, non solo sul valore della sicurezza alla guida ma anche sull’importanza della cultura e dell’identità del territorio come strumenti di crescita sociale ed educativa.
Uno dei punti centrali del progetto sarà la mostra allestita presso la Rocca dei Papi, nel salone Leone X, organizzata con la collaborazione dell’associazione “Rocca dei Papi per un’ecologia integrale”. L’esposizione resterà aperta dal primo giugno al 10 settembre e proporrà un percorso originale tra tessitura e archeologia.
Cosa prevede il progetto?
Saranno esposti circa trenta manufatti artistici realizzati con differenti fibre tessili, alcuni di grandi dimensioni, fino a raggiungere il formato degli arazzi. Il filo conduttore sarà l’arte della tessitura nelle diverse epoche storiche, anche alla luce delle recenti scoperte archeologiche avvenute nell’area del lago di Bolsena, nel sito del Gran Carro.
Proprio da quel sito provengono alcuni reperti di epoca villanoviana legati alla lavorazione dei tessuti, tra cui un antico telaio e altri strumenti per la manifattura tessile, che verranno esposti grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologica del lago di Bolsena.
Secondo quanto illustrato nel progetto, il connubio tra opere tessili contemporanee, archeologia e valorizzazione della Rocca dei Papi rappresenta un’offerta culturale innovativa, capace di attrarre un pubblico ampio e interessato a temi che spaziano dalla storia all’arte, fino agli aspetti antropologici e sociali della tessitura.
Accanto alla parte culturale, il “Road Safety Village” proporrà una settimana di appuntamenti dedicati alla sicurezza stradale. Tra il 15 e il 19 giugno sono previste attività nelle scuole, workshop e momenti formativi, mentre spazio importante sarà dato anche alle prove pratiche di guida con il metodo Ready2Go ACI, simulate in diverse condizioni di sicurezza.
Il villaggio ospiterà inoltre incontri istituzionali, momenti di sensibilizzazione rivolti ai giovani, confronti con piloti ed esperti del settore, oltre ad attività dedicate alle famiglie e ai cittadini. Le iniziative si concluderanno durante la giornata finale di gara prevista dal programma.
Parroccini presenta il suo programma: Università, ospedale e rilancio della città
CIVITA CASTELLANA – Durante la giornata di ieri, mercoledì 20 maggio, si è tenuto un incontro pubblico nelle vicinanze del bar “Sergio e Danilo”, organizzato da Claudio Parroccini, nel corso del quale il candidato sindaco ha illustrato ai presenti il proprio programma elettorale.
Il discorso si è concentrato sui dieci pilastri del progetto politico che, secondo Parroccini, rappresentano obiettivi ambiziosi ma concretamente realizzabili, e non semplici idee destinate a rimanere sulla carta.
Uno dei punti che il candidato ha voluto evidenziare è la proposta di aprire un polo universitario privato nel centro storico di Civita Castellana. L’idea nasce dalla volontà di dare nuovo slancio al cuore della città, dove verrebbe realizzato anche un ostello destinato agli studenti.
Questa scelta comporterebbe anche la trasformazione di Civita Castellana in una città degli studi, con corsi legati al distretto industriale. In questo modo, secondo il candidato, la città potrebbe vedere un ampliamento della propria popolazione, con un miglioramento sia culturale che economico.
Sempre sul tema del rilancio della città, Parroccini ha affrontato anche la questione del turismo. L’obiettivo sarebbe quello di rendere Civita Castellana più attrattiva, valorizzandone l’immagine e creando più motivi per cui le persone scelgano di visitarla. Tra le proposte anche una maggiore promozione digitale del territorio. L'obbiettivo è quello di dare ai visitatori una buona impressione della città, per contribuire a diffonderne un’immagine positiva. L’idea, infatti, non sarebbe quella di creare un turismo “spot”, ovvero una presenza breve e occasionale, ma un turismo continuativo capace di generare benefici duraturi per il territorio.
Altro tema centrale dell’incontro è stato quello della difesa e del potenziamento dell’ospedale Andosilla. In questo caso il candidato ha spiegato che il suo obiettivo sarebbe quello di rafforzare la struttura, riaprendo reparti come quello di ginecologia e ostetricia, così da trasformare l’ospedale di Civita Castellana in un punto di riferimento per tutto il territorio. Inoltre, è stata annunciata la volontà di attivare un servizio di navetta a chiamata per facilitare gli spostamenti degli anziani verso i presidi medici.
Ultimo punto affrontato è stato quello che il candidato ha definito come “Il pilastro che ci distingue dagli altri candidati”, ovvero “L’oltre il programma”: “Un modo per dare spazio a tutte le competenze e le idee dei 64 candidati per non cristallizzare un programma in sole 21 pagine, ma creare un progetto vivo in grado di intercettare e di adeguarsi a quelli che possono essere gli eventi che si susseguono durante l'amministrazione comunale”.
Fratelli d’Italia: “Uniti alla Regione Lazio per rilanciare Civita Castellana con la nuova urbanistica”
Viabilità, da lunedì 25 maggio senso unico su tratto via della pila
VITERBO - Viabilità, dal prossimo lunedì 25 maggio senso unico in via della Pila, nel tratto compreso tra l'intersezione con via Sabotino e l'intersezione con via Monte Bianco, nella medesima direzione.
Su via Monte Bianco verrà istituito l'obbligo di arresto all'intersezione e l'obbligo di svolta a sinistra all'intersezione con via della Pila. I suddetti provvedimenti, che rientrano nell'ambito degli interventi di modifica e implementazione delle infrastrutture viarie in itinere di realizzazione, sono stati disposti con apposita ordinanza del settore VI (ord. n. 316 del 20 maggio 2026) e faranno seguito alla posa in opera della idonea segnaletica orizzontale e verticale, il cui intervento è già in corso. L'ordinanza è consultabile sul sito istituzionale www.comune.viterbo.it sezione albo pretorio.