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Basket femminile, Terme Salus conferma Angelica Bardarè per la prossima stagione
VITERBO - Dopo l’ingaggio di Elena Mallo da Ragusa e la conferma del capitano Federica Pasquali, le Terme Salus aggiungono un altro tassello importante al roster della formazione che affronterà il prossimo campionato di serie B di basket femminile.
Più che di un’aggiunta, però, si tratta di un’altra conferma poiché riguarda Angelica Bardarè, play/guardia classe 2005 che era arrivata a Viterbo lo scorso anno, proveniente da Roseto, ed ha deciso di prolungare anche per la prossima stagione la sua avventura con i colori gialloblù. Nel campionato di A2 appena concluso, la giocatrice siciliana nativa di Piazza Armerina si è segnalata come una delle note più liete per le Terme Salus, concludendo la stagione con 6.2 punti segnati e 2.6 rimbalzi catturati in poco più di 20 minuti sul parquet. Il suo impatto sulle partite è cresciuto nel corso dei mesi, culminando con 14.4 punti in quasi 30 minuti sul parquet nelle ultime quattro gare ufficiali della stagione in cui ha avuto molto spazio ed è partita anche in quintetto. Per lei, oltre ad un ruolo fondamentale in campo, ci sarà spazio anche per collaborare con il settore giovanile gialloblù, trasferendo ai più piccoli il suo entusiasmo e la sua determinazione.
“Sono molto felice di continuare il mio percorso a Viterbo – sono le sue parole -. L’anno scorso è stato un anno duro, c’è ancora un po’ di rammarico per l’epilogo della stagione, ma la voglia di riscattarsi anche uno dei motivi che mi ha spinto di scegliere di restare un altro anno a giocare a Viterbo, insieme alla qualità del lavoro svolto in palestra durate la passata stagione. Personalmente mi sento di essere migliorata molto, su tanti aspetti del gioco dove mi sentivo carente, sento di poter fare la differenza in questa categoria continuando a crescere costantemente grazie alla qualità dello staff tecnico viterbese. Si prospetta anche la possibilità di approcciarmi al mondo del minibasket, come istruttrice, esperienza che mi ha sempre affascinata. Mi auguro con tutto il cuore che sia una stagione ricca di soddisfazioni e, perché no, magari ci sarà la possibilità di un immediato riscatto per tornare sui palcoscenici che Viterbo merita; per realizzare tutto ciò sarà sicuramente necessario continuare a poter contare sull’affetto e sul sostegno dei nostri numerosi supporters che, ne sono sicura, ci saranno vicini anche nella prossima stagione come hanno sempre fatto.”
Ischia Film Festival, premiati i vincitori della 24ª edizione
ISCHIA DI CASTRO – Si conclude questa sera la ventiquattresima edizione dell'Ischia Film Festival, diretto da Michelangelo Messina, che per otto giorni ha trasformato il Castello Aragonese in un luogo d'incontro tra autori, pubblico e opere provenienti da ogni parte del mondo.
'Questa edizione conferma la natura più profonda dell'Ischia Film Festival: essere un luogo di incontro tra il cinema e il mondo, tra gli autori e i territori, tra le storie e le comunità che le accolgono. In questi giorni il Castello Aragonese è diventato ancora una volta uno spazio di visione e confronto, capace di restituire la complessità del presente attraverso opere provenienti da Paesi, culture e sensibilità diverse', dichiara Michelangelo Messina.
Annunciati, intanto, i vincitori delle sezioni in concorso. Per i lungometraggi, l'Ischia Film Award per il miglior film va a Sanding Dreams del regista russo Anton Mamykin. Il Premio Castello Aragonese per la regia è assegnato a Morad Mostafa per Aisha Can't Fly Away; Premio Epomeo per la fotografia a Lo spirito delle stagioni di Alessandro Cattaneo. Il Premio Aenaria per la scenografia è attribuito a Marek Špitálský per Wirbel di Tomáš Hubáček. Una menzione speciale per i lungometraggi in concorso va a Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino.
Per la sezione Location Negata, il premio al miglior lungometraggio va a Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women di Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay, mentre la menzione speciale è attribuita a The Mission del Gaza Collective. Per la categoria cortometraggi, il premio va a Sunday di Giulio Tonincelli, con una menzione speciale a The Faster di Luigi Timpano e Federico Brullo.
Nella sezione cortometraggi, il premio per il miglior film è assegnato a Rise di Jessica J. Rowlands, mentre la menzione speciale va a Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini.
Per il secondo anno consecutivo, l'Ischia Film Festival rinnova la collaborazione con Italy for Movies, il portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione realizzato da Cinecittà e promosso da MiC-DGCA, assegnando il Premio Italy for Movies per la Migliore Produzione Esecutiva Italiana a Enrico Ballarin, fondatore della società Mestiere Cinema, per il lavoro svolto nella produzione esecutiva italiana di Il diavolo veste Prada 2.
Infine, il Premio del pubblico per la sezione Best of va a Il Dio dell'Amore di Francesco Lagi.
Tra i momenti più attesi della serata conclusiva, c'è la consegna dell'Ischia Film Award donne nel cinema a Barbora Bobulova. Vincitrice di Nastri d'Argento e del David di Donatello, l'attrice ha costruito tra cinema, teatro e televisione un percorso artistico di grande rigore e libertà, imponendosi come una delle interpreti più intense e riconoscibili del panorama italiano ed europeo. Nel corso della serata, Bobulova si racconterà dialogando con Gianni Canova, presidente onorario dell'Ischia Film Festival, ripercorrendo le tappe più significative del suo percorso artistico e professionale.
'È la mia prima volta a Ischia e sono davvero felice di essere qui, in un luogo di straordinaria bellezza che rende questa esperienza ancora più speciale. Ricevere questo premio mi emoziona profondamente e sapere che prima di me è stato assegnato a personalità di grandissimo calibro lo rende ancora più significativo. Nel nostro lavoro, fatto anche di insicurezze, riconoscimenti come questo rappresentano un incoraggiamento prezioso. Nel mio percorso tra cinema, teatro e televisione ho sempre sentito quanto il luogo sia fondamentale nel racconto: può diventare un vero e proprio partner di scena, capace di rafforzare una storia e darle un significato più profondo. Ci sono storie che possono esistere solo in determinati luoghi, perché è proprio il contesto a renderle autentiche', dichiara l'attrice Barbora Bobulova.
Con la serata finale si chiude un'edizione che conferma l'Ischia Film Festival come osservatorio sul cinema contemporaneo e sulla sua capacità di raccontare i luoghi da prospettive lontane dai riflettori. Guerre, migrazioni, paesaggi minacciati, memorie e desideri di futuro attraversano le opere in concorso, offrendo storie rare. Il festival riafferma la sua vocazione: fare dei luoghi protagonisti del racconto e strumenti di riflessione sul presente, dove il cinema diventa chiave di lettura delle identità.
Ischia Film Festival è posto sotto l'alto patrocinio del Parlamento europeo ed è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA e BPER Banca, con il patrocinio dei Comuni di Ischia e Forio.
Ludika 1243, domenica la grande battaglia tra guelfi e ghibellini a Valle Faul
VITERBO – L'atmosfera medievale ha conquistato il quartiere di San Pellegrino. Ludika 1243 e Giokeria, come da tradizione, riportano la storia nei luoghi in cui è stata vissuta.
Sono stati tantissimi i visitatori affascinati dalle proposte de La Tana degli Orchi, che da piazza San Carluccio fino a Palazzo degli Alessandri, passando per il Chiostro dei Longobardi e piazza del Gesù, hanno creato un percorso unico tra dame e cavalieri, artisti di strada, commedia dell'arte, appassionati di fantasy, giocolieri e avventure epiche.
Ora l'attenzione si sposta sulla storia, quella che è diventata leggenda e che, ancora una volta, sarà riscritta da chi sceglierà di partecipare.
Domani, 5 luglio, è in programma la giornata della battagliola campale, che rievoca lo scontro tra guelfi e ghibellini, il papato e l'esercito di Federico II. Viterbo rimase fedele al papato e alla sua tradizione, ma ogni anno Ludika 1243 offre a tutti la possibilità di rivivere quel momento storico e di cambiarne simbolicamente l'esito.
La battaglia di Valle Faul è un gioco regolato da precise norme, aperto a tutti: dai bambini, per i quali è previsto un momento dedicato, fino ad adulti che scelgono una delle due fazioni e si sfidano con l'obiettivo di conquistare il drappo avversario. Tra schermaglie e duelli simbolici, solo così si può dire di aver espugnato la Città dei Papi.
L'evento sarà preceduto dal corteo storico, con partenza alle ore 18 da piazza San Carluccio. Partecipare è semplice: basta rivolgersi allo stand di Ludika 1243, dove lo staff fornirà il costume e tutte le indicazioni necessarie per prendere parte alla rievocazione. In questi giorni è facile incontrare gruppi di cavalieri impegnati negli allenamenti, mentre imparano le regole e si preparano alla grande battaglia.
Prosegue intanto il ricco programma di appuntamenti che anima il quartiere medievale, offrendo ai visitatori l'occasione di immergersi in un'atmosfera unica.
Per conoscere il programma completo e tutti gli aggiornamenti è possibile consultare la pagina Facebook di Ludika 1243, i canali social de La Tana degli Orchi e il sito ufficiale della manifestazione.
L'evento è organizzato da La Tana degli Orchi con il patrocinio e il sostegno di Regione Lazio, Provincia di Viterbo e Comune di Viterbo.
Civita Castellana, raccolta straordinaria porta a porta di sfalci e potature dopo il maltempo
CIVITA CASTELLANA - L’amministrazione Comunale in accordo con SATE ha programmato una raccolta straordinaria porta a porta degli sfalci e delle potature.
L’iniziativa ha l’obiettivo di facilitare i cittadini nello smaltimento del fogliame ed altre ramaglie dopo il maltempo che ha colpito la nostra città ed in esecuzione dell'ordinanza sul mantenimento e cura da parte dei privati dei fronte strada.
La raccolta seguirà il medesimo calendario:
Martedì 7 luglio 🕓 dalle ore 16 alle ore 19
-Via della Repubblica, Colonette, Centro Storico
-Scasato, La Penna, Priati, Fontana Quaiola
-terrano, Fabbrece, Via Roma, Via nepesina
Venerdì 10 luglio 🕓 dalle ore 16 alle ore 19
-Borghetto, Sassacci, Cenciani, Quartaccio
-San Giovanni e restanti vie della città.
Il materiale dovrà essere conferito all’interno di sacchi
I cittadini sono invitati a collocare il sacco contenente gli sfalci e le potature davanti alla propria abitazione, in modo da consentirne il ritiro nelle fasce orarie previste
Viterbo, il Pd accoglie con favore lintitolazione del Museo dei Portici a Luigi Petroselli
VITERBO - È stata importante la scelta della Giunta comunale di Viterbo di intitolare il Museo dei Portici a Luigi Petroselli perché riporta al centro della città una delle figure più prestigiose che questa comunità ha avuto nella sua storia.
È l’omaggio ad una personalità che ha segnato profondamente il suo tempo ma continua, a distanza di 45 anni dalla sua scomparsa, a suscitare emozione, commozione e riflessioni sul suo percorso, sulle sue scelte, sul modo di condurre il suo lavoro politico e istituzionale in cui la ricerca culturale è stata condizione indispensabile per poter rendere un servizio alla collettività.
Seppure il nome di Luigi Petroselli è immediatamente legato alla sua esperienza di Sindaco di Roma è doveroso ricordare che proprio nel Consiglio Comunale di Viterbo lui iniziò il suo impegno istituzionale. Come espressione di una parte, certo, il Partito Comunista Italiano, ma con l’idea chiarissima che la democrazia non serve soltanto ad evidenziare le differenze ma anche a costruire inclusione, collaborazione e concordia per il bene della comunità. Soprattutto per la parte più fragile e in difficoltà.
In una città che naturalmente guarda e lavora per il futuro l’attenzione per la memoria dovrebbe essere un impegno comune. Perché aiuta a rafforzare il senso di appartenenza, ad arricchire la convivenza e questo rende tutti più forti. In questo senso la figura di Petroselli, per le sue straordinarie qualità umane, per la complessità e profondità del suo lavoro politico e istituzionale può suggerire sollecitazioni e stimoli che possono essere preziosi ad affrontare i problemi di oggi e le sfide che verranno.
Per noi è così. Ed è la ragione per cui ogni anno, il 7 ottobre, insieme alla famiglia di Luigi Petroselli, che abbracciamo anche in questa circostanza, partecipiamo ad un ricordo che è più vivo che mai.
Gruppo PD Consiglio Comunale di Viterbo
PD Città di Viterbo
Federazione Provinciale Giovani Democratici
Federazione Provinciale PD Viterbo
Acquapendente, la Continuità assistenziale si trasferisce temporaneamente a Bolsena
ACQUAPENDENTE - Dal 6 luglio al 30 settembre 2026 la postazione di Continuità assistenziale ubicata ad Acquapendente sarà operativa presso la Casa della Comunità di Bolsena.
La rimodulazione si rende necessaria per garantire la continuità dell'assistenza in una fase caratterizzata da una forte carenza di personale medico nel comprensorio dell'Alta Tuscia e, al contempo, per offrire la risposta più efficace, considerando l'elevato flusso turistico nei mesi estivi di quell'area della provincia.
Per i cittadini di Acquapendente la copertura assistenziale resterà comunque garantita, mantenendo inalterate le modalità di accesso al servizio. Sarà, infatti, possibile continuare a contattare telefonicamente la Continuità assistenziale e, qualora il medico lo ritenga appropriato in base alla valutazione clinica, ricevere la visita domiciliare secondo le ordinarie modalità normalmente erogate dal servizio. Continuerà, inoltre, a essere pienamente operativo il Pronto soccorso dell'ospedale di Acquapendente per l'accesso diretto dei cittadini assistiti.
Il trasferimento ha carattere esclusivamente temporaneo e rappresenta una misura organizzativa finalizzata a garantire la migliore distribuzione delle risorse disponibili nel periodo estivo, garantendo le stesse risposte di sempre in termini di continuità e tempestività dell'assistenza.
Parallelamente, l'Azienda sanitaria continua a svolgere le procedure necessarie per il reclutamento di nuovi medici e sta, incessantemente, mettendo in campo tutte le azioni utili a consentire il ripristino della postazione di Continuità assistenziale presso Acquapendente, non appena le condizioni organizzative lo renderanno possibile.
Vigor Acquapendente, colpo in difesa: ufficiale l'arrivo di Marco Accardo
ACQUAPENDENTE - Prima di dare il via ai festeggiamenti per la vittoria Campionato Seconda Categoria il Team Manager Polisportiva Vigor Acquapendente Giordano Serafinelli dà il benvenuto ad un nuovo giocatore.
“Sarà con noi per la prossima stagione Marco Accardo - sottolinea -un vero e proprio colpaccio per la difesa gialloblù! Rinforzo di assoluto spessore ed esperienza per il reparto arretrato. Classe e duttilità al servizio di Mister Colonnelli: Marco è un terzino moderno, capace di arare la fascia sia a destra che a sinistra, garantendo corsa, solidità e spinta. Il suo curriculum parla da solo e racconta di un calciatore abituato a palcoscenici importanti. Protagonista in Promozione Umbra con le maglie di Fanello e Pievese. Due stagioni in Eccellenza Toscana con il San Miniato. Un anno in Eccellenza Toscana con la Cuoiopelli. Un'esperienza in Promozione e Serie D (Toscana) con il Ponsacco. Un innesto di grandissimo valore che alza notevolmente il tasso tecnico ed esperienziale della rosa per la nuova stagione in Prima Categoria”.
Caprarola, successo per 'Vesper Oleae': l'olio e le eccellenze della Tuscia protagonisti
CAPRAROLA - Un evento pensato per valorizzare il territorio della Tuscia e, in particolare, quello di Caprarola, facendo conoscere le sue eccellenze agroalimentari e paesaggistiche e svelandone gli aspetti meno conosciuti: è stato questo 'Vesper Oleae', l'evento che si è svolto lo scorso 30 giugno 2026 presso gli oliveti del Frantoio Oleario Santinelli di Caprarola, realtà agricola attiva da oltre quarant'anni nella produzione di olio extra vergine d'oliva di qualità.
Questa prima manifestazione a numero chiuso ha registrato un'ottima partecipazione di pubblico, confermando l'interesse verso iniziative capaci di coniugare cultura, enogastronomia e promozione del territorio. Gli ospiti hanno vissuto un autentico viaggio sensoriale nel cuore dell'azienda, attraverso un percorso dedicato ai sapori, ai profumi e alle tradizioni della Tuscia, pensato per chi sa apprezzare l'eccellenza in ogni dettaglio.
Tre gli obiettivi che hanno ispirato l'iniziativa: promuovere le produzioni agroalimentari di qualità dell'Alto Lazio, dall'olio extra vergine di oliva ai vini, dai formaggi ai salumi; raccontare una Caprarola che va oltre le sue icone più conosciute, come Palazzo Farnese e la produzione di nocciole; creare occasioni di incontro e collaborazione tra aziende produttrici, operatori del settore e attività ricettive, contribuendo a rafforzare l'attrattività dell'intero territorio.
'Siamo molto soddisfatti dell'esito di 'Vesper Oleae' - commentano i responsabili del Frantoio Oleario Santinelli - La partecipazione e gli apprezzamenti ricevuti da parte dei presenti confermano che esiste un forte interesse verso esperienze autentiche, capaci di raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti, le persone e le sue tradizioni. Caprarola offre molto più delle sue attrazioni più celebri, pur straordinarie, e possiede un patrimonio ambientale, agricolo ed enogastronomico che merita di essere conosciuto e valorizzato. Ringraziamo i partner Vineria Vignola di Caprarola e Tenuta Il Radichino Fratelli Pira di Ischia di Castro'.
Con 'Vesper Oleae', il Frantoio Oleario Santinelli rinnova così il proprio impegno nella promozione della cultura dell'olio extra vergine d'oliva e nella valorizzazione delle eccellenze della Tuscia, nella convinzione che fare rete rappresenti uno strumento fondamentale per favorire una crescita sostenibile del territorio.
Sale del museo dedicate a Petroselli, l'associazione: Un segno fondamentale per Viterbo
VITERBO - 'Siamo felici, orgogliosi, commossi che il comune abbia intitolato il museo dei Portici di Palazzo dei Priori a Luigi Petroselli, figura chiave della storia della Repubblica democratica italiana e della città di Viterbo'. A dichiararlo è l'associazione culturale Luigi Petroselli.
'Ringraziamo la sindaca Chiara Frontini – prosegue l'associazione Luigi Petroselli –, la giunta e gli assessori Alfonso Antoniozzi ed Emanuele Aronne aver lasciato un segno fondamentale nella storia e nella memoria di Viterbo, nella storia e nella memoria di ognuno di noi'.
'Nel costruire e mettere in campo il nostro progetto di lotta contro lo sfruttamento dei braccianti e contro il caporalato – continua l'associazione Luigi Petroselli – abbiamo voluto ispirarci alla sua figura, alla sua azione e al suo insegnamento. Petroselli è stato un esempio indiscusso di onestà, sacrificio al servizio delle istituzioni democratiche e di tutti i lavoratori. Un esempio da trasmettere al presente e alle future generazioni. E il modo migliore è proprio quello di dedicargli gli spazi di Palazzo dei Priori, luogo simbolo della storia, della cultura e della vita cittadina'.
'Oggi - conclude l'associazione Luigi Petroselli – Petroselli ha il posto che spetta ai grandi personaggi della storia. Il posto degno di un padre della Repubblica e della democrazia italiana'.
Spaccio nei boschi dell'Acquapendente, tre arresti dopo un'indagine dei carabinieri
ACQUAPENDENTE - A conclusione di una complessa indagine finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree boschive della provincia, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montefiascone, in collaborazione con i colleghi delle Compagnie di Genova Centro e Sarzana (SP), hanno dato esecuzione, nei giorni scorsi, a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Viterbo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 cittadini stranieri rintracciati nei giorni scorsi, dopo una meticolosa e complessa attività di ricerca nel centro-nord, e tutti tratti in arresto.
L’indagine ha permesso di individuare una piazza di spaccio attiva e ben strutturata avviata all'interno di un'area in Località Puntanello, nel territorio di Acquapendente, ove gli indagati avevano allestito un bivacco all'interno della fitta vegetazione. I servizi condotti dai Carabinieri, nonostante le difficoltà ambientali, tra l'inizio del 2025 e i primi mesi del 2026, hanno consentito di notare che i clienti si avvicinavano alla recinzione, durante l’arco della giornata, richiamando l'attenzione per ottenere le dosi. Monitorando i transiti e identificando numerosi acquirenti è stato possibile ricostruire a carico dei presunti responsabili, a vario titolo, svariate cessioni di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish. Nel corso dei successivi controlli e perquisizioni sul sito, sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati bilancini di precisione, materiale per il confezionamento della droga e armi bianche.
I tre indagati colpiti del provvedimento restrittivo sono stati, come detto, rintracciati dopo una serrata e complessa ricerca tra le province di Viterbo, La Spezia, Massa Carrara e Genova e associati nei vari istituti penitenziari, grazie al supporto dei reparti territoriali dell’Arma di quelle località in fase di esecuzione.
L’importante risultato operativo, oltre a delineare la rilevanza e organizzazione del fenomeno, rappresenta una nuova e decisa risposta allo spaccio nelle località boschive da parte dell’Arma dei Carabinieri, sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria, aggiungendosi ad altre operazioni condotte negli ultimi tempi in vari territori della Tuscia.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA
L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
Viterbo, le sale del museo civico a Palazzo dei Priori intitolate a Luigi Petroselli
VITERBO - Intitolate alla memoria di Luigi Petroselli le sale della sezione distaccata del museo civico Luigi Rossi Danielli ubicate al piano terra di Palazzo dei Priori. Una decisione sancita con apposita delibera di giunta approvata lo scorso 2 luglio. Il prossimo 7 ottobre ricorrerà il 45º anniversario della scomparsa di Luigi Petroselli, figura di assoluto rilievo nella storia amministrativa e politica della Repubblica italiana. Ha iniziato la sua carriera politica proprio nella sua città natale, Viterbo, per poi trasferirsi a Roma, dove è stato eletto sindaco, ruolo che ha ricoperto dal settembre 1979 fino alla sua improvvisa scomparsa nell'ottobre 1981.
Considerato uno dei primi cittadini più amati dai romani, ha guidato l'amministrazione capitolina per due anni, è ricordato per l'attenzione ai quartieri popolari, per aver dato impulso alla realizzazione di grandi opere pubbliche e culturali e per le politiche di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e archeologico, concepite come strumenti di crescita civile e di miglioramento della qualità della vita collettiva.
Petroselli maturò proprio a Viterbo una parte significativa della propria formazione civile, culturale e politica, mantenendone nel corso della sua attività pubblica, un costante legame con il territorio d'origine. Il suo operato continua a rappresentare un riferimento di particolare significato nella storia delle istituzioni locali italiane per la capacità di coniugare visione politica, attenzione ai bisogni della comunità e profonda consapevolezza del ruolo pubblico dell'amministrazione. La sua esperienza amministrativa è unanimemente riconosciuta.
'Viterbo rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri – ha affermato la sindaca Chiara Frontini -. Un concittadino viterbese, amato e indimenticato sindaco di Roma, ha portato avanti quella politica che lascia opere, idee ed esempi destinati a durare nel tempo. Le sale della sezione distaccata del museo civico Rossi Danielli, ubicate all'interno di Palazzo dei Priori, rappresentano uno spazio di particolare valore culturale identitario. Lo stesso Palazzo dei Priori costituisce da secoli un luogo simbolo della rappresentanza civica e della continuità istituzionale della città di Viterbo. L'intitolazione consente di associare stabilmente la memoria di Luigi Petroselli a un luogo pubblico, dedicato alla conoscenza, alla conservazione della memoria e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Un'intitolazione che vuole essere anche e soprattutto un riconoscimento istituzionale nei confronti di una personalità che ha contribuito in maniera significativa all'elaborazione di una moderna idea di città, fondata sulla centralità della persona, sulla qualità dello spazio pubblico e sulla funzione civile della cultura'.
'Se la scelta dei nomi da dare ai luoghi è il modo con cui una città racconta se stessa – commenta l'assessore alla Capitale europea della cultura Alfonso Antoniozzi - allora con l'intitolazione delle sale della sede distaccata del Rossi Danielli a Luigi Petroselli abbiamo deciso di far misurare la nostra città con il meglio di sé. E se ogni intitolazione, lungi dall'essere una medaglia appuntata sul passato, indica una strada già aperta da chi ci ha preceduto e ci invita a percorrerla, allora il nome di Luigi Petroselli continuerà, dalle sale al piano terreno di Palazzo dei Priori, a ricordare ogni giorno agli amministratori che abitano il piano nobile che amministrare non significa occupare un ufficio, ma allargare gli orizzonti di una comunità'.
'Ci sono figure che, anche a distanza di decenni, continuano a indicare una strada. Luigi Petroselli è una di queste – ha aggiunto l'assessore alla qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne -. Per noi viterbesi c'è un motivo di orgoglio in più: Petroselli è nato a Viterbo. Da qui è partito il percorso umano e politico che lo avrebbe portato a diventare uno dei sindaci più amati e innovativi della storia di Roma, lasciando un'impronta profonda nel modo di concepire la città e il governo del territorio. Intitolare le sale di uno spazio così importante della città di Viterbo, significa ricordare un uomo che ha saputo immaginare un'urbanistica capace di mettere al centro le persone: la riqualificazione delle periferie, la tutela del patrimonio storico e archeologico, la restituzione degli spazi pubblici ai cittadini, una mobilità più sostenibile e una città più giusta e inclusiva. Una visione che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per chi amministra. Da assessore all'urbanistica considero questa intitolazione molto più di un doveroso omaggio. È un invito a guardare al futuro con la stessa capacità di coniugare sviluppo, bellezza, sostenibilità e attenzione ai bisogni delle comunità. Le città cambiano, ma i principi che hanno guidato Luigi Petroselli continuano a indicarci la direzione: costruire luoghi più vivibili, più inclusivi e più umani'.
Aurora Viterbo, ufficiale l'arrivo del centrocampista Diego Cini
VITERBO - Diego Cini è un nuovo calciatore dell'Aurora Viterbo. La società ha infatti definito l'accordo con il centrocampista che entrerà a far parte della rosa in vista della stagione sportiva 2026/2027.
Cini, classe 2003, è cresciuto nel settore giovanile della Vis Aurelia, prima di proseguire il proprio percorso tra Promozione e Prima Categoria. In Promozione ha vestito le maglie di Carbognano e Ronciglione, mentre in Prima Categoria ha maturato ulteriori esperienze con Carbognano e Nepi.
“Sono molto contento della scelta fatta - ha dichiarato Diego Cini -Non vedo l'ora di cominciare e di lavorare con mister De Leo. Sarà una stagione difficile, ma sono convinto che potremo toglierci le nostre soddisfazioni. Forza Aurora!”.
Il club dà il benvenuto a Diego Cini e gli augura buon lavoro per questa nuova esperienza in gialloblù.
Aurora Viterbo
Viterbo, nuova vita per Sant'Orsola, Scuderie del Bramante ed ex Onmi
VITERBO - La ex chiesa di Sant'Orsola destinata allo svolgimento di attività riconducibili alle arti formative, quale spazio di produzione formazione e fruizione culturale condivisa, le ex scuderie papali di Piazza Sallupara, che prenderanno il nome di scuderie del Bramante, diventeranno uno spazio prevalentemente dedicato alle arti formative contemporanee, con particolare attenzione a progetti che possano garantire una presenza continuativa nel quadrante urbano di riferimento e che favoriscano l'accesso alla produzione culturale e l'incontro tra pratiche artistiche e comunità locale; l'immobile ex Onmi - opera nazionale maternità e infanzia – sarà destinato allo svolgimento di attività culturali, educative e formative rivolte prevalentemente all'infanzia e alle giovani generazioni, con particolare attenzione ai percorsi di educazione musicale e a progettualità capaci di radicarsi stabilmente nel contesto urbano di riferimento e di consolidare il rapporto tra istituzioni culturali, famiglie e comunità locale. Questo, in sintesi, quanto stabilito dalla giunta comunale, con la recente approvazione della delibera riguardante gli indirizzi per la valorizzazione e l'utilizzo degli immobili comunali restituiti alla disponibilità dell'ente, a seguito di interventi di recupero e riqualificazione.
'La scelta di riqualificare il patrimonio immobiliare comunale in centro storico risponde all'obiettivo preciso, non solo di migliorare il decoro generale, ma anche di far frequentare e rendere sempre più vivi gli spazi urbani dentro le mura - sottolinea la sindaca Chiara Frontini -. Questo è un chiaro obiettivo strategico che abbiamo sempre affermato. Alla base di tutti questi interventi di riqualificazione e ristrutturazione dei tanti immobili di proprietà comunale che erano rimasti negli anni in disuso, oltre alle opere pubbliche, ci siamo chiesti fin da subito come renderli vivi. Abbiamo pertanto definito che il contenuto, oltre al contenitore, andrà ad animare lo spazio al termine dei cantieri, con l'obiettivo di far arrivare le persone nel centro storico e di rendere vive quelle parti del centro storico. Nell'ottica della candidatura di Viterbo a capitale europea della cultura è chiaro che la destinazione culturale delle strutture, una volta tornate nella piena disponibilità dell'ente, cosa che avverrà a breve, sia la prospettiva più compatibile e funzionale per la città, per chi la abita e per chi la vive'.
Decisione che richiama gli obiettivi del documento unico di programmazione 2026-2028, in particolar modo quelli inerenti alla cultura e l'educazione per lo sviluppo dell'individuo e del territorio, ma anche come fattore abilitante della vita cittadina, la costruzione della candidatura di Viterbo a capitale europea della cultura 2033 e l'educazione come veicolo per la piena espressione della potenzialità dei giovani.
'Le pietre sono mute, tocca agli uomini decidere che voce avranno – commenta l'assessore alla capitale europea della cultura Alfonso Antoniozzi -. Con questa delibera abbiamo deciso che la voce dell'ex chiesa di Sant'Orsola sia quella delle associazioni cittadine che da tempo han bisogno di uno spazio di prova, mentre la musica sarà la voce dell'ex-Onmi e le arti performative contemporanee quella delle Scuderie del Bramante. Abbiamo voluto voci che possano raccontare la meraviglia, il dubbio, il talento che nasce, lo studio ostinato, l'intuizione, la libertà, la bellezza che si condivide, perché siamo convinti che una città finisce sempre per assomigliare alle voci che sceglie di ascoltare'.
I suddetti immobili saranno a breve riconsegnati all'ente, dopo il completamento degli interventi di recupero, restauro e rifunzionalizzazione. 'Il recupero di un immobile pubblico non esaurisce il proprio significato nell'intervento edilizio che lo rende nuovamente fruibile – aggiungono e concludono Frontini e Antoniozzi -, ma trova il proprio compimento nell'individuazione di funzioni coerenti con la storia dei luoghi, con i bisogni della comunità e con gli indirizzi strategici dell'amministrazione'.
Viterbo, la proposta di trasformare i locali sfitti del centro storico in una vetrina permanente
VITERBO - Il centro storico di Viterbo sta vivendo un doloroso e evidente spopolamento commerciale.
Le serrande abbassate in assi viari del centro fondamentali come via del Corso, via dell’Orologio Vecchio o via Saffi non sono solo un danno economico, ma compromettono l'immagine e la vivibilità della nostra splendida città medioevale.
Davanti a questa crisi, la risposta non può essere l'attesa passiva di modelli commerciali ormai superati , serve un cambio di paradigma: trasformare i locali vuoti del capoluogo in una mostra diffusa e permanente di promozione, memoria e storia per l'intero territorio della Tuscia.
Viterbo, in quanto capoluogo, ha il dovere e l'opportunità di farsi portavoce di tutti i comuni della provincia e proporsi come vetrina di produzione, storia e memoria per l’intero territorio della Tuscia.
Un territorio che custodisce un patrimonio immenso che unisce le eccellenze agroalimentari a un'eredità storica e antropologica unica, dalle radici etrusche alle tradizioni popolari dei borghi.
Il visitatore e il cittadino che passeggiano dentro le mura devono poter trovare un percorso continuativo e strutturato.
I locali sfitti possono diventare i nodi di questa mostra diffusa e permanente, capaci di raccontare la cultura, la terra e la memoria di un'intera provincia attraverso i suoi prodotti autentici.
Per invertire la rotta, è auspicabile un patto strategico tra amministrazione, proprietari immobiliari e associazioni di categoria, basato su tre punti:
Botteghe e spazi di filiera: Concedere i locali a canoni agevolati ai piccoli produttori della provincia (dall'olio d'oliva ai formaggi dei Cimini, fino ai vini locali). In questo modo, le aziende a chilometro zero avrebbero un punto d'appoggio stabile nel capoluogo senza sostenere costi di gestione proibitivi.
Esposizione permanente dell'artigianato e della memoria: Trasformare le ex attività in spazi dove i ceramisti e gli artigiani della pietra e del legno possano mostrare il proprio saper fare. Accanto alla vendita, questi luoghi stabili dovrebbero ospitare fotografie, racconti e testimonianze delle feste e delle tradizioni storiche dei nostri borghi.
Laboratori del gusto e della cultura: Creare spazi d'esperienza dedicati alle degustazioni guidate, ai laboratori di cucina tradizionale (come la preparazione dell'acquacotta) e ad incontri per riscoprire la storia locale.
Riempire i vicoli medioevali con i profumi, i sapori e i racconti di tutta la Tuscia, attraverso un percorso espositivo e commerciale continuo, significa sottrarre il centro storico all'abbandono.
Solo così potremo restituire a Viterbo il ruolo che le spetta di diritto: quello di fiera capitale culturale ed economica di una terra straordinaria e antica.
Bengasi Battisti Cittadino di Viterbo.
Dall'allarme al Telefono Azzurro alla sentenza: finisce l'incubo di quattro sorelle
CIVITA CASTELLANA - Si è chiuso con una condanna in primo grado a tre anni di carcere il procedimento penale per maltrattamenti in famiglia che vedeva imputata una donna residente a Civita Castellana. Il verdetto è stato pronunciato dal collegio giudicante guidato dal giudice Savina Poli, a seguito della richiesta formulata dal pubblico ministero Massimiliano Siddi. La vicenda era venuta alla luce nell'estate del 2023, quando l'ex coniuge della donna si era deciso a sporgere denuncia dopo l'ennesimo grave episodio di violenza fisica subito dalla figlia più grande, che oggi ha vent'anni.
Il dibattimento processuale ha sollevato il velo su una drammatica realtà domestica segnata da abusi, sfruttamento e abbandono, di cui sono state vittime le quattro figlie della coppia, due delle quali oggi maggiorenni e due ancora in tenera età.
Scuola abbandonata e turni al bancone: il racconto delle vittimeLe deposizioni delle due figlie maggiori hanno descritto un contesto di profondo disagio. I genitori, entrambi alle prese con gravi problemi di tossicodipendenza, facevano uso di sostanze stupefacenti regolarmente in presenza delle bambine. Una condotta che ha spinto l'autorità giudiziaria a revocare a entrambi la responsabilità genitoriale.
I primi accertamenti dei servizi sociali risalivano in realtà al 2019, anno in cui l'ultima nata della coppia era risultata positiva ai test tossicologici subito dopo il parto.
«Fin da quando avevo 13 anni passavo le serate a preparare gli aperitivi nel bar di famiglia», ha spiegato in aula la ventenne. «Terminata la scuola media siamo state costrette a interrompere gli studi per occuparci stabilmente dell'attività. Nostro padre non era mai in condizioni di gestire il locale e mia madre la mattina non riusciva a svegliarsi. Quello che era iniziato come un aiuto nel fine settimana è diventato un obbligo quotidiano. Oltre a questo, dovevamo mandare avanti la casa, cucinare e badare alle nostre sorelle minori. E mia madre ci picchiava per qualsiasi motivo».
Il trauma profondo vissuto dalle ragazze è emerso anche da un dettaglio: durante tutta la testimonianza in tribunale non hanno mai utilizzato le parole 'mamma' o 'papà', riferendosi ai genitori soltanto con i loro nomi di battesimo.
La segnalazione a Telefono Azzurro e la denunciaIl muro di isolamento attorno alle sorelle era stato parzialmente intaccato già nel 2021. In quell'occasione fu il fidanzato di una delle due giovani, all'epoca quindicenne, a chiedere aiuto alle autorità. La ragazza ha rievocato quel momento davanti ai giudici:
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«Volevo andare a fare una passeggiata in centro a vedere le luci di Natale, ma lei me lo vietò e mi impose di andare a lavorare al bancone. Io ero terrorizzata, così il mio fidanzato decise di chiamare Telefono Azzurro».
A seguito di quell'allarme, i servizi sociali avevano ridisegnato la collocazione delle figlie, affidandone tre al padre e lasciandone solo una con la madre. La situazione è però precipitata definitivamente nel luglio del 2023, quando una nuova e violenta aggressione ai danni di una delle ragazze ha fatto scattare l'intervento delle forze dell'ordine e la successiva denuncia.
Durante la requisitoria, il pm Siddi ha rimarcato l'assoluta credibilità delle accuse mosse dalle ragazze e dal testimone che per primo lanciò l'allarme, chiedendo tre anni di reclusione per la donna. Una richiesta pienamente accolta dal tribunale dopo la camera di consiglio.
Ceramiche della Tuscia premiate per la salute nei luoghi di lavoro
CIVITA CASTELLANA - Ceramica Catalano, Ceramica Cielo, insieme a Galassia e Disegno (tutte facenti parte del gruppo Mittel) sono tra le realtà che si sono distinte come “Luoghi di lavoro che promuovono salute” all’interno del programma della Regione Lazio Workplace Health Promotion, predisposto con il vademecum “Indicazioni per la gestione della promozione della salute nei luoghi di lavoro', entrando a far parte della Rete Lazio WHP e dell'elenco regionale.
Il programma mira a trasformare i luoghi di lavoro in ambienti che incoraggiano stili di vita sani come ad esempio l'esercizio fisico, una corretta alimentazione, la prevenzione del fumo e delle dipendenze per prevenire malattie croniche. 'Questo - ha spiegato Alessandro Scopetti direttore generale della ceramica Cielo - non solo favorisce il benessere dei dipendenti, ma migliora anche il clima aziendale. Numerose evidenze scientifiche sostengono infatti che l’implementazione del modello Whp produca benefici sulla salute dei lavoratori, diminuisca le assenze dal lavoro e aumenti la produttività. In questo modo ne risulta migliorata anche l’immagine aziendale, attenta ai bisogni dei lavoratori'.
L'iniziativa, partita nelle aziende ceramiche ad inizio 2026, ha coinvolto lavoratori e personale medico con l'ausilio della Asl e procederà nei prossimi mesi con incontri dedicati e gruppi di lavoro.
Già lo scorso anno presso la sede di Unindustria (a cui sono associate Catalano e Cielo), è stato ospitato un incontro specifico sul tema, con la partecipazione dei dirigenti Asl Rita Leonori, Stefania Villarini, Fabio Dominici e Vincenzo De Rosa.
'Un appuntamento di cui - ha spiegato il presidente di Unindustria Viterbo Andrea Belli –, grazie alla collaborazione tra imprenditoria e sanità pubblica, oggi si raccolgono i frutti perché il risultato raggiunto è anche conseguenza di questa opera di sensibilizzazione nata in seno all’associazione'.
Saldi estivi 2026 al via, ma quanti hanno già comprato? La mappa degli sconti 'anticipati'
VITERBO - Pronti, partenza... saldi! Oggi, sabato 4 luglio scatta ufficialmente l'ora delle grandi occasioni estive in quasi tutta Italia (fatta eccezione per Trento e Bolzano). Ma siamo davvero sicuri che sia l'inizio di qualcosa? A guardarsi intorno nei negozi e online, sembra proprio che la corsa all'affare sia iniziata già da un pezzo.
E voi, avete resistito alla tentazione o avete già ceduto a qualche 'pre-salto'?
Se avete già acquistato a prezzo scontato, sappiate che siete in ottima e abbondante compagnia. Secondo l'ultima indagine Ipsos per Fismo (la Federazione Italiana Settore Moda di Confesercenti), ben il 36% degli italiani ha già svuotato il carrello prima del via ufficiale. Più di un cittadino su tre.
Chi compra prima? Identikit dello scontrino anticipatoLa voglia di sconti non è uguale per tutti, e la geografia degli acquisti anticipati disegna un'Italia molto precisa:
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Il Sud e le Isole guidano la classifica: qui la quota di chi ha già comprato a prezzo ridotto sale al 42%, contro il 33% del Nord e il 32% del Centro. Il picco minimo? Nel Nord-Ovest, dove si ferma al 28%.
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Questione di età: i veri cacciatori di sconti anticipati sono i giovani. Quasi un under 35 su due (48%) ha già fatto acquisti, mentre tra gli over 35 la percentuale scende al 31%.
Cifre curiose, certo, ma che per la Fismo nascondono un problema enorme: un sistema che, così com'è, non funziona più.
Dietro le vetrine: la crisi silenziosa dei nostri negoziMentre noi cerchiamo l'affare della stagione, c'è un settore che sta lottando per sopravvivere. Avete notato quante serrande si sono abbassate di recente nelle vie del vostro centro storico? Non è un'impressione: tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso oltre 18mila negozi di abbigliamento e calzature (-13,5%), cancellando 17mila posti di lavoro. Inoltre, la spesa delle famiglie per la moda è crollata, passando dal 7% al 3,7% dei consumi totali.
I negozi indipendenti, quelli di fiducia sotto casa, negli anni '80 dominavano il 75% del mercato. Oggi pesano appena per il 20-25%.
«I saldi rappresentano da sempre una boccata d'ossigeno per le imprese e una reale opportunità di qualità per i consumatori» spiega Lina Novelli (Presidenza Fismo Nazionale e Confesercenti Provinciale), che invita tutti a comprare nei negozi tradizionali. «Ma il valore delle vendite di fine stagione, che vale il 25-30% del fatturato annuo, si è costantemente eroso a causa di promozioni selvagge».
La giungla del web e dei finti divietiIl problema vero è che le regole attuali esistono solo sulla carta. Sulla carta, infatti, ci sarebbe il divieto di fare promozioni nei 30 giorni prima dei saldi. Nella realtà, tra SMS privati, sconti online e 'black friday' estivi, la concorrenza è diventata sleale.
«Non si può più lasciare questa materia in mano alle Regioni» attacca duramente Francesca Recine, Presidente nazionale di Fismo. «Serve una legge nazionale, chiara e semplice, esattamente come si è fatto per gli orari di apertura».
La proposta: spostare i saldi ad agosto (e come puoi firmare anche tu)Per salvare il commercio di prossimità, Confesercenti e Fismo hanno lanciato una petizione ufficiale alla Camera dei Deputati che ha già raccolto le firme di 3mila imprenditori. Cosa chiede?
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Posticipare i saldi: farli iniziare alla fine della prima settimana di agosto per l'estate e di febbraio per l'inverno (quando la stagione è davvero 'alla fine').
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Durata massima: limitare i saldi a soli 30 giorni.
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Regole per l'online: controlli severi sul web per evitare che i colossi dell'e-commerce distruggano i negozi fisici.
A sostenere la battaglia c'è anche Vincenzo Peparello, Presidente della Confesercenti Provinciale: «È un intervento necessario. Trattandosi di saldi di 'fine stagione', non possono essere anticipati a quando la stagione è ancora nel vivo, alterando la gestione economica delle aziende».
Vuoi far sentire la tua voce? Se credi che i negozi del tuo quartiere vadano difesi, puoi firmare la petizione direttamente sulla piattaforma della Camera dei Deputati, accedendo in pochi secondi tramite SPID o CIE.
Perché, come ricorda Francesca Recine, «dietro ogni serranda che si abbassa, c’è una comunità che rischia di scomparire».
Striscione abusivo: le associazioni scrivono alla sindaca, 'nessuna risposta'
di Fabio Tornatore
VITERBO - Scrive alla sindaca di Viterbo l'associazione Tavolo per la Pace, ma ancora nessuna risposta: dopo le polemiche di alcune settimane fa sullo striscione appeso a piazzale Gramsci con su scritto 'remigrazione', l'associazione, dopo la scadenza dei termini dell'ordinanza che imponeva di eliminare la scritta perchè violava le norme sulla pubblicità, invia ancora una lettera indirizzata alla prima Cittadina, chiedendo un intervento per quello che 'mette in imbarazzo la città di Viterbo'. Anche altre associazione in questi giorni hanno scritto alla sindaca, ma a quanto ne sappiamo, anche loro non hanno ricevuto risposta.
'Avevamo accolto con soddisfazione l'ordinanza del 15 giugno u.s., con la quale veniva disposta la rimozione della scritta 'Remigrazione' da un edificio di piazzale Gramsci' si legge nella lettera indirizzata alla sindaca Chiara Frontini 'ci ha invece profondamente indignato la sfrontatezza con cui i destinatari del provvedimento hanno dichiarato pubblicamente la propria intenzione di non ottemperare all'ordinanza. Essendo trascorsi ormai più dei dieci giorni previsti per la rimozione spontanea dell'ignobile e abusivo striscione'.
'Le chiediamo di dare seguito a quanto previsto dal provvedimento' continua il documeno 'affinché venga ripristinata la legalità, nel rispetto delle leggi della nostra democrazia e non di quelle della prepotenza e del razzismo. Ricordiamo come il mancato rispetto delle norme vigenti abbia recentemente portato alla chiusura di dieci esercizi di barberia, privando diverse famiglie della propria fonte di sostentamento e privando molti utenti di servizi a prezzi compatibili con le proprie modeste risorse economiche. Sarebbe grave se i principi di “legalità” e “sicurezza” trovassero applicazione solo in determinati casi, mentre di fronte a una palese violazione di un'ordinanza comunale si tollerasse l'inottemperanza. Riteniamo inoltre che l'inerzia nell'applicazione del provvedimento rischi di trasmettere un messaggio pericoloso: quello secondo cui chi ostenta apertamente posizioni razziste e discriminatorie possa ritenersi al di sopra delle regole comuni'.
'Un simile clima' conclude l'associazione 'favorisce fenomeni di crescente intolleranza, come quelli registrati in altre città, tra cui Genova, dove si sono verificati episodi di vere e proprie ronde a sfondo razzista e xenofobo, culminati anche in aggressioni ai danni di giovani migranti, con spranghe di ferro. Confidiamo pertanto in un Suo tempestivo intervento affinché l'ordinanza venga pienamente eseguita'.
Caso Viale dei Pini, l'opposizione attacca: «Il Sindaco si assuma le sue responsabilità»
MONTALTO DI CASTRO - C'è un problema quando un'Amministrazione, invece di rispondere alle domande dei cittadini, preferisce attaccare chi le pone.
All'incontro su Viale dei Pini c'erano decine di persone. C'erano i cittadini, c'erano i consiglieri e c'era un Sindaco che tutti hanno sentito chiedere ai presenti di 'prendersi delle responsabilità' rispetto a scelte che competono esclusivamente a chi governa.
Noi una cosa la sappiamo: i cittadini non sono stati eletti per amministrare il Comune. Il Sindaco e la maggioranza sì.
Se oggi qualcuno prova a raccontare una versione diversa dei fatti, dovrebbe spiegare ai cittadini perché, davanti alle loro preoccupazioni, si è cercato di condividere con loro il peso di decisioni che spettano esclusivamente all'Amministrazione. Perché chi governa deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte, non cercare di distribuirla tra chi era presente in sala.
E mentre si perde tempo a polemizzare con l'opposizione, resta una domanda senza risposta: chi pagherà le conseguenze delle scelte sbagliate fatte su Viale dei Pini? Perché alla fine il conto, come sempre, rischia di arrivare nelle tasche dei cittadini.
Gli attacchi personali non cancellano la realtà. I cittadini erano lì. Hanno ascoltato. Hanno capito. E soprattutto hanno visto un'Amministrazione più impegnata a difendersi che a spiegare le proprie decisioni.
A meno di un anno dalle elezioni, invece di cercare capri espiatori, sarebbe il caso di assumersi finalmente la responsabilità politica e amministrativa delle proprie scelte.
Eleonora Sacconi
Angelo brizi
Luca Benni
Francesco Corniglia
Gioco d'azzardo nel Lazio: i numeri del biennio tra sale fisiche e boom dell'online
Il Lazio si conferma una delle regioni dove si scommette di più in Italia, e i dati degli ultimi due anni raccontano una trasformazione profonda del fenomeno. Il baricentro del gioco si è spostato in modo netto dalle sale fisiche allo smartphone, mentre la spesa complessiva continua a crescere anno dopo anno. Dietro le cifre si nasconde un intreccio di volumi record, fragilità sociale che fa del territorio laziale un caso di studio nazionale. Ecco la fotografia aggiornata, ricostruita dai rapporti Azzardomafie di Libera e dal Libro Nero dell'Azzardo di Federconsumatori e CGIL, entrambi elaborati sui dati ufficiali dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
Il Lazio terza regione d'Italia per volume di gioco
Nel 2024 la raccolta complessiva del gioco d'azzardo nel Lazio ha toccato circa 16 miliardi e 668 milioni di euro. Di questi, 6,5 miliardi provengono dal gioco fisico e 10,1 miliardi da quello online. Il canale telematico pesa quindi per circa il 60 per cento del totale regionale, in perfetta linea con il sorpasso registrato a livello nazionale.
Tradotto sul singolo cittadino, il dato è impressionante: 2.919 euro pro capite giocati in media da ogni abitante nel corso dell'anno. Si tratta di un valore alto, seppur inferiore a quello di regioni come Campania (3.692 euro), Abruzzo, Molise e Sicilia, tutte oltre la soglia dei 3.000 euro annui. In termini assoluti, il Lazio è la terza regione italiana per volume di raccolta, dietro soltanto a Lombardia (quasi 25 miliardi) e Campania (20,5 miliardi), e davanti alla Sicilia.
I dati preliminari relativi al 2025 confermano la tendenza al rialzo. Sul fronte del gioco online il Lazio registra 1.941 euro pro capite per residente, il valore più elevato di tutto il Centro Italia. E la sola provincia di Roma arriva a concentrare quasi 12,9 miliardi di euro di raccolta complessiva, diventando la prima realtà territoriale del Paese per volume assoluto di denaro giocato.
Roma, la capitale italiana dell'azzardo
Il vero motore del dato regionale è la Capitale. Nel 2024 i romani hanno giocato 8 miliardi e 330 milioni di euro, una cifra superiore persino a quella di Milano e Napoli messe una accanto all'altra. Il confronto con l'anno precedente è eloquente: nel 2023 la spesa si era fermata a 7 miliardi e 733 milioni, il che significa un incremento di 597 milioni in un solo anno, pari a un più 7,1 per cento, superiore alla media nazionale.
La distanza dalle altre metropoli è abissale. Milano si colloca al secondo posto con 3,9 miliardi, Napoli al terzo con 3,4 miliardi: entrambe non arrivano alla metà del volume romano. È un primato che consegna a Roma il ruolo di indiscussa capitale dell'azzardo, con una concentrazione di sale, punti scommessa e apparecchi che non ha eguali sul territorio nazionale.
Il sorpasso dell'online sul gioco fisico
Il fenomeno più significativo del biennio è il definitivo cambio di baricentro verso il digitale con tipologie di casino online come le piattaforme senza autoesclusione come quelle che recensisce il sito gamerbrain.net, ad esempio. Se un tempo il gioco d'azzardo era legato all'immagine della sala slot o del tabaccaio, oggi la quota maggiore delle giocate passa attraverso app, siti e piattaforme di betting accessibili con un semplice tocco sullo schermo.
Il dato laziale del 60 per cento online rispecchia quello italiano. A livello nazionale, nel 2024 la raccolta ha toccato 157,45 miliardi di euro, con un incremento del 6,5 per cento sul 2023: di questi, 92,1 miliardi arrivano dall'online e 65,35 miliardi dal gioco fisico. Nel 2025 il canale telematico ha superato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di euro, con una crescita del 9,5 per cento, portando il volume complessivo a 165,34 miliardi, circa il 7,3 per cento del PIL nazionale.
Un aspetto particolarmente insidioso riguarda i piccoli centri. Nei comuni più minuti del Lazio, dove le sale fisiche sono poche o assenti, si gioca ormai quasi esclusivamente online. Bastano uno smartphone e una carta ricaricabile per accedere a scommesse sportive e casinò virtuali, rendendo il fenomeno molto meno visibile ma non per questo meno diffuso.
Le province: Frosinone, Latina e i picchi anomali
Fuori dalla Capitale, il quadro provinciale offre spunti altrettanto rilevanti. In provincia di Frosinone nel 2023 sono stati giocati 1 miliardo e 277 milioni di euro, di cui più della metà (712 milioni) attraverso i canali telematici. Nel 2025 la cifra è salita a 1,41 miliardi, ripartiti tra 686,9 milioni nei giochi di abilità online, 234,6 milioni in slot e videolottery e 166,1 milioni nelle scommesse sportive. Colpisce che si tratti di uno dei territori economicamente più fragili del Lazio, segnato da deindustrializzazione e spopolamento: l'azzardo, come noto, tende a prosperare dove cresce l'incertezza.
In provincia di Latina la giocata media pro capite nel 2023 si è attestata sui 3.073 euro secondo la Caritas diocesana, in crescita del 7 per cento sull'anno precedente. Il capoluogo pontino da solo concentra quasi metà del volume provinciale, con una spesa pro capite di 3.350 euro. Ancora più elevato il dato del Sud Pontino, dove tra Terracina, Gaeta e le isole si raggiungono i 3.766 euro pro capite, con una netta prevalenza del canale online.
I picchi più anomali si registrano però nei borghi. Nel 2023 la spesa pro capite più alta del Lazio è stata quella di San Vittore nel Lazio con 6.812 euro, seguita da Atina con 6.181 euro. Nel 2025 Formia è entrata nella top nazionale, piazzandosi al quarto posto in Italia per raccolta online pro capite con 6.824 euro, quasi il triplo della media del Paese.
Ludopatia: una domanda di cura largamente inevasa
Dietro i numeri economici si nasconde il volto umano del fenomeno. Le stime sulla dipendenza variano molto a seconda della fonte, ma le rilevazioni più citate parlano, per il Lazio, di una platea compresa tra 120.000 e 180.000 giocatori problematici, ovvero persone il cui livello di concentrazione delle giocate supera la soglia patologica.
Il dato più allarmante riguarda però lo scarto tra bisogno e presa in carico. Secondo l'associazione dei concessionari Acadi, le persone effettivamente in cura per disturbi da gioco d'azzardo nel Lazio sono appena 840, a fronte di circa un milione e ottocentomila consumatori giocatori, pari a un terzo della popolazione maggiorenne regionale, distribuiti su circa 6.400 esercizi. Un abisso che racconta quanto la rete dei servizi socio-sanitari fatichi a intercettare una dipendenza che si consuma sempre più spesso in solitudine, davanti a uno schermo.
La normativa regionale tra distanziometro e proroghe
Sul piano delle regole, il Lazio si muove tra restrizioni e continui rinvii. La Legge regionale 5/2013, più volte modificata, prevede per le nuove sale gioco un distanziometro di 250 metri da aree sensibili come scuole, centri giovanili, strutture sanitarie e luoghi di culto, senza applicarsi però agli esercizi già esistenti. A inizio 2025 una nuova disciplina ha introdotto termini precisi per l'adeguamento, con diciotto mesi per la rimozione delle slot dagli esercizi commerciali e alcuni anni per le sale scommesse più vicine ai luoghi sensibili.
La misura ha acceso un forte scontro con i concessionari, che denunciano il rischio per migliaia di posti di lavoro e chiedono moratorie, mentre le associazioni del terzo settore spingono da anni per l'applicazione piena delle norme a tutela delle fasce più deboli. Il braccio di ferro è ancora aperto e definirà il volto del gioco fisico laziale nei prossimi anni.
Con l'online ormai fuori dal raggio d'azione dei regolamenti locali e in crescita a doppia cifra, la vera sfida per il Lazio sarà conciliare libertà di gioco, salute pubblica e sostenibilità sociale. E secondo te, in un contesto in cui il gioco è entrato ormai in tasca a chiunque, gli strumenti attuali bastano ancora a proteggere chi è più fragile?
