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Una festa speciale per le coppie con oltre 60 anni di matrimonio
VITERBO – Ci sono legami che il tempo non indebolisce, ma rende ancora più preziosi. È a queste storie di vita, affetto e condivisione che è dedicato Il Trionfo dell'Amore, l'iniziativa che giovedì 8 ottobre ha riunito a Viterbo sette coppie sposate da almeno sessant'anni, per una giornata all'insegna della memoria, dell'amicizia e della valorizzazione del territorio.
Un appuntamento organizzato da Tuscia in Fiore, dal professor Nuccio Chiossi, che ha curato ogni dettaglio per offrire ai partecipanti un programma piacevole e accessibile, nel rispetto dell'età dei protagonisti.
La giornata si è aperta alle ore 11 con una visita guidata alla Chiesa del Gonfalone, accompagnata dal confratello Renzo, che ha condotto gli ospiti alla scoperta di uno dei luoghi storici della città di Viterbo. Dopo la benedizione di Don Mario Brizi, alle ore 12 il gruppo si è ritrovato alla Sala delle Colonne, dove è intervenuta l'assessore ai Servizi sociali Rossana Giliberto che ha accolto gli ospiti facendo visitare le stanze del Palazzo dei Priori e poi si è tenuto il rinnovo laico delle promesse di matrimonio e due coppie hanno espresso apertamente le promesse e il momento è stato commovente.
Il momento conviviale è proseguito alle ore 13 al ristorante Il Solito Posto, alla Quercia, ospiti di Raffaele, che ha accolto le coppie con la consueta disponibilità e attenzione.
Anche il pranzo da è diventato un'occasione per raccontare le eccellenze gastronomiche della Tuscia. In tavola le mozzarelle di Cioffi, la focaccia e la pasta senza glutine di Spazio Goloso, la porchetta di Ala Macelleria e il tiramisù di Tuscia Dolce, disponibile anche senza lattosio. Un percorso di sapori locali, accompagnato da un servizio apprezzato da tutti i presenti.
Ma il vero cuore della giornata sono state le coppie, testimoni di un percorso condiviso lungo oltre sei decenni: Maria Lilia Pierini e Pietro Testa, Anna Maria Fanali e Guido Biscetti, Franco Pierini e Pier Isa della Rupe, Elvira Tranquilli e Angelo Gabriele Deci, Maria Teresa Serafini e Renzo Tucci, Gabriella Milioni e Amulio Taruffi, Franca Vittori e Alessandro Micci.
A tutte loro va il ringraziamento di Tuscia in Fiore, che attraverso questa iniziativa intende rendere omaggio non soltanto alla longevità dei matrimoni, ma anche al valore della famiglia, della solidarietà e delle relazioni umane. Storie personali che diventano patrimonio collettivo e che ricordano quanto siano importanti la cura reciproca, la pazienza e la capacità di affrontare insieme i cambiamenti della vita.
L'entusiasmo dei partecipanti e l'apprezzamento per la giornata hanno già dato appuntamento alla prossima edizione. Il Trionfo dell'Amore tornerà l'8 ottobre 2027, per celebrare ancora una volta le coppie che hanno fatto della vita insieme una storia straordinaria.
Perché sessant'anni d'amore non sono soltanto un anniversario: sono una testimonianza che merita di essere raccontata e festeggiata.
Andrea Micci (Lega): 'Presenterò un emendamento per modificare la ciclabile di via della Pila'
VITERBO - L'opportunismo della sindaca Frontini, brava a presentarsi civica e allo stesso tempo ad andare a cercare alleanze con la politica per le prossime elezioni comunali, oramai è noto anche ai cittadini più distratti e disinteressati a certe questioni. Un posizionamento ambiguo, il suo, pari alle promesse fasulle con cui ha incantato i viterbesi per quasi un decennio, finché al governo della città è andata lei e il castello di 'frottole' è crollato.
Un esempio di come le 'idee' e i 'valori' siano solo strumentali alla sua personale partita elettorale, sono proprio le piste ciclabili: Forza Italia le osteggia in diverse città, lei e la sua maggioranza hanno iniziato una crociata contro chi le critica. Insomma, Frontini non disdegna di stare con un piede a destra e uno a sinistra pur di restare 'aggrappata' allo scranno di sindaco per altri cinque anni. Da parte mia, come ho già annunciato durante l'incontro pubblico a via della Pila, sono pronto a presentare un emendamento al prossimo bilancio per modificare la pista ciclabile realizzata di recente, recependo quelle indicazioni della cittadinanza, non solo residente, ma che frequenta quella zona a vario titolo, al fine di eliminare i disagi lamentati da più parti rispetto a un'opera che, seppure eseguita, immaginiamo, nel rispetto delle regole, lascia estremamente perplessi nelle dimensioni e nella struttura con cui è stata concepita. Mi riferisco ad esempio alla scelta di escludere la viabilità pedonale a vantaggio di quella ciclabile e automobilistica, riservando a chi cammina a piedi una striscetta di asfalto schiacciata tra la ciclabile e i palazzi, costringendo le persone a utilizzare la corsia riservata alle due ruote.
C'è poi la questione dei parcheggi a spina di pesce e la decisione di una drastica riduzione della carreggiata che, secondo i residenti, limiterebbe fortemente gli spazi di manovra. Approfondiremo, poi, la problematica dell'attività commerciale che, ad ogni pioggia, è costretta a raccogliere acqua con i secchi. Su queste ed altre questioni lavoreremo in questi mesi per arrivare a una proposta che sia rispondente a quelle aspettative dei cittadini che l'amministrazione Frontini ha ancora una volta ignorato, calando dall'alto un'altra delle sue solite genialate. Certo è che, nonostante si impongano ai viterbesi certi stili di vita, non abbiamo ancora visto pedalare sulla ciclabile né la sindaca, né la sua maggioranza. Ma certamente frequentano altre zone.
Andrea Micci
consigliere comunale Lega
Terra rara: le risorse sotto l'Alto Lazio sono una miniera d'oro
di Fabio Tornatore
VITERBO - Il sottosuolo dell'Alto Lazio è ricco di materie prime strategiche, terre rare che fanno gola a tante industrie e società nel mondo, alla ricerca dei materiali che alimentano produzioni, economie e ricerca. Tra queste ci sono litio, boro, fluorite e atri minerali. Tutti elementi presenti nel sottosuolo tra Viterbo e Roma, facendo di questo territorio una miniera d'oro, ma con scarse, o nulle, ricadute sulla popolazione.
Prorogata, dunque, per due anni la ricerca di litio nella zona tra Camagnano di Roma e Nepi, nella provincia di Viterbo, per circa 1200 ettari di territorio, alla ricerca di litio, tra i minerali più ricercati, e pagati, al mondo, per la produzione di batterie elettriche, tra le altre cose. Estesa la ricerca anche al boro, altra materia prima strategica, e al solfato di potassio. Per quest'ultimo è previsto un progetto all'Università dell'Aquila finalizzato alla costruzione di un impianto pilota per la produzione di solfato di potassio.
Nel totale la ricerca di litio, tra i diversi progetti autorizzati, copre una superficie di 8 mila ettari, da Campagnano di Roma a Magliano Romano, passando per la Tuscia. Un'altra ricerca di materie prime strategiche è quella attiva nella zona di Bracciano per trovare la fluorite: l'autorizzazione copre circa 43 ettari di territorio.
Le concentrazioni di litio, come si legge in uno dei documenti depositati per l'autorizzazione alla ricerca, è tra le più alte riscortrate al mondo: secondo ricerche effettuate già negli anni '70, nelle acque che scorrono sottoterra, in questa piccola porzione di pianeta, si troverebbero anche 400 parti per milione di litio, facendone, se le ricerche confermassero quanto scritto e analizzato molti anni fa, uno dei giacimenti più ricch del mondo.
I minerali priziosi si troverebbero disciolti nelle acque che scorrono sotto terra, tra le rocce di orifine vulcanica, e verrebbero estratti con procedimenti di 'sublimazione', senza necessità di scavi o metodi 'invasivi' sul territorio.
Il Comune trasloca: il IV settore va nellex tribunale
VITERBO – Svelato l’arcano: saranno gli uffici del IV settore a trasferirsi nei locali dell’ex tribunale di piazza Fontana Grande.
Più nello specifico, il IV settore è quello dedicato alla gestione dello sviluppo economico e delle attività produttive e troverà posto all’interno di uno degli edifici storici del centro cittadino, recentemente interessato da un importante intervento di riqualificazione.
Cosa comporta il passaggio?
Il rischio principale legato al trasferimento è quello di una momentanea battuta d’arresto per un settore che svolge attività importanti per la città. Tra i suoi compiti rientra infatti anche il rilascio delle autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico, necessarie per eventi, fiere e mercatini, appuntamenti ormai ricorrenti nella vita del capoluogo.
Il trasloco, quindi, è tutt’altro che un’operazione sbrigativa. Archivi, documenti e postazioni di lavoro rappresentano soltanto la parte più visibile di un’organizzazione che dovrà essere trasferita senza compromettere la continuità dei servizi. L’obiettivo sarà dunque completare le operazioni nel minor tempo possibile, garantendo al contempo cittadini, imprese e associazioni che le pratiche già avviate possano proseguire regolarmente.
Una ventata d’aria fresca o un leggero spiffero per le attività economiche del centro?
Portare uffici così importanti da una zona all’altra significa spostare anche diverse unità di personale e, inevitabilmente, aumentare il numero di persone che ogni giorno frequenteranno piazza Fontana Grande. Una presenza che potrebbe avere ricadute positive sulle attività commerciali e sui bar della zona, contribuendo a riportare movimento in una parte del centro storico.
Il trasferimento, però, non dovrà essere considerato soltanto come un’operazione logistica. La vera sfida sarà riuscire a coniugare la riqualificazione di un edificio storico con il mantenimento di servizi efficienti e facilmente accessibili. Soltanto nei prossimi mesi sarà possibile capire se il passaggio avrà rappresentato un reale valore aggiunto per il Comune e per le attività economiche del centro.
Vetralla, piano regolatore, la minoranza: «Ora servono risposte, risorse e tempi certi»
VETRALLA – «Oltre le polemiche, Vetralla ha bisogno di risposte e di un percorso da completare». È questa la posizione espressa dai consiglieri di minoranza Aquilani, Celata, Palombi, Pasquinelli e Santucci al termine del confronto in Consiglio comunale sulla pianificazione urbanistica e sul futuro del nuovo strumento urbanistico.
Secondo l’opposizione, il dibattito avrebbe dovuto concentrarsi soprattutto sui passaggi ancora necessari per completare l’iter e sugli impegni che l’amministrazione intende assumere per arrivare all’approvazione definitiva. «Nelle risposte ai nostri interventi – sostengono i consiglieri – una parte rilevante del dibattito è stata invece dedicata alla distinzione tra Piano Regolatore e Variante e alle contestazioni rivolte alla precedente amministrazione».
Per la minoranza, la questione della definizione tecnica dello strumento non dovrebbe però distogliere l’attenzione dalla sostanza del percorso. «La classificazione formale va naturalmente rispettata – spiegano – ma una variante generale che ripensa complessivamente l’assetto della città ha una portata ben diversa da un semplice adeguamento normativo».
I consiglieri rivendicano inoltre il carattere partecipato del percorso, sottolineando come nel corso dell’iter siano state raccolte e accolte numerose proposte e osservazioni provenienti dai cittadini. «È soprattutto questo valore che chiediamo venga riconosciuto e portato avanti», affermano.
Nel comunicato viene quindi ricostruita la cronologia dell’iter, dal documento di scoping del 23 luglio 2021 fino al parere motivato VAS del 13 marzo 2026. Un percorso che, secondo la minoranza, si è sviluppato nell’arco di quasi cinque anni e che avrebbe evidenziato la necessità di una fase tecnica di copianificazione con la Regione.
Proprio il rapporto con la Regione viene indicato dall’opposizione come uno degli aspetti sui quali sarebbe necessario intervenire. I consiglieri sostengono che le questioni da affrontare fossero già emerse durante gli incontri tecnici e attraverso successive richieste di integrazione, fino a un sollecito di risposta nel 2025.
«A questo punto – affermano – il tema centrale non può essere riaprire una contrapposizione sul passato. Il tema è capire cosa bisogna fare adesso per portare a compimento il percorso».
Nel mirino della minoranza finisce anche l’attribuzione dei ritardi alla precedente amministrazione Coppari. Secondo i consiglieri, richiamare le responsabilità della precedente amministrazione rischierebbe di spostare l’attenzione dagli impegni che oggi spettano all’amministrazione guidata da Sandrino Aquilani, chiamata, a loro giudizio, a seguire il percorso già avviato e a portare a conclusione lo strumento urbanistico.
L’opposizione richiama inoltre il fatto che il nuovo strumento, adottato nel 2020, sarebbe stato votato anche dall’attuale sindaco. Da qui la richiesta di completare l'iter, adeguando il piano alle osservazioni emerse nel confronto con la Regione.
Una parte del comunicato riguarda infine le risorse a disposizione degli uffici e le scelte dell’amministrazione. I consiglieri pongono una domanda politica sulla dotazione di personale necessaria a seguire un iter già avviato e chiamano in causa anche l’assessore all’Urbanistica Gidari e il consigliere regionale Zelli, chiedendo quale linea intenda seguire l’amministrazione e quali iniziative siano state assunte finora.
«Quale linea vuole seguire questa amministrazione? Quella del sindaco Aquilani, che nel 2020 votò l’adozione del piano, oppure quella dell’assessore all’Urbanistica Gidari? E il consigliere regionale Zelli cosa ha fatto finora e cosa intende fare?», chiedono i consiglieri di minoranza.
La richiesta conclusiva è quindi quella di garantire continuità, risorse e tempi certi per arrivare alla conclusione dell’iter. «Abbiamo già perso fin troppo tempo», concludono Aquilani, Celata, Palombi, Pasquinelli e Santucci.
Civita Castellana, al liceo artistico Midossi un nuovo indirizzo musicale
Civita Castellana, al liceo artistico Midossi un nuovo indirizzo musicale E' la proposta lanciata dall'istituto superiore per ampliare l'offerta didattica https://www.viterbonews24.it/news/civita-castellana,-al-liceo-artistico-midossi-un-nuovo-indirizzo-musicale_158398.htm
CIVITA CASTELLANA - Un nuovo indirizzo musicale per il liceo artistico Ulderico Midossi. E' la proposta lanciata dal preside Alfonso Francocci con l'obiettivo di ampliare l'offerta formativa del liceo introducendo una curvatura musicale. Nei giorni scorsi la giunta ha dato l'ok al progetto, approvando all’unanimità un apposito atto di indirizzo e riconoscendo alla proposta un importante valore educativo, culturale e strategico non soltanto per Civita Castellana, ma per l’intero comprensorio.
La richiesta era stata formalizzata dal dirigente scolastico del Midossi con una nota del 7 settembre ed era stata accompagnata dalla deliberazione del consiglio d’istituto con la quale l'organismo scolastico aveva espresso all’unanimità parere favorevole all'avvio delle due possibili curvature (in alternativa si parla di una curvatura coreutica).
Secondo l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Danilo Corazza, l'introduzione di un percorso musicale rappresenterebbe un'importante opportunità per gli studenti, ampliando le possibilità di formazione nei diversi linguaggi artistici ed espressivi. La proposta è stata considerata coerente con la storia e l’identità del liceo artistico e con la vocazione culturale del territorio.
A rafforzare questa valutazione c’è anche la presenza, all’interno dello stesso istituto, di esperienze già consolidate in ambito musicale, tra cui il progetto “Cor-o-rchestra”, dedicato alla pratica musicale laboratoriale e alla produzione artistica. L'eventuale nuovo percorso potrebbe quindi valorizzare competenze e attività già presenti nella scuola, favorendo una maggiore integrazione tra arti visive, musica e discipline performative.
Il Comune in questo caso non ha il potere di istituire direttamente il nuovo indirizzo, la definizione degli aspetti didattici, organizzativi e ordinamentali spetta infatti alla scuola e agli organismi competenti dell'amministrazione scolastica. Il Sindaco si impegnerà a trasmettere formali note di sostegno alla regione Lazio, all’ufficio scolastico regionale e agli altri soggetti competenti
Viterbo, nuovo sfratto al Pilastro: Ater torna in possesso di un alloggio in via Cristofori
VITERBO – Nuovo intervento dell’Ater di Viterbo per il recupero di un alloggio occupato abusivamente. Lo sfratto è stato eseguito in via Cristofori, nella zona del Pilastro, consentendo all’azienda di rientrare nella disponibilità dell’immobile, che ora dovrà essere sottoposto agli interventi di manutenzione necessari prima di poter essere nuovamente assegnato.
A commentare l’operazione è il presidente dell’Ater di Viterbo, Diego Bacchiocchi, che rivendica la prosecuzione delle attività finalizzate al ripristino della legalità negli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
«La battaglia dell’Ater per il ripristino della legalità va avanti: oggi abbiamo eseguito un altro sfratto, in zona Pilastro, e siamo tornati in possesso di un alloggio, che adesso potrà essere messo a disposizione degli aventi diritto», dichiara Bacchiocchi.
L’intervento è stato effettuato con il supporto della forza pubblica e dell’ufficiale giudiziario. Secondo quanto riferito dall’Ater, l’alloggio di via Cristofori era occupato abusivamente da tempo.
«Grazie al lavoro dei nostri avvocati e alla professionalità dei nostri dipendenti, abbiamo portato a conclusione anche questa vicenda – aggiunge il presidente – dimostrando, una volta di più, che la stagione dei prepotenti è finita».
Durante le operazioni era presente anche un medico legale, dal momento che l’occupante aveva riferito di avere problemi di salute. Lo sfratto, tuttavia, si è svolto senza particolari criticità e l’Ater ha potuto riprendere possesso dell’immobile.
L’alloggio sarà ora interessato dai lavori di manutenzione necessari. Una volta completati gli interventi, potrà tornare nella disponibilità degli alloggi destinati all’assegnazione, consentendo così di metterlo a disposizione di chi ne abbia diritto secondo le procedure previste.
Orte, domenica la demolizione controllata del viadotto Tevere: esplosivo per le prime 13 campate
ORTE – È in programma per domenica 11 ottobre un intervento particolarmente significativo sul viadotto Tevere, lungo la strada statale 675 “Umbro Laziale”, nel territorio comunale di Orte. Anas procederà infatti alla demolizione controllata mediante esplosivo di una parte dell’impalcato della carreggiata in direzione Terni, nell’ambito dei lavori straordinari di risanamento dell’infrastruttura.
L’operazione riguarderà le prime 13 delle 33 campate complessive della carreggiata interessata, a partire dalla spalla sul lato Terni. La demolizione è stata progettata attraverso la caduta verticale delle porzioni di impalcato, resa possibile dalla realizzazione di apposite cerniere plastiche ottenute mediante la detonazione controllata di cariche esplosive inserite in fori predisposti nelle travi esistenti.
La tecnica scelta da Anas ha l’obiettivo di consentire la demolizione dell’impalcato limitando le sollecitazioni sulle strutture esistenti. In particolare, saranno salvaguardate pile e spalle del viadotto, così come l’impalcato della carreggiata adiacente.
Il viadotto Tevere si sviluppa complessivamente per 1.353 metri ed è composto, per ciascuna carreggiata, da 33 campate, con una luce media di circa 41 metri.
L'intervento rientra nel primo lotto dei lavori straordinari di risanamento dell'opera. Il progetto prevede, oltre agli interventi di rinforzo e manutenzione delle sottostrutture esistenti, la completa demolizione dell'attuale impalcato della carreggiata interessata e la successiva realizzazione di una nuova struttura mista in acciaio e calcestruzzo.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla sicurezza sismica. La nuova struttura sarà infatti dotata di un sistema di isolamento sismico con isolatori a pendolo, posizionati sulla sommità delle pile, con l'obiettivo di migliorare le prestazioni complessive dell'infrastruttura e aumentarne i livelli di sicurezza e durabilità.
La nuova sede stradale avrà una larghezza complessiva di 10,70 metri, di cui 9,50 metri pavimentati e 1,20 metri destinati complessivamente ai cordoli laterali necessari per l'installazione delle barriere di sicurezza.
L'intero intervento di risanamento del viadotto Tevere prevede un investimento complessivo superiore a 41,5 milioni di euro, nell'ambito del programma di Anas per il risanamento e l'ammodernamento delle infrastrutture stradali.
Reginald Pole a Capranica, il cardinale inglese che nella Tuscia rifletteva sulla Riforma
CAPRANICA – Una pagina poco conosciuta della storia religiosa europea del Cinquecento passa anche dalla Tuscia. È quella legata alla figura del cardinale inglese Reginald Pole (1500-1558), tra i protagonisti delle grandi controversie religiose dell'epoca della Riforma protestante, che nel maggio del 1541 scelse Capranica come luogo di ritiro e di studio.
La presenza del cardinale nel paese della Tuscia, a partire dal 12 maggio 1541, si inserisce in una fase particolarmente delicata della storia della Chiesa. Pole era già stato coinvolto nelle vicende che avevano accompagnato la rottura tra Enrico VIII e Roma e si era distinto nel dibattito sulla riforma della Chiesa e sulla possibilità di ricomporre la frattura tra cattolici e protestanti. Nel 1536 aveva scritto il De unitate Ecclesiae, testo nel quale difendeva l'unità della Chiesa di Roma, e nello stesso anno era stato nominato cardinale.
Proprio nelle settimane del suo soggiorno a Capranica, a Ratisbona, il cardinale Gasparo Contarini era impegnato in un complesso tentativo di raggiungere un'intesa tra cattolici e protestanti. Al centro delle discussioni vi era la questione della giustificazione, uno dei nodi teologici fondamentali della Riforma, relativo al rapporto tra grazia, fede e opere nella riconciliazione dell'uomo con Dio.
Pole seguiva da vicino l'evoluzione di quei negoziati, ma scelse di allontanarsi temporaneamente dal confronto diretto per dedicarsi allo studio e alla riflessione. Capranica divenne così, per alcune settimane, il luogo appartato nel quale il cardinale inglese affrontò temi destinati a segnare profondamente la storia religiosa europea.
La vicenda di Pole non si fermò però a Capranica. Nell'estate del 1541 ricevette la nomina a legato pontificio del Patrimonio di San Pietro e nel settembre dello stesso anno si trasferì a Viterbo. Qui, nel novembre, fu raggiunto da Marcantonio Flaminio e Pietro Carnesecchi, portatori dell'eredità spirituale e dei manoscritti del teologo spagnolo Juan de Valdés, autore di riflessioni che si confrontavano anche con le idee di Lutero e Calvino.
Attorno alla residenza viterbese di Pole si sviluppò così un ambiente di studiosi, intellettuali e religiosi passato alla storia come “Ecclesia viterbiensis”. Un circolo al quale furono legate anche figure come Vittoria Colonna e Michelangelo Buonarroti, e che trasformò la Tuscia in uno dei luoghi nei quali si cercò di confrontarsi con la frattura religiosa che attraversava l'Europa.
Il percorso si sarebbe poi intrecciato con gli sviluppi della Chiesa cattolica culminati nel Concilio di Trento e con la mancata elezione di Pole al soglio pontificio. La vicenda del cardinale inglese restituisce dunque alla Tuscia un ruolo significativo nella storia religiosa del XVI secolo: prima il ritiro e lo studio a Capranica, poi l'intensa stagione di riflessione e confronto vissuta a Viterbo.
A questa pagina di storia sarà dedicato l'incontro in programma sabato 24 ottobre alle 16.30, nel tempio romanico di San Francesco a Capranica. A ripercorrere la vicenda di Reginald Pole e il suo rapporto con la Tuscia sarà la dott.ssa Carla Benocci, che approfondirà il contesto storico e religioso nel quale si inserì la presenza del cardinale inglese.
Puntarelle: le cicorie travestite che conquistano Roma
Le puntarelle hanno una piccola particolarità: al mercato sembrano un ortaggio a sé, ma botanicamente sono cicoria. Appartengono infatti a Cichorium intybus, la stessa specie cui fanno capo numerose cicorie coltivate, e derivano da particolari selezioni della cosiddetta cicoria catalogna o cicoria asparago. Il nome aiuta a capire cosa finisce nel piatto: non sono semplicemente foglie, ma i giovani germogli carnosi che si sviluppano compatti nella parte interna del cespo, poco prima che la pianta avvii la formazione dello stelo fiorale.
È proprio questa caratteristica ad aver guidato nel tempo la selezione di varietà capaci di produrre germogli sempre più sviluppati, teneri e croccanti. Tra le più conosciute ci sono le puntarelle di Gaeta e quelle di Galatina: le prime tendono a essere più sottili e delicate, le seconde più carnose e dal gusto pronunciato. La coltura è particolarmente legata all’Italia centro-meridionale, con una presenza importante nella tradizione agricola e gastronomica del Lazio e della Puglia. A Roma, soprattutto, parlare di puntarelle significa entrare direttamente nel territorio dell’olio, dell’aglio e delle acciughe.
In campo è una coltura tipicamente autunno-invernale. La cicoria predilige temperature miti e fresche e può essere seminata dalla fine dell’estate per arrivare alla raccolta nei mesi più freddi. È una pianta piuttosto rustica, adattabile a differenti tipi di terreno, purché siano evitati ristagni e forti stress idrici. Per ottenere cespi ben sviluppati serve spazio: le varietà da puntarella tendono infatti ad allargarsi parecchio. L’acqua deve accompagnare la crescita con una certa regolarità, perché una disponibilità discontinua può incidere sulla tenerezza dei tessuti e sulla qualità del prodotto.
Il momento della raccolta conta molto. Anticipando si ottengono germogli più piccoli ma teneri; aspettando aumentano dimensioni e resa, con il rischio però di avere tessuti progressivamente più fibrosi. Il cespo viene reciso alla base e aperto eliminando le foglie esterne, che non sono uno scarto: possono essere lessate o ripassate in padella come una normale catalogna.
I germogli interni vengono invece separati e tagliati longitudinalmente in strisce molto sottili. Il classico passaggio in acqua molto fredda non è soltanto una consuetudine di cucina: provoca il caratteristico arricciamento delle strisce e ne esalta la croccantezza. A questo punto sono pronte per essere consumate crude, modalità che mantiene meglio le caratteristiche nutrizionali.
Le puntarelle sono infatti un alimento ricco di acqua e fibre, con un apporto energetico contenuto; forniscono inoltre potassio, calcio, fosforo e vitamine, tra cui A, C, K e folati. Il caratteristico amarognolo, più o meno marcato secondo varietà e maturazione, completa il loro profilo sensoriale.
Al momento dell’acquisto conviene cercare cespi turgidi, compatti, con germogli chiari e croccanti e foglie prive di appassimenti. Se le puntarelle sono già pulite e tagliate, freschezza e consistenza diventano ancora più importanti: più passa il tempo, più quella croccantezza che le rende riconoscibili tende inevitabilmente a diminuire.
Legge elettorale, Rotelli (FdI): «Impegno mantenuto, restituiamo agli italiani la scelta dei ...
VITERBO – «Impegno mantenuto, restituiamo agli italiani la scelta dei propri rappresentanti». È il commento del deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, dopo l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale da parte di Montecitorio.
Secondo Rotelli, il via libera alla riforma rappresenta un passaggio politico di rilievo, tanto da parlare dell’ingresso dell’Italia nella «Terza Repubblica», collegando il risultato alla leadership del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«Si tratta di una scelta politica netta – spiega il deputato – che restituisce centralità ai cittadini e rafforza il legame tra elettori e istituzioni». Tra gli elementi sottolineati da Rotelli c’è il ritorno delle preferenze, che, secondo il parlamentare, consentirebbe agli elettori di incidere direttamente sulla scelta dei propri rappresentanti.
Nel commentare la riforma, Rotelli richiama anche il voto fuori sede, indicandolo come uno strumento in grado di ampliare concretamente le possibilità di esercitare il diritto di voto. «Rappresentanza, responsabilità e governabilità non sono principi alternativi – sostiene – ma condizioni essenziali per una democrazia pienamente partecipata ed efficace».
Il deputato viterbese evidenzia inoltre la necessità, a suo giudizio, di ristabilire un rapporto più diretto tra cittadini ed eletti. «Per troppo tempo la scelta degli eletti è stata sottratta ai cittadini – prosegue Rotelli –: con questa riforma si ristabilisce un rapporto diretto tra chi vota e chi viene chiamato a rappresentarlo».
Nella sua valutazione, la nuova legge elettorale dovrebbe inoltre contribuire a garantire maggiore stabilità nell’azione di governo, attraverso strumenti che, sempre secondo Rotelli, possano favorire una maggiore coerenza dell’azione politica.
Il presidente della Commissione Ambiente sottolinea infine l’unità del centrodestra nel raggiungimento dell’obiettivo. «Il centrodestra arriva a questo risultato unito e coerente rispetto agli impegni assunti con una legge che fa gli interessi di tutti gli italiani», afferma Rotelli.
La conclusione è affidata al richiamo al ruolo degli elettori: «Ora saranno i cittadini, attraverso il voto, a scegliere i propri rappresentanti e a determinare l’indirizzo politico della Nazione», conclude il deputato.
Isole e coste, Sberna: «La coesione sostiene i territori, ma lETS marittimo rischia di ...
VITERBO – Le strategie dell’Unione europea per le isole, le comunità costiere e le regioni ultraperiferiche sono state al centro del dibattito svoltosi oggi al Parlamento europeo di Strasburgo, riunito in seduta plenaria. Tra gli interventi anche quello di Antonella Sberna, vicepresidente dell’Eurocamera ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr, componente della Commissione per lo sviluppo regionale (REGI).
Nel suo intervento, Sberna ha posto l’accento sulle difficoltà specifiche che interessano i territori insulari, a partire dai maggiori costi legati a trasporti, energia e servizi. «Per anni isole e comunità costiere hanno chiesto all’Europa di essere ascoltate. Oggi hanno finalmente strategie dedicate», ha affermato, attribuendo al vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto un ruolo nella costruzione di queste strategie a partire dalle esigenze dei territori.
La vicepresidente del Parlamento europeo ha quindi richiamato l’attenzione sull’analisi del costo dell’insularità annunciata dalla Commissione europea, considerata uno strumento utile per raccogliere dati e individuare possibili interventi. Sberna ha espresso inoltre il proprio sostegno all’inserimento di questo impegno nel prossimo bilancio e nei Piani nazionali e regionali di partenariato.
Nel suo intervento spazio anche alle comunità costiere, nelle quali, secondo Sberna, vivono circa 95 milioni di europei. «Comunità che d’estate si riempiono e d’inverno si svuotano, che vedono partire i giovani e sono le prime a pagare le conseguenze dell’erosione e degli eventi estremi», ha sottolineato l’eurodeputata, chiedendo che anche questi territori possano trovare spazio nei futuri programmi di investimento, con risorse destinate all’adattamento climatico.
Sberna ha poi richiamato il ruolo della pesca, sostenendo che la diversificazione delle economie costiere debba procedere mantenendo il settore al centro delle politiche per molti territori, dove rappresenta, secondo la sua analisi, una componente legata al lavoro, all’identità e alla sicurezza alimentare.
La parte centrale dell’intervento ha riguardato però l’ETS marittimo, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione applicato al trasporto marittimo. Sberna ha evidenziato quella che considera una contraddizione tra le politiche di coesione e gli effetti dell’ETS sui collegamenti marittimi.
«Con la coesione aiutiamo questi territori, mentre con l’ETS marittimo facciamo salire il costo dei traghetti e delle merci da cui dipendono, proprio mentre carburante ed energia costano già di più», ha dichiarato.
Secondo Sberna, la revisione della direttiva prevede un’esenzione fino al 2035 per i collegamenti con le isole minori, lasciando però fuori le isole maggiori come Sicilia e Sardegna. Da qui l’appello rivolto all’Aula di Strasburgo a lavorare sul tema per individuare soluzioni che tengano conto delle esigenze delle popolazioni insulari.
«Per chi vive su un’isola, il traghetto è l’unica strada che possiede. Tassarla significa far pagare di più chi vive su un’isola», ha concluso Sberna, invitando gli eurodeputati a un confronto comune sulla questione.
Sutri, albero pericolante sulla Cassia: chiusa la SS 2 al km 49
SUTRI – La presenza di un albero pericolante ha reso necessaria la temporanea chiusura al traffico della strada statale 2 “Via Cassia”, all’altezza del chilometro 49, nel territorio comunale di Sutri.
La circolazione è stata interrotta in entrambe le direzioni per consentire le operazioni necessarie a ripristinare le condizioni di sicurezza della carreggiata.
Il traffico viene deviato in entrambe le direzioni sulla viabilità locale, attraverso via Cassia Cimina.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e le squadre di Anas, impegnate nella gestione della viabilità e nelle operazioni per rimuovere la situazione di pericolo e consentire la riapertura della strada nel più breve tempo possibile.
La chiusura resterà in vigore fino al completamento degli interventi e al ripristino delle normali condizioni di sicurezza.
Civita Castellana, incontro di formazione per i catechisti: al centro il discernimento comunitario
CIVITA CASTELLANA – Si concluderà sabato 10 ottobre il percorso di formazione dedicato ai catechisti della Diocesi di Civita Castellana. L’appuntamento è in programma alle 9.30 nel Salone “Alberto Trocchi” della Curia vescovile, in piazza G. Matteotti 27.
Il terzo e ultimo incontro sarà ancora dedicato al tema del discernimento. A guidare la riflessione sarà don Andrea Caporale, della Diocesi di Civita Castellana e dottorando in Teologia spirituale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, che affronterà il tema “Il discernimento comunitario”.
L’incontro è rivolto principalmente ai catechisti, ma sarà aperto anche a tutte le persone interessate ad approfondire l’argomento.
L’appuntamento arriva al termine di un percorso che nelle scorse settimane ha affrontato il discernimento da diverse prospettive. Sabato scorso, in particolare, fra Giuseppe Frasca OFM ha guidato il secondo incontro sul tema “Il discernimento verso gli altri alla luce della vita di Gesù”.
La riflessione è partita dall’interconnessione tra vocazione, missione e relazioni, individuando tre parole chiave: gratuità, Spirito Santo e obbedienza alla storia. La gratuità dell’amore ricevuto da Dio è stata indicata come fondamento di ogni chiamata e servizio ecclesiale, mentre lo Spirito Santo è stato presentato come protagonista dell’azione evangelizzatrice. Centrale anche il tema dell’obbedienza alla realtà, intesa come atteggiamento necessario per riconoscere la volontà del Signore negli eventi della vita.
Attraverso alcuni momenti della vita di Gesù – dal Battesimo al Giordano alle tentazioni nel deserto, dalla chiamata dei Dodici al discorso sul Pane della Vita, fino alla Trasfigurazione e alla Passione – fra Giuseppe ha approfondito il percorso del discernimento, sottolineando l’importanza dell’ascolto di Dio, della conoscenza di sé e dell’incontro con gli altri, in particolare con le persone più fragili.
La mattinata si è conclusa con alcuni laboratori di confronto in gruppo, che hanno permesso ai partecipanti di approfondire i temi affrontati e condividere esperienze e prospettive pastorali legate al servizio catechistico nelle comunità parrocchiali della diocesi.
Con l’incontro di sabato si completerà quindi il percorso formativo dedicato al discernimento, con un ultimo approfondimento rivolto alla dimensione comunitaria.
Ripartono i corsi teatrali Theatr.Es per ragazzi e adulti
VITERBO - I Corsi di Teatro per ragazzi e adulti organizzati dall’Associazione e Compagnia Theatr.Es, e diretti dal Regista e Formatore Sergio Urbani, ripartono quest’anno i due corsi di Viterbo, il corso del Teatro Francigena di Capranica e quello di Civita Castellana.
Chiunque è interessato a partecipare ad una lezione prova, potrà prenotare chiamando il 329 1158830, o scrivendo a info@associazionetheatres.it
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Per il nuovo Anno Accademico di Viterbo, sono previsti due corsi di formazione pronti ad accogliere nuovi allievi/e attori/attrici.
Due laboratori dell’Arte con un unico obiettivo: vivere emozioni profonde e indimenticabili.
'Il Teatro è una grande lente d’ingrandimento sulle emozioni più recondite, che richiede coraggio, disponibilità, e tanta umiltà per guardarsi dentro. Il Teatro è tutto ciò che non si può rinchiudere e circoscrivere.
Il Teatro è profumo, colore, è silenzio religioso e parole gridate dal profondo dell’anima.
Il Teatro è schema e libertà insieme.
Il Teatro è un braccio in tensione, un occhio attento ed un cuore pronto ad esplodere'.
Al Teatro Ettore Petrolini arriva Rumori fuori scena del Teatro di Carta
RONCIGLIONE – Dopo l’apertura affidata a “Francesco – Il Musical 2026”, prosegue la Stagione Teatrale 2026 del Teatro Comunale “Ettore Petrolini” di Ronciglione.
Il secondo appuntamento è in programma sabato 10 ottobre alle ore 21.00 con “Rumori fuori scena”, spettacolo della compagnia Teatro di Carta, liberamente tratto dall'insuperabile opera teatrale di Michael Frayn, con la regia di Elda Martinelli e l'allestimento scenico di Arcangelo Corinti ed Elda Martinelli.
Una commedia brillante e travolgente che porta sul palcoscenico il teatro nel teatro, giocando sul confine tra ciò che accade davanti agli spettatori e quello che, invece, succede dietro le quinte. Un meccanismo comico fatto di equivoci, imprevisti, ritmo e situazioni paradossali, nel quale la macchina teatrale sembra continuamente sul punto di andare in pezzi.
Ma Rumori fuori scena è anche una storia di gruppo e di affiatamento. Come raccontano gli stessi protagonisti, ogni spettacolo rappresenta un pezzo di cuore per una compagnia, ma alcuni lavori finiscono per diventare qualcosa di più: un'esperienza condivisa capace di unire le persone dentro e fuori dal palco.
«È il caso del nostro Rumori fuori scena – raccontano dal Teatro di Carta – uno spettacolo che ci ha messo alla prova, ci ha fatto divertire e che, proprio per questo, è diventato qualcosa di speciale per tutti noi. Ma tutte le cose belle hanno una fine e questa, a Ronciglione, potrebbe essere la nostra ultima replica di questo testo scoppiettante. Poi, chissà…».
Sul palco saliranno Alice Corinti Passeri, Arcangelo Corinti, Stefano De Grossi, Linda Arduini, Lorenzo Palmisciano, Ramona Giraldi, Simona Goletti, Andrea Celestini, Sara Cervelli, Gabriele Spatafora, Aurora Natale, Serena Amore e Alice Arduini.
Una serata pensata per chi ama il teatro e per chi vuole semplicemente trascorrere qualche ora all'insegna del divertimento, lasciandosi coinvolgere dall'energia di una compagnia che ha fatto di questo spettacolo un'esperienza collettiva.
L'appuntamento è per sabato 10 ottobre alle ore 21.00 al Teatro Comunale “Ettore Petrolini” di Ronciglione.
Tarquinia, controlli della Polizia Locale sui proprietari di cani, scattano le sanzioni
TARQUINIA – Prosegue e si intensifica l'attività della Polizia Locale di Tarquinia per garantire il rispetto delle regole sulla conduzione degli animali e il decoro degli spazi pubblici.
Sono stati rafforzati i controlli sui proprietari di cani, con particolare attenzione all'obbligo del guinzaglio, alla raccolta delle deiezioni e, più in generale, alla corretta custodia e gestione degli animali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dai regolamenti comunali. Nel corso di questa settimana, gli agenti hanno individuato in tempi brevi il proprietario di un cane che aveva lasciato le deiezioni in un'area pedonale del centro storico. Il responsabile è stato convocato e sanzionato con 100 euro, come previsto dal regolamento comunale.
L'episodio rientra in un'attività di vigilanza più ampia che ha già portato a diverse sanzioni per violazioni relative alla conduzione e alla custodia degli animali. I controlli riguardano, oltre alla mancata raccolta delle deiezioni, la conduzione senza guinzaglio, la mancata identificazione o microchippatura quando prevista e l'assenza di adeguata custodia dell'animale.
Parallelamente, è stata intensificata la presenza della Polizia Locale nei parchi cittadini e nelle aree verdi, attraverso servizi a piedi e lo stazionamento degli agenti nei luoghi più frequentati, in particolare da bambini e anziani.
L'obiettivo è garantire maggiore sicurezza, tutelare il decoro urbano e favorire una corretta fruizione degli spazi pubblici. I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane in tutto il centro abitato.
Tarquinia, Le vie dellhorror torna per Halloween con una grande parata in maschera
TARQUINIA - Una parata in maschera sarà la grande novità dell'edizione
2026 de 'Le vie dell'horror', in programma sabato 31 ottobre nel centro storico di Tarquinia.
Alle 21.30, al termine del percorso, i figuranti daranno vita a un corteo accompagnato dalla musica. La sfilata partirà dall'arco del palazzo comunale, in piazza Giacomo Matteotti,
percorrerà corso Vittorio Emanuele e arriverà in piazza Cavour, accompagnando il pubblico verso la conclusione della serata di Halloween. A partire dalle 18, Tarquinia cambierà volto per accogliere 'Le vie dell'horror', che si snoderà tra vicoli, piazze e scorci medievali. Scenografie, giochi di luci e suoni e decine di figuranti trasformeranno la città in un grande scenario dedicato al mistero e alla paura. Lungo il percorso i visitatori incontreranno scheletri, vampiri, fantasmi, zombie e altre creature terrificanti, protagonisti di un viaggio fatto di incontri, sorprese e momenti di spettacolo. La manifestazione è organizzata dall'associazione Hinsette, nata dal gruppo di volontari che ha ideato e realizzato il percorso nelle precedenti edizioni, con il sostegno del Comune di Tarquinia e la collaborazione del Centro di Aggregazione Giovanile e di Evensound 2.0.
Trovato con 12 grammi di cocaina, denunciato un uomo a Grotte di Castro
GROTTE DI CASTRO - I Carabinieri della Compagnia di Montefiascone hanno condotto una serie di servizi straordinari di controllo del territorio nei comuni di Montefiascone e Grotte di Castro. L'operazione è stata predisposta nell'ambito delle attività di prevenzione per garantire la sicurezza della circolazione stradale, contrastare situazioni di degrado o illegalità e prevenire la diffusione di sostanze stupefacenti.
Sul fronte del contrasto agli stupefacenti, gli accertamenti condotti dai militari hanno portato al deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo di un residente a Grotte di Castro. Nel corso dell'intervento sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro probatorio oltre 12 grammi di cocaina, circa 11,80 grammi di mannite (utilizzata come sostanza da taglio), un bilancino di precisione e materiale idoneo al confezionamento delle dosi. Nello stesso contesto operativo, un altro soggetto è stato trovato in possesso di 0,63 grammi di cocaina, sottoposti a sequestro amministrativo con relativa segnalazione all'autorità competente.
Relativamente ai controlli sulla viabilità, il dispositivo straordinario, che ha visto impegnate diverse pattuglie sul territorio, ha previsto un focus specifico sul monitoraggio di ciclomotori e motocicli. Il bilancio complessivo delle verifiche attestate registra l'identificazione di 174 persone e il controllo di 160 veicoli. Le infrazioni riscontrate hanno determinato l'emissione di 16 sanzioni per violazioni al Codice della Strada, per un ammontare complessivo pari a 4.079,00 euro.
L'attività svolta si inserisce nel quadro delle verifiche territoriali periodiche finalizzate a tutelare la sicurezza collettiva e la tranquillità delle comunità locali nei centri interessati.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA
L’indagato è persona nei cui confronti vengono svolte le indagini preliminari a seguito dell’iscrizione di una notizia criminis a suo carico; nel sistema penale italiano la presunzione d’innocenza, sancita dall’art. 27 della Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.
Brucia carta e plastica in cantiere, denunciata una persona
VITERBO - Nei giorni scorsi, in località Grotte di Santo Stefano del Comune di Viterbo, una densa colonna di fumo nero dall’odore acre ha allarmato i cittadini viterbesi, i quali hanno prontamente richiesto l’intervento dell’arma dei carabinieri.
L’immediata azione dei militari del nucleo carabinieri forestale di Montefiascone ha consentito di individuare celermente il cantiere da cui si stavano sprigionando le fiamme. Sul posto era stato accumulato disordinatamente sul suolo nudo un ingente quantitativo di rifiuti speciali non pericolosi, tra cui cartoni, imballaggi e teli plastici di varia natura.
I rifiuti, lasciati privi di qualsiasi vigilanza, erano in attiva combustione. Il denso fumo nero e pungente si propagava sulla sede stradale della Strada Teverina, compromettendo la visibilità e mettendo in pericolo la sicurezza della circolazione veicolare.
Spento il rogo, le successive attività investigative hanno permesso di identificare il responsabile, che è stato deferito all’Autorità Giudiziaria dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Viterbo, per il reato di combustione illecita di rifiuti (art. 256 bis del D.Lgs. 152/2006). L’indagato rischia la pena della reclusione da due a cinque anni, oltre al risarcimento del danno ambientale. Si ricorda che la norma punisce severamente tale condotta, prevedendo fino a sei anni di reclusione qualora l’abbruciamento riguardi rifiuti pericolosi e, in flagranza di delitto, si può procedere all’arresto.
La combustione incontrollata di rifiuti plastici a basse temperature rappresenta una condotta di estrema gravità. Tale processo libera nell’aria sostanze altamente tossiche, quali idrocarburi policiclici aromatici (IPA), furani, composti organici volatili (COV) e particolato fine e ultrafine (PM10 e PM2.5) in grado di veicolare metalli pesanti. La presenza di cloro in materiali come il PVC (Policloruro di Vinile) determina inoltre la produzione di diossine. Tali contaminanti sono composti bioaccumulabili diffondendosi nei tessuti grassi e, oltre agli immediati effetti di tossicità acuta in caso di inalazione diretta, persistono nell’ambiente e si inseriscono nella catena alimentare, provocando gravi effetti sulla salute anche a lungo termine. I residui della combustione, inoltre, si depositano sul suolo nudo con il rischio di contaminare i terreni e le falde acquifere sottostanti.
Nel richiamare la massima attenzione sul corretto smaltimento dei rifiuti attraverso le filiere autorizzate, i militari della linea Forestale dell’Arma dei Carabinieri invitano i cittadini a collaborare segnalando tempestivamente eventuali comportamenti illeciti. Le segnalazioni possono essere effettuate tramite il Numero Unico di Emergenza 112 o il numero di pubblica utilità ambientale 1515, contribuendo così in modo attivo alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, beni fondamentali garantiti dalla Costituzione della Repubblica Italiana.
